Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano, il pescatore rivela: ‘Delfini vandali sottocosta, l’assessore Mai impotente promette. L’Europa uccide la piccola pesca’

“In Liguria non esiste porto turistico con una zona attrezzata e riservata ai pescatori professionisti come a Loano, si è copiato da Sanremo, ma la nostra struttura è più funzionale e spaziosa. La stagione della pesca e il lavoro sono andati bene, non possiamo lamentarci. Ci sono però alcune criticità di cui si parla poco, a partire dalle conseguenze del rialzo della temperature dell’acqua. A giugno, 5 gradi. C’è il problema grave, insoluto e taciuto, dei delfini ‘vandali’ che arrivano sotto-costa, a farne le spese sono le nostre reti. Accade ormai da 5-6 anni. Prima nella stagione invernale, ora tutto l’anno. In Sardegna la Regione ha stanziato 200 mila € per i danni, da noi zero. Perchè tanti delfini ? C’è abbondanza di tonni – rosso il più pregiato e ricercato dai giapponesi – che dal 2000 possono essere pescati un mese all’anno. Loano può anche fregiarsi della barriera di ripopolamento ittico tra il molo del Kursaal e l’ex cantiere navale Zunino a ponente, da 7 a 50 metri di profondità, ma sistematicamente violata da pescasportivi di frodo e spesso impuniti, incoraggiati. Al l’amo catturano oratine e…”.

Roberto Bosano pescatore professionista loanese e ora artefice con la sua barca di pescaturismo

Una mattina di settembre nel porto di Loano, nell’area pescatori. Non c’è più la folla ad attendere l’arrivo delle barche per comprare pesce fresco a chilometro zero. Roberto Bosano, loanese doc, è tra i 18 ‘professionisti’ (14 iscritti alla locale associazione) che ha sposato l’antico mestiere per passione, amore. “Le prime volte iniziai col papà di Gian Riccardo Ferrari (‘u Cabàn), ma fino a 40 anni facevo altri lavori: rappresentante, marinaio su yacht e di reti da pesca non capivo un accidente.  Poi la mia vita è cambiata.  Ora sono in grado di cucire, tagliare, rammendare le reti da pesca, se non lo fai da solo non c’è più nessuno che provvede. Ho 57 anni, ho scelto vita da scapolo dopo qualche esperienza di fidanzamento, ho un fratello sposato, in casa vivo con papà 90 enne, mamma (una Cepollina) di 86 anni. Faccio la spesa e provvede  ai lavoretti csalinghi. Il resto della mia giornata è la barca, il mare, il porto e non sono affatto pentito”.

La locandina con cui Bosano fa promozione a pesca-turismo con la sua barca  Marea 1

D) Un’estate da incorniciare, con l’assalto di turisti alla Riviera e spiagge da ‘tutto esaurito’ come non accadeva da un paio di decenni. Le seconde case tutte occupate. Gli esercizi alberghieri tirano un sospiro di sollievo anche se non sono tutte rose e fiori. Il ‘mercato del pesce’, nella cittadella portuale, affollato ogni mattina dalle massaie….

Roberto Bosano: “Non possiamo davvero lamentarci, io mi dedico, al mattino, anche alla ‘Pesca turismo’ ed è stato un successo. Accompagno in prevalenza bambini, posso ospitare fino a 4 persone. In Adriatico è molto diffusa, in agosto ho salpato tutti i giorni. Senza fare promozione on line, non sono ancora tecnologico. E’ bastato un manifestino affisso nel banco di vendita e il passaparola di chi si è trovato bene”.

D) Dalla gloria alle problematiche. Ovvero ai problemi concreti, vissuti, di chi lavora con professionalità sulle barche da pesca che operano nel porto di Loano.

