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Quei catasti antichi nelle Valli del Bormida
Eccovi il Fondo Abbazia di Ferrania
E la mia povera valle spoglia lungo il fiume…

Le più belle pergamene del Fondo Abbazia di Ferrania, tra cui la prima, datata 1097, che descrive accuratamente il territorio su cui sarà costruita la famosa industria, oltre otto secoli dopo. Ricordiamo che il 9 giugno prossimo sarà da noi organizzato un convegno di studi storici proprio dedicato all’abbazia di Ferrania. Altro articolo: il concentrico del borgo in Riviera era lo spazio concesso alla spiegazione del testo. Lo strazio di pochi elementi dovevano bastare per raccontare le storia drammatica nelle sue linee essenziali. Bisognava fissare con precisione gli elementi principali, trarre le prime indicazioni utili per delineare con sufficiente precisione la tragica notizia del fatto.

Il prossimo incontro del ciclo Sabazia. Storia di Savona e del territorio savonese sarà costituito da una visita guidata dell’Archivio di Stato di Savona condotta da Eleonora Baddour, archivista dell’Istituto (martedì 20 marzo, ore 15.00, valletta San Cristoforo 15, Legino-Savona).

In occasione della nostra visita è stata preparata una mostra di documenti dove saranno esposte le più belle pergamene del Fondo Abbazia di Ferrania, tra cui la prima, datata 1097, che descrive accuratamente il territorio su cui sarà costruita la famosa industria, oltre otto secoli dopo. Ricordiamo che il 9 giugno prossimo sarà da noi organizzato un convegno di studi storici proprio dedicato all’abbazia di Ferrania.

Tra la documentazione medievale presente a Savona, riveste un particolare rilievo la prima pergamena di Ferrania, datata 5 gennaio 1097, il cui originale si conserva nell’Archivio di Stato di Savona. Per la sua datazione è uno dei più antichi documenti locali. La pergamena fa parte di un fondo documentario – acquisito dallo Stato una ventina di anni or sono – che contiene molta altra documentazione importante sull’istituzione valbormidese. Già alcuni anni prima dell’acquisto pubblico, quando era ancora in mano privata, il Fondo Ferrania era stato fatto fotografare da Angelo Salmoiraghi e studiato in collaborazione con Massimo Sangalli che, in una memoria inedita consegnata alla Storia Patria, mettono a confronto le varie redazioni del documento del 1097. Gli appunti qui riportati derivano dalla loro accurata ricerca.

La pergamena riporta, tra l’altro, i confini del territorio della canonica di Ferrania, in alcuni casi di difficile definizione; tale territorio diventerà, nel XX secolo, la base operativa della grande industria chimica omonima. Nell’XI secolo, il territorio di Ferrania comprendeva “case e altri immobili, vigne, terre arabili, gerbidi, prati, pascoli, … rive, rupi, … castagneti, rovereti e altri alberi da frutto” e ad esso erano collegati i diritti locali di caccia e pesca. Esistono alcune edizioni a stampa di diverso valore e si conoscono finora quattro copie della pergamena, oltre all’originale savonese: una pergamena coeva e mutila, consultata da Giulio Cordero dei Conti di San Quintino, ma non più rintracciata; una copia rogata ad Alba nel 1315; una copia rogata dal notaio Bono Saliceto nel 1333, non più disponibile; e, infine, una copia molto interpolata effettuata a Savona nel 1534.

La storia dei documenti e del relativo territorio sarà affrontata nel convegno, dedicato a Ferrania, il prossimo 9 giugno. Il paleografo Domenico Ciarlo sta definendo una ulteriore trascrizione della pergamena del 1097, purtroppo giunta a noi con parte del peso dei suoi quasi mille anni.

LEGGERE E SOGNARE CON LA FANTASIA DI CHIARLONE – Le spezie colorate nei sacchi di juta mandavano un odore stuzzicante e piacevole, il vento umido del mare spandeva nella piazzetta odore salmastro e il baccalà nelle bacinelle dei negozi biancheggiava sommerso dall’acqua corrente.

Ma non bisognava lasciarsi distrarre dalle bellezze del borgo, dalle mercanzie esotiche e dalla merce esposta sui banchi; la via del racconto era importante, dalla tempestività della notizia dipendeva anche la soluzione del caso. E la possibilità di acciuffare in breve tempo i responsabili di quel dramma, ancora in circolazione nei paraggi. La pista era ancora calda e i cani molecolari avrebbero fiutato dove portava. Entro sera si sarebbe potuto arrivare alla completa soluzione.

Bruno Chiarlone Debenedetti

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