Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Bisignani (P2): chi è monsignor Viganò ?
‘Un amico intimo del vescovo Mario Oliveri’
E a Roma l’Holy Deer dove visse Innocenzo X


Anche in Vaticano sembra spuntare un Asia Argento travestito da Vescovo. Parrebbe proprio questa la vera storia di Carlo Maria Viganò, ex Nunzio negli Stati Uniti che accusa Papa Francesco di aver taciuto casi di pedofilia e arriva a chiederne le dimissioni. Ma può un Vescovo che ha giurato fedeltà al Vicario di Cristo, nonché Romano Pontefice, scagliargli contro un sasso così pesante? Viene dunque subito in mente la frase di Gesù al momento della lapidazione di una povera donna: “chi è puro scagli la prima pietra”! Leggi anche: Lusso (inedito) a Roma, tutto l’albergo per una solo cliente. Con un retroscena storico. Dalle finestre dello stabile di Piazza Navona, del Palazzo Pamphili, si affacciavano anche Papa Innocenzo X e la sua confidente (e amante) Donna Olimpia.

Monsignor Lorenzo Viganò,  il frate gesuita accusatore di Papa Francesco

Poco importa che lo scandalo da 23 milioni di euro che coinvolse Paolo Cipriani, ex direttore generale dello IOR, esplose perché all’interno di quella somma vi erano importi personali importanti che proprio Viganò transitava da uno Stato estero al Vaticano (in violazione di norme anti riciclaggio); poco importa che la sorella del Vescovo denunciò proprio suo fratello per aver portato fuori con valigia diplomatica ingenti quantità di denaro, nonché per aver sottratto beni e i fondi necessari per curarsi all’altro fratello, Lorenzo Viganò, frate gesuita. Proprio Lorenzo disse del suo congiunto in una intervista al Giornale che era ora di rivelare l’anima di un lupo vestito da agnello, che tanto male ha fatto.

Monsignor Viganò è stato anche l’iniziatore del primo scandalo Vatileaks, in cui accusava  Tarcisio Bertone  (CARDINALE EX SEGRETARIO DI STATO, qualche visita alla sorella con seconda casa ad Alassio ndr ) di averlo cacciato dal Vaticano per coprire scandali e corruzione. E proprio il nipote del Vescovo, se non bastasse, appare l’esempio di un vero Santo Prete! Dopo solo 3 settimane di seminario a Venegono, è stato “ammesso” all’Accademia diplomatica allora guidata da Justin Rigali, anche lui sotto inchiesta in Usa, e subito ordinato prete (aveva 42 anni ed era laureato in legge) da Carlo Maria Martini in una piccola parrocchia di provincia, rompendo la tradizione che lui stesso aveva istituito di ordinare tutti i sacerdoti in Duomo. Nessuno ha mai osato mandarlo all’estero e oggi è relegato all’ufficio informazioni della Segreteria di Stato.

Ma quando Viganò decide di diventare il persecutore dei peccati di Santa Romana Chiesa? Proprio quando capisce che non gli verrà data la porpora e che verrà spedito lontano dalla curia. Una lunga lista di accuse fatte da Viganò, poi smentite, spingono il cardinale Giovanni Lajolo a scrivere una lettera a Papa Ratzinger per affermare l’indegnità all’ufficio cardinalizio. Non sono serviti a nulla i tanti dossier che il prelato accusatore costruiva ed usava a suo piacimento, basti ricordare quello di un prete che per aver denunciato un confratello reo di molestie sessuali ai danni di seminaristi fu allontanato da Roma fino alla Sicilia.

Si trattava di un diplomatico che pochi anni dopo dovette lasciare la carriera per tornare nella diocesi originaria di Albenga, dove risiedeva un amico intimo di Viganó, il Vescovo Mario Oliveri, deposto proprio da Papa Francesco per aver coperto per anni scandali gravissimi di morale. Proprio quel Papa di cui ora il non cardinale Viganò chiede le dimissioni.