Bosano: “Non vorrei iscrivermi tra gli sponsor delle lamentele, piagnistei, polemisti. Mi piace la concretezza e non riesco ad abituarmi ad un paese dove ci sono le regole e non si rispettano o si tollera.  Loano ha una ‘riserva marina’ non simile a quella di Bergeggi segnalata da boe, assai sorvegliata ed è difficile farla franca. Purtroppo la nostra è sistematicamente violata. C’è chi cattura pesce nell’area protetta pure per farne commercio. Magari pescano oratine che se finiscono nella mia rete ributto in acqua, cernie grandi e piccole, ombrine. Da quando c’è la riserva il ripopolamento è reale, però mancano i controlli, prevenzione e repressione. A giugno la temperatura dell’acqua, del nostro mare, superava di 5 gradi la media stagionale e non accadeva da tempo. Il riscaldamento è stato propizio alla presenza di mormore, mai così tante. Estate positiva per la pesca dei totani favorita dalla temperatura dell’acqua e tante, tante seppie, una presenza dovuta all’alta pressione e al mare calmo, ideale per la deposizione delle uova, fenomeno iniziato due, tre anni fa. Qualche barca ha raggiunto i 30 chili di seppie. In genere sono due, tre etti l’una. I naselli, invece, si pescano in primavera. Non bisogna andare lontano, nell’area della Caprazoppa, al largo di Borgio. A Loano siamo fortunati, la zona di vendita del pesce non ha pari in Liguria. Non ci batte nessuno, neppure Sanremo, mentre altre città marinare come Sestri Levante e Lerici dispongono solo di un locale”.

D) E le mitiche acciughe ? Pesce azzurro per eccellenza ?

Bosano: ” Non si è letto nulla, la ‘golfata di Loano’ è stata caratterizzata quest’anno da un evento eccezionale.  Sono arrivate barche da ogni angolo della Liguria, c’è stato un periodo di passaggio e di acciughe idonee alla salatura. Solitamente questo non accade. Anzi c’è chi ricorda, con nostalgia, gli anni ’70 quando arrivavano nel nostro mare le barche dalla Sicilia; da maggio ad agosto per la pesca alle acciughe liguri. Nel levante, invece, pescano fino a settembre. I meno giovani ricorderanno le suggestive luci delle lampare. Le bughe.  Le pescelle…. ”

D) Una priorità che vi affligge e non è stata trovata una soluzione ? Pesa sul lavoro e sui  vostri bilanci.

Bosano: “Tutti decantano la presenza di balenotteri e delfini. Un ritorno a fini commerciali e turistici per chi organizza escursioni.  Benissimo, però si dica che noi pescatori siamo da alcuni anni alle prese con delfini che si spingono sottocosta per alimentarsi nelle ore notturne. Risultato ? Danneggiamenti continui alle reti. E’ vero che non siamo gli unici, riguarda gran parte dell’Italia. Guardando in casa nostra il problema  si è aggravato di anno in anno, non è più limitato all’invero. Personalmente ho sottoposto la questione all’assessore regionale alle Pesca, Stefano Mai. Nulla è mutato. La Sardegna per risarcire i pescatori stanzia 200 mila €, c’è chi propone e pare sia allo studio la posa di sensori per allontanare i delfini dalla costa. Sta di fatto che aver ristretto la cattura dei tonni ad un mese all’anno favorisce i delfini a nostro discapito. Il nostro tonno rosso è assai più pregiato rispetto al giallo, arrivano grossisti giapponesi, e spagnoli che si sono  attrezzati per ingrassarli dentro gabbie marine. Si aggiunga che la pesca del tonno è di fatto appannaggio di flottiglie di barche siciliane e salernitane”.

D) I ristoratori locali, del comprensorio, si riforniscono al mercato del pesce di Loano ? Oppure a Savona, o ancora dai grossisti e soprattutto si fa ricorso all’allevamento e ai surgelati.

Non voglio coinvolgere altri colleghi pescatori, ognuno ha i suoi clienti. Per quanto mi riguarda servo da anni il ristorante Ai Torchi di Finale specializzato, direi, nel menù a base di pesce crudo. In passato c’è stato il caso di un collega che smerciava un prodotto acquistato altrove e l’abbiamo richiamato all’ordine…

D) Il pesce nostrano ha prezzi spesso proibitivi, in pescheria e al ristorante. Gli intenditori del buon pesce certo non sono  la maggioranza. Di che vi lamentate ?

