Trucioli

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Autofiori: 7 anni fa assolti in appello. Lavori ai caselli di Albenga, Andora, Borghetto senza appalti. Imprese pagate per ‘manutenzione’. Le intercettazioni

Un’Autofiori story che passò inosservata sui mass media savonesi. Ebbe invece risonanza mediatica nelle cronache imperiesi. Non destò tuttavia interesse che nell’inchiesta, nelle condanne in tribunale a Imperia e nel ‘tutti assolti’ in Corte d’appello a Genova, fossero in ballo lavori per la ristrutturazione dei ‘caselli’ di Andora, Albenga, Borghetto S. Spirito e San Bartolomeo al Mare. Una vicenda, leggendo le carte processuali, da ‘manuale di appalti’ (per l’accusa truccati) finita in bolla di sapone.

E nel savonese fosse coinvolta un’impresa affermata che tra i referenti può esibirire Il Gruppo Gavio, l’Asl 2 Savonese, la Provincia di Savona, i Comuni di Arenzano, Bardineto, Sassello e Vado Ligure.  La prima ‘uscita pubblica’ (3 ottobre 2013) che rivelava il presunto scandalo si titolava: Autofiori sotto inchiesta. Blitz della Finanza  nella sede di Imperia  della società. Si indaga per lavori senza gara ai soliti…sette perquisizioni per le ristrutturazioni ai caselli. Intercettazioni telefoniche e sequestri ….Si ricorreva alla ‘voce manutenzioni’ per aggirare la normativa di legge sugli appalti pubblici.

TUTTI ASSOLTI- PUBBLICAVA IMPERIA POST
Imperia: Autofiori, processo appalti truccati. Colpo di scena in appello, assolti tutti gli imputati. “Il fatto non sussiste” . La Corte d’Appello di Genova ha ribaltato la sentenza del Tribunale  di Imperia e i quattro imputati sono stati assolti ( “appalti truccati” dell’Autofiori.)

Federico Lenti, Marco Bianchini, Francesco Ferrari e Gianfranco Varano che avevano presentato tramite i propri legali ricorso in Appello contro la condanna di primo grado, sono stati assolti perché “il fatto non sussiste”.
L’indagine, condotta nel 2011 dalla Guardia di Finanza di Imperia, era relativa, in particolare, agli appalti per le opere di manutenzione e riqualificazione dell’Autostrada dei Fiori. A processo erano finite sei persone, l’ex amministratore delegato della società con sede di via Matteotti Alfredo Borchi, 77 anni, i dirigenti Federico Lenti, 51 anni, Giacomo Massa, 52 anni, e Francesco Ferrari, 54 anni, di Alassio, e due imprenditori, Marco Bianchini, 44 anni, amministratore della “Intercostruzioni srl”, e Gianfranco Varano, 72 anni, amministratore della“Icoel srl”, società con sede in via Argine Sinistro a Imperia.

Al termine del processo di primo grado furono condannati Lenti, Ferrari, Bianchini e Varano. Assolti invece BorchiMassa, i quali (Borchi è deceduto nel settembre 2017) non figurano infatti nel processo di Appello. Ecco le accuse – Ecco quali erano i capi di imputazione per gli imputati:

CAPO A – Turbativa d’asta nell’ambito dell’appalto per i lavori di riqualificazione del piazzale alla barriera di Ventimiglia
CAPO B – Turbativa d’asta nell’ambito dell’appalto per i lavori di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito
CAPO C e D – Turbativa d’asta nell’ambito dell’appalto per i lavori di riqualificazione ai caselli di Imperia, San Bartolomeo al Mare e Albenga, Andora.
Come si era concluso il processo di primo grado in Tribunale a Imperia.