Luigi Bisignani (Il Tempo 28 agosto 2018)

Nota di redazione – Bisignani presentò ad Albenga,  agosto 2014, prima e unica data ligure del tour di presentazioni il romanzo “Il Direttore – Un Romanzo sul Potere” (2014, ed. Chiarelettere), caso editoriale dell’anno e best seller in cima a tutte le classifiche. Ospite speciale del nuovo “Incontro con l’Autore” organizzato da e presentato da Eraldo Ciangherotti copogruppo di Forza Italia e collaboratore de Ponente, pagina diocesana dell’Avvenire. Nel novembre 2015 fu invece il giornalista savonese Cristiano Bosco a presentare Bisignani e Paolo Madron, a cura della Biblioteca Civica di Alassio, Renzo Deaglio  che, per la prima volta in provincia di Savona, illustrano il loro libro “I potenti al tempo di Renzi” (2015, ed. Chiarelettere).

COMMENTI DI LETTORI all’articolo scritto per Il Tempo di Roma da Luigi Bisignani, ex giornalista, l’uomo che parlava ai potenti.

Alberto Molteni – Avevo un insegnante di religione alla scuola superiore intelligentissimo e colto. Era ammanicato nelle Acli e molto dentro l’entourage dell’allora Arcivescovo di Milano, Montini. Quando questi divenne Papa, egli fu portato in Vaticano divenendo in breve tempo vicedirettore dell’Osservatore Romano. Avrei detto che per lui erano aperte le porte di una carriera folgorante e così sarebbe stato se non avesse osato scrivere (o venne spinto a farlo) un articolo assai critico nei confronti del nuovo Papa polacco e di Solidarnosc, ma soprattutto del denaro che aveva preso quella direzione. Cominciò la sua parabola discendente fino ad essere incaricato del vicariato del Pantheon. Quando morì andai a vedere qualcosa su internet e, al netto di quanto possa essere vero, scoprii che egli era legato a filo doppio a Marcinkus e risultava addirittura titolare di un conto alle isole Vergini. Più altre amenità di questo tipo. Ho sempre pensato che il Vaticano fosse un covo di serpenti ai quali gli aspetti religiosi interessano poco. Questo ultimo episodio del vescovo Viganò conferma la mia impressione.

SECONDO COMMENTO – Finito di sparar merda su Viganò resta un interrogativo di fondo: quel che ha scritto nel memoriale è vero o no? A casa mia contano i fatti, non le chiacchiere.