Intanto non vorrei ridurre alcuni seri problemi a banali lamentele,a sterili polemiche. Diciamo le cose come stanno. E andate a chiedere magari ad una piazza di pescatori come quella di Noli, negli anni prestigiosa. Proibire di fatto la pesca alla sciabica è stato un delitto. C’è chi uccide con le armi e chi con leggi inique. La sciabica bandita, è rimasto il tramaglio. A Noli, con le acciughe, la sciabica era la prima fonte di guadagno di quei pescatori. A Nizza mi risulta  che sia ancora consentita a marzo ed aprile. E che dire del divieto di pesca ai bianchetti ? Stop e basta, mentre nella vicina Costa Azzurra è consentita. Perchè  non si adotta il modello francese che prevede divieti di pesca a zone e mi si dice sia un successo nel ripopolamento ittico ? I bianchetti erano un prelibatezza di tanti nostri ristoratori. Ora restano i rossetti che da noi mancano e inizialmente erano stati, a loro volta vietati. I prezzi sono proibitivi. (Non meno di 40 € in pescheria con punte di 65 ndr).  Da quest’anno sono state fissate quote per pescare il pesce spada. A Loano sono due le barche autorizzate e si doveva presentare le fatture degli ultimi tre anni al Ministero competente. Qui non c’entra essere brontoloni o meno, semmai rendersi conto che con le leggi Europee e l’impotenza dei nostri governi si finisce per tagliare le gambe alla piccola pesca, alle famiglie che vivono del mare.  Qui c’erano due barche  con licenza per pescare bianchetti e sono state vendute. Una licenza per la sciabica, stessa sorte. E la cosa più orribile è sapere che la sciabica, mi ripeto, non distrugge. A Noli hanno messo famiglie in mezzo ad una strada. Si potrebbe pure fare un cenno ai pescasportivi, ne conosco di bravi ed onesti, qualcuno lo fa quasi di mestiere e d’estate frutta bene la pesca dei totani.

D) La Liguria, non da oggi, ha due ministri di peso, Pinotti (Difesa) e Orlando (Giustizia). Ci sono i parlamentari liguri, savonesi, imperiesi, a Roma come a Strasburgo. Possibile non si siano resi conto della tragedia umana ed economica per la morte della piccola pesca ? A livello Europeo sono state presentati filmati e studi che documentano come la sciabica non distrugga la posidonia. Sarà perchè, contrariamente ai Bagni Marini, i piccoli pescatori non hanno lobby, non sono organizzati in un sindacato forte. Non fa certo onore a chi ci rappresenta o ci ha rappresentato anche con i governi di centro destra e leghisti. Orlando, Pinotti, battete un colpo…..contro  tanta un’ingiustizia verso i pescatori !

Bozano: non voglio parlare di politica, di schieramenti. Dico che sono deluso e amareggiato perchè la piccola pesca potrebbe vivere bene e creare occupazione, benefici. Invece ci si preoccupa di elevare le sanzioni, si arriva fino a 15 mila €. Che dire dello spettacolo desolante nel legiferare del tonno, del pesce spada. In Sicilia fanno come vogliono, qui rischi l’arresto. Che dire, a Noli si accontentino di pescare lussi, zeri, cicciarelli….. Noi dobbiamo augurarci una stagione come quest’anno. Non si può sempre vivere alla giornata, non è da paese civile.

Fin qui il racconto di un ‘testimone del mare’ che lo vive non per sentire dire, leggere o seduto alla scrivania. La nostra Liguria che protegge le ‘praterie marine’, ma ha esteso i ripasciamenti del litorale a 360 giorni l’anno. Quella posidonia, pianta acquatica endemica, che si vuole giustamente tutelare, preservare, tenendo a 50 metri da i pescherecci e la pesca a strascico (non si può calare la rete sulla posidonia, nè tirare la rete da riva o dalla barca, consentita solo la sciabica), dimenticando i danni (alla stessa posidonia) quando si riversano in mare tonnellate di sedimenti da cava. Si uccidono i microrganismi presenti nella sabbia, si rischia di soffocare la fauna associata alla prateria costituita da animali sessili che vivono adesi al substrato costituito dalle foglie e dai rizomi.

