Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Vado Ligure: il misero ‘tradimento’ della signora sindaco e il Pd provinciale
L’industria savonese e la politica assente

Debole la categoria del tradimento. Il dichiarato appoggio al presidente regionale uscente Toti, di centrodestra, da parte della signora sindaco di Vado, erede di una lunga tradizione storica della sinistra, non appartiene alla categoria del “tradimento” politico come ingenuamente si solleva da parte dei vertici del PD provinciale.

di Franco Astengo

La sindaca Monica Giuliano scrive sulla sua pagina Facebook: Mi chiama un giornalista pochi minuti fa….che uno gli ha detto ..che un altro gli ha detto e che quindi io avrei detto e che di conseguenza io sono bla bla …e che un tizio avrebbe fatto un post su di me… ma non riesco al leggerlo perché mi ha nascosto il post… la politica del chiacchiericcio senza fine… in effetti ho mandato un vocale a due cari amici per spiegare perché sono distante da certe scelte politiche e non mi metterò mai con chi ha contrastato lo sviluppo industriale del porto e delle aree vadesi… perché se oggi possiamo sperare in nuova occupazione e nuove risorse è grazie a scelte che ho fatto con i miei consiglieri e so bene chi era contro e non dimentico gli attacchi e gli insulti… con quelli mai…Non sopporto quando attaccano solo per questioni elettorali… e noi qui a dannarci per riportare lavoro e risorse. Ce n’è per il cane e per chi lo mena. Quante volte ci siamo dovuti turare il naso noi ? Non mi sono mai permessa di giudicare chi non conosco quindi mi fermo qui.. ciò che mi ha ferito è il richiamo a Carlo e frasi orribili su interessi e bene collettivo, io so bene il significato di interessi collettivi non accetto lezioni da chi non conosco.

Un’affermazione quella della signora prima cittadina della capitale dell’industria savonese che, a prescindere dalle modalità con le quali è stata resa pubblica, pone invece una questione di merito molto importante alla sinistra e a chi sta tentando, come nel caso del sostegno alla candidatura di Ferruccio Sansa, di proporre un’alternativa nella politica regionale.

Nel frangente debbono essere considerati anche i risvolti che questo tipo di operazione promossa nell’occasione potrà avere sulla scadenza elettorale prevista per il 2021 al riguardo dell’elezione del Sindaco e del Comune di Savona.

In ballo, infatti, c’è l’attenzione e la qualità progettuale al riguardo della residua area industriale del comprensorio savonese e della Valbormida.

E’ questo il punto che va in discussione in questo momento e non certo la categoria del “tradimento”; partendo da due situazioni che riguardano propriamente Vado quali l’insufficienza del quadro infrastrutturale riguardante il contesto in cui sta operando la piattaforma Maersk e l’assenza di piano industriale relativo a Bombardier, in ispecie dopo la commessa ricevuta in questi giorni e in presenza della ventilata cessione ad Alstom e del ramo d’azienda della progettazione.

Serve una visione relativa ad una politica riguardante il comprensorio savonese e la Val Bormida che metta al centro alcune questioni decisive.

Riprendo i temi che sono stati discussi nel concorso del convegno svoltosi il 30 luglio scorso sotto il titolo dell’isolamento economico e sociale e concluso lanciando una proposta relativa a un “Progetto Comune per il comprensorio savonese e la Val Bormida”.

Al di fuori da qualsiasi ipotesi di spirito campanilistico il tema dell’area compresa tra Savona, Vado e la Val Bormida deve essere, invece, affrontato avendo a cuore una prospettiva di sviluppo complessivo della Liguria.

In questo senso il tema riguardante l’area del comprensorio savonese e della Val Bormida assume un’importanza fondamentale.

Sono necessari: 1) un incremento delle potenzialità logistiche dell’area savonese 2) una ripresa della Val Bormida.

Due opzioni da collegare in una proposta che tenga assieme infrastrutture , bonifica e riutilizzo delle aree industriali, elaborazione progettuale collocata ad uno stadio superiore rispetto a quella – inespressa – contenuta nel dichiarazione di area industriale di crisi complessa ormai vecchia di quattro anni.

Al di fuori di un progetto di questo livello la situazione resterà molto difficile, in una provincia come quella di Savona che conta migliaia di disoccupati.

