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Noli il diavolo e l’acqua santa

Domenica 22 gennaio 2017 ore 15,00 prende possesso della Cattedra di Noli, il nuovo Vescovo di Savona e Noli Mons. Calogero Marino. Presenti alla cerimonia le massime autorità dell’antica Repubblica Marinara: l’attuale sindaco Niccoli ed il suo precedessore Repetto; la Confraternita, le associazioni: degli Alpini, dei Cives Nauli, della Croce Bianca, dell’Avis, ect…. Presenti pure l’Arma dei Carabinieri e la Marina Militare. 

Ed è appunto la presenza concomitante dei due Sindaci che fa venire in mente la vecchia e sempre apprezzata saga di altri due contendenti nella vita quotidiana del Paese: Don Camillo e Peppone di Guareschi.

Certo non è paragonabile la figura di Niccoli con la figura cristiana di Don Camillo, ma l’accostamento viene istantaneo se si considerano le dispute che avvengono nei vari Consigli Comunali. “Don Camillo contiene un insegnamento sul quale dovrebbero meditare i politici e forse più di un filosofo cristiano. Quando noi vediamo Peppone che, dopo avere minacciato fulmini, si piega alle ragioni del suo antagonista, ci accorgiamo che egli si comporta così perché vede nel suo parroco rispecchiato l’amore di Colui che si è immolato onde noi imparassimo ad amarci e concludiamo che nessuna ideologia può distruggere nell’uomo il vincolo che lo lega al proprio simile”  [da Guareschi - 1955 la voce di «Candido ].

Ogni volta che Niccoli e Repetto tendono a rappacificarsi non si ha un’impossibile conciliazione dei due opposti, ma il trionfo della verità. D’altra parte è arcinoto che coloro che cercano di conciliare il diavolo con l’acqua santa non militano dalla parte di Guareschi.

Contro i semplici sillogismi del ***, Ambrogio non può nulla. Nulla può contro la presunta bontà e pseudo generosità di Niccoli. Nulla, infine, può contro chi non divide il mondo in probi e reprobi, in sfruttati e sfruttatori, in proletari e borghesi, ma parla a tutti il linguaggio di una ipotetica fraternità cristiana e sociale.

Tornando all’evento del giorno, vediamo la presenza della popolazione. Le persone presenti c’erano, ma di “parte”. Gente difficile, quella ligure, riservata e diffidente, tanto da essersi attirata accuse proverbiali di rusticità. Ce la rappresentiamo chiusa in un suo tipico, interminabile mugugno, attaccata alle piccole cose concrete, serrata gelosamente nel borgo natio; se poi interviene anche la “partitica” il gioco è fatto ovvero ci si spiega il perché di “parte”.

Alesben

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