Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco, Cantina Lupi: Nuova proprietà per 4 milioni di €. Compra Luzzati di Andora
Possiede un agriturismo a Tovo San Giacomo

Anni fa si leggeva: “Fare vino in Liguria è un impresa eroica”.  La ‘Cantina Lupi’ è nata, nel 1960, ad opera dei fratelli Tommaso e Angelo Lupi (si occupava dell’enoteca di Oneglia). Una storia gloriosa se si pensa che i Lupi riuscirono a creare una rete formidabile di conferitori. Negli anni Ottanta nei loro torchi si pigiavano le uve di 110 viticoltori diversi. Massimo Lupi, ultimo erede, ha deciso di vendere (si parla di 4-5 milioni ?) e resta in azienda come consulente. A comprare un affermato imprenditore, Marco Fausto Luzzati contitolare della Peq Agri di Andora e che fa parte del gruppo Italicatessen Ireland e Italicatessen UK. L’azienda agricola andorese  con tre orti si è specializzata e certificata Bio da Bioagrcert e come presidio Slow Food di ortaggi del territorio, oltre a gestire un agriturismo a Tovo San Giacomo.

Leggi anche: Venerdì 7 agosto “Calici di Stelle” torna ad Albenga e  si sposta al Chiostro dell’ex convento di San Bernardino di Vadino: “un evento ancor più elegante e ricercato”.

Il 18 febbraio scorso Luzzati aveva reso noto: “Siamo orgogliosi di annunciare che la fattoria Peq Agri, che fa parte dello stesso gruppo internazionale di Italicatessen Ireland e Italicatessen UK, ha acquisito Cascina Praie ‘. Cascina Praie ‘ è una cantina situata nella bellissima costa occidentale della Liguria, producendo tutti i vini DOC liguri. Questo progetto fa parte della missione del nostro gruppo, mirando a promuovere alimenti italiani di alta qualità… dal campo al consumatore”

Marco Luzzati possiede anche un Agriturismo a Tovo San Giacomo

TRATTO DA ‘LIGURIA E DINTORNI’

DI STEFANO PEZZINI-
E’ una di quelle notizie che sconvolge, in positivo, il mondo del vino ligure. Peq Agri Sarl, la società che fa capo a Marco Luzzati (ex patron e ad di Latte Tigullio e Centrale del Latte Torino), dopo aver acquisito Cascina Praiè ad Andora ha messo a segno un secondo colpo di grande spessore: ha acquisito Cantina Lupi di Pieve di Teco, uno dei nomi storici di Ormeasco, Pigato, Vermentino. Massimo Lupi, patron della cantina, resterà come consulente.

ll Marchio Lupi, associato ai celebri marchi Vignamare, Serre, Petraie e Braje è

Massimo Lupi ha venduto l’affermata e storica azienda di famiglia dove resta come consulente

presente in tutto il mercato nazionale tramite una collaudata rete di vendita.  Il nuovo assetto permetterà ai marchi Cascina Praié e Lupi di produrre oltre 130.000 bottiglie l’anno. Con 13 ettari di vigna e una produzione di 7 DOC del ponente ligure si proseguirà nella missione di valorizzazione del territorio ligure e dei prodotti liguri tramite percorsi turistici ed enogastronomici in Italia e nel mondo.

Peq Agri, sotto la guida di Marco Luzzati, è un’azienda agricola italiana fondata nel 2019 che fa parte di un gruppo internazionale che opera nel settore agroalimentare e turistico in Italia, in Irlanda e Regno Unito.  “Grazie a questa importante acquisizione, la nostra azienda agricola amplia la sua diffusione territoriale anche nella provincia di Imperia e nel Albenganese, permettendoci di contribuire attivamente alla valorizzazione di questi luoghi meravigliosi caratterizzati da una naturale predisposizione climatica che favorisce non solo l’agricoltura ma anche il turismo 12 mesi all’anno”, ha dichiarato Marco Luzzati.

Tommaso Lupi al centro della foto espositore all’Expo di Pieve di Teco in una foto d’archivio di trucioli

La famiglia Lupi entra nel mondo del vino negli anni ‘60 quando Tommaso Lupi a soli 24 anni decide di seguire la propria passione e fonda l’azienda. Viene recuperato un edificio del 1300 nel cuore di Pieve di Teco e trasformato in una cantina moderna e all’avanguardia, ancora oggi sede dell’azienda agricola.

