Sarà davvero così? Chi sa tace, chi non sa parla? Non è bastato un coraggioso e sacrosanto sit-in di protesta.La signora AnnaMaria Bertazzo deve esserci rimasta male. Non solo è rimasta a mani vuote con le sue speranze e richieste ovvero poter lavorare come ha fatto per tanti anni nel porticciolo turistico di Alassio. La matassa è rimasta tale chiusa a chiave. Silenzio tombale. Bisogna anche aggiungere che chi si è rivolto alla magistratura si è trovato con un pugno di mosche in mano (vedi la veterana).
di Luciano Corrado


Trucioli.it aveva promesso ai lettori di affrontare le radici che hanno trasformato un’area del porticciolo quasi in un ‘letamaio’. La nostra preoccupazione da giornalisti è che interrompendo gli articoli qualche anno media locale bruciasse il ‘libro dei peccatori’. Tanto per fare un nome c’è una formidabile squadra di giornalismo investigativo molto apprezzata e autorevole tra i lettori-navigatori alassini. Quando un alassino vuole conoscere i bassifondi dove scorrono le ‘latrine’ sa che IVG non deluderà. Un editore con bilanci in salute, una direttore editoriale che aveva raggiunto il guinness al comando delle redazioni liguri e non solo a La Stampa. Un direttore responsabile che con i collaboratori ha ideato il ‘concorso’ per le ‘eccellenze’, proprio così eccellenze, che operano in questa provincia. Bar, gelaterie, pizzerie, ristoranti. stabilimenti balneari e non poteva mancare la focaccia. Basti pensare che il sito turistico del Comune Loano ha preceduto tutti ad in coronare la ‘sua focaccia’.
Possibile che nessuno si sia mai accorto di quanto accadeva sulla banchina del porto turistico di Alassio. Nessuno si sia mai accorto che come ci aiuta ora a conoscere e scoprire il quotidiano letto da ‘tutta la provincia’, abbiamo una gran rosa di attività commerciali che possono fregiarsi del ‘premio eccellenza’. Non è dato a caso. Chi vota, chi contribuisce a selezionare, non è il ‘popolo’. Sono dei ‘giudici maestri’ con una solida esperienza. Se gli insegnanti spesso sbagliano nelle votazioni ai loro alunni. Il ‘pregio eccellenze’ di IVG è a garanzia certificata.
Nutriamo qualche dubbio sul fatto che simili iniziative contribuiscono davvero a premiare i migliori, a far conoscere ai propri lettori in cosa consiste essere annoverati tra le ‘eccellenze’ sulla costa ligure savonese.
Noi che non abbiamo la coscienza civica di educare alle ‘eccellenze’ una dei sostantivi che in tempi non lontani si leggeva nei titoli e negli articoli, nei discorsi ufficiali, negli eventi. Elargire un’eccellenza non costa nulla, neppure a livello reputazionale di chi ne abusava e ne abusa.
A noi umili ‘scribacchini’ è toccato ascoltare, leggere, verificare, cosa ci sia dietro l’ittiturismo vulcano. Finora qualche documento siamo riusciti ad averlo. Ma è utile riservarlo nel finale, nell’ultimo ‘capitolo’.
Non ci dilungheremo per non annoiare i lettori che forse sono già annoiati e che magari ci consigliano di seguire un giornalismo virtuoso, a caccia di eccellenze.
Perchè la mitica signora Bertazzo che può vantare di essere stata la prima ad insediarsi sulla ‘banchina portuale’, cucinando il suo pesce pescato, si è trovata di punto in bianco alle prese con violazioni, norme, regole, regolamenti che vanno e vengono. Diamoci un taglio, almeno in questo resoconto, senza pretese. Non siamo inquirenti, non è nostro compito dare la caccia per sapere se ci sono malfattori, malgoverno, abusi (il reato di abuso d’ufficio è stato spazzato via dal governo della legalità e della sicurezza).
Il giornalista ascolta, fa domande, non deve rincorrere lo ‘scoop’ ad ogni costo. Deve evitare le ‘pietre d’inciampo’ piuttosto disseminate in quel di Alassio, ma avrà ragione chi assicura che ‘tutto il mondo’ è paese. Succede che ad ascoltare alcune fonti che dovrebbero essere informato poi si scopre che fanno parte della famiglia dei Balzebù. “E’ stata la dirigente regionale Mirvana Feletti, esperta in programmazione e gestione dei programmi e progetti in materia di Pesca e Acquacoltura a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri uffici comunali competenti”. Fermiamoci. Sarà proprio così? Niente affatto. Proprio chi ha fatto ittiturismo, con le mani pulite, assicura che gli operatori che hanno ricevuto finanziamenti, non regali, per l’attività, devono dire grazie a lei. “Con non solo, ogni volta che l’abbiamo incontrato per affrontare le nostre problematiche è stata collaborativa. Così, per chi ha le mani pulite, non si può dire per certi funzionari comunali”.
