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Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco, riecco ‘Il Principe’ storico
E la vecchia edicola ora ‘I Sapori del Corso’

Pieve di Teco festeggia il post lockdown – covid 2020 con l’apertura di due nuove attività. Un inno alla speranza, un segno di fiducia, ma soprattutto una sfida coraggiosa. Ecco Il Principe di Gabriele e Graziella Cardi: affittacamere. E  I Sapori del Corso di Alessandra Morelli: alimentari, prodotti tipici, degustazioni.

di Renzo Brunengo

Foto con timbro postale del 1926 con, in primo piano, l’Albergo Principe di Napoli, demolito nel 1939
Pieve di Teco: dove nel 1939 fu trasferito Il Principe di Napoli.

IL PRINCIPE  porta alla mente lo storico  Albergo Ristorante Principe, lunga e gloriosa storia: nel 1939 si chiamava “Principe di Napoli”. Fu demolito per fare posto alla Statale 28, ora via Eula. La proprietaria, Emma Bellotti, lo trasferì  temporaneamente in una vicina struttura,  per poi ritornare, dopo la guerra, nell’adiacenza di quello originario, angolo via Eula – Piazza Cavour.

Con il boom edilizio e di costruzione delle strade carrozzabili, di collegamento tra i paesi della valle, arrivò a Pieve, nel 1963,  la famiglia di  Gianni Cardi che, con la moglie moglie Rita, rilevò l’Albergo e lo gestì fino al 1995. Al tempo  rinomato e conosciutissimo,  si distinse per l’accoglienza e per l’offerta enogastronomica, eccellenza del territorio verrebbe da dire. Una cucina, rapporto qualità prezzo, capace di riscuotere successo non solo tra habitué, faceva da

Oggi “IL PRINCIPE”, affittacamere, sulla Statale 28, in zona centrale

calamita per i turisti in visita alla valle Arroscia e negli anni di Monesi locomotiva. E spesso trovare, un tavolo libero, senza prenotare, non era facile. Ora  il figlio di Gianni Cardi, Gabriele con sua moglie Graziella, fiduciosi e  attratti dal richiamo della vecchia gloria,  lo hanno fatto rinascere. Hanno  ristrutturato una parte dell’ex Albergo e realizzato cinque bellissime ed accoglienti camere dal nome “IL PRINCIPE”.

Altra gradita novità per la comunità pievese, l’apertura, venerdì 21 agosto, giorno di San Pio X Papa, della ‘bottega’ i  Sapori del Corso, nata da una esperienza e una vocazione totalmente nuova, ideata da Alessandra Morelli, 44 anni, con ultraventennale attività in un negozio di abbigliamento nella Diano Marina balneare e turistica. Un bel ‘salto’ di identità condiviso con il compagno di vita pievese e nel ruolo di collaboratore, oltre ad una commessa ‘veterena’ del mestiere in paese.

Un motivo di fiducia in più è dato dal fatto che la giovane coppia non è in affitto, ma in locali propri, sapientemente ristrutturati, mantenendo il fascino caratteristico d’altri tempi.

Per la cronaca diciamo che occupa i locali della storica edicola di giornali “Erminia”, da molto tempo chiusa. Ora è stato realizzato un ambiente spazioso, ampliato: un’ottantina di mq., a comparti. C’è pure un attrezzato locale ‘cucina’ che sarà utilizzato come rosticceria e preparazioni  di piatti da asporto. Nessuna concorrenza, un’offerta culinaria diversa, particolare, mirata. Nessuna ricerca di mercato. Una vera chicca, con degustazione, proprio al centro dei monumentali portici. Se si

Alessandra Morelli, titolare, al centro della foto: ‘Ogni dettaglio è stato curato col cuore, preservando la patina del tempo e della vita che l’ha attraversato. Sarà un posto con l’anima, una fusione tra le note di un buon vino ed il sapore del buon cibo’

esclude il comparto enoteca (vini soprattutto e in parte presenti nella grande distribuzione), si possono acquistare ottimi prodotti locali: dai formaggi dei pastori di Ormea, Cosio d’Arroscia, Rezzo, all’ortofrutta selezionata.

Pieve di Teco vanta una rilevante storia e fu  importantissimo centro commerciale. Chabrol, Prefetto del napoleonico distretto di Montenotte, così scrisse: “Non esiste nel dipartimento di Montenotte un  luogo dove si riunisca maggiore concorso di compratori e venditori come a Pieve di Teco”. Erano altri tempi!  Ora, il nostro amato Borgo,  deve riprendere vita,  aspirare sempre più ad una desiderata meta turistica. Le potenzialità ci sono tutte. Abbiamo un patrimonio da sfruttare. Le iniziative in questo senso sono tutte benvenute. Già i nomi impegnativi di queste ultime  rivelano l’ammirevole intenzione di distinguersi. Dobbiamo fare nostro il pensiero di Carlo  Petrini, fondatore dello Slow Food :” Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza” . Senza sentimento, amore e passione  non si può fare turismo. Dunque, il più sentito augurio a queste nuove esperienze.

Renzo Brunengo

Il corso principale  di Pieve di Teco, con il fascino dell’illuminazione notturna e i suoi portici del 1400

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