L’azienda del giovane visionario inizia, così, a scrivere le pagine della sua gloriosa storia. L’azienda oggi vinifica vitigni autoctoni liguri quali il Pigato, il Vermentino, l’Ormeasco, il Rossese e la Granaccia ed ha in carico circa 6 ettari di vigneto, con una produzione media annua di circa 70.000 bottiglie.

Peq Agri vuole tornare al passato per trovare e coltivare nuovi modelli di sviluppo, valorizzare il territorio per generare qualità della vita. I prodotti agricoli e le semplici trasformazioni sono il motore di questo progetto, nella convinzione che ci sia spazio per inseguire e ritrovare quei valori che trovano sempre meno posto nel nostro mondo.

L’Azienda Agricola Lupi, si integra perfettamente ai nostri valori grazie al decennale lavoro di Massimo Lupi, che si è sempre dedicato alla valorizzazione dei vini liguri e alle tradizioni della sua famiglia.

A garanzia della continuità e dell’elevato livello qualitativo dei vini di Lupi, il patron Massimo Lupi rimarrà in azienda ricoprendo diversi ruoli sia in cantina che commerciali. La squadra produttiva e agricola, compreso l’enologo Alex Berriolo, continuerà a contribuire alla produzione dei nostri vini.

Peq Agri con 25 ettari di terra in coltivazione ha un Agriturismo a Tovo San Giacomo, 3 orti per la produzione di ortaggi come trombette, cipolla belendina (presidio Slow Food), melanzane e peperoncini, una produzione di olio extravergine di oliva e un laboratorio polifunzionale per la conservazione dei prodotti. L’azienda è stata certificata Bio da Bioagrcert ad inizio 2020.

CRONISTORIA DELLA ‘CANTINA LUPI’

DAL 1960 VITICOLTORE IN LIGURIA

dal sito….WineMeToo

Dal 1960, anno di fondazione, quel vino e quella cantina, oggi gestita da Massimo Lupi, ne hanno fatta di strada. Da Pieve di Teco, piccolo borgo dell’entroterra Imperiese, fino alle tavole dei migliori ristoranti di New York, con tanto di comparsate hollywoodiane.

Tommaso, padre di Massimo, fondatore, assieme al fratello Angelo, della Cantina Lupi è mancato proprio nel febbraio di quest’anno. A fianco alla sua salma un amico ha deposto una bottiglia di Ormeasco Superiore e una del celebre pigato Vignamare: non una ancestrale forma di superstizione ma un gesto di stima per un uomo che al vino ha dedicato buona parte della sua vita; sdoganando i vini dell’estremo ponente ligure, allora praticamente sconosciuti, al di fuori dei confini nazionali.

Tutto ebbe inizio a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Tommaso Lupi era uno di quei ragazzi del dopoguerra con il fuoco dentro. Un uomo determinato, deciso e con un cuore grande: a suo agio nei bar di paese con vendemmiatori e potatori di olive, come con intellettuali del calibro di Mario Soldati o attori come Vittorio Gassman.

Era nato in campagna, a Dolcedo, paese dell’entroterra imperiese a vocazione olivicola, ma come tanti giovani decise di lasciare il suo paese per inseguire la fortuna sulla riviera . La fatica non lo spaventava e si tirò su le maniche da subito: fece il salumiere e il cuoco, gestì una bocciofila con annessa mescita e quindi arrivò al vino. Con il fratello Angelo aprirono un’ enoteca a Imperia Oneglia vendendo dapprima vino sfuso. Si rifornivano soprattutto nel vicino Piemonte: esportando in riviera fiumi di dolcetto, barbera e bonarda.

Man mano che l’attività cresceva pensarono di incrementare l’offerta con vino ligure, ma a quel tempo le cantine che facevano vino in quantità ed in maniera professionale non erano molte. Era quindi difficile accapparrarsi grandi quantitativi da rivendere. E così con coraggio, lungimiranza e quella dose di incoscienza tipica degli imprenditori di successo decisero di fare il salto e di produrre loro stessi il vino della loro terra: vermentino, pigato e l’ormeasco, un dolcetto che respira il salino del mare, tipico delle valli di quell’angolo di Imperiese lambite dal fiume Arroscia.

La scelta logistica per la cantina cadde su Pieve di Teco. Qui iniziarono a vinificare, all’inizio cercando di far fronte con i limiti di spazio come meglio potevano. Tant’è che nei primi anni il torchio per la pigiatura delle uve veniva allestito all’esterno; nella via centrale, direttamente sotto i portici ogivali cinquecenteschi.

