Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Noli alle prese con un altro insetto, non è nocivo se non in certi casi nel Golfo dell’Isola

Talvolta, percorrendo le strade dell’entro terra, trovi davanti a te una Ape 50 cc., vecchia e malandata “Piaggio” e benché abbia una propria targa rimane indecifrabile l’anno che ha incominciato il suo servizio e quindi l’anno di immatricolazione.Te le trovi da per tutto, sulla costa e nell’entroterra; trasportano di tutto, sia cose lecite che illecite, molte volte nel disprezzo delle più elementari norme di sicurezza e comportamento.

Nell’era dove le strade sono state progettate e costruite con una velocità di progetto che deve essere, per sicurezza, sempre maggiore della velocità media dei presumibili veicoli, e con raggi minimi di curvatura e visibilità sui dossi, incontrare un’Ape che viaggia, nel migliore dei casi a 45 km/h, diventa un serio pericolo.

Donna al volante, pericolo costante” recita un vecchio adagio, oggi trasformabile in “Ape su strada, pericolo costante” “pericolo costante”, se poi è un’Ape che arranca sui tornanti dell’autostrada perché carica, è una favola.

Il pericolo non sta nella velocità del mezzo che avanti a te fa l’andatura, bensì sui mezzi che lo seguono; procedere in fila tipo “matrimonio” o “funerale”, porta l’utente della strada ad effettuare sorpassi sopra sorpassi, non solo su rettilinei, non solo in linea continua dove c’è, ma anche in presenza di curve e dossi, il più delle volte ciechi ed in prossimità delle rotonde.

Per non parlare dell’ Ape a due posti, tanto belle ma che limitano la manovrabilità da parte del conducente; in grande maggioranza, fino ad ora, condotte da anziani, ma sta progressivamente scomparendo, meno male, perché negli ultra ottantenni i tempi di reazione per un imprevisto si allungano come le frenate di un auto da rally che piomba a 100 all’ora sulla folla assiepata a lato strada.

Normalmente viaggiano di prima mattina o di pomeriggio inoltrato al fine di non intralciare il traffico extraurbano, ma qualcuno la usa anche di notte, vuoi per andare al bar: “verso le 20 di sera: scende da una stradina di Calvisio vecchia, con il solo faro bianco, senza luci a posteriori, scura come la pece, e si ferma nel parcheggio appresso alla cooperativa, quella che si trova sulla sponda del torrente Sciusa, si, proprio quello davanti al bar Paradiso”; vuoi per per andare a scuola, al posto del motorino, e magari ribaltarsi sulla via del ritorno: “vero Geom. Paolo Sole ?, ma la colpa non era tua, ma di chi ti seguiva !”

Anche stamane, passato l’ingresso all’autostrada del casello di Spotorno, tirata a lucido, tutta verde, alla guida della quale sicuramente il conducente aveva oltrepassatto l’ottantina, alla favolosa velocità di 20 km/h, procedeva verso Tosse, vuota.

Il Codice della Strada specifica: “Sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e su altre strade, individuate con decreto del Ministro dei lavori pubblici, su proposta dell’ente proprietario, e da indicare con apposita segnaletica d’inizio e fine” (art. 175, comma 1) non puoi circolare, ci vogliono almeno 150 cc. Alcune strade statali rientrano in questa categoria (basta guardare i cartelli e lo vedi: nei punti di accesso ci sono i cartelloni blu col divieto), sulle altre strade statali puoi circolare.

Per quanto riguarda i limiti, i 45 km/h sono una cosa, il limite di velocità su strada è un’altra.

Su strada statale (come su qualunque altra strada) devi rispettare i limiti di velocità imposti dalla segnaletica, in assenza di segnaletica vale il limite generale, che per le strade “extraurbane secondarie” e “extraurbane locali” è di 90 km/h (art. 142, comma 1).
Il limite dei 45 km/h è un limite costruttivo necessario per l’omologazione come ciclomotore, l’art. 78 dice che “chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione” (e l’art. 236 del regolamento di attuazione include esplicitamente “la potenza massima del motore” fra le modifiche di cui sopra) rischia una multa di 370 euro e il ritiro della carta di circolazione.
Quindi, se circoli a 80 km/h su strada statale (dove il limite è 90) non rischi la multa per eccesso di velocità, anche se (teoricamente!) circolando a 80 km/h – ovunque – rischi che qualcuno si accorga che il ciclomotore è stato modificato (se è così) e ti faccia la relativa multa con ritiro della carta di circolazione.

L’Ape nacque nel 1948, in un’Italia ancora stremata dalla guerra. La carenza di mezzi di trasporto era evidente, ma molti non potevano permettersi l’acquisto di un mezzo a quattro ruote.
Alla Piaggio venne l’idea di costruire un veicolo commerciale su tre ruote: un motofurgone derivato da uno scooter.

Il primo modello fu costruito a partire dalla Vespa. Le prime due serie erano quasi una Vespa a due ruote attaccata ad un rimorchio. In alcuni prospetti di vendita e in taluni mercati venne infatti pubblicizzato come VespaCar o TriVespa. Costava 170.000 lire.

Oggi l’Ape è costruito anche in India su licenza.

Uno dei suoi utilizzi più caratteristici, nella versione “Ape Calessino“, è quello di risciò motorizzato o di Tuk-tuk, mezzi di trasporto pubblico ormai desueti in Italia, ma ancora molto diffusi nel sud est asiaticol.

Dal 1993 al 2005 venne prodotta l’Ape Poker, la versione quattro ruote dell’Ape TM con i suoi stessi motori.

