Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Toti, subito una cambiale da onorare. I Verdi savonesi: recuperare l’entroterra aiuta anche la costa. Rilancio dei piccoli comuni, mettere mano agli edifici fatiscenti


Rigenerare. Nella campagna elettorale, appena conclusa, con vincitori (centro destra unito del presidente Toti) e vinti (centro sinistra diviso, con un candidato presentabile ma divisivo) tutti hanno promesso di correre in aiuto dell’unico grande malato della Liguria: i paesi nell’entroterra, da non confondere con aree appena a ridosso della costa baciate da sviluppo immobiliare. Per ora consoliamoci, Toti neo eletto ha annunciato, ancora una volta, “al via 18 sportelli in Liguria per il maggiordomo’.

I ‘Verdi’ che solo in Italia, Alto Adige escluso, sono fuori partita da anni, grazie alla loro anima savonese propongono una improrogabile priorità. E’ cambiale da onorare !  Rilancio dell’entroterra significa recupero di edifici abbandonati, ormai l’80 %. Non meno importante è fermare il dissesto idrogeologico, trovare soluzioni (e non ‘annunci’ da marinaio) alla desertificazione e abbandono. Leggi anche a fondo pagina ‘il manifesto dei piccoli comuni’.

di Gabriello Castellazzi

Recuperare l’entroterra per salvare la costa. La rivalutazione dei “piccoli comuni”. I vantaggi delle nuove tecnologie. Analisi dei Verdi savonesi. Di fronte ai disastri provocati dai recenti eccezionali eventi meteorici ci si chiede quali strategie si possano adottare per una efficace azione di difesa. Può essere utile aprire un confronto e fare un’analisi della situazione partendo da un presupposto: è possibile risanare l’entroterra per salvare la costa.

Per far questo bisogna rivalutare la realtà dei “piccoli comuni” del nostro entroterra utilizzando tutte  le opportunità che oggi vengono offerte: dalle tecniche di ingegneria ambientale adatte a contrastare il dissesto idrogeologico, alle nuove possibilità di vita per i cittadini che scelgono di ritornare popolare le zone meno urbanizzate della nostra provincia, approfittando delle nuove tecnologie internet (“fibra ottica” per la “banda larga”), da utilizzare per  inserirsi nello smart-working, oggi in rapida ascesa.

Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dichiarava: “Siamo fortemente determinati a portare internet e la banda larga su tutto il territorio nazionale a partire dalle aree interne e dai “piccoli comuni”, utilizzando anche il meccanismo europeo del Recovery Fund.”

Nella realtà savonese (entroterra di Albenga) abbiamo il Comune di Castebianco che già nel 2007 era famoso per essere il primo e unico “borgo medievale” in cui tutte le sue case erano cablate con cavi a fibra ottica. La situazione odierna vede solo un numero limitato di piccoli comuni savonesi coinvolti nel processo di modernizzazione: tra i cantieri aperti per la posa dei cavi possiamo citare Ortovero, Castelvecchio di Rocca Barbena, Bardineto, Calizzano, Dego, Sassello, Bormida e Quiliano, ma la maggior parte dei comuni della provincia è in attesa di questi interventi necessari per la connessione veloce.

Recentemente si sono registrati risvolti inattesi, per l’impatto Covid, con  la riscoperta di luoghi dell’entroterra dove il distanziamento è facile e i collegamenti internet funzionano. Questo permette l’estendersi dello “smart working” (o lavoro agile) e una singolare inversione culturale.

I grandi insediamenti urbani attraggono meno e in definitiva le competenze digitali di tanti lavoratori consentono la riscoperta di questi “piccoli comuni”: una realtà che in Italia comprende 11 milioni di cittadini in 5585 comunità periferiche con popolazione inferiore a 5000 abitanti.

Nella Liguria si è constatata una perdita di abitanti nei grandi centri urbani e nel savonese si è registrato uno spostamento di molte famiglie dalla costa verso l’entroterra alla ricerca di ambienti con elevato standard di vivibilità. Genova e Savona, come quasi tutti i comuni costieri, perdono residenti, mentre una tendenza contraria si verifica nel ponente dove alcuni piccoli comuni negli ultimi anni sono rinati: Tovo San Giacomo e Rialto si ripopolano, come Giustenice, che aveva 500 abitanti nel 1971 e ora quasi 1000.

Realtà territoriali che sono progredite nonostante una dura lotta contro il dissesto idrogeologico causato dai cambiamenti climatici. A Rialto, per fenomeni franosi, la Borgata Berea ha dovuto affrontare un blocco stradale di oltre 10 mesi, con danni rilevanti per tutte le attività.

Per agevolare questa svolta positiva esiste anche la Legge 6/9/2017 n.258 (Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni – disposizioni per la riqualificazione e recupero dei loro centri storici) che, con uno stanziamento di 100 milioni di Euro (dal 2018 al 2023), può dare un contributo importante. La norma vuol favorire la residenza nei luoghi prescelti promuovendo lo sviluppo economico e sociale, e tutelando il patrimonio naturale, garantendo un sistema di servizi essenziali (sanità, scuola, uffici postali, ecc.) resi possibili da una rete internet efficiente.

Il recupero dell’entroterra rappresenta una risorsa per tutto il territorio, anche in difesa  delle comunità costiere quando promuove attività di contrasto al dissesto idrogeologico.