Come si può intuire dalle premesse, la cantina Lupi nacque con una differenza fondamentale rispetto alla gran parte delle altre cantine liguri. Non era stata fondata da contadini decisi a diventare produttori ma da imprenditori commerciali. Quindi l’unica cosa che mancava alla cantina Lupi degli esordi erano i vigneti: una debolezza che trasformarono in un punto di forza. Riuscirono infatti a mettere in piedi una rete formidabile di conferitori. Negli anni Ottanta nei loro torchi si pigiavano le uve di 110 viticoltori diversi; riuscendo così a fare numeri molto importanti.

Nascendo come vinificatori, i proprietari hanno sempre dato grande importanza al lavoro di cantina. Tommaso Lupi era solito frequentare i migliori produttori piemontesi del tempo, per affinare l’arte di vinificare. Ma soprattutto, in tempi in cui un po’ ovunque imperava l’arte di arrangiarsi, lui decise di affidarsi a dei professionisti per migliorare il prodotto. Negli anni nacquero, così, collaborazioni importanti: come quella con l’enologo Donato Lanati, tuttora in vigore. In più il figlio Massimo ha investito sulla presenza in cantina di un enologo fisso: il ligure Alex Berriolo, grande esperto di bianchi liguri. “Sia Alex, sia l’impiegata amministrativa Francesca – confida Massimo Lupi – non li posso considerare dei dipendenti. Sono come gente di famiglia e tengono a questa azienda tanto quanto ci tengo io”.

Con il passare del tempo l’azienda Lupi si è trasformata da cantina di sola vinificazione a vera e propria azienda agricola. Oggi più del 50 per cento della produzione proviene da vigneti coltivati direttamente. Per la restante parte continua a fare affidamento su di un numero di fidati conferitori. 1

Massimo Lupi ha respirato il profumo del mosto da quando era nella culla. “I primi ricordi che ho di quando ero un bambino sono le giornate di vendemmia – racconta – e in quelle occasioni più che di aiuto eravamo una spina nel fianco per i vendemmiatori che spesso dovevano starci dietro e sopportare le nostre marachelle. A tre anni, mi ricordo, che in piedi su una cassetta mettevo già le capsule alle bottiglie”. Poi , poco più che tredicenne partì per il collegio: sei anni in Piemonte, alla scuola enologica di Alba. Parecchi anni dopo, la scelta di rilevare la cantina è stata la logica conseguenza.

Fare vino in Liguria è un impresa; non per nulla si parla di agricoltura eroica. “In un territorio stretto tra la montagna ed il mare è tutto complicato – spiega Massimo Lupi – ; in più la proprietà è fortemente parcellizzata. Coltiviamo vigneti sparsi, a venti chilometri di distanza l’uno dall’altro, per la gran parte terrazzati. La meccanizzazione è difficile, spesso impossibile. Siamo costretti a fare quasi tutto a mano, e i costi lievitano”.

“Però non cambierei questa terra con nessun’altra – continua Lupi – ; la Liguria è una terra bellissima; alle difficoltà operative fa da contraltare un territorio che è l’ideale per la viticoltura. I suoli, il clima, le escursioni termiche, le brezze marine ci regalano dei vini unici. Purtroppo tanti ancora non li conoscono come meriterebbero. Dovremmo essere capaci di promuovere vini e territorio ma servirebbero consorzi di tutela, o perlomeno forme di cooperativismo. Ma forse non siamo ancora pronti per questo, purtroppo”.

I classici della cantina Lupi sono Vermentino e Pigato. Il vermentino, declinato nella versione base come Riviera Ligure di Ponente Dop, affina cinque mesi in acciaio. Il vermentino Serre viene mantenuto per 10 mesi in acciaio. Sono invece tre le versioni di Pigato. Il base affina cinque mesi in acciaio. Il Petraie, da vigneti di 50 anni, riposa dieci mesi in acciaio. E il top di gamma della cantina Lupi il pigato Vignamare: proviene da vigneti di mezzo secolo e invecchia per 24 mesi in legno.

ALBENGA – Calici di Stelle si sposta a San Bernardino

Tante iniziative collaterali da non perdere e il ricavato sarà devoluto in beneficienza allo sportello Antiviolenza Artemisia Gentileschi.

