Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Altare eredità Capasso – Morand: rinunciano gli eredi dopo il ‘giallo don Farris’. La sorte del palazzo

Come è finito il ‘giallo eredità coniugi Capasso’ ? Chi sono beneficiari in assenza di un testamento ?  “Ricordo che sono stata la prima ed unica ad onorare subito Florette Morand. Sia al funerale, in news web, in un mio libro, in apposito sito web”. Lo scrive a trucioli.it  Simona Bellone dopo aver letto il nostro blog ( 8 aprile 2021 di Benito Poggio…). E  in precedenza abbiamo scritto: https://trucioli.it/2019/03/20/altare-e-giallo-su-villa-capasso-don-farris-io-esecutore-testamentario-nessuno-mi-ha-informato-la-vedova-del-poeta-amico-di-montale-e-pirandello-e-morta-a-genova/

Florette Morad ved. Capasso e Simona Bellone

Chi  sono dunque eredi  della coppia Capasso – Morand ? Trucioli.it può ora svelare che gli eredi legittimi di entrambi le parti, legalmente avvisati, non hanno manifestato interesse forse ‘spaventati’ dalle spese da affrontare rispetto al valore complessivo dei beni. Ci sono tasse arretrate da pagare quali Imu, Tari, successione, ma anche costosi restauri che impone la villa storica di Capasso di Altare. E che senza interventi rischia di finire in macerie.

Aldo Capasso

E’ utile del resto rileggere un articolo sul Secolo XIX del 12 marzo ( Altare, parte il progetto per recuperare gli scritti del poeta Capasso, obiettivo riaprire la dimora dell’autore). E su L’Ancora (Altare: Il piano di ricupero e valorizzazione delle opere di Aldo Capasso) del 8 aprile in cui si annuncia pure che verrà riaperta Villa Capasso peraltro ancora inagibile. Ad Altare, dunque, iniziava il lavoro per valorizzare il patrimonio epistolare e i volumi della collezione di Capasso in concomitanza con la fruibilità della dimora dell’autore. La svolta, grazie all’intervento del Comune dopo aver interessato la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria  e che ha portato i tecnici a visitare l’edificio che Capasso condivideva con la moglie, Florette Morand.  In passato peraltro al centro di polemiche come documenta l’archivio stampa  (vedi a fondo pagina).

“Abbiamo chiesto di essere presenti come comitato Memorial Capasso e Morand – si legge in una nota di un paio di mesi fa – ma non sappiamo ancora nulla in merito”.

Nel ‘palazzo Capasso‘ dunque hanno svolto un sopralluogo il sindaco, probabilmente con un tecnico del Comune e la Soprintendenza, accompagnati dal curatore legale che detiene le chiavi del palazzo in attesa che si concluda l’iter testamentario dopo la rinuncia formale degli eredi.  Si dice che durante il sopralluogo  si sono trovati di fronte un’invasione di piccioni. E che quanto prima si sarebbe  svolto un inventario aggiornato e va da se l’esigenza di provvedere ad una generale opere di pulizia salvando il salvabile. Il primo sopralluogo, da quanto emergerebbe, risale al 12 marzo 2021.

Ebbene c’è una persona che forse più di altri, negli ultimi anni, ha tenuto rapporti con la vedova Capasso. E’ Simona Bellone che ha scritto un libro, nel 2019,  descrivendo la loro carriera artistica completa ed omaggi internazionali: “Grazie Aldo Capasso Merci Florette Morand”
http://www.condividendocultura.it/libricaarteiv2.html. C’è inoltre un sito in loro omaggio e premio internazionale per la cultura italiana nel mondo (rimandato al 2022 per COVID) www.condividendocultura.it

La sorella (deceduta) di Florette Morand ha avuto figli e nipoti, non solo in Guadalupa ma anche in Francia,  mentre Aldo Capasso avrebbe dei nipoti, figli di cugini. Gli eredi della sorella, contattati da un giornalista Guadalupense, hanno fatto presente di non avere alcun interesse a quanto lasciato dalla zia.

Il Palazzo Capasso in una foto d’archivio di Simona Bellone

Avere la proprietà di un palazzo così problematico strutturalmente, senza denaro ereditato per gestirlo, sarebbe per chiunque oneroso, buon ultimo il tema tassazione eredi di terzo. E le autorità italiane si sono attivate anche in Guadalupa.

Comunque decorso il tempo definito dalle leggi, i diritti si intendono decaduti e subentra lo Stato. Il Comune  di Altare è, a sua volta, intervenuto chiedendo lumi alla Soprintendenza di Genova, alla luce della più che probabile presenza di cimeli di importanza storica ed artistica.
Tutti ritenevano che l’anziano Don Giovanni Farris (nel frattempo deceduto il 9 giugno 2020 ) fosse stato dichiarato esecutore testamentario grazie ai rapporti di fiducia e frequentazione con Florette, ma anche con il marito. Invece la vedova non aveva incaricato nessuno di gestire i suoi beni, così pure per i copyright. Forse non si aspettava di morire così presto e vivendo a Genova, d’inverno, si era isolata dalle amicizie valbormidesi.
Si aggiunga che il palazzo era stato dichiarato inagibile da anni.  Con il tetto in condizioni precarie, da rifare come tutti gli impianti interni. C’è chi ricorda che la soffitta (a rischio infiltrazioni) fosse ‘zeppa’ di libri anche se un buon numero era già stato donato alla biblioteca Altarese. E ancora c’è chi ricorda che Florette per il Premio Capasso  spendesse molto denaro, al punto che vendeva le opere d’arte per far far fronte ai suoi bisogni.
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Simona Bellone –
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