Dal punto di vista delle infrastrutture mancano: l’aggancio della linea ferroviaria alla piattaforma Maersk, il raddoppio della ferrovia per Altare(di cui esiste già il tracciato) onde consentire il massimo dello smaltimento su ferro delle merci in arrivo nella già citata piattaforma, il ripristino della funivia Savona – San Giuseppe, i caselli autostradali tra Savona e Albisola e a Vado Ligure (già individuati nelle loro sedi).

Non approfondisco nel dettaglio il discorso sulla bonifica delle aree ex-industriali per non appesantire il discorso ma è evidente che qualsiasi progetto di reindustrializzazione ad alto livello tecnologico passa da quella strada, abbandonata da troppi anni.

A questo punto è necessaria una ripresa di confronto partendo dall’idea di una progettualità a livello comprensoriale.

Una progettualità che unisca Savona e la Valbormida: soltanto in questo modo, affrontando i nodi più spinosi di una politica ormai da troppi anni assente o in ritardo (di cui l’amministrazione Toti è completamente responsabile).

Sarà soltanto attraverso espressioni di qualità progettuale alternativa. che si potranno respingere questi tentativi trasformistici obliquamente trasversali tesi a favorire una negativa continuità nel governo regionale.

Franco Astengo

AL POST PUBBLICATO DALLA GIULIANO

UN COMMENTO, DEI 185, NELLA PAGINA FACEBOOK

a firma Rino Salvatore Alfieri (Retter Fänriche e SOUTHERNGENTLEMAN)

“Buongiorno, chiedo scusa se partecipo pur non essendo Vadese. Si creano tante strane alleanze al centro e nelle periferie e ci meravigliamo se l’ottima Monica va con quel Toti? Passo da Vado spesso e la trovo molto cambiata e migliorata in ogni aspetto. Ho amici in quelle zone che di Monica mi han sempre detto molto bene. Ha governato bene e son sicuro che continuerà a farlo, ne ha gli attributi. Concetti sorpassati DX e SX, anzi chi si mostra quasi sinistrorso provvede e fa come un destrorso, ai posteri. In piccoli territori conta la gestione e la fiducia verso chi lo ha saputo fare deve rimanere. Quasi quasi, prenderò residenza a Vado per votare Monica, se poi si sottometterà a quel Toti nel peggio (non ci credo), beh in democrazia è previsto correggersi, semprechè si possa! Ripeto : nei piccoli territori conta la gestione e nessuno può criticare la Signora Sindaco Monica. Dice un detto “Tra i due si sceglie sempre il meglio o il meno peggio” Ideologie crollate da anni…. A cambiare non è Monica, forse il campo politico in cui è cresciuta. Avanti così Monica, continua come hai fatto finora…. Buon proseguimento.”

Masala Marino – E ora voglio vedere come si comporteranno i consiglieri/assessori del PD del comune di Vado.

Elide Carrara (lavora nel Comune di Noli) – Sarà interessante sentire il silenzio assordante del PD savonese…

Giancarlo RosselloGià alle elezioni amministrative, in alcuni comuni “Vado Ligure, Albissola Marina ecc” l’accordo con il centro destra fu cosa fatta senza sentire nessun disagio da parte dei circoli e federazione Pd. Oggi la Sindaca esplicita la scelta di campo e vedremo quali reazioni ci saranno a livello di organismi del Pd.

Matteo Marenco – Come ti ho scritto in privato l’assenza del Pd a Savona ha portato ai percorsi più strani. Mi permetterai di rilevare che vedere insieme chi ha avuto nel Pd recentissimo una storia di riformismo progressista, incarichi sempre con le mozioni Renzi ai vari congressi ecc ecc ora sfilare con Sansa non può essere considerato un inno alla coerenza. Paradossalmente Monica ha sempre spinto sulla connotazione civica della sua amministrazione. Sono tempi liquidi, mi rendo conto ci si senta destabilizzati ma lezioni morali da chi salta da una corrente all’altra no grazie. Rafting si fa nel Verdon, ci sono fiumi bellissimi con correnti ancora più belle.