COMUNICATO STAMPA – Venerdì 7 agosto “Calici di Stelle” torna ad Albenga e quest’anno si sposta al Chiostro dell’ex convento di San Bernardino in località Vadino diventando un evento ancor più elegante e ricercato.

Durante la serata il Comune – in collaborazione con Donne in campo della CIA, Vite in Riviera, l’A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier), con il patrocinio de il Movimento Turismo del Vino, dell’Associazione nazionale Città del Vino, la partecipazione del ristorante Hostaria, i partners tecnici come Peirano Bibite, Scola- presenterà le eccellenze dell’enologia ingauna attraverso la degustazione di vini di importanti cantine locali quali: Anfossi, BioVio, Calleri, Cascina Feipu dei Massaretti, Dario Enrico, Rocche del Gatto, Torre Pernice, Sommariva e la Vecchia Cantina.

Non solo, infatti la serata sarà arricchita da prelibati piatti preparati con particolare attenzione con i prodotti del territorio, ma anche, dall’intrattenimento musicale del duo Ni.Co e dalla presenza di una postazione di osservazione delle stelle con la collaborazione dell’associazione Astrofili.

L’appuntamento con Calici di Stelle sarà quindi alle 20.30 presso il Chiostro dell’ex convento di San Bernardino ed avrà il costo di 15 euro, il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza allo Sportello Antiviolenza Artemisia Gentileschi.

Ricordiamo inoltre che alle 18,30 chi lo vorrà potrà partecipare alla visita guidata al complesso di S. Bernardino a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e visitare la mostra fotografica “La fatica delle donne”.

Afferma il vicesindaco Alberto Passino:Innanzitutto voglio ringraziare le aziende che parteciperanno all’evento, i partner sostenitori e le donne dell’Amministrazione comunale che si sono spese per questo evento, in particolare l’assessore Pelosi, Ilaria Calleri consigliere delegato alla valorizzazione dei prodotti e Marta Gaia consigliere delegato agli eventi. Calici di Stelle per Albenga è un’ occasione per accendere l’attenzione sulla nostra produzione vitivinicola ancora troppo poco conosciuta in primis dai nostri concittadini, ma è anche occasione per riaprire al pubblico gli spazi dell’ex convento di San Bernardino location ideale per eventi importanti come questo e molti altri che succederanno. L’Amministrazione ha in animo, infatti, di valorizzare il sito e di individuarlo come casa comunale per i matrimoni civili con la possibilità di realizzare il catering nel chiostro”. 

L’assessore all’agricoltura Silvia Pelosi: “Nell’ambito del mio assessorato all’agricoltura ho intenzione di collaborare in maniera continuativa con Ilaria Calleri per la valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e vitivinicoli. Calici di Stelle, che abbiamo voluto spostare in una location caratteristica e suggestiva, sarà una splendida vetrina per i nostri produttori e stiamo già pensando a tante altre iniziative di questo genere. Inoltre voglio ricordare che la serata avrà uno scopo benefico, invito tutti a prenotare un biglietto e non perdersi questa splendida serata”.

Afferma Ilaria Calleri consigliere delegato alla valorizzazione dei prodotti del territorio: “Crediamo molto nelle potenzialità dei prodotti che caratterizzano il nostro territorio, per questo abbiamo voluto dare un nuovo format per Calici di Stelle che si sposta a San Bernardino diventando ancora più caratteristico e bello. La base di partenza era già ottima, ma quest’anno gli allestimenti che abbiamo studiato e il rapporto con associazioni, con le Donne in Campo e con i privati arricchirà ancora di più questo bellissimo evento. Ringrazio tutti per la collaborazione e invito cittadini e turisti a partecipare prenotando l’ingresso contattando lo IAT.”.

Marta Gaia consigliere delegato agli eventi: “Calice di stelle 2020 si presenta in una cornice suggestiva ed elegante. La bellezza storica ed architettonica dei Chiostri di San Bernardino impreziosisce ancor di più i vini e prodottti del nostro territorio, rendendo l’evento imperdibile. Da sottolineare, inoltre, il recupero di un edificio non utilizzato, penso che gli eventi servano anche a questo, far rivivere e valorizzare il nostro splendido territorio.

Nel rispetto delle normative Anti-Covid per partecipare all’evento la prenotazione è obbligatoria e potrà essere effettuata contattando lo IAT del Comune di Albenga di Piazza San Michele raggiungibile telefonicamente al numero 3355366406.

 

 

 

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