Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ecco le meraviglie del Forte di Bard volano turistico. Ma il Priamar (Savona), restaurato, giace inerme e non produce utile ‘economia’

Sono stato a visitare il forte di Bard (Valle d’Aosta) il 26 novembre: non ho fatto a tempo a vedere tutto! Ho dormito nelle vicinanze ed il giorno dopo ho “finito” l’opera! Che meraviglia! Il forte è stato restaurato “bene”, reso un “bene per la comunità”, un’entità che attrae e dà lavoro. Il forte ha un suo precipuo ente di gestione ed organizzazione, perchè ovviamente una struttura così complessa ed articolata ne ha bisogno. Il paragone che mi è venuto subito in mente è il Priamar. E’ stato restaurato in buona parte, ma giace lì abbandonato da decenni, ed il Comune di Savona non ha nessuna intenzione di trasformarlo in qualcosa di bello, attrattivo, interessante, produttore di “economia” per la città. Come si fa a restare indifferenti !


A Bard, vista il notevole dislivello, si accede con bellissimi ascensori obliqui, made in Genova!



A Bard ho visitato una interessantissima mostra fotografica sulla gente di montagna di Mc Curry (non uno schiacciabottone domenicale qualsiasi), una mostra d’arte con opere importanti (anche di Raffaello) curata da Sgarbi.



Non ho partecipato all’evento “vin extremes 2017” il meglio dei vini d’alta quota: ci sarebbe voluto un giorno intero solo per quello!


Ho visitato gli interesantissimi musei del Forte: storia, fortificazioni, frontiere, prigioni, cannoni.


C’è una buona ristorazione, ed anche un albergo per chi volesse l’emozione di dormire nel forte!

Il paragone che mi è venuto subito in mente è il Priamar! E’ stato restaurato in buona parte, ma giace lì abbandonato da decenni, ed il Comune di Savona non ha nessuna intenzione di trasformarlo in qualcosa di bello, attrattivo, interessante, produttore di “economia” per la città.

Il Priamar ospita uffici comunali (potrebbero stare altrove), una costruzione che sarà utilizzata per residenza studenti (anche questa dovrebbe stare altrove), un museo archeologico un po’ misero e veramente poco interessante (occupa un’area smisurata rispetto all’effettivo contenuto), un bar sperduto, un’area congressi che dovrebbe essere valorizzata.

Un Parco e tante altre volumetrie lasciate lì a marcire. Dimenticavo gli scavi della vecchia cattedrale: un impaccio che dovrebbe finire!

Scaviamo, vediamo, valorizziamo, ma rimettiamo tutto bene a posto a creare valore ed interesse.

Ed allora Savona, che si fa? Sempre in letargo 365 giorni all’anno?

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Riporto un po’ di news dal sito del forte!

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ASSOCIAZIONE FORTE DI BARD

La gestione del Forte è affidata all’Associazione Forte di Bard, con personalità giuridica di diritto privato e operante senza finalità di lucro, allo scopo di promuovere le peculiarità storiche, culturali e monumentali del Forte e del Borgo di Bard, situati alle porte della Valle d’Aosta, e del territorio circostante. L’Associazione è formata da un Consiglio di Amministrazione e da uno staff operativo che organizza e predispone le attività espositive e il calendario di manifestazioni ed eventi che si svolgono all’interno della fortezza. I servizi di assistenza museale e di accoglienza dei visitatori sono affidati a collaboratori esterni all’Associazione.

I soci fondatori dell’Associazione Forte di Bard sono:Regione Valle d’Aosta website
; Compagnia di San Paolo website
;Fondazione Crt website
; socio sostenitore:Finaosta Spa website; COMPLESSO MONUMENTALE Il Forte di Bard, rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento.

La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri: dal più basso, l’Opera Ferdinando, a quello mediano, l’Opera Vittorio, e al più alto, l’Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali.L’Opera Ferdinando si presenta a forma di tenaglia ed è costituita da due corpi di fabbrica, l’Opera Ferdinando Inferiore e l’Opera Ferdinando Superiore all’interno del quale è ubicato il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.L’Opera Mortai, collocata alle sue spalle, e l’attigua Polveriera ospitano i locali destinati ai laboratori didattici e sono adibiti anche a mostre temporanee.