E LUCA BECCE ALLA SINDACA:

“Scusa Monica ma io non ho scritto alcuna frase orribile (vedi a seguire…….). E il riferimento a Carlo era solo per dire che sono certo non avrebbe condiviso non il non appoggio a Sansa, che condivido pure io e che non voterò, ma l’appoggio a Toti per il tramite di Bozzano (sindaco di Varazze ex Pd ndt). Tutto scritto molto direttamente”.
TANTO TUONO’ CHE PIOVVE  (DAL sito campionari di parole ed umori)
LA SERA CHE DISERTO’ L’INCONTRO CON SANSA IL CANDIDATO GIALLOROSSO
alla ‘spaghettata antifascista’ nella SMS di Zinola con l’investitura di Arboscello
Chi oggi si sorprende di certe scelte, o ha vissuto gli ultimi anni all’estero, oppure è un vecchio arnese della politica, ancora ancorato alle ideologie del secolo scorso o, peggio, vive ancora nella stupida illusione che in politica destra e sinistra siano due campi ben distinti, basati su principi difficilmente negoziabili.

Avevano forse ragione i grillini allora? E non quando dichiaravano che avrebbero aperto il parlamento come una scatoletta di tonno, senza rendersi conto di essere loro stessi i tonni, bensì quando sostenevano il principale mantra dell’antipolitica: destra e sinistra sono categorie superate.

Tra chi criticava questa posizione c’era anche una giovane sindaco, esponente emergente del Partito Democratico savonese, in uno di quei pochi comuni della provincia rimasto da sempre nelle mani della sinistra, anche quando a guidarlo fu un’esperienza civica frutto di lotte ambientaliste.

Eppure qualche segnale lo avevamo avuto, Monica Giuliano, con un background che parla da solo, ha ricoperto contemporaneamente la carica di sindaco di Vado Ligure e il ruolo di primo presidente della Provincia di Savona dell’era Del Rio, grazie anche al sostegno del principale esponente del centrodestra locale, nonché presidente della provincia uscente, Angelo Vaccarezza.

Il secondo indizio in occasione delle ultime amministrative, complice la pericolosa ascesa della destra a trazione leghista in campo nazionale e la paura di non farcela, spinse il sindaco vadese a stringere accordi con il consigliere regionale Vaccarezza, ancora lui, che ha potuto inserire nella lista civica della Giuliano alcuni uomini di fiducia, con l’impegno che avrebbe fatto in modo che a Vado Ligure il centrodestra non si presentasse autonomamente, è così fu.

Il terzo indizio, che è più che altro un piccolo dettaglio, qualche settimana fa in occasione della partecipazione alla ‘spaghettata antifascista’ nella SMS di Zinola, del candidato della coalizione giallorossa alle regionali di settembre, Ferruccio Sansa. Quella sera Sansa ha incontrato a Porto Vado il sindaco di Bergeggi, Arboscello, la cui candidatura è stata poi ufficializzata qualche giorno più tardi, ma la cosa che ha fatto senza dubbio più rumore è stata l’assenza del sindaco di Vado Ligure ancora oggi esponete del principale partito che sostiene la candidatura di Sansa.

Insomma segnali ne aveva dati abbastanza, bastava leggerli, come la partecipazione a luglio a Varazze insieme al sindaco Alessandro Bozzano – passato da Pd al centrodestra e oggi candidato alle regionali nella lista Toti – in occasione della presentazione del progetto per la realizzazione della nuova passeggiata a mare, insieme al Presidente Toti e dell’onnipresente Vaccarezza o ancora i rumors giornalistici che davano la Giuliano come prossimo candidato sindaco di Savona scelta dal centrodestra.

Ieri l’epilogo. Sulle pagine Facebook Monica Giuliano, dopo essersi pubblicamente sfogata con un post sulle sue scelte politiche riferite alle regionali, invitata ad esprimersi chiaramente sulle proprie intenzioni di voto, dopo aver specificato di far parte di quella frangia del Pd savonese che non ha digerito la candidatura di Sansa, ha finalmente fatto coming out. Penserete voi che abbia dichiarato il sostegno per Massardo (candidato sostenuto da Italia Viva, +Europa e dei Socialisti)? Niente affatto, il sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano, iscritto al Pd, voterà per il presidente uscente Toti.

Mette male ritrovare in questa scelta la giovanissima assessore delle giunte Peluffo e, poi, Giacobbe – “mostri sacri” del PCI-PDS-DS e poi del PD – nonché rampante esponente sempre di quel partito. Oggi però il Pd vadese e savonese è chiamato a “battere un colpo”, oppure a sancire la propria marginalità nella politica locale, attestando la propria definitiva trasformazione in un vuoto contenitore, dove ognuno fa ciò che gli pare.

Certo, alla luce degli ultimi fatti, viene quasi da chiedere scusa a Bozzano.

 

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F.Astengo

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