Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Imperia e Scajola day, reporter infiltrato
Arrendetevi! Tornerà sul trono di sindaco
E sprona: ci vuole l’Albenga-Carcare-Predosa


E dire che, arrivato come è suo solito in ritardo, la polizia non voleva farlo entrare perché ‘tutto esaurito’. Silvio Fasano, reporter vecchio stampo, avrebbe dovuto restare fuori. In sala superata di gran lunga la capienza di legge e in caso malaugurato per Claudio Scajola poteva scattare il 15°  infortunio giudiziario. Una folla straripante e plaudente ha voluto riservare a ‘u ministru’ un’accoglienza non proprio inattesa e comunque significativa. Dite di lui quel che volete, si favoleggi pure della sua ricchezza con la discesa in campo in politica & affari (targa Berlusconiana), anche se un bel po’ di soldini li ha dovuti spendere con gli avvocati difensori. Avranno fatto uno sconto, ma per chi ne ha dimestichezza sono mazzate. Ebbene, agli occhi di tantissima gente, elettori, perlomeno con Scajola al governo, in provincia di Imperia, si sono realizzate importanti opere pubbliche e stradali. Certo non ci voleva quel porto che anziché essere dei miracoli, si è rivelato portatore di iella, senza contare le cattive compagnie che ha attirato.

Ormai solo il fato – destino della vita potrà fermare il ritorno di uno Scajola alla guida di Imperia. Impossibile immaginare che il neo sindaco non metterà a frutto tutta la sua esperienza. “Senza rottamare nessuno – ha rimarcato nell’accorato e pacato intervento – perché ci troviamo in una situazione tragica, con un centimetro alla volta da recuperare il terreno perduto e risolvere i problemi della città. Non in base agli annunci, ma per i risultati ottenuti “. E’ quanto l’ umile cronista della Liguria ed imperiese montanaro, sta scrivendo e ripetendo, inascoltato, da 53 anni. Purtroppo i tanti seguaci e delfini dello stesso Scajola questa virtù e serietà politica non l’hanno mai praticata, come documentano gli archivi stampa.

E ancora, ad effetto, Scajola candidato: “La mia sarà una squadra fresca, ricca di capacità, di esperienza. Una squadra che deve avere cuore, cervello, immagine. Non deve distinguersi per elencare le colpe passate, ma guardare avanti. Mi sono chiesto tante volte cosa avrei dovuto fare nell’immediato futuro. Mi sento bene e mi mantengo bene, mi pare di avere la testa lucida e l’esperienza mi ha fatto bene. Mi sono chiesto se sono utile per rilanciare la mia città. Ebbene vi confesso che continuavo a rimandare perchè cercavo di capire….”.

