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Ceriale e la follia: prelievi per analisi, si chiude dal 1° aprile e non è un pesce d’aprile

L’ospedale di Albenga è passato alla gestione privata con i squilli di tromba dell’assessore rosa alla Sanità della Regione Liguria e i fans del centro destra, ma non solo. Con l’azienda in mani private (alcuni camici bianchi asseriscono che in realtà, al di là delle figure ufficiali, ci sia la lunga mano della famiglia Berlusconi nel business) si riescono ad ottenere efficienza e risparmi, tagli alle liste d’attesa, che con la gestione Asl ce lo sogniamo. A Sanremo, stando a quanto scrive Il Secolo XIX edizione Imperia, si attende anche un anno per una colonscopia. Se si prenota invece in un Asl cuneese, l’attesa è di 10 giorni, addirittura 48 ore in strutture private. E non solo perchè a Sanremo opera il dr. Conio considerato il migliore ‘operatore’ nella sua branchia della Liguria. Candidato non eletto al Parlamento con il M5S. Un professionista dipendente Asl che non ha mai taciuto le difficoltà, chiedendo interventi risolutivi.E’ pur vero e risaputo che in Italia tutto ciò che è ‘pubblico’ non sempre è sinonimo di produttività, meritocrazia nell’interesse esclusivo dell’utente, assunzioni clientelari incluse, in passato con la manina del sindacato. Accadeva nella Sanità, nelle Poste,…..C’è chi sostiene, comunque, che la sanità privatistica, modello Stati Uniti, pur con gli interventi dell’ex presidente Obama, lascia ‘senza cure’ una sessantina di milioni di poveri. Se il ‘modello Toti – Rixi’ inizia a togliere i centri di prelievo, viene voglia di dire ‘se il buon giorno si vede dal mattino’ a farne le spese sono le figure più deboli della società.  Si aggiunga che in qualche caso fare un prelievo al Santa Corona significa attendere fino a 23 giorni (carta canta) e per gli stessi esami in struttura privata l’attesa è di 6 giorni. Eppure si tace.

Sacrosante, dunque, la protesta, con un comunicato stampa del consigliere di minoranza Luigi Giordano che però con le prossime amministrative potrebbe sedere sui banchi della maggioranza, quella che, a suo dire, oggi da ampie assicurazioni dopo l’esposizione del cartello in Croce Rossa “Chiuso….”. Chissà se il sindaco, amministratore pubblico di lunghissimo corso, ha mai saputo che propria a Ceriale operano alcuni infermieri (ci sono i professionisti autorizzati per legge a fare prelievi ed endovene, altri lo fanno in modo abusivo con la tolleranza degli organi sanitari di vigilanza) che con il servizio a domicilio si ritagliano un bel guadagno. Forse non siamo bene informati, ma in quale altre località accade sistematicamente questa usanza ? A vantaggio di chi ha difficoltà magari ad arrivare a fine mese ? Non bisogna essere compagni comunisti per rendersi conto che la salute è un bene sociale, come del resto raccomanda la chiesa cattolica ai suoi fedeli.

COMUNICATO STAMPA – Da tempo immemorabile a Ceriale esiste il centro prelievi  per analisi di laboratorio in convenzione con l’azienda sanitaria, prima era collocata in via Pontetto, poi sul Lungomare, attualmente il servizio era  presso i locali della croce rossa. L’attività di prelievo si svolge o meglio si svolgerà fino il primo aprille 2018. Il materiale biologico prelevato viene inviato presso l’ospedale di Albenga per essere restituito al paziente il lunedi successivo . Oggi nell’indifferenza totale ci viene tolto un servizio essenziale per tutti, soprattutto per gli anziani e per coloro che non hanno le possibilità di spostarsi fino all’ospedale di Albenga. Un laconico avviso è affisso in bacheca in Croce Rossa. “CHIUSO DAL PRIMO APRILE”  Non capisco come un servizio così importante venga soppresso senza che l’amministrazione dica nulla. Avvantaggiamo l’ azienda sanitaria a discapito dei cittadini, tagliamo ai poveri per dare ai ricchi. È inaccettabile che ci tolgano questo servizio, mette in grave disagio le persone, Albenga dista a 7 chilometri e l’ospedale per uno che arriva con la corriera  non è neanche  facilmente raggiungibile. Il centro chiude nell’indifferenza di tutti e soprattutto dell’amministrazione comunale a vantaggio di una azienda che serve solo per scopi politici e produrre denaro creando ricchezza  sulla pelle della gente, più ci si ammala e più cresce il PIL a vantaggio dell’azienda sanitaria, una vera vergogna.

Luigi Giordano, consigliere comunale

LA REPLICA DEL SINDACO ENNIO FAZIO

«L’Asl ha dimostrato dati alla mano che l’attività del centro prelievi era così sporadica da non giustificarne il mantenimento – ribatte
il sindaco Ennio Fazio -. In ognicaso il servizio non resterà scoperto e non bisognerà andare a Albenga, perché ci sarà la possibilità per tutti, prenotando telefonicamente, di ottenere il prelievo a domicilio. Poi i campioni ematici saranno mandati ai laboratori Asl, esattamente come è avvenuto fino ad oggi, quindi per i cittadini non cambia molto e quello che cambia lo fa in meglio».

FINANZIAMENTI PER LA VIDEOSORVEGLIANZA – Entro il 30 giugno vanno presentate le domande per accedere ai finanziamenti degli impianti di videosorveglianza. Ma prima occorrerà presentare i patti e un progetto strategico di gestione interforze. Il decreto è in gazzetta, 9 marzo 2018. Ho già preso contatti con il comandante per far si che ci si attivi prima possibile. E’ una grossa occasione per il comune. I tempi sono piuttosto ristretti ma l’occasione  ghiotta. Capisco che la videosorveglianza è particolarmente invasiva ed è per questo motivo che il Garante per la Privacy ha messo  alcuni paletti che comunque devono sempre essere rispettati.  Principio di proporzionalità: gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili. Tutto ciò penso che debba svolgere un ruolo di prevenzione. Spero che questa amministrazione comunale o quella che presto verrà, manifesti la volontà di accedere con questo  progetto all’istallazione di nuove videocamere nei punti importanti del territorio, mi viene in mente per esempio Peagna e altre zone, per garantire un equilibrato livello di sicurezza per i cittadini. Penso che percepire sicurezza e fiducia, di un luogo sia un  elemento essenziale della qualità della vita di qualunque paese. Ceriale  è tutto sommato un paese tranquillo, grazie ai carabinieri che fanno un ottimo lavoro e alla polizia locale che nonostante siano in pochi si occupano di svariate materie; nonostante questo però dobbiamo tenere sempre alta la guardia, non possiamo ritenerci immuni del tutto, da atti di teppismo o furti negli appartamenti. La nostra società si è talmente evoluta e globalizzata che ha necessità di prevenzione e con un impegno minimo questo  progetto di videosorveglianza può rendere ancor più alto la percezione di serenità dei cittadini di Ceriale.

Luigi Giordano

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