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Liguria e Basso Piemonte

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Ferrovia a monte, da demolire ‘solo’ 173 immobili


Il Secolo XIX riporta la notizia che con il trasferimento a monte dei binari da Andora a Finale Ligure, con l’attuale progetto, dovranno essere demoliti 173 immobili e  distrutti 45 ettari di terreno agricolo. In compenso migliaia di seconde case ospitate nei palazzoni (realizzati col boom edilizio) che si affacciano sulla ferrovia incrementeranno il loro valore del 30% come accade già nell’imperiese. Segnando una ripresa del mercato immobiliare delle seconde case e valorizzazione patrimoniale.

 

FILIPPO MAFFEO – “L’intervista del Secolo XIX a Vincenzo Macello, direttore investimenti di Rfi, a domanda risponde: …“Sarà inoltre realizzato il raddoppio di linea a Ponente, tra Andora e Finale, ancora a binario unico” Qualcuno informi il commissario Macello che la tratta Andora Finale, per un buon tratto, da Albenga a Loano è già a doppio binario. Doppio binario, una coppia di binari, quattro rotaie di ferro, per essere chiari. Verificabile in loco. Se sulla planimetria che lui ha letto viene indicata l’esistenza di un binario semplice (o come lui dice, con espressione poco tecnica, binario unico, circostanza che a priori non si può escludere, ebbene si tratta di un errore. Forse materiale, perché fondata sul tracciato originario, ottocentesco e non più aggiornato.

Davide Vivai Michelini (azienda floricoltura a Borghetto S.S)- Enormi danni all’agricoltura verranno fatti anche nella piana di Borghetto Santo Spirito e Pietra Ligure. I danni alle falde acquifere saranno per tutto il ponente savonese, così come i danni al territorio che causeranno ulteriore dissesto idrogeologico. I gravi danni di questo progetto si riverseranno su tutti i cittadini e i turisti innamorati della Liguria, sempre meno viaggiatori useranno il treno, ubicato in scomode stazioni e aumenterà ulteriormente il traffico veicolare sulla statale Aurelia e sulle Autostrade liguri già ora al collasso. Un progetto fossile e anacronistico che renderà il ponente ligure ancora più isolato, congestionato e inquinato.
Andrea Chiarini- In teoria le ferrovie sono una buona risposta ambientale, rispetto ad auto e strade, proprio per non isolare un territorio e decongestionare il traffico. Quello che è incomprensibile è come una scelta più green invece diventi un danno. Probabilmente c’è un errore nei progetti e nel futuro della rete per organizzazione dei treni. In Austria, Germania, Svizzera e Francia il trasporto su rotaia è privilegiato ed avanzato proprio dal lato ambiente.
Davide Vivai Michelini- E’ proprio così. Questo è un pessimo progetto che depotenzia il trasporto ferroviario, rendendolo scomodo e poco appetibile, favorendo gli spostamenti in automobile. In nessun paese euroeo ecologicamente più avanzato approverebbero un simile progetto. Purtroppo sono 30 anni che viviamo un depotenziamento del trasporto ferroviario a ponente. Il treno va favorito, non spostato nel nulla…. Commissariando un’ opera senza ascoltare il territorio…
Ivano Rozzi (ex sindaco di Giustenice) – Tra l’ altro con i nuovi treni a sospensione dinamica si azzera in pratica il rumore . Il futuro sta nella nella buona gestione dell’esistente e molto meno nella realizzazione di altre opere che non si riuscirebbe a mantenere. Inoltre sono già ora perdenti nel rapporto tra costi e benefici. Loano ha una grande occasione con l’attuale amministrazione , realizzare subito i due cavalcavia nei due punto ove sono ancora presenti gli spazi. Successivamente la realizzazione dei due nuovi tunnel a levante e ponente e la città cambierebbe aumentando di molto il già grande valore.
Alessandro Panizza (capostazione) – La costruzione di sottopassi non richiede il fermo treno. A Pietra Ligure non abbiamo fermato nulla per costruire il sottopasso di stazione. Basta volerlo.
Ottaviano Durante –  Non condivido l’opinione semplicistica che i benefici siano maggiori dei disagi e quindi va bene così a prescindere. I tecnici devono impegnarsi a ridurre i disagi per evitare delle cattedrali nel deserto. Ricordo che dai dati Rfi l’utilizzo del treno nella provincia di Imperia si è ridotto del 50%. Quindi potenziare il servizio rendendolo degno alla linea che rappresenta la Liguria di raccordo con la Francia,   organizzare al meglio i servizi accessori, concordare già ora il destino degli spazi della linea dismessa non a parole ma con progetti realizzabili.