Si tratta del settore Demanio Marittimo e annesse attività portuali, autorizzazione e rilasci di permessi, o dinieghi, inclusi. Una sola voce possiamo dare per certa. Il Comune di Alassio, assicura una fonte, non ha sempre fatto del suo, non si è mai tirato indietro pur di agevolare l’ittiturismo. Tante difficoltà. La soluzione radicale arriverà in autunno, in inverno quando vareremo il Puc, una variante interesserà proprio le installazioni sulla banchina. Diciamo le ‘cucine’ dei ristoranti all’aperto gestite da chi ha le carte in regola che non significa cosa semplice. E ancora molte difficoltà nell’operato della burocrazia comunale ce le siamo trovate nei rapporti con i competenti burocrati regionali.
Insomma sindaco, assessore-i competenti, possono solo allargare le braccia: ci siamo arresi, ma abbiamo intrapreso la strada giusta nell’interesse degli operatori stessi. Eppure, proprio in quell’ambiente, c’è chi fa nomi e cognomi, c’è chi poteva contare sulla “collaborazione al protezionismo’. Non una questioni di giorni, di mesi, ma più di un annetto. Si fanno nomi, uno in particolare. Manco a dirlo non possono neppure mancare uno o due ‘fratelli muratori’. Hanno goduto ed abusato di protezioni. L’ex comandante della Guardia Costiera Ufficio Locale Marittimo ha chiarito a Trucioli.i di aver “sempre rispettato i crismi della legalità”. Non ha negato che qualche volta sedeva ai tavoli dei ‘dehor’ riservati ai clienti. Questo, a suo dire, senza fare figli e figliastri nell’esercizio del suo potere dovere. A quanto pare c’è chi non concorda e cita circostanza, episodi. Ovvio tutti da verificare. L’ex comandante, conferma a sua volta, di aver trovato una situazione (Ittiturismo) molto intricata. Con intriganti? Chi erano? C’è chi non sapeva o non voleva sapere e vedere? I bilanci associativi?
Interroghiamo google. Ad Alassio l’ittiturismo fa capo alla rete UE.Coop e all’associazione di categoria ITTICOOP. L’esperienza più celebre e attiva in città è L’isola Ittiturismo, i cui pescatori preparano il pescato del giorno sia su una barca ormeggiata al Porto Luca Ferrari sia a terra. I soci andavano tutti a pescare o qualcuno non ha superato nel tempo due o tre volte. Ancora google: l’ittiturismo di Alassio ti offrirà autenticità e genuinità, accogliendoti in un luogo unico a bordo delle loro imbarcazioni, per fornirti prodotti. Ma come la mettiamo con chi ha ricevuto tanto di verbale e denunce per irregolarità e violazioni riscontrate in cucina, nella refrigerazione e, udite udite l’etichetta con tanto di pesci provenienti dall’estero. Possibile che ‘segugi’ giornalisti di IVG si siano lasciati sfuggire un verbalone da autorità giudiziaria (oltre che ai competenti uffici comunali) e che nessuno nel Palazzo del Municipio, popolato dalla politica, abbia spifferato cosa era accaduto. Mica roba da poco quanto emerge da quel verbale.
C’era qualche funzionario che ha avuto qualche occhio di riguardo con suo compagno di scuola. Qualche altro che si è trovato con la patata bollente. Il responsabile dell’Ufficio Demanio Marittimo era ed è il geometra Luca Conciulo area quarto settore tecnico. Sarà autorizzato a rispondere a poche nostre domande. E’ l’unico che ha sempre seguito e (cercato di spegnere) il ‘vulcano ittiturismo’. Telefonate, incontri su incontri, riunioni. A proposito quale era il ruolo del ‘capo dei capi’ dell’ing. Enrico Paliotto, responsabile, dirigente, ingegnere capo del quarto settore tecnico da cui dipendeva anche Luca Corgiulo? E’ vero che alle riunioni l’ingegnere alzava la voce (non è reato). Qualche duro rimprovero e “non possiamo farci niente, Non dipende da noi”.
