Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Alassio: quei favolosi giorni all’Hotel Diana
Vi racconto il mio reportage lungo 60 anni


L’album è eccezionale. Un autore ed editore che per la prima volta mette in mostra un lavoro durato 60 anni al Grand Hotel Diana. Con il cambio di proprietà e investimenti in agenda, finisce l’era di un’altra famiglia storica dell’Alassio turistica: i Quadrelli. Tre generazioni con almeno tre generazioni di clienti, molti habitué, non usi alla vacanza mordi e fuggi. Tanti ricordi nel cuore e nella mente, giorni di festa, di allegria, ma anche di impegno, professionalità, a volte sacrifici, qualche delusione. Le speranze alassine di papà Egidio Quadrelli, le sue grandi intuizioni, il coraggio di investire, scommettere nel futuro. Il timone passato ai figli Giancarlo e Rosanna, lei strappata alla vita quando meno te l’aspetti.

Sfogliando l’album trovi i manifesti che ricordano serate danzanti e di varietà, il thee room, la scherma, il ristorante, i Bagni, le sfilate. E quei clienti da piastrella del Muretto. Capitani di industria e della finanza: da Sergio Bonelli (Tex Willer) a Sergio Pininfarina, da Hintermann a Mandelli, da Bossetti a Valetto, da Nasi a Samengo, a Pastore. Personaggi dello spettacolo: Mina, Carlo Dapporto, Alberto Lupo, Walter Chiari, Lucio Flauto, Patty Bravo, Vasco Rossi; del moticiclismo:  Valentino Rodssi e Max Biaggi; del calcio: Bearzot. Ti accorgi che Alassio è stata davvero una stella, una signora. I nostri avi hanno attratto lord e baroni inglesi, poi sono arrivati i ricchi turisti tedeschi, la lunga stagione dei latin lover, dei dancing e dei night, dei caffè concerto, dei treni dal centro al Nord Europa.  Il Diana dei Quadrelli specchio dei tempi e che ha resistito allo smantellamento del turismo di qualità. E’ rimasto il ‘fascino Alassio’ che si distingue pur sempre da una Riviera ridotta a gruviera, dove il troppo alla fine ha stroppiato ed azzoppato. Gli eredi Quadrelli si ritirano con l’onore delle armi e con la riconoscenza e l’affetto umano di chi ha continuato a raccontare la storia dell’hotel con le immagini, con il vecchio mestiere del fotografo, animato dai ricordi, dai rimpianti, da uno spirito che ha molto di ideale e poco di venale. Grazie Giancarlo, la buona stella ti sia riconoscente.


S.Fasano

S.Fasano

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