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Alassio, lassù qualcuno ti ama. Pagine di storia. E oggi? Melgrati assolto: ‘Il procuratore capo di Genova dovrebbe vergognarsi e fare ammenda come l’ex direttore del Secolo XIX’. L’on. avv. Vazio: I giudici hanno lavorato bene


‘Cuvea de Balun’ libro di Pier Luigi Accame, Dante Schivo e Guglielmo Olivero. Seconda puntata con trucioli.it. Altri quattro personaggi del capitolo ‘Alassio, lassù qualcuno ti ama’: Angelo Bottelli (Angiulin), Giuseppe Damiano (Pinin), Giuseppe Brusco (Pepin), Silvio Gallo. E altre notizie di cronaca fresca. Il sindaco Melgrati, assolto in  Cassazione, bellicoso, si dichiara soddisfatto ma disgustato attacca, mentre il suo difensore on. Vazio: I giudici hanno lavorato bene. Vedi anche La Stampa: Alassio rilancia il suo santuario….

ALASSIO LO SFOGO DEL SINDACO ASSOLTO IN CASSAZIONE:
PRONTO A CHIEDERE I DANNI ALLO STATO E ALLA MAGISTRATURA
Marco Melgrati nell’aula della corte d’Appello di Genova con il suo difensore avv. Franco Vazio ripresi e intervistati dall’editore di Ivg.it Matteo Rainisio

Melgrati: disgustato di certa maniera di spettacolarizzazione della Giustizia. 

COMUNICATO STAMPA – Posso essere simpatico, antipatico, apparire supponente, mentre sono sensibile e sempre disponibile per tutti e sono fiero di cosa ho realizzato e continuerò a fare per la mia città!

Oggi, dopo una giornata di riflessione sull’ennesima assoluzione, la 35esima su 35 processi, forse la più importante, è il momento dei bilanci… e soprattutto di un grazie al mio avvocato, l’On. Franco Vazio, che mi ha sempre assistito con una passione, una professionalità e una amicizia che va ben oltre al suo ruolo di avvocato difensore.”
Marco Melgrati, sindaco di Alassio, dalla pagina del suo account Fb torna sulla sentenza della Cassazione che dopo dieci anni mette la parola fine alla vicenda “Spese Pazze” per una riflessione a tutto tondo. “Per il resto – continua – sono disgustato di certa maniera di spettacolarizzazione della Giustizia da parte di PM in cerca di visibilità sulla pelle dei cittadini che hanno dimostrato ancora una volta la loro onestà. Il Procuratore capo di Genova dovrebbe vergognarsi e fare pubblica ammenda, come l’allora direttore del Secolo XIX dott. La Rocca che ha tenuto per due mesi in prima pagina le foto dei capogruppo in Regione come fossimo dei delinquenti… e allora val la pena di dire: ma chi ce lo fa fare!!! La risposta è solo una: voglio bene alla mia città e ritengo, forse con un poco di presunzione, suffragata dai fatti, di essere l’unico Sindaco in grado di realizzare per la Mia città opere pubbliche importanti… dopo il mio ultimo mandato in Comune i due Sindaci che si sono succeduti non sono riusciti a realizzare nemmeno un’opera pubblica, a fronte di tutte quelle che ho realizzato con la mia squadra… posso essere simpatico, antipatico, apparire supponente, mentre sono sensibile e sempre disponibile per tutti… questa è una città strana dove sei fai una cosa bene è data per scontata, se fai un piccolo errore vieni messo in croce… ma come si sa nemo profeta in patria…
Ma Vi assicuro che continuerò con rinnovato impegno per rendere questa città sempre più bella e accogliente, nonostante la cecità di molti sulle strategie da seguire e il livore dei miei detrattori… nemici no, perchè per me non esistono nemici ma solo poveri invidiosi… poi nessuno è perfetto e io certo non lo sono, ma sono fiero di cosa ho realizzato e continuerò a fare per la mia città!”
La Cassazione ha rigettato, considerandolo inammissibile, il ricorso della Procura generale di Genova. In questo modo le assoluzioni sono diventate definitive. Tra gli altri imputati figuravano anche Edoardo RIxi, ex viceminsitro della Lega nel primo governo Conte che si era dimesso dopo la condanna in primo grado, quindi Michele Boffa, ex presidente del Consiglio regionale (Pd), Antonino Miceli (Pd), Marco Melgrati (Fi), Luigi Morgillo (Fi), Matteo Rosso (Fi), Gino Garibaldi (Fi) , Franco Rocca (Fi), Alessio Saso (Ncd), Francesco Bruzzone, senatore della Lega, allora presidente del Consiglio regionale, Marco Limoncini (Udc), Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando), Aldo Siri (Lista Biasotti), Raffaella Della Bianca (Fi), Roberta Gasco (Udeur), Marilyn Fusco (Idv), Giacomo Conti (Federazione della Sinistra), Matteo Rossi e Alessandro Benzi, entrambi in Sel.
Per loro le pene in primo grado andavano da 3 anni e due mesi a 2 anni e un mese. Erano già stati assolti in primo grado Massimo Donzella (Udc), Ezio Chiesa (Pd) e Stefano Quaini, ex Idv e Sel.
E IVG.IT – Spese pazze, Vazio: “Gli innocenti hanno sofferto, ma i giudici hanno lavorato bene. Folle abrogare la Severino, ma va modificata”. L’avvocato che ha presentato l’istanza decisiva propone le sue riflessioni: “La magistratura va difesa da chi la vorrebbe condizionata al potere esecutivo e legislativo”