Più dettagli: https://www.fortedibard.it/complesso-monumentale/

Accessi – Il Forte è servito da una strada esterna, sul lato sud, che permette di accedere al cortile dell’Opera di Gola, e da una strada interna che, con stretti tornanti sorretti da possenti muraglioni, risale il pendio opposto rivolto a nord e consente di accedere all’Opera Carlo Alberto e all’area delle Scuderie, anch’essa adibita a sede di mostre temporanee. Entrambi i percorsi sono pedonali.

La sommità della rocca è facilmente raggiungibile grazie ad avveniristici ascensori panoramici (foto in basso) che dal Borgo di Bard, ai piedi del Forte, consentono l’accesso all’Opera Carlo Alberto e quindi alla Biglietteria, al Museo delle Alpi, alle sale dedicate alle mostre temporanee, alle piazze, alla caffetteria e al Bookshop.

ITINERARIO D’ARTE FDB MODERN – Sono 43 le opere del percorso di arte moderna e contemporanea FdB Modern allestite lungo un suggestivo itinerario che si snoda attraverso i camminamenti esterni e i volumi imponenti dei corpi di fabbrica del Forte di Bard.


DA RAFFAELLO A BALLA. CAPOLAVORI ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA – La mostra I capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca. Da Raffaello a Balla presenta, dal 1° luglio 2017 al 7 gennaio 2018, 115 opere rappresentative della preziosa collezione di una delle più antiche e importanti istituzioni culturali italiane, costituitasi a partire dal Seicento. E’ la prima volta che un corpus così ricco di opere lascia la prestigiosa sede romana di Palazzo Carpegna.


WORLD PRESS PHOTO 2017


Dal 7 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 il Forte di Bard presenta la 60esima edizione del World Press Photo. Oltre 140 immagini straordinarie e 12 video dei vincitori del digital storytelling contest in mostra per il più importante riconoscimento internazionale di fotogiornalismo che, per un anno, hanno documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Un’esposizione unica per scorrere, attraverso gli occhi dei più grandi fotoreporter di oggi, gli scatti più sensazionali che raccontano, denunciano, enfatizzano e racchiudono in una cornice la storia del nostro tempo.

PROGETTO DI RECUPERO – Dismesso nel 1975 dal demanio militare, il Forte è stato acquisito dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1990. Un gruppo interdisciplinare di esperti ha elaborato uno studio di fattibilità per il recupero dell’intero complesso e il rilancio del borgo medievale. Una società di capitale, la Finbard, ha programmato e gestito gli interventi di restauro, l’adeguamento funzionale e impiantistico; il sistema di ascensori panoramici; le strutture di accesso e di parcheggio; la ripavimentazione, l’illuminazione del borgo ed il restauro di quattro edifici storici.

Il progetto è stato attuato grazie al contributo finanziario del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo di Rotazione Statale nell’ambito della riconversione delle aree in declino industriale. Il complesso del Forte e del Borgo di Bard è il nuovo polo culturale delle Alpi Occidentali. Grazie al recupero dell’imponente fortezza sabauda e di alcune aree ad essa connesse, è stato realizzato un progetto che fonde all’interno di un’unica struttura, spazi e servizi innovativi per la cultura e strutture ricettive di alta qualità.

Gli spazi museali sono stati progettati per integrare la tradizione storica del museo con la finalità educativa che ne contraddistingue la missione, la vocazione innovativa del centro d’interpretazione, luogo di comunicazione e di decodificazione del territorio che rappresenta e la forza comunicativa del parco tematico, con la sua capacità di proporre un’esperienza coinvolgente.