Capi B, C, D

Federico Lenti (difeso dall’avvocato Edda Gandossi) condannato a 6 mesi e 20 giorni di reclusione, 300 euro di multa;

Marco Bianchini (difeso dagli avvocati Zappa e Cucciatti) condannato a 4 mesi e 200 euro di multa;

Ferrari Francesco (difeso dall’avvocato Massimo Boggio) condannato a 4 mesi e 200 euro di multa;

Gianfranco Varano (difeso dall’avvocato Maurizio Temesio) condannato  a 5 mesi e 20 giorni e 300 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.

Capo A

Federico Lenti assolto perché il fatto non sussiste;

Alfredo Borchi assolto perché il fatto non sussiste; assolto anche per il capo B perché il fatto non costituisce reato;

SI LEGGEVA SU IMPERIA POST DEL 21 MARZO 2018: IMPERIA- AUTOFIORI. PROCESSO APPALTI TRUCCATI, CHIESTA LA CONDANNA PER I CINQUE IMPUTATI. IL PM ZOCCO: “LAVORI AFFIDATI SENZA GARA E…

L’UDIENZA – È stata necessaria una requisitoria di oltre 3 ore, questa mattina, al Pubblico Ministero Marco Zocco, per illustrare al giudice Caterina Lungaro l’esatta ricostruzione dell’inchiesta sui presunti appalti truccati dell’Autofiori sfociata poi nel processo in corso presso il Tribunale di Imperia e procedere con le richieste di condanna.

L’indagine condotta nel 2011 dalla Guardia di Finanza di Imperia era relativa, in particolare, agli appalti per le opere di manutenzione e riqualificazione dell’Autostrada dei Fiori. A processo sono finite sei persone….

ECCO LE RICHIESTE DEL PM ZOCCO

Alfredo Borchi – Reato estinto per decesso dell’imputato

CAPO A – Turbativa d’asta nell’ambito dell’appalto per i lavori di riqualificazione del piazzale alla barriera di Ventimiglia.

CAPO B – Turbativa d’asta nell’ambito dell’appalto per i lavori di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito
CAPO C e D – Turbativa d’asta nell’ambito dell’appalto per i lavori di riqualificazione ai caselli di Imperia, San Bartolomeo al Mare e Albenga.

Federico Lenti – 2 anni e 4 mesi e 1.500 euro di multa
Giacomo Massa – 1 anno e 6 mesi e 800 euro di multa
Marco Bianchini – 1 anno e 6 mesi e 800 euro di multa
Francesco Ferrari – 2 anni e 1.200 euro di multa
Gianfranco Varano – 2 anni e 1.200 euro di multa

LA REQUISITORIA DEL PM ZOCCO

RIQUALIFICAZIONE PIAZZALE BARRIERA VENTIMIGLIA

“I lavori vennero affidati a un’impresa che non aveva partecipato alla procedura negoziata. Un fatto piuttosto clamoroso che fin dall’inizio ha attirato l’attenzione della Guardia di Finanza. Non avendo intercettazioni telefoniche a disposizione, relative al 2011 (sono iniziate solo nel 2013), è stata fatta una ricostruzione documentale, con l’acquisizione dei fascicoli di gara nel corso delle perquisizioni eseguite nella sede dell’Autofiori. La difesa si è giustificata spiegando che in quanto si trattava di un’opera propedeutica alla gara per i lavori di rifacimento dell’intero casello autostradale di confine, era necessario intervenire con urgenza.

A Lenti e Massa si contesta di aver invitato alla gara per l’affidamento dei lavori un’azienda priva dei necessari requisiti. Nel corso del dibattimento è emerso che si trattò di un errore e non di un fatto doloso, come spiegato dalla difesa. Il titolare della Ecotrasporti, Eligio Piero Bronzino, ricevette una comunicazione con la quale gli veniva richiesta la certificazione SOA, condizione necessaria per poter eseguire i lavori appaltati. Bronzino rispose di non esserne in possesso, proponendo e ottenendo l’affidamento dei lavori, in subappalto, a un’altra sua società, la LigurScavi Srl, in regola con la certificazione SOA (vedi a fondo articolo).

