Il comandante, tre volte sindaco Dc, Carlo Gambetta, non era un giornalista, ma il suo impegno di semplice cittadino nell’informazione scritta era forse un unico caso in Liguria passato, purtroppo inosservato o meglio taciuto, dai media locali e regionali. E dire che non era un ‘talebano’.

Scriveva senza più tessere di partito. Non aveva nascosto di sostenere (mai attraverso il nostro blog) la candidatura a sindaco di una figlia, Marina, che si era preparata (non all’ultimo momento) a dovere per ‘fare il sindaco’ con un bagaglio di conoscenze di tematiche comunali, ma come l’anziano papà e sostenitori ha subito una inattesa e cocente delusione. Favorita anche dalla frammentazione di tre liste civiche.
Carlo negli ultimi 12 anni affidava a Trucioli.it e all’amico giornalista professionista Luciano Corrado la volontaria collaborazione. Ancora una volta con spirito di servizio e amore alla sua Noli. Non aveva dubbi. Solo con la libera informazione si semina consapevolezza, democrazia e spirito critico. A volte, seguendo i siti nolesi e Facebook, non esitava a commentare. Non mancavano accenti ironici.
Un’informazione indipendente garantisce alla comunità materia necessaria per comprendere la realtà, formarsi un’opinione propria e partecipare alla vita civile, difendendosi dalla propaganda o dalla censura. Dalla ‘legge’ del più forte e della burocrazia. Non nascondeva il suo rammarico quando alle sedute del consiglio comunale il pubblico si contava quasi sulle dita di una mano. Oppure nell’assemblea annuale della giunta per fare il punto dell’operato dell’amministrazione comunale. Gambetta scioccato nel leggere certe modifiche al codice penale inerente la pubblica amministrazione (abuso d’ufficio) e nel depotenziamento del ruolo della Corte dei Conti nel perseguire sprechi e sperperi nella gestione del pubblico denaro. L’ex sindaco era molto critico, amareggiato (e deluso) per la decadenza morale e qualitativa della classe politica. Non esitò a sostenere la “rivolta” impressa da Beppe Grillo, con le sue liste e il boom elettorale. Per essere poi ‘smentito’ dai deludenti risultati. Non nascondeva il disappunto nei confronti della magistratura inquirente di fronte a situazione che, a suo avviso, avrebbero meritato ben altra sorte e approfondimenti.
Carlo e Luciano, pensionati, avevano lasciato Trucioli Savonesi per dare vita a Trucioli.it.
Gambetta, uso a documentarsi, spesso cliccava su Trucioli Savonesi alla ricerca di un suo articolo corredato di foto ma non in molti casi non li trovava più: “Non capisco perchè”. In compenso nell’ultimo numero del blog di Antonio Signorile (Trucioli Savonesi) è stata data notizia e commentata la sua morta ignorando- certamente in buona fede da parte dell’anonimo autore- che il comandante ha profuso gli ultimi 12 anni di vita affidandosi a Trucioli.it.
Gambetta era un cittadino che si