Il Forte in Cifre

  • 14.467 metri quadrati di superficie
  • 3.600 metri quadrati di aree espositive
  • 2.036 metri quadrati di cortili interni
  • 9.000 metri quadrati di tetto
  • 283 locali, 385 porte, 296 feritoie, 806 gradini
  • Oltre 500 maestranze coinvolte
  • 153.737 metri cubi di terreno rimosso
  • 112.705 metri di cavi elettrici

Le Prigioni


La storia del Forte di Bard si svela in uno spazio museale permanente all’interno delle Prigioni. Le celle dove venivano rinchiusi i prigionieri, all’interno dell’Opera Carlo Alberto, ospitano un itinerario storico che guida il visitatore alla scoperta della storia del sito militare, per secoli strategico luogo di transito. Attraverso filmati, documenti e ricostruzioni 3d di grande impatto i visitatori possono conoscere l’evoluzione architettonica della fortezza e conoscere i personaggi che ne hanno segnato i principali avvenimenti storici dall’anno Mille alla sua ricostruzione nel 1830, sino ad arrivare ai giorni nostri.

Il percorso di visita – Le Prigioni costituiscono uno dei luoghi di maggior fascino del Forte. Ospitano 24 celle, tutte di dimensioni molto ridotte, circa 1,3 x 2 metri, disposte lungo quattro sezioni precedute da una galleria d’ingresso che è stata dedicata alla rappresentazione iconografica del Forte: antiche stampe, dipinti, riproduzioni d’autore.

A partire dall’area centrale, ed estendendosi alle successione sezioni, la stratificazione dei personaggi e degli eventi restituisce la complessità della storia del sito. L’atrio ospita un filmato relativo alla complessa opera di restauro e ricostruzione del Forte avvenuta tra il 1996 e il 2006. Da qui il visitatore accede alle prime quattro sale della prima sezione, relative alla trasformazione del Forte attraverso altrettante postazioni caratterizzate da modelli tridimensionali rappresentative delle varie epoche: romana, medioevale, ‘500 e ‘600 e ‘700.

Nelle sale successive un filmato dà voce ai personaggi che hanno contrassegnato l’episodio storico più significativo della storia del Forte: l’assedio da parte delle truppe napoleoniche. Nella seconda sezione, Napoleone Bonaparte, il generale francese Berthier e il capitano austriaco Bernkopf svelano strategie offensive difensive dell’aspra battaglia combattuta nella primavera del 1800. Il percorso è impreziosito dalle proiezioni dei disegni del topografo e pittore Pietro Bagetti e dagli scritti di Stendhal, testimoni privilegiati della storia di Bard.


La terza parte del percorso presenta la testimonianza del capitano del Genio militare Francesco Antonio Olivero cui Carlo Felice di Savoia affidò la ricostruzione del Forte dopo il passaggio di Napoleone. Vengono proiettati, all’interno di una cella immagini e documenti: un rilievo del Forte del 1829 e un progetto del 1830. Olivero sfrutta le peculiarità strategiche del luogo progettando più corpi di fabbrica sovrapposti per moltiplicare le linee di fuoco. I lavori furono realizzati in soli otto anni.

La quarta sezione vede come protagonista Camillo Benso Conte di Cavour “prigioniero” di lusso durante la ricostruzione. A lui venne affidata nel 1831 la supervisione dei lavori. Nella sezione sono presenti anche alcuni oggetti della vita quotidiana nella fortezza. Una scenografia ricrea l’atmosfera tipica di una cella mentre su una parete è allestita una pennellatura dedicata alle guarnigioni che si sono succedute al Forte e le riproduzioni di alcune tavole dell’illustratore Quinto Cenni. Su due monitor, un filmato elaborato in collaborazione con l’Archivio militare del Genio di Roma, consente di scoprire i risultati di una ricerca sui militari di stanza nel Forte durante gli anni.

Nell’ultima sala, si ripercorre la decadenza e la rinascita del Forte nel corso del ‘900 con un’intervista a Ferdinando Jacquemet, testimone dell’ultimo capitolo della storia di Bard. Il percorso culmina con la proiezione di un’animazione che ripercorre l’evoluzione degli insediamenti militari sulla rocca di Bard dall’anno Mille ad oggi.

Il Ferdinando. Museo delle Fortificazioni


Il Forte di Bard ospita un nuovo grande museo: il Ferdinando, Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.

