Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La studiosa Cannoletta: Quando l’entroterra era più popolato della costa. La diocesi di Albenga è nata nel 356. Pieve di Teco e Roma unite da Arci-Confraternita. La ”Bibbia dei poveri“”


La decadenza della ‘signorilità’ (che non significa ricchezza) e dei nobili valori sta caratterizzando in peggio gran parte del mondo politico nazionale e regionale con la contaminazione di strati sociali.

Assistiamo, quasi per nulla stupiti, a risse e parapiglia in Parlamento. A ministri, sottosegretari, deputati e senatori, indagati per reati di varia natura che resistono ( si protestano innocenti e fiduciosi nella giustizia) quantomeno all’opportunità delle dimissioni, fare  un passo indietro in attesa di un nuovo passo avanti. La demagogia utilizzata come strumento di rivalità e di ideologie. C’è chi paventa ancora il ‘rischio comunismo‘, altri quello del ‘fascismo’. E’ crollata la lettura dei quotidiani e dei settimanali, l’informazione è soprattutto social e web. Incontrollata, si diffonde la malattia del settarismo e si fomenta odio di classe, di religione, di appartenenza.

Siamo sommersi dal ‘culto della personalità‘ con un contagio dall’alto al basso. Politici di periferia che corrono da un’inaugurazione all’altra, fagocitati dall’esaltazione di una minoranza di cittadini. Si prodigano: una processione  religiosa  dopo l’altra. Prime donne alle sagre, a eventi mondani e sportivi. Tutto per coltivare il ‘culto del potere’ per il potere clientelare.

In Germania chi ricopre cariche pubbliche e di partito si dimette per ragioni di onestà intellettuale, come il ministro della Difesa Guttenberg o la ministra Giffey, colpevoli di aver copiato parti delle proprie tesi di dottorato universitario. Basta sfogliare i motori di ricerca e scoprire che non sono pochi i casi di figure istituzionali che lasciano l’incarico nel momento in cui nei loro confronti  si ipotizza un reato che investe l’onorabilità del ruolo ricoperto.

Accade nei paesi nordici. Accadeva negli Stati Uniti pre-era Trump. Accadeva nella democratica Israele. Il primo premier in carica è incriminato dal 2019 ma con una guerra dopo l’altra ha beneficiato del rinvio delle sentenze. Benjamin Netanyahu è accusato di corruzione, frode e abuso di ufficio in tre vicende distinte, ma collegate. Per tutti e tre i capi d’imputazione si è dichiarato ‘‘non colpevole”, parlando di ”tentato golpe” e di ‘‘caccia alle streghe” da parte della sinistra. Governa sostenuto da un pugno di parlamentari dell’estrema destra xenofoba. Il governo Meloni-Salbini-Tajani si è distinto in Europa nel negare sanzioni a chi ha ucciso sotto i bombardamenti 20 mila bambini. Pratica la tortura in carcere. Ignora i diritti sanciti dalle Nazioni Unite. E’ sordo alle suppliche pprima di papa Francesco e ora di papà Leone IV. Il parroco di Gaza, Gabriel Romanelli, sacerdote argentino dell’Istituto del Verbo Incarnato. Guida la parrocchia della Sacra Famiglia,

Trump descrive l’ala progressista del Partito Democratico non come semplici rivali politici, ma come fautori di ideologie radicali sostenitori e complici del “comunismo”  pronti ad instaurare una dittatura. Donald Trump è formalmente un pregiudicato in ambito penale. È stato infatti giudicato colpevole da una giuria di New York per 34 capi d’accusa relativi alla falsificazione di documenti contabili e finanziari. 

Oggi anche nella realtà partitica ligure c’è la caccia al selfie con chi esercita il potere (vedi ad esempio consiglieri e assessori regionali, al sottosegretario, al  ministro) nel ruolo di servizio alla comunità. E’ esplosa la corsa alla “politica del selfie”. Espressione di una società dello spettacolo in cui la vicinanza al potere vale come attestato di esistenza o di vicinanza ideologica. Esibirti con questo o quel personaggio ti fa sentire importante, sia per un sindaco, un assessore, un cittadino comune.

Diremmo che va controcorrente Enrico Cannoletta, 70 anni, famiglia di orefici di Sanremo, più che un cittadino onorario-residente di Mendatica. Un personaggio che non è alla ricerca della gloria terrena. Laureato in Scienze Religiose presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (ISSR Ligure, polo di Albenga) conseguendo inoltre il titolo di Graduate Gemologist presso il GIA (Gemological Institute of America). È impegnato in attività di ricerca e approfondimento teologico-archeologico (come uditore e collaboratore) presso seminari e progetti legati all’area di Qumran e all’Università della Svizzera Italiana.
Nel suo album facebook Canoletta non può sfoggiare immagini con il politico di turno al potere. Forse più che l’inclinazione alla modestia (ognuno di noi custodisce il suo angolino d’orgoglio, verità profonda sull’essere umano) Enrico dimostra coerenza nei valori cristiani e di civile convivenza.
IL POST di Cannoletta-
Enrico Cannoletta con il magistrato Mario Sossi e l’on.Enrico Ghio

Scrive lo studioso Enrico Cannoletta: “Sono passati molti ed ero molto più giovane, ma rivedere questa foto mi riempie sempre il cuore. Sono ritratto con il Giudice Mario Sossi e l’Onorevole Enrico Ghio. Entrambi furono nel mirino delle Brigate Rosse.