TERZO – A. Zanetti – Wojtyla, direttamente e indirettamente, ha coperto e insabbiato migliaia di abusi su minori. Ha protetto per anni sacerdoti colpevoli di abusi sistematici. La chiesa ha fatto “santo” questo papa che ha protetto i pedofili anzichè proteggere la vittime. Ora pretendiamo che Papa Bergoglio possa risolvere un problema così profondo e vasto? Per quanto possa essere estraneo a questi dolorosi abusi l’attuale leader del Vaticano non è in grado di ripulire un livello di corruzione così esteso e consolidato per anni dai suoi predecessori.
QUARTO –   I sacerdoti che tradiscono il loro mandato non si rendono conto del male che causano, di quante anime si allontanino dalla Chiesa, di quanti fedeli si intiepidiscano. “Danno scandalo è inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. E’ meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare”.
QUINTO – E’ chiaro che ora si parte con i contrattacchi mirati a compromettere l’integrità morale e pastorale di chi mette in discussione l’operato ed il comportamento di Bergoglio. Il documento dell’ex nunzio Viganò parla per se stesso e invece di attaccare l’autore, bisognerebbe rispondere alle concrete accuse in esso elencate.
SESTO –  …. Monsignor Guglielmo Borghetti, uomo di fiducia del Pontefice, ha subitoà «svuotato» il seminario vescovile di Albenga nel quale erano stati accolti aspiranti al sacerdozio scartati dalle altre diocesi: le norme varate da Ratzinger stabiliscono infatti che non può essere sacerdote chi ha tendenze omosessuali.
SETTIMO -… Monsignor Oliveri era fedele a Papa Benedetto XVI solo nella possibilità di celebrare la Messa con il vecchio rito (cosa che amava fare personalmente a differenza del Papa Emerito), ma non nella severità riguardo alla condotta del clero e alla repressione della pedofilia. Tanto che Albenga era diventata una sorta di refugium peccatorum per sacerdoti e religiosi perseguiti dalla giustizia o in fuga dalle inchieste dei loro vescovi.
OTTAVO – Ho  letto su Il Sole 24 Ore che a Roma  l’Holu Deer, a Piazza Navona,  nei primi  decenni  del 1600, dalle sue finestre si affacciavano anche Innocenzo X e la sua confidente ( e amante)  Donna Olimpia. E in quell’appartamento è  oggi possibile trascorrere un soggiorno che suscita pura meraviglia. Dall’ingresso di via dell’Anima una rampa circolare  progettata da Borromini – la stessa  su cui il papa saliva a dorso d’asino – conduce al piano nobile  di Palazzo Pamphili. Dietro un portone blu  si apre l’Holy Deer, una residenza con due camerem ognuna con stanza da bagno, collegate da uno studio, una stanza della musica, una libreria, una lounge con bar, una cucina e una sala da pranzo. Oltre 350 mq a disposizione di un solo ospite o di una famiglia alla volta.
NONO – ….Ad Albenga si sono ritrovati personaggi come padre Stefano Manelli, il fondatore dei Francescani dell’Immacolata, esautorato dalla Santa Sede e inquisito per reati gravi contro il patrimonio e le persone; don Paolo Piccoli, accusato di omicidio (la vittima: un confratello di 92 anni); don Renato di Pietra Ligure, patteggiamento a tre mesi per pedofilia; don Luciano, condannato a sette anni e otto mesi, riguardo al quale il vescovo si oppose alla riduzione allo stato laicale  (ma scagionato dal tribunale ecclesiastico ligure ndr).
LEGGI-   Articolo di Giò Barbera su La Stampa, febbrario 2018 . Riabilitato «don Lu», l’ex parroco di Alassio condannato in Cassazione a 7 anni e 8 mesi di carcere per aver molestato una chierichetta della chiesa di San Vincenzo nel 2009. Lo ha comunicato ieri mattina, nel corso dell’Assemblea del Clero, monsignor Guglielmo Borghetti dopo aver ricevuto una comunicazione ufficiale del cardinale Angelo Bagnasco circa la sentenza pronunciata dal Tribunale regionale ecclesiastico.
Don Luciano Massaferro condannato dalla giustizia italiana ma assolto dal tribunale ecclesiastico ligure

Il testo recita che il sacerdote Luciano Massaferro «deve essere completamente riabilitato in quanto non consta che egli abbia commesso i delitti a lui ascritti» e che pertanto debbano cessare le pene cautelative imposte dal vescovo di Albenga- Imperia. Resta immutata la posizione del sacerdote Luciano Massaferro come venne disposto a suo tempo nella sentenza penale della magistratura italiana. Dopo quattro anni di processo penale canonico, tra prove raccolte e testimonianze acquisite, su segnalazione della Congregazione per la dottrina della fede, i giudici ecclesiastici hanno «assolto» il sacerdote alassino. Con la sentenza canonica di assoluzione il sacerdote Luciano Massaferro può tornare a celebrare pubblicamente la Santa Messa e i Sacramenti della vita cristiana. Il vescovo diocesano Guglielmo Borghetti ha prospettato, in pieno accordo con il sacerdote, un suo reintegro graduale nel ministero pastorale e nella vita diocesana. «Auspico che la sentenza canonica sia accolta con animo sereno dai fedeli che in questi anni hanno seguito l’intera vicenda», ha detto il presule.

I FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA NELLA DIOCESI DI ALBENGA – IMPERIA

….” Il susseguirsi di fatti relativi alla vicenda dei Francescani dell’Immacolata che feriscono e mortificano la Chiesa, colpiscono profondamente non solo frati e suore della grande famiglia di questo Istituto, ma anche i fedeli che li conoscono e li frequentano e che si accingono così mestamente a “festeggiare” il Santo Natale. Quella che più mi tocca, oltre a quelle già note come l’annientamento del Seminario, è la decisione di “chiudere” in modo repentino tre insediamenti nella Diocesi di Albenga-Imperia (il Santuario di N.S. della Rovere a San Bartolomeo al Mare, la Chiesa di San Leonardo a Porto Maurizio e il Santuario di N.S. di Pontelungo ad Albenga) con l’immotivata giustificazione che i frati sono missionari e pertanto devono andare nelle missioni!