Per il codice della strada europeo (dalle quali escono le linee guida) il triciclo non esiste. Per percorrere le strade extraurbane principali il veicolo deve essere in grado di sviluppare una velocità di almeno 80 km/h (dichiarata dalla casa costruttrice) e avere una cilindrata di almeno 150 cm/3. Il nostro ape ama le strade urbane (dove è a rischio la circolazione, degli altri) e la campagna. Va bene così. La passione per l’ape continua…. buonanotte.

La passione per l’ape continua, continua anche se non sono in sintonia con quanto recita l’Art. 175. C.d.S – le Condizioni e le limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, valgono anche per le strade urbane nonché per le strade nelle zone ZTL – ovvero non possono circolare se:

● hanno un carico disordinato e non solidamente assicurato o sporgente oltre i limiti consentiti;
hanno tenuta non stagna e con carico scoperto, se trasportano materie suscettibili di dispersione:

Articoli vari giardini: erba, decespugliatori, gasolio, cesoie, ect, o cos’altro serva per l’attività occasionale e lavoro in nero di coloro che per secondo lavoro si professano esperti giardinieri; Piante e vasi da fiore con relativa piantina.

hanno il carico o dimensioni che superino i limiti previsti dagli articoli 61 e 62, ad eccezione dei casi  previsti dall’art.10;

● hanno condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura che possono costituire pericolo per la circolazione;

hanno carico non opportunamente sistemato e fissato.

● hanno carico improprio e svolgano funzioni di trasporto: pericoloso per se e gli altri, vedi Bombole di Gas: metano, propano e gpl. Da quando è “arrivato il metano” tale servizio è andato via via scomparendo, rimanendo solo in auge in occasione di feste e/o sagre paesane o “coxe o frise e mangia” organizzate dai vari enti [vedi Avis – P.A.: croci bianche e rosse – sagralea – etc….]; di rifornimento attività commerciali, vedi Acque minerali, bibite, latte, bottiglie e bottiglioni di vino, bottiglie, bottigliette e barili di birra, ect; Cassette di frutta e verdure; Cassette di prodotti ittici.

La passione per l’ape continua a servizio delle attività balneari per trasportare Cabine, sdraio, lettini, Frigo bar e freezer o cos’altro serva,

La passione per l’ape continua a servizio delle Confraternite religiose, con il trasporto delle Casse o dei dei “Cristi” in occasione delle varie processioni

La passione per l’ape continua per carichi speciali da smaltire lungo le strade, collinari ed extra urbane:

● Materiali di idraulica e lattoniere

● Materiali scarti di lavori edili

● Mobili o parti di essi, reti da letto, materassi

● Materiale elettrico ed elettronico, radio, TV, cellulari, ect ………..

[Da da “Trucioli – Blog della Liguria e Basso Piemonte” maggio 2016]

Fatica e soldi, in parte, sprecati. I maleducati li puoi contattare e rimetterli in “riga”, ma chi abbandona rifiuti di ogni sorta quali: mobili, materassi, lettiere, scarti di lavorazioni più svariate, ect, [al di fuori degli spazi creati appositamente] di fronte alla deterrente “telecamera”, si ha la certezza che rimangono tali e che accanto alle strade sia provinciali che comunali, sorgano isole ecologiche abusive che danneggiano tutti i cittadini.

L’ultimo arrivo, giovedì 28 marzo 2016, un individuo, dai capelli bianchi, si ferma con una grossa auto e scarica suppellettili, armadietti e pure un “cesso”, tutti “elementi” che vanno a “tener compagnia” a due materassi, ci cui uno matrimoniale, già giacenti nell’ormai stracolmo spiazzo. Nei giorni successivi nessun miglioramento, è sparito il “cesso” ma è possibile avere un set di materassi anche se non propriamente “nuovi” per allestire una camera da letto da tre posti; non sarebbe la prima volta che proprietari di locande o di B&B, non della zona, si rifornissero da tali luoghi.

L’arte del “Desbarassu” è presente nell’entroterra della Riviera delle Palme già dal 1974, un fenomeno che tuttavia non aveva ancora raggiunto livelli eclatanti ed era circoscritto a residenti locali. Ricordo che un pomeriggio di circa 35 anni fa, salendo alle Manie, per il solito merendino, subito dopo l’abitato delle Voze, nei pressi dell’ex cava, a bordo strada troneggiavano: un televisore ed una sedia a sdraio; al ritorno non c’erano più.

Una decina di anni fa, all’inizio della strada privata Vecchio Mulino, qualche privato ha lasciato in esposizione un intero soggiorno fatiscente ad eccezione del divano e di una delle due poltrone. È bastato un cartello con scritto “vendesi ad € 50,00, rivolgersi al vicino” che nell’arco di una notte sparissero il divano, la poltrona e pure il cartello.

Chi ne è esce sconfitto in questo paese è il turismo. Cosi non sarebbe la situazione, se si fossero infra- strutturato il territorio, adeguato i servizi, sviluppato l’azienda alberghiera, controllato il fenomeno delle seconde case. Ma la battaglia va continuata; anzi, oggi, l’attacco al territorio si presenta in forme nuove e con collegamenti trasversali tutti da analizzare. Comunque è troppo comodo da parte di troppi esponenti politici e di enti economici predicare bene in ogni tipo di convegno (contro le seconde case, contro la speculazione…) e non intervenire mai, ma proprio mai, nelle situazioni concrete di cattivo uso del territorio, per prendere posizione.

Alesben B.

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