Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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I cartellini da appendere ai rami da frutto

Che noia ci può assalire nel vivere questa storia quotidiana continuamente interrotta e ripresa a rate… e anche nel ripensarla attraverso la lettura…

Ma quando poi il percorso narrativo arriva al buio più completo, si può dire che siamo in giro per Novara, con gli occhi bendati. Coinvolti facilmente in un itinerario di ri-scoperta con gli altri sensi, escludendo la vista, con un gruppo di compagni

Ma nel bosco o nel grande giardino antico si può alfine aspergere (che cosa?) lungo le siepi di mortella o di falso lauro, passare in mezzo alle eriche profumate dai rami rigidi, poi, fatte le opportune abluzioni, far stillare le gocce eccedenti sull’erba rada del bosco o del giardino.

Calpestando il fogliame sentiamo ancora un profumo vegetale che sa di terra umida e di legno vecchio ma ogni ulteriore indicazione che sarà portata a nostra conoscenza potrà delineare un modus operandi maggiormente aderente a quella logica precipua che ci permetterà di adottare, in quel momento, la migliore soluzione possibile.

Lo spiritello di Salerno controlla i grappoli d’uva bianca, quel bacò (messo a punto dal signor Bacò con 16.000 incroci) venuto dalla Francia a fine ottocento e i fichi del nonno che si caricano due volte l’anno di frutti bianchi e poi di viola scuro… delizia per le vespe e per le api operose.

 Bruno Chiarlone Debenedetti

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B. Chiarlone

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