In realtà si tratta di una ritorsione nei confronti del Vescovo locale che ha osato difendere e sostenere la richiesta al Commissario da parte di un Padre F.I. per il permesso a poter continuare a celebrare la S. Messa in forma straordinaria per i fedeli che abitualmente la frequentano, anzi ormai si deve dire “la frequentavano” ! Queste decisioni, affiancate alla sospensione dei cenacoli della MIM (i laici che fanno parte della famiglia Francescana) con l’imposizione che si potranno riavviare solo e se i membri effettueranno una sorta di giuramento di fedeltà al Commissario stesso, … lasciano perlomeno sconcertati.
Aggiungiamo poi le altre iniziative eclatanti, come i vari trasferimenti imposti e l’ordine tassativo per i frati di non collaborare alla stesura dei periodici della Casa Mariana, editrice tra l’altro del Settimanale di Padre Pio, periodico con ottimi articoli di apologia, spiritualità e formazione cattolica, anche in questo caso per una ripicca nei confronti dell’editore, evidentemente “manelliano”: cosa si può pensare dell’opera devastatrice di P. Volpi ? Il tutto in un clima di intimidazione e di paura…
Stiamo assistendo alla distruzione di un Ordine esemplare e all’annientamento del co-fondatore P. Stefano Manelli, altro che (tratto dalle lettere del Commissario) “ristabilire la verità e la carità”, “dovere di giustizia e di misericordia”, “spirito fraterno” !
E noi semplici fedeli cosa possiamo fare ? Stiamo a guardare e basta ?  La preghiera ormai forse non basta più: scriviamo al Papa, che solo può mettere fine a questa ingiustizia…”
NEL 2017 NOMINE – Nuove nomine. La Cancelleria vescovile comunica che il vescovo, Guglielmo Borghetti, in data 1° novembre 2017, ha nominato padre Angelo Maria Lozzer, dei frati francescani dell’Immacolata, rettore del Santuario di Nostra Signora di Pontelungo, in Albenga. Padre Maurizio Malatesta, dei frati minori Cappuccini, è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di Santa Maria Immacolata in Loano.
ARTICOLO DI SAVONA NEWS  DEL 10 MARZO 2018

Il Santuario di viale Pontelungo ad Albenga si amplia con una navata in più che dovrebbe sorgere sul lato destro, verso l’antico ponte romano. Il progetto pare essere stato affidato allo studio dell’architetto Muratorio  (STUDIO AD ALBENGA) e che i primi contatti con gli uffici comunali siano già stati presi per le pratiche legate all’ampliamento. Secondo le fonti storiche locali fu una primitiva comunità cristiana ad erigere un piccolo ospizio, utile ai viandanti e ai pellegrini per il riposo, e una cappella officiata dai monaci benedettini del monastero dell’isola Gallinara. Intorno al 1250 l’ospizio, grazie alle numerose donazioni-lasciti di famiglie nobili e all’opera dei monaci, fu ingrandito e trasformato in un ospedale; nello stesso periodo l’edificio religioso assunse l’attuale denominazione di chiesa di Pontelungo.

Nel 1330 entrambe le strutture divennero proprietà della locale diocesi di Albenga e fu nel 1500 che l’ospedale venne definitivamente chiuso. Nel 1502 venne donato da Genova, nelle mani del commendatore Gian Battista Campofregoso, il trittico raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Sisto papa del pittore Giovanni Barbagelata. Nel 1715, grazie alla donazione degli abitanti e del municipio albenganese, furono commissionati i lavori per la nuova chiesa che nel 1722 fu completata. In seguito verranno effettuati altre aggiunte e modifiche al coro, al presbiterio e alle cappelle laterali.

Dal 1886 sino al 2005 il santuario, divenuto in seguito diocesano, fu gestito dai Frati Minori Francescani che passarono il testimone in quell’anno ai Frati Francescani dell’Immacolata.

 Mara Cacace

 

 


Avatar

Trucioli

Torna in alto