In fase di indagini preliminari Bronzino riferì agli inquirenti di un accordo con l’Autofiori per la formulazione della proposta, ma nel corso del dibattimento non ha confermato la propria versione, spiegando che non si trattò di una proposta dell’Autofiori, ma bensì di una sua iniziativa. Non ci sono dunque elementi a carico di Massa e Lenti. Nessuna dimostrazione di un tentativo collusivo da parte degli imputati. Per questo deve chiedersi l’assoluzione”.

LAVORI RISTRUTTURAZIONE CASELLO AUTOSTRADALE BORGHETTO

“Le contestazioni in questo caso sono relative alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. All’origine della contestazione l’affidamento diretto alla ditta Intercostruzioni Srl di Marco Bianchini, senza alcuna gara, dei lavori di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito. Secondo l’ipotesi accusatoria gli imputati avrebbero agito in concorso tra loro per affidare l’appalto alla Intercostruzioni Srl senza porre invece la ditta in concorrenza con altri soggetti.

In particolare, occorre, prima di elencare i fatti, precisare i rapporti tra l’ing. Lenti e Bianchini. Rapporti privilegiati e non ordinari, come testimoniato dalle intercettazioni telefoniche, determinati in questo caso.

Ad esempio, per quel che concerne la ristrutturazione dell’edificio dello svincolo di Sanremo Ovest, Lenti anticipò a Bianchini che l’avversario più ostico sarebbe stata la ditta Fratelli Negro e, in un secondo tempo, che era riuscito a dirottare la ditta Fratelli Negro su un’altra gara d’appalto (‘li ho portati su, da altre parti’). ‘Non c’è lo scuro?’. Così disse Bianchini al telefono facendo proprio riferimento alla ditta Fratelli Negro. In effetti, la Fratelli Negro non venne poi invitata alla gara per la ristrutturazione dell’edificio dello svincolo di Sanremo Ovest, che venne vinta proprio dalla Intercostruzioni srl, che poi non ottenne l’affidamento per un vizio di forma”.