Il percorso consente al pubblico di scoprire altri duemila metri quadrati di superficie del Forte. Tre le sezioni: il Museo del Forte e delle Fortificazioni, Le Alpi Fortificate (1871-1946) e Le Alpi, una frontiera? Il visitatore è calato in un viaggio nella storia attraverso scenografie ricreate con armi e ricostruzioni in scala di sezioni murarie di fortificazioni, plastici, filmati e armi autentiche, con un iter narrativo che mette in luce l’evoluzione delle fortezze attraverso il progredire delle strategie militari, dei materiali e delle tecniche costruttive, a partire dall’epoca romana per giungere sino alle nuove soluzioni architettoniche e balistiche del Novecento.

La sezione dedicata alle Fortificazioni è allestita all’interno dell’ Opera Ferdinando Superiore.Attraverso ambientazioni storiche, plastici, filmati, armi autentiche o ricostruite, miniature di eserciti, il nuovo Museo illustra il progredire delle tecniche di difesa e delle soluzioni architettoniche adottate nel corso dei secoli, dall’epoca romana all’Ottocento, fino al progressivo abbandono delle fortezze, dovuto all’avvento delle nuove tecniche belliche nel Novecento.

Il Ferdinando, Museo delle Frontiere – La sezione del Museo Il Ferdinando dedicata alle Frontiere offre un percorso centrato sul concetto di frontiera e sulla sua evoluzione, da un punto di vista politico, economico e culturale. Il Museo è collocato nell’Opera Ferdinando inferiore. Il percorso dedicato al tema delle frontiere intende far riflettere sul significato di questo termine – confine o barriera, ostacolo o tratto d’unione? – in un percorso che trasmette una visione complessa e strutturata non solo del Forte di Bard, ma anche del contesto storico, sociale, culturale e geopolitico all’interno del quale è inserito nelle diverse epoche storiche: un viaggio nel passato che si conclude con una riflessione estremamente attuale sul presente.

Museo delle Alpi


Un percorso pluridisciplinare, multimediale e interattivo per scoprire le Alpi e capire la montagna.

Il Museo della Alpi è uno spazio museale all’avanguardia che racconta una montagna “vissuta” e trasformata dalla mano dell’uomo. Un racconto nello spazio e nel tempo in cui suoni, video e proiezioni danno forma a scenografie, ricostruzioni e giochi multimediali che accompagnano il visitatore lungo un viaggio di esplorazione da vivere con i cinque sensi per educare, divertire e immergersi nella cultura alpina. Un museo a “misura d’uomo” dedicato a tutte le età, in cui tradizione e nuove tecnologie si fondono in un percorso che assume la forma unitaria di un testo, che il visitatore ha modo di “leggere” quasi si trovasse all’interno di un libro, diventando così protagonista e non semplice ospite.

Il Museo delle Alpi è collocato al primo piano dell’Opera Carlo Alberto, principale corpo di fabbrica della fortezza e per raggiungerlo si compie una vera e propria ascesa in quota, grazie ad avveniristici ascensori esterni di cristallo che dal borgo medievale di Bard, ai piedi del Forte, salgono sino alla rocca. Da lì, lungo un’imponente scala di vetro e acciaio si raggiunge il cuore del complesso fortilizio, dove ha sede il Museo. Le 29 sale di cui si compone il percorso espositivo sono suddivise in quattro sezioni pensate per condurre il visitatore alla scoperta delle Alpi. Ognuna di esse è lasciata al racconto dei suoi testimoni: il naturalista, il geografo, l’antropologo, il meteorologo che descrivono attraverso brevi interventi video il tema della rispettiva sezione, coinvolgendo direttamente il pubblico nell’esperienza della narrazione.

Dopo un’introduzione in cui viene proposta una lettura del paesaggio alpino contemporaneo, la seconda parte esamina le principali componenti naturali e umane dell’ambiente montano come premessa alla terza sezione dedicata alla presentazione della civiltà alpina, cui segue un’illustrazione della trasformazione della montagna nell’epoca della sua modernità, che costituisce la quarta e ultima parte.

Paolo Forzano

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P. Forzano

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