Ma non c’era un assessore al corrente diciamo di una ‘piccola problematica’? Il ‘clima di fuoco’ nell’era dell’assessore Rocco Invernizzi che ha lasciato il posto (quasi a fuoco spento) a Roberta Zucchinetti. Sarebbe grave se il dirigente capo Paoliotto e il responsabile del settore Corciulo abbia tenuto all’oscuro chi aveva la ‘responsabilità’ politica. Invernizzi, a palazzo civico, non era l’ultimo arrivato. Siede ancora tra i banchi della maggioranza. Interviene spesso per ‘redarguire’ il più che mite ‘pugile’ Jan Casella.
Invernizzi sapeva o non sapeva e doverosamente informava il comandante in capo della giunta, il sindaco Melgrati che quanto a competenze ed esperienze sul campo, sulle tematiche alassine, nel bene e nel male, non ha rivali.
Il quel “non dipende da noi’ quando la ‘festa’ è finita con l’arrivo del nuovo comandante (Capo 2ª Classe Np. Marco Toschi) che ligio ai suoi doveri-poteri ha ‘sbaragliato tutti‘. In mare pare sia tornato a pescare uno solo delle ormai ex associazioni.
La speranza è che l’ultima puntata non possa solo ricapitolare ma svelare il ‘sistema ittiturismo’ avrebbe fatto il bello e cattivo tempo. Tra primari e comprimari, mettendo a tacere o quasi chi voleva svolgere il suo ruolo. Anche quello da saggio presidente. I verbali ‘nascosti’ (L.Cor.)
2/VERBALE DELLA RIUNIONE DEL 22 MARZO 2024 CON LA REGIONE LIGURIA
Oggetto: Pesca professionale sita presso il Porto Luca Ferrari. Convocazione riunione 22/03/2024
Verbale
PRESENTI:
| STRUTTURA | ||
| 1 | Regione Liguria –Settore Politiche Agricole e della Pesca | FELETTI Mirvana |
| 2 | Comune di Alassio | PALIOTTO Enrico |
| 3 | Capitaneria di Porto – Ufficio Circondariale Marittimo Albenga Loano | VENUTO Alessandro |
| 4 | Coldiretti – Impresa Pesca | BORRIELLO Daniela |
| 5 | LEGACOOP Agroalimentare Liguria | SERVETTI Lara |
| 6 | CONFCOOPERATIVE – FEDERCOOPESCA Liguria | COMES Augusto |
| 7 | Associazione Alassiopesca | ROASCIO Stefano |
Feletti: introduce la riunione; nel Porto di Alassio, presso la banchina dedicata alla pesca professionale, le imprese ivi collocate – o almeno alcuna fra loro – continuano ad avere dissidi legati principalmente alla assegnazione dei magazzini e al loro utilizzo. Chiede ai presenti di collaborare insieme per addivenire ad una possibile soluzione definitiva-
Borriello: la richiesta della riunione deriva da una situazione complessa che non consente alle imprese di operare con serenità. Dal 2015 le istituzioni e le associazioni hanno lavorato insieme per creare i presupposti di una convivenza soddisfacente. Rammenta l’emanazione del Regolamento Comunale nel 2018, condiviso da tutte le parti, e la successiva costituzione della Associazione Alassiopesca, nata col presupposto di gestire le aree dedicate e soddisfare le esigenze delle imprese.
Tuttavia, nonostante tutti gli sforzi compiuti, alcune questioni rimangono irrisolte:
- La questione legata alle barche da acquacoltura, che avrebbero dovuto essere allontanate ed invece sono sempre rimaste ormeggiate presso la banchina dedicata alla pesca professionale, anche a scapito di nuove imprese di pesca che avrebbero il diritto ad usufruire di tali ormeggi;
- La difficoltà per nuove imprese a trovare una collocazione presso il porto di Alassio per la presenza di imbarcazioni che, seppure dotate di licenza di pesca, presentano condizioni tali da dubitare circa il loro effettivo utilizzo;
- La continua presenza di liti, denunce, querele, anche nei confronti del presidente della Associazione.
Il problema più rilevante che si pone è capire chi svolge effettivamente l’attività di pesca professionale nel porto di Alassio; come noto, infatti, il regolamento comunale, e le relative linee guida regionali, prevedono l’assegnazione di un magazzino – sino ad esaurimento – per ogni imbarcazione da pesca; c’è il rischio che alcune imprese acquisiscano in armamento imbarcazioni fatiscenti, solo ed esclusivamente per farsi assegnare nuovi ed ulteriori magazzini.