E un’altra frase ad effetto, non parla a braccia, legge quasi sempre: “Mi candido insieme a voi, aperto a tutti e contro nessuno. Se mi riterranno degno mi impegno nell’interesse esclusivo dei cittadini e senza privilegiare nessuno. Per dare serenità agli anziani e un futuro ai giovani. Oggi Imperia è una città triste e si vede quando passeggi per le vie, si vede dalle buche, dalle luci spente, dai volti triste della gente, dalla scarsa pulizia, dalla spazzatura. So di avere dei difetti, conosco i successi e le disgrazie, e Imperia è sempre stata il mio rifugio sia quando ero in auge che nelle difficoltà. Mi sono sentito sempre lo stesso Claudio, con gli amici che mi sono rimasti vicino, con Maria Teresa, Piercarlo e Lucia, e proprio da mia moglie è arrivato l’impulso: ‘so che te lo senti come un dovere per la tua città.’ Dico di più, la ricchezza persa in Liguria è di quattro punti, Imperia è quella che sta peggio. Il turismo va, ma è meno della media italiana e resta un settore trainante. Eppure vedo in giro tanto autoreferenziale. Imperia sta vivendo una situazione difficilissima, eccezionale e  serve un filo conduttore, un confronto di idee, rispetto, apertura al mondo futuro, coraggio, fare squadra. Non abbiamo bisogno di maldicenza, delatori, chiacchieroni, doppiogiochisti, siamo al capezzale di un malato grave che ha bisogno di rilanciare Imperia, insieme a tutto il ponente…. No invece al giornalismo qualunquista….  Serve un turismo qualificato perchè abbiamo spazi ridotti, un turismo ordinato, ridare vigore alla pesca, alla ristorazione di qualità. Aiutando chi lavora in mare, chi produce cibo e gastronomia del territorio, la montagna, l’artigianato, il commercio con agevolazioni. Il Comune di Imperia ha un’imposizione del 70% di entrate proprie, mentre occorre incentivare il lavoro autonomo che crea economia. C’è da valorizzare i nostri magnifici borghi, con la finalità di farli conoscere ed apprezzare dai turisti. Serve creare lavoro per aiutare i più deboli, far crescere l’economia della città,  avere un Comune amico del cittadino  e di chi vuole intraprendere un’attività, senza interminabili passaggi burocratici. Basta istruire gli uffici comunali per come ci si deve muovere, verificando settimana per settimana, con i funzionari, i risultati, come procede il lavoro. Avere a cuore la salute dei cittadini. Ho avuto tanti successi e forti delusioni.  Oggi l’emozione è più forte  che qualunque altro momento della mia vita. Serve parlare di Imperia, ma anche  del ponente ligure, è importante e strategico e per molto tempo trascurato. Un territorio piccolo e si deve fare sistema, con un collegamento forte con gli amministratori locali, senza sovrapposizioni, né sprecare denaro, serve efficienza, perseguire prospettive di crescita. Stiamo vivendo un periodo nuovo, con i partiti in crisi, c’è bisogno di sicurezza nel tempo più breve possibile. Non si può solo urlare, cantare, ma lavorare, ho partecipato a quattro governi e posso dire che oggi più di ieri ci vuole assunzione di responsabilità.

Sempre Scajola: “Occorre anche occuparsi dei piccoli problemi, come un’Imperia più pulita, ordinata, senza piastrelle rotte come faremmo in casa nostra. Servono obiettivi di più largo respiro. Il finanziamento del tratto di ferrovia Andora – Finale, oggi è una strettoia e urge il raddoppio. Quando è stata inaugurata a Imperia la nuova tratta non sono stato neppure invitato, nonostante fosse stato finanziato quando ero al governo, come per il terzo valico.  Non si può raddoppiare l’Autofiori ed allora si faccia presto con la Albenga – Carcare – Predosa. Che dire cosa perdiamo con l’attuale stato di autostrade intasate, penso all’amico Confalonieri che ha rinunciato a fare il pendolare con la terra imperiese, e non è il solo a rinunciare. C’è già un finanziamento, un progettazione. Per Imperia il porto turistico è l’unica vera opportunità di lavoro, da 8 anni è fermo. Sapete che vi dico ancora ? Con questa infrastruttura abbiamo pure perso  autorevolezza, rispettabilità e prestigio. Perdute tutte e tre. Quattro anni e mezzo per risolvere i contenziosi e finire i lavori;…., anche la pista ciclabile è una grande opportunità…., come mettere mano al trasporto pubblico….”.

Un discorso, un’auto proclamazione di indiscussa presa sul cittadino, di indubbio spessore e chiarezza, senza politichese, con grande pathos. Certo avrà tralasciato qualche aspetto della vita e della convivenza civile. Forse meritava un cenno il ‘tema migranti’, è vero che non è molto popolare e che la Lega ha sorpassato FI grazie al motto ‘Prima gli italiani‘. Claudio Scajola è cattolico praticante, l’ostracismo verso i più deboli che rispettano le leggi dello Stato non è una conquista civile. Del resto l’ha dimostrato visitando l’ex convento degli Agostiniani di Loano durante un cerimonia di accoglienza di migranti.

I giornalisti saranno pure tutti brutti e cattivi, a volte servono.  (L. Cor.)

 


S.Fasano

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