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Monesi, il sindaco Pelassa scrive: ‘Solo per le urgenze servono 5 milioni’. Sartore replica: ‘Un linguaggio vecchio politichese’

Andiamo per ordine, il presidente dimissionario dell’Associazione Monesi Borgo Antico, con una ventina di adesioni, aveva chiesto al sindaco di Mendatica, Piero Pelassa, se ad un anno dal disastro alluvionale non fosse il caso di cambiare la prima ordinanza di sgombero e divieto di abitare tutte le case della ‘frazione’. Quantomeno una distinzione tra gli immobili danneggiati, pericolanti e quelli rimasti intatti e non interessati dal movimento franoso. Il sindaco ha risposto ripercorrendo in modo certosino quanto si è fatto e rendendo noto che solo per gli interventi di prima urgenza sono stati richiesti 5 milioni di € che ovviamente non sono disponibili. Ha reso noto l’avvio di una lotta dura contro i curiosi che violano i divieti, annuncia sanzioni penali ed una denuncia già presentata. Immediata la replica di Sartore che, in questo caso, parla a titolo personale, ma rappresenta la coscienza critica di una realtà amara che deve fare i conti sui tempi lunghi, i puntuali annunci dell’impegno profuso dalla Regione, Provincia e Comune, il rosario delle somme stanziate.

LA LETTERA DELLA FAMIGLIA SARTORE –
Vi informo d’aver chiesto la variazione catastale F/2 o fabbricato collabente, per la nostra casa, in via della Chiesa n° 18 a Monesi di Mendatica. Chiederemo il ritorno allo stato di casa di civile abitazione un minuto dopo che l’ultima delle seguenti condizioni sarà tornata allo stato precedente la frana dello scorso anno; vale a dire:
Revoca della ordinanza di inagibilità n° 12/17 del comune di Mendatica.
Ripristino della viabilità.
Saldo del promesso contributo per la ristrutturazione.
Riattivazione della fornitura d’acqua potabile.
Riattivazione dello scarico fognario.
Riattivazione del ritiro rifiuti urbani.
Siamo consapevoli del fatto che il costo delle due pratiche potrebbe non essere compensato dalla sospensione dei pagamenti di IMU e TASI, ma la iscrizione in categoria F/2 o fabbricato collabente è il solo modo legittimo per condizionare la ripresa dei nostri pagamenti alla oggettiva soluzione delle conseguenze del disastro, da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
Inoltre la risposta del sindaco di Mendatica, alla nostra petizione di aggiornamento della ordinanza n° 12/16 di inagibilità – scritta in fitto politichese antico – non ha dato alcuna risposta definita ma ha fatto largo uso dei soliti faremo, quanto prima e per la seconda volta ha rimandato la realizzazione dei progetti “alla prossima primavera” Al punto 7 si legge “(piano di scorrimento della frana compreso tra i 20 e 54 mt.”) ?
L’esito dei carotaggi che dovevano essere fatti “appena dopo il disgelo” (2017) qual è? Posto che la instabilità o l’accelerazione della frana non consentono di aggiornare l’ordinanza di inagibilità, è difficile capire come sia possibile iniziare i lavori per la progettata variante; lavori che comporteranno l’utilizzo di escavatori, cospicui movimenti-terra, scavi per fondazioni dei muri di sostegno ecc. In altre parole una ferita al terreno proprio a ridosso delle case “pericolanti”.
Ora anche noi potremo affermare “appena possibile“.
Un caro saluto e in attesa di poter trascorrere le vacanze natalizie a Monesi, tanti sinceri auguri di Buon Natale e sereno duemiladiciotto a tutti voi.
Famiglia Sartore
Il sindaco Pelassa con il collega di Cosio d’Arroscia Gravagno

LA LETTERA DEL SINDACO DI MENDATICA

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