In questa prospettiva è fondamentale il rilancio delle attività agricole, la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, l’accrescimento dell’efficienza energetica nel patrimonio edilizio con la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il recupero di tanti edifici abbandonati può favorire l’imprenditoria giovanile e l’avvio di nuove attività turistico-commerciali, alberghi diffusi, B&B, agriturismi, in funzione della produzione e  della vendita di prodotti provenienti da filiera corta (Km.0).

Tutto questo sarà possibile con lo sviluppo dei collegamenti internet a “banda larga” con fibra ottica, riducendo il più possibile nel nostro entroterra il numero dei ripetitori di radio-frequenze che causano un pericoloso inquinamento elettromagnetico.

Il Portavoce dei Verdi” della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi

IN CAMPAGNA ELETTORALE MANIFESTO APPELLO PER I ‘PICCOLI COMUNI’

Buon giorno Amiche e Amici, oggi il Sindaco di #Bormida #DanieleGalliano ha lanciato un #appello per sensibilizzare i futuri #Candidati alle prossime elezioni #regionali: Un “MANIFESTO per i Piccoli Comuni”.
Ho #immediatamente chiamato il Sindaco per #programmare un incontro o una telefonata per accogliere le Sue riflessioni, peraltro condivisibili. Quali? I #microterritori hanno bisogno di:
✅ potenziare la rete farmaceutica
✅ incrementare la presenza dei medici
✅ agevolare il servizio pubblico per gli studenti periferici
✅ curare le strade
Per qualunque comunicazione, scrivete o contattatemi.
#lorenzaCè
T 3355924777
#lorenzainregione
#lorenzagiudice
#liguria
#ANCI
#sindaci
#piccolicomuni
#giovannitoti
Per una volta stiamo #TOTIinsieme
ECCO CHI SI RIVEDE IL ‘MAGGIORDOMO’-
SIAMO AL QUINTO COMUNICATO ANNUNCIO DELLA REGIONE LIGURIA

WELFARE: AL VIA 18 SPORTELLI DEL MAGGIORDOMO DI QUARTIERE IN TUTTA LA LIGURIA, IL PRIMO INAUGURATO A GENOVA. PROGETTO INNOVATIVO A LIVELLO NAZIONALE

GENOVA. Aprono i battenti oggi a Genova e nell’area metropolitana 7 sportelli del maggiordomo di quartiere, nell’ambito del progetto di welfare territoriale, innovativo a livello nazionale, avviato in via sperimentale nell’estate 2019 in via Luccoli da Regione Liguria, su iniziativa degli assessorati alla Formazione e alle Politiche sociali, e mirato al sostegno e all’ascolto delle famiglie, dei lavoratori e dei soggetti deboli attraverso la creazione di punti di prossimità sul territorio. Entro il 15 ottobre saranno aperti complessivamente 18 sportelli su tutto il territorio regionale. Oggi a Genova, in Piazza Palermo, è stato inaugurato il primo dei nuovi sportelli genovesi, gestiti da una Ats (associazione temporanea di scopo) con capofila la Cooperativa sociale Agorà.

“Sono orgoglioso di questo progetto – afferma il presidente della Regione Giovanni Toti – a innovativo livello nazionale. Credo sia un bellissimo segnale per Genova e per la Liguria, con la consapevolezza che anche l’attività del maggiordomo di quartiere dovrà svolgersi nel pieno rispetto delle misure previste a tutela della salute e per contrastare la diffusione del coronavirus”.

Insieme allo sportello di piazza Palermo, aprono oggi i battenti anche altri 6 sportelli a Genova e nell’area metropolitana; entro il 15 ottobre saranno complessivamente 18 su tutto il territorio ligure, anche ‘diffusi’ ovvero dislocati su più sedi in diversi Comuni, sia nei capoluoghi che nell’entroterra. L’estensione dell’iniziativa a livello regionale fa seguito all’avviso pubblico finanziato con 2 milioni di euro del Fondo sociale europeo: hanno risposto partenariati composti obbligatoriamente da un soggetto del terzo settore iscritto al registro ligure quale capofila del progetto e da un ente di formazione accreditato. I ‘maggiordomi tirocinanti’ sono stati selezionati tra persone maggiorenni, in temporanea difficoltà economica con status di disoccupati, con Isee inferiore a 20mila euro, residenti in Liguria, che conoscessero la lingua italiana e avessero assolto all’obbligo formativo. Tutti hanno seguito un percorso formativo ad hoc al fine di acquisire specifiche competenze. Il progetto intende dare risposta alle esigenze dei cittadini, specie delle persone più deboli, grazie alla presenza sul territorio e all’ascolto per ritagliare su misura quasi sartoriale piccoli servizi, nell’ottica della sussidiarietà orizzontale. Tra le attività che saranno svolte dai maggiordomi ci sono, ad esempio, il ricevimento di pacchi e la consegna al domicilio, il pagamento di bollettini, il ricevimento della posta, il monitoraggio degli anziani, il ritiro di ricette, la consegna di farmaci, le piccole manutenzioni domestiche, il monitoraggio di case o uffici in caso di assenze prolungate, la cura di piante o piccoli animali domestici, l’aiuto per trovare badanti, colf o babysitter.

Gli sportelli saranno aperti per 18 mesi.


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