Per questa ragione, chiede il supporto delle istituzioni presenti per fare chiarezza su alcuni punti ritenuti rilevanti:
- Le verifiche per capire se una barca da pesca è effettivamente operativa, come ad esempio le annotazioni di sicurezza,
- modalità per verificare se le imbarcazioni ivi ormeggiate svolgono effettivamente attività di pesca in mare,
- parametri per la distinzione tra galleggianti e natanti,
- controlli per verificare l’adeguato svolgimento delle attività di ittiturismo ivi operanti.
Chiede infine di rivedere la normativa per risolvere le problematiche suesposte.
Paliotto: il Comune non intende entrare nei conflitti tra le imprese. Il regolamento emanato nel 2018 – modificato a fine 2023 soprattutto nella parte relativa alle tariffe (più favorevoli alle aziende) – e le linee guida regionali sono provvedimenti chiari e condivisi e dovrebbero essere più che sufficienti per la convivenza tra le imprese operanti presso il porto di Alassio. L’Associazione era nata con lo scopo di racchiudere tutte le imprese sotto un unico interlocutore e creare i presupposti per migliori condizioni, anche economiche, alle imprese ittiche. Non può essere imputato al Comune il mancato buon funzionamento della Associazione.
Roascio: riferisce di alcune criticità che non riesce a superare:
- Criticità nell’assegnazione dei posti barca e dei relativi magazzini: alcune imbarcazioni, benché dotate di licenza di pesca, sono in pessime condizioni (alcune addirittura si allagano e vengono svuotate ciclicamente); altre pare che siano state trasformate in unità da diporto e non sono unità di pesca, sottraendosi quindi ai controlli necessari sulla sicurezza; altre ancora non hanno licenza di pesca e sono quindi unità in uso conto proprio.
- Criticità nell’operatività delle imbarcazioni da pesca: alcune imbarcazioni ormeggiate svolgono raramente (se non quasi mai) l’attività di pesca.
- Chiede se, in caso di incidenti causati ai turisti imbarcati, risponde il presidente dell’associazione o il titolare dell’impresa.
In definitiva, chiede un aiuto alle istituzioni, ognuno per la propria competenza, affinché possano essere verificati i punti sopra elencati.
Feletti: conferma le criticità espresse da Roascio. Anche a seguito di un recente sopralluogo, effettuato per altre finalità, ha osservato alcune imbarcazioni, potenzialmente “da pesca”, in pessime condizioni. Teme fortemente che diverse unità da pesca siano ormeggiate nel porto col solo scopo di ottenere ulteriori magazzini. Ritiene oltremodo necessario avviare al più presto i controlli, coadiuvata dagli altri enti, ognuno per le proprie competenze.
Venuto: per quanto attiene i problemi strutturali che sono stati rilevati, da un riscontro effettuato con l’ufficio locale marittimo di Alassio è stato verificato che tutte le imbarcazioni – che ne hanno l’obbligo -hanno il certificato del RINA.
Propone l’approfondimento di particolari aspetti in relazione alle imprese localizzate presso il porto:
- Verificare le se imbarcazioni sono barche da lavoro o barche per la pesca professionale,
- Presenza di galleggianti o unità navali;
- Verificare se le imbarcazioni da pesca svolgono effettivamente tale attività;
- conformità dell’attività di ittiturismo, soprattutto in relazione alla tracciabilità e al rispetto della normativa igienico-sanitaria;
- destinazione d’uso della banchina sotto il profilo demaniale e destinazione d’uso dei magazzini.
Comes – Servetti: concordano con quanto riferito dai presenti. Pongono seri dubbi sulla effettiva opportunità di mantenere l’Associazione.
Dopo ampia discussione, e considerata la situazione attuale, i presenti giungono alle seguenti conclusioni:
- gli organi competenti avvieranno una serie di controlli, ognuno per la propria competenza, per verificare la conformità delle attività di pesca e di ittiturismo alla normativa vigente.
- La Associazione dovrebbe essere in grado di far rispettare la normativa in vigore sia per quanto riguarda l’utilizzo effettivo delle unità da pesca e delle unità utilizzate per l’ittiturismo, sia per quanto attiene l’utilizzo dei magazzini, che dovrebbe essere prioritariamente legato al ricovero attrezzature da pesca; tuttavia, per poter fare ciò è necessaria la piena collaborazione di tutte le imprese ittiche, ma ciò non pare possibile considerata la situazione venuta a crearsi. Occorre infatti tenere conto che nemmeno un amministratore esterno è riuscito a dirimere i litigi interni. Di conseguenza, si pone in serio dubbio la prosecuzione dell’Associazione.
- In caso di scioglimento dell’Associazione, molto probabile, il Comune provvederà alla modifica del Regolamento, prevedendo l’assegnazione di posti barca e magazzini alle singole imprese.