Il mix esercita una notevole azione nella protezione della linea di costa dall’erosione. E dovrebbe far felici gli associati del presidente nazionale Riccardo Borgo al quale non dispiace apparire in tv, ma predilige protezione per la categoria che rappresenta e non abbaia alla luna. I pescatori più anziani ricordano che un tempo i ‘nemici’ del nostro litorale erano le navi e il loro inquinamento da petrolio. Oggi è la pratica di gettare in acqua milioni di metri cubi di materiale. Si vuole proteggere le spiagge dei bagnanti e dei Bagni Marini. Un bene comune. Con le discariche ‘perpetue’ si foraggia, forse, il business per eccellenza del movimento terra, delle cave liguri e del Basso Piemonte, di cui tanto si è scritto e parlato a proposito di infiltrazioni mafiose. Cave e movimento terra, un annoso capitolo da dimenticare proprio in Liguria. O meglio farne tesoro.

Luciano Corrado

La banchina riservata ai pescatori del mercato ittico di Loano nel porto turistico

DAL SITO DEL COMUNE DI LOANO

La Barriera Artificiale di Ripopolamento Ittico realizzata nel 1998

L’Amministrazione Comunale di Loano, nell’ambito delle iniziative rivolte allo sviluppo armonico delle risorse economiche cittadine, ha ritenuto opportuno affrontare anche la problematica della difesa del mare e del ripristino di condizioni ecologiche atte ad incrementare le risorse da pesca.
La soluzione scelta è stata quella della costruzione di una barriera artificiale, nella convinzione che con tale intervento si potesse realizzare contemporaneamente la protezione di un’area di mare dai danni causati dalla pesca a strascico costiera, e la creazione di una zona di scogliera che fungesse da polo d’attrazione di specie ittiche pregiate e da protezione delle fasi riproduttive e giovanili, accogliendo la deposizione delle uova di molte specie.

La barriera di Loano è la prima vera e consistente iniziativa del genere realizzata in Mar Ligure e Alto Tirreno. La progettazione ambientale è stata curata dal prof. Giulio Relini dell’Università di Genova ed è stata realizzata con il supporto economico della CEE e del Ministero della Marina Mercantile.
Tra le nuove tecnologie volte alla salvaguardia della fascia costiera, si è rivelato promettente un intervento d’ingegneria ecologica, le barriere artificiali, costruzioni sommerse realizzate per promuovere la biodiversità dei fondali. Le barriere artificiali trovano la loro finalità nell’incremento della fauna alieutica, attraverso la creazione di tane e ripari e l’innesco di nuove catene alimentari, e concorrono alla protezione di determinate aree nei riguardi dello strascico illegale. L’intervento consiste nell’immersione di corpi solidi d’opportune dimensioni dotati di cavità, che promuovono la rinascita della vita marina.

A dieci anni dalla realizzazione della barriera di Loano, i periodici controlli effettuati sull’area marina interessata, fanno rilevare un ampio processo di sviluppo della flora e della fauna marina. Inoltre le misure di protezione hanno reso possibile un ripopolamento della fauna ittica del tutto identico a quello di ambienti marini naturali (parchi marini).
A distanza di anni inoltre, attraverso un censimento della fauna, si è registrato un aumento non solo quantitativo ma anche qualitativo della comunità ittica.
Pesci, cefalopodi e crostacei sono stati censiti attraverso osservazioni dirette da parte di subacquei. L’elenco comprende 76 diverse specie. Nell’elenco compaiono alcune specie di un certo interesse commerciale quali: l’orata sparus aurata, il branzino.

L.Corrado

L.Corrado

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