Il rapimento di Sossi fece epoca perché fu liberato prima che si attuasse la liberazione di scambio di 8 brigatisti.
Pochi mesi dopo furono arrestati Renato Curcio e Alberto Franceschini, quest’ultimo ritenuto esecutore del rapimento insieme a Piero Bertolazzi e Mara Cagol.
La Cagol venne uccisa circa un anno più tardi in un conflitto a fuoco. Ghio fu vittima di un vile attentato da parte delle Brigate Rosse, che gli esplosero 7 colpi di arma da fuoco alla schiena”.
2/I RICORDI DEL CRONISTA MENDAIGHINO- I miei anta superano di un decennio abbandonate quelli di Enrico con i meriti di fervente collaborazione in parrocchia, nelle funzioni religiose e membro dell’antica Confraternita di Santa Caterina. La mia memoria si allunga al maggio 1975. Avevo seguito da cronista di giudiziaria e di nera la stagione delle tuttora oscure delle ‘bombe di Savona (1974-’75): 14 attentati dinamitardi. In quei lunghi mesi ebbi modo di intervistare anche rappresentanti dell istituzioni a livello nazionale, tra tutti ricordo il generale Carlo Alberto Della Chiesa che allora
comandava la I Brigata Carabinieri e diresse la lotta contro il terrorismo delle Brigate Rosse, fondando il Nucleo Speciale Antiterrorismo. Per motivi logistici e credo di riservatezza (cercai in precedenza di contattarlo per gli attentati ora attribuiti a terroristi rossi, ora neri e che in un paio di occasioni avrebbero potuto provocare una strage) ci incontrammo, a pranzo, dallo storico ristorante Lisetta a Erli. Nello stesso locale ebbi la fortuna di sedere al tavolo con il presidente Pertini, nei suoi tour elettorali, che era un ammiratore della cucina di Lisetta.
E proprio quella stagione  tuttora misteriosa di terrorismo, nel comprensorio di Savona – oggi c’è che l’attribuisce ai nemici dell’allora ministro Paolo Emilio Taviani che mi ha sempre negato di essere lui nel mirino, mentre si sarebbe confidato con un collega romano-  fu motivo di un incontra tra il cronista l’allora presidente della Regione Dagnino e l’onorevole Ghio. Quale  posto migliore se non dalla mitica Settimia a San Bernardo di Mendatica con una clientela regionale.
Sempre nell’ambito delle indagini sulle bombe di Savona, dopo essere stato interrogato dalla Commisione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, ebbi un paio di incontri informali con l’allora PM Mario Sossi. Il destino mi ricorda pure Renato Curcio che ha studiato ad Albenga, tra il 1958 e il 1963, all’Istituto Tecnico Industriale “Ferrini“, dove si è diplomato perito chimico. Io studiavo in Seminario. Il fondatore dell’Istituto era don Lasagna (insegnava Filosofia e Sacre Scritture in Seminario)  e capitava di incontrarlo con gli studenti del suo Ferrini. (L.Cor.)
3/ARTICOLO DI ENRICO CANNOLETTA – Diocesi Albenga-Imperia: origini e diffusione del Vangelo
Diocesi Albenga-Imperia: origini e diffusione del Vangelo

Le prime notizie storiografiche che possediamo sulla Diocesi di Albenga, risalgono al IV secolo, e precisamente all’anno 356. Subito dopo abbiamo da annotare il documento che riferisce della partecipazione al Concilio di Milano del Vescovo di Albenga, Quintius, che si recò nella città lombarda nel 451. Al tempo la regione ligure comprendeva anche gli attuali Piemonte e Lombardia, per cui il riferimento principale di tutto il Nord-Ovest della penisola italiana era Milano. Ed in effetti Albenga restò ecclesiasticamente sotto la giurisdizione di Milano addirittura fino al 1200.

La Diocesi era ambita, e l’Arci-Diocesi di Genova approfittò della morte del Vescovo pro-tempore per inviare un proprio prelato a ricoprire la carica, senza che Milano reagisse. Si verificò quindi che all’inizio del XIII secolo Albenga dipendesse da Genova, mentre Ventimiglia e Savona restarono legate a Milano, contando sul fatto che una Diocesi non richiede la continuità territoriale e sono possibili le enclavi.

Il Ponente ligure fu dunque pronto prestissimo a rispondere alla evangelizzazione cristiana dei primi secoli. Dobbiamo anche considerare che nell’antichità l’entroterra era più densamente popolato rispetto alla costa, ma nonostante ciò l’evangelizzazione partì dalle città portuali.