“Sono molto contento per l’assoluzione di Marco Melgrati: dal primo istante ero convinto della sua innocenza. Lo conosco sia personalmente che come sindaco e non ho mai pensato che si fosse appropriato di un solo euro”. A parlare è Franco Vazio, avvocato del sindaco di Alassio Marco Melgrati nel corso del processo legato alle famigerate “spese pazze” in Regione. Parole che hanno un peso perché se da un lato è il suo legale, dall’altro è suo avversario in politica: Vazio è deputato nelle fila del Pd, mentre Melgrati ha costruito la propria carriera nel centrodestra (all’epoca dei fatti di cui era accusato – essersi fatto rimborsare spese non legate al proprio mandato – era consigliere regionale per Forza Italia).Se chi al primo giro ha deciso di patteggiare ha pagato per colpe che evidentemente non erano tali, chi ha scelto di lottare in tribunale è uscito pulito dalla vicenda: a sancirlo definitivamente è stata la Corte di Cassazione, che ha di fatto confermato le assoluzioni “perché il fatto non sussiste” dei gradi precedenti. “Il processo era peraltro molto complesso – spiega Vazio – sia per la mole dei documenti di indagine, sia per la pluralità di imputati. E ciò è testimoniato dal fatto che ha visto la partecipazione di illustrissimi e bravissimi avvocati”. Vazio ha avuto un ruolo chiave nella conclusione della vicenda: è stato proprio lui infatti a proporre l’istanza di inammissibilità accolta dalla Cassazione. “Un motivo di enorme soddisfazione”, chiosa il legale.

Tra coloro che vedono il proprio nome riabilitato c’è anche Melgrati, che pure un prezzo “politico” lo ha pagato: da consigliere comunale con una carriera ormai lanciata, si è trovato per certi versi costretto a ritornare al punto di partenza. Anche per questo ora dice di voler valutare se fare causa contro la Procura e contro lo Stato per chiedere i danni.

E’ comprensibile lo sfogo di Melgrati nel momento in cui il peso che lo opprimeva da anni si è dissolto ed è giusto valutare ogni situazione. Credo che però vada affermato che mai come in questo processo i giudici abbiano fatto bene il loro lavoro. Sia in primo, che in secondo grado è stato correttamente escluso che le spese di cui è stato richiesto il rimborso fossero di natura privata e analogamente hanno fatto i pubblici ministeri.”

ALASSINA D’ADOZIONE E BRILLANTE CARRIERA –  Julia, ingegnere spaziale, è nata in Belgio con doppia nazionalità, ma con la mamma si è trasferita ad Alassio 10 anni fa e ha frequentato elementari medie e liceo ad Alassio e Albenga . Poi l’università a Pavia nel collegio Ghisleri per meriti. Laurea in ingegneria meccanica e laureanda al Politecnico di Milano in ingegneria aero spaziale dove è stata selezionata con altro ingegnere italiano e altri 28 europei e canadesi per corso presso Esa ente spaziale europeo. A suo tempo era stata premiata anche dal sindaco Canepa per meriti scolastici. Ha la nazionalità olandese per la nonna materna che ha fatto la guida turistica in lingua tedesca, inglese, italiano, francese e fiammingo.

DA LA STAMPA A FIRMA DI GIO’ BARBERA

ALASSIO RILANCIA IL SUO SANTUARIO


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