Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Scandaloso sulla spiaggia di Spotorno!
Vi racconto l’emergenza Corona Virus
I trasgressori imperversano, nessuno interviene. Ecco a chi mi sono rivolto invano

Spotorno: spiaggia di un albergo stellato, penultima settimana di Luglio 2020. Come da regolamento arrivo con mascherina; non mi chiedono di  misurare la temperatura corporea né di firmare un documento in cui dichiaro di essere sano. Forse è una dimenticanza del gestore, forse è un mio scrupolo eccessivo.

di Gianfranco Barcella

Il prof. Gianfranco Barcella di Savona che ha scritto l’articolo è anche l’autore del libro Cittadinanza e Costituzione. Per un’educazione alla legalità

Nel dubbio accedo al mare ma nel contempo penso che tutti dovrebbero essere invitati a comportarsi il più responsabilmente possibile. Il covid 19 è ancora in circolazione e una nuova chiusura porterebbe il nostro Paese al tracollo socio-economico.

Ho deciso di non avventurarmi per le vie del mondo perché la pandemia imperversa ancora. Mi accontento di prendere posto sotto un ombrellone vicino a casa. Così mi sento più sicuro! Il distanziamento mi pare assicurato, Faccio appena in tempo a chetare la mia ansia di anziano più soggetto al Corona virus quando un extracomunitario senza mascherina mi sfila davanti, Proveniva dallo stabilimento balneare limitrofo. Non credo ai miei occhi! Si ferma accanto al mio lettino e mi offre delle magliette griffate<quasi regalate>. Lui può farlo perché non ha oneri fiscali né di gestione! E poi la merce mi suscita qualche perplessità….. Ad un altro venditore ambulante con la mascherina riposta sul mento, mi sono permesso di chiedere il rispetto della distanza regolamentare e mi ha risposto che non sapeva  della norma vigente. Era a trenta centimetri dal mio viso!

Per completare il quadro passa il venditore di cocco fresco senza mascherina e la preziosa merce, posta in un secchio azzurro senza protezione igienica alcuna. Annuncia il suo arrivo con un campanellino dal suono argentino ed un urlio arrochito.

Nulla è cambiato rispetto all’anno passato. Abbiamo vissuto tutti solo un incubo collettivo! Sono le dieci del mattino, vinco le perplessità e decido di denunciare i fatti ai vigili urbani che sono ubicati nell’edificio della stazione ferroviaria. Suono più volte alla loro porta ma non ottengo risposta.

Ritorno al mare sconsolato con un plico di quotidiani sottobraccio. Prima di dedicarmi alla lettura comunico al bagnino le mie perplessità. “L’anno scorso- mi risponde  con aria sconsolata- una coppia di vigili girava ogni tanto. Fino ad oggi ancora non sì sono visti”. E allarga le braccia. Aveva ragione il buon padre Dante: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare” Mi immergo nella lettura dei giornali. Comincio a sfogliare il Corriere della Sera e leggo dalle pagine delle lettere, una missiva del dott. Giulio Libutti.

E’ stata pubblicata nella rubrica:<L’ingiustizia>, Giovedì 23 Luglio 2020. Ne riporto un brano: “. Punta Ala. Prestigioso stabilimento balneare da 120 euro al giorno in alta stagione….. Una processione ininterrotta di extracomunitari(cronometro alla mano uno ogni 100 secondi), il 90% senza mascherina, mi sfila davanti, provenendo dallo stabilimento alla mia destra. Alcuni si fermano al mio ombrellone, altri guidano una specie di negozio ambulante che si ferma sulla battigia di ogni spiaggia, offrendo vestiti e costumi; ragazze e signore accorrono, toccano, provano, comprano.

Altro che assembramenti: sei, sette persone in un metro quadro, le mascherine sono rimaste sotto l’ombrellone. Chiamo il capo bagnino: “Lei ha ragione, signore, ma non possiamo fare nulla”.  Telefono alla Capitaneria di Porto: “Prendiamo nota”. La USL:”Deve parlare con i vigili”. I vigili:”Ha ragione ma è complicato; l’anno scorso hanno mandato in ospedale due vigili, deve denunciare ai carabinieri, comunque prendo nota”. Sono senza parole.

Io resto scuro in volto, leggendo questa denuncia pubblica che acclara come il malcostume sia diffuso su tutto il territorio nazionale. Mi raggiunge un altro vu-cumprà il quale mi apostrofa così “Che cosa hai? Sei arrabbiato con me?” “No, figurati! Sono arrabbiato con me stesso perché vivo in un Paese dove pare non ci sia la possibilità di far rispettare le regole!” Neanche in tempo di emergenza sanitaria!

Gianfranco Barcella

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G.F. Barcella

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