Bianchini, inoltre, si diede da fare per trovare una ditta che facesse dei lavori sulla facciata del condominio dove viveva Lenti. In un’altra conversazione, Lenti, parlando con Bianchini, gli suggerì di ‘far tornare i prezzi in modo che vadano bene. Cerchiamo di far venire il numero giusto”. Anche questo è segno evidente del rapporto preferenziale tra i due.
Venendo poi all’appalto, bisogna partire da più lontano per ricostruire la vicenda. L’Autostrada dei Fiori aveva indetto, come ogni anno, una gara per la manutenzione ordinaria della rete autostradale. Il lotto 1 se l’era aggiudicato la società Intercostruzioni srl con un ribasso del 31,29%. Successivamente l’appalto è stato integrato con un ulteriore intervento, ovvero la ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito. I lavori sono stati affidati sempre alla Intercostruzioni Srl. Ed è su questo punto la contestazione. “Per aggiudicarsi l’intervento di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito, infatti, era arrivata anche un’offerta della Cmi Tieri pari a 57 mila euro. La Intercostruzioni Srl aveva presentato la propria offerta, pari a 59 mila euro, dunque più alta, solo successivamente. I lavori verranno però affidati alla Intercostruzioni Srl per 57 mila euro. Come? Con un ribasso d’asta del 31,29%, lo stesso applicato all’appalto originario di manutenzione, su un’ipotetica offerta pari a 82 mila euro. Questo lo si è abbiamo appreso da un documento ritrovato in sede di perquisizione.
In definitiva, l’Autostrada dei Fiori non ha considerato l’intervento di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito come un intervento a se stante, ma lo ha integrato all’appalto sulle manutenzioni. L’importo, però, era superiore ai 40 mila euro, dunque, sarebbe stato necessario indire un gara, invitando almeno cinque ditte. L’affidamento diretto, con integrazione all’appalto già esistente, si sarebbe potuto fare solo nel caso si fosse trattato di un’urgenza. In questo caso, però, ci troviamo davanti, come ampiamente documentato, a un’opera ampiamente prevista, non dal carattere straordinario. Non si può dunque configurare come manutenzione.
In più, nel corso dell’attività di intercettazione è emersa una conversazione tra Bianchini e Lenti, nel corso della quale Bianchini spiega al suo interlocutore che un dirigente dell’Autofiori, Massa, gli avrebbe detto, in merito all’appalto per i lavori di ristrutturazione del casello autostradale di Borghetto Santo Spirito, che ‘c’era un’altra offerta’, ma che ‘se riesci a fare quel prezzo io lo do a te, lo integriamo con le manutenzioni’.  Perché Bianchini non ha mai protestato con l’Autofiori quando ha saputo della nuova offerta? Se fosse stato un semplice lavoro di manutenzione sarebbe stato un suo diritto eseguirlo.Invece non ha mai detto nulla, a dimostrazione che gli stessi imputati la consideravano un’opera a parte.
LAVORI CASELLI SAN BARTOLOMEO, ANDORA, ALBENGA- La contestazione in questo caso riguarda l’affidamento diretto di lavori agli impianti di energia elettrica alla ditta Icoel srl di Gianfranco Varano. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli affidamenti avvenivano aggirando le procedure di gara. Nonostante l’importo dell’appalto fosse superiore ai 40 mila euro, e dunque fosse necessaria una gara, si procedeva all’affidamento diretto.
Importante, in questo caso, chiarire i rapporti tra l’ing. Borghi e Varano. Rapporti molto stretti, tanto che Varano si muoveva all’interno dell’Autofiori con una certa dimestichezza. Chiedeva l’affidamento di lavori con una certa insistenza. ‘Bisogna far rotolare le pietre, se no le cose non vanno bene” dice in una delle intercettazioni telefoniche che hanno innescato l’interesse investigativo. L’iter era chiaro. Invito all’offerta da parte di Lenti, invio dell’offerta da parte di Varano, risposta dell’Autofiori e affidamento.
In un’altra intercettazione, molto importante, un dirigente dell’Autofiori dice a Varano che ‘se l’ing. Borchi è d’accordo, come al solito facciamo in modo diretto’. Varano era al corrente in anticipo dei lavori. In un’altra telefonata, inoltre, parlano al telefono Lenti e Ferrari. Anche in questo caso la conversazione è significativa: ‘gli appalti sono spezzettati ad arte proprio per tenerli sotto la soglia’.  Nelle offerte presentate dalla Icoel, c’erano allegati anche computi metrici in realtà ritrovati solo successivamente, in fase di perquisizione, e sono superiori alla soglia minima per l’affidamento diretto, ovvero 40 mila euro”

CURRICULUM STORICO DELLA LIGURSCAVI DI QUILIANO

Ligurscavi s.n.c. , si legge sul sito aziendale, è stata fondata a Sassello in provincia di Savona nell’anno 1993. Nel febbraio 1998 trasferisce la sede operativa acquisendo magazzini per circa 2.500 mq. in comune di Quiliano nei pressi dello svincolo autostradale di Savona. L’impresa opera nel settore edilizia civile, stradale, movimento terra, trasporti,… Referenti della Ligurscavi:
SILEC S.p.A.
AUTOSTRADA DEI FIORI S.p.A.
AUTOSTRADE PER L’ITALIA S.p.A
ATS – AUTOSTRADA TORINO-SAVONA
ABC COSTRUZIONI S.p.A.- GRUPPO GAVIO
ELETECNO S.p.A.
A.S.L. n. 2 SAVONA
COMUNE DI SASSELLO (SV)
COMUNE DI ARENZANO (GE)
COMUNE DI BARDINETO (SV)
COMUNE DI VADO LIGURE (SV)
PROVINCIA DI SAVONA
AUTOGRILL S.p.A

I PRIMI PASSI DELL’INCHIESTA NELL’ARTICOLO DE IL SECOLO XIA DI IMPERIA IL 2 OTTOBRE 2013

 

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