La leggenda narra infatti che Barnaba sia sbarcato a Genova, il che porterebbe la presenza cristiana in Liguria ai primissimi anni del Cristianesimo stesso. Un grande impulso alla diffusione e al radicamento del messaggio cristiano nel ponente ligure fu dovuto soprattutto a tre fattori: Monachesimo, Pievi e Confraternite.

Monachesimo

I monaci, che in oriente si ritiravano nel deserto, in mancanza di ciò eressero dei monasteri nelle foreste, nei boschi o nelle isole. Due esempi nella nostra zona sono le isole di Bergeggi e della Gallinara. La tradizione ci dà notizia di San Eugenio, Vescovo di Noli, il quale condusse vita eremitica proprio a Bergeggi nel VI secolo. Alla Gallinara si avvicendarono diverse comunità monacali, e fu scelta anche da San Martino di Tours e da San Benedetto Revelli. Ben presto però, i monaci si resero conto che il soggiorno sulle isole esponevano a gravi rischi di saccheggio e di morte, per cui decisero di trasferirsi sulla terraferma. Dapprima si organizzarono in terrazzamenti lungo la costa, ma fu repentinamente deciso di recarsi nell’entroterra.

Pievi

Prendendo esempio dall’organizzazione del Sacro Romano Impero decisa da Carlo Magno, che prevedeva un castello a presidio di ogni marca, la Chiesa avviò il sistema della Pieve. Si tratta di una chiesa eretta in un territorio strategico per poter coprire facilmente una zona ai fini dell’annuncio del Vangelo e della possibilità per i fedeli di partecipare alle funzioni. Questo sistema, che fra l’altro garantiva un’adeguata protezione dalle eresie diffuse all’epoca, si sviluppò velocemente e si affermò definitivamente attorno all’anno 1000.

Le Pievi erano chiese battesimali, per cui i fedeli le frequentavano volentieri anche per l’accesso ai Sacramenti. Sfruttarono la “Bibbia dei poveri”, ovvero la catechesi per immagini e affreschi di cui ogni Pieve era dotata. Insegnavano anche il simbolismo attraverso la custruzione architettonica della Pieve stessa, che veniva spiegata ai fedeli. Presto le Pievi ospitarono scuola, seminario, archivio, e divennero sede di riunioni anche civili. Il sistema delle Pievi decadde attorno al XV secolo, quando alle Parrocchie fu concesso di conservare l’Eucarestia e di erigere i fonti battesimali. Le Pievi più note erano a Triora, Montaldo, Camporosso, Pigna e successivamente anche a Dolceacqua. Esempio significativo è a Pieve di Teco con l’attuale Insigne Collegiata di San Giovanni.

Confraternite

A rafforzare la fede nella nostra zona, le Confraternite hanno un ruolo di notevole importanza. Le notizie relative alla prima confraternita sono del 1050 con lo statuto della Confraternita di Santa Piano, in Toscana. Un’altra data importante è quella del 1221 con la nascita dei Fratelli (e Sorelle) della Penitenza, da cuo Frà Raniero Fasani, in Umbria, diede origine ai Flagellanti (1260).

Tutte le voci di costituzioni precedenti sono dunque da ritenersi infondate. La prima Confraternita di cui si ha notizia nella nostra zona è quella dedicata a San Giovanni Battista, e sorse a Pieve di Teco nel 1332. Le Confraternite scelgono uno o più carismi tra le 14 opere di Misericordia corporali e spirituali, e vi si dedicano attraverso un impegno costante che prevede formazione e preghiera. A differenza delle Compagnie, le Confraternite possiedono un proprio Oratorio.

Singolare è la Confraternita di Orazione e Morte sorta a Pieve di Teco. Faceva parte di una Arci-Confraternita presente a Roma, e si occupava dei condannati a morte e di raccogliere i morti per le strade, che al tempo erano frequenti. I cadaveri venivano portati nell’Oratorio e si offrivano i suffragi e le pie mansioni di benedizione e sepoltura. Erano formate da nobili e borghesi della zona, che vestivano un mantello nero su cui spiccavano teschio e tibie incrociate. Calzavano un cappuccio per umiltà, e la manica sinistra era più corta della destra per ricordare la discrezione. Nel 1600 esplose il fenomeno delle Confraternite del Santo Rosario, con obbligo di recita di un certo numero di rosari settimanali. Fra le confraternite attive oggi in Valle Arroscia ricordiamo quelle di Pieve di Teco, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso e Rezzo.

Evangelizzatori illustri

I nomi di coloro che hanno evangelizzato l’entroterra, e in particolare la Valle Arroscia sono molto prestigiosi. Basti ricordare i Santi Nazario e Celso e San Bernardino da Siena. Ai primi è stata intitolata la Parrocchiale di Mendatica, e furono coloro che evangelizzarono i nostri territori in epoca proto-cristiana. Furono martirizzati nel 76 a Milano dopo aver compiuto grandi miracoli. Bernardino da Siena, predicò in Valle Arroscia dopo essere passato da Genova, Savona e Albenga. Si diresse poi verso il Piemonte e da lì nelle maggiori città del nord Italia.


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