DA SITRAM SEGRETERIA GENOVA – Assurge sempre di più all’onore delle cronache la situazione di grave carenza idrica nel Ponente savonese, con numerose località afflitte dal problema (si pensi a Zuccarello in cui sono dovute intervenire le autobotti) e l’avanzamento del “cuneo salino” nell’albenganese. Ma il resto della Regione sta meglio? L’arrivo di precipitazioni potrà temporaneamente alleviare il problema della crisi idrica, ma ci si dimentica – in preda ad altre emergenze – che siamo di fronte ad un’emergenza climatica mondiale, cui dovrebbe corrispondere adeguata pianificazione del territorio.

La realizzazione del nefasto progetto di spostamento a monte della ferrovia causerà danni irreversibili alle falde acquifere, e questa cosa è scritta nero su bianco nella stessa documentazione di progetto, dando prescrizioni di dubbia efficacia. Paradossale: mentre si aggrava sempre di più una crisi ambientale, una parte della politica vorrebbe portare avanti un progetto che aggraverà la situazione: un futuro senz’acqua grazie al progetto di spostamento a monte della ferrovia!

E la perdita delle falde non potrà che comportare ricadute deleterie al comparto agricolo, il quale ha già espresso con chiarezza la sua contrarietà a questo progetto, rimarcando anche come il consumo di suolo – con ettari ed ettari di territorio persi – porterà danni per cento aziende, con conseguenze dal punto di vista occupazionale. Insomma, un futuro con ancora meno lavoro grazie al progetto di spostamento a monte della ferrovia.

Che poi questo progetto abbia conseguenze negative anche sulla mobilità sostenibile, sugli utenti e sull’accessibilità dei territori è una cosa talmente evidente che sorprende doverlo ricordare. Ci chiediamo come qualche isolato politico possa ancora sostenere che il servizio migliorerà, a fronte peraltro del disastro già fatto nell’imperiese e del dato che sono gli stessi comitati di pendolari a contestare il progetto. Per concludere, un futuro con ancora meno treni grazie al progetto di spostamento a monte della ferrovia!

È questo il futuro che la regione e i suoi cittadini meritano? Senz’acqua, senza lavoro e senza treni?

Molta parte della politica parla di necessità di revisione del progetto. Ma non basta. Il progetto di spostamento a monte è un progetto sbagliato nei suoi presupposti, e va accantonato. E l’ultima cosa di cui c’è bisogno è fare in fretta e portare avanti comunque un progetto sbagliato, cercando di correggere ciò che non è correggibile. Altro che commissariamento. Quest’opera andrebbe “decommissariata” e riportata sui binari giusti di un progetto impostato su corretti criteri ambientali, economici e trasportistici.

Bisogna dire un no a questo progetto, ma per dire invece un si:

1) ad un raddoppio ben più economico e funzionale che parta da quel 1/3 della tratta tra Loano ed Albenga già a doppio binario, che va salvaguardato;

2) alla messa in campo di quegli interventi infrastrutturali e tecnologici puntuali, fattibili già subito, come il ripristino dei binari di incrocio, l’adozione di nuove tecnologie di segnalamento e sicurezza (in via di adozione in altre parti d’Italia) e la realizzazione di sottopassi e sovrappassi;

3)  al miglioramento “domani” del servizio, cosa che la Regione ha già detto non essere un problema di “binario unico” ma solo di risorse economiche. Sia la Regione a recuperarle ricontrattando economicamente il contratto di servizio con Trenitalia. Giovedì 31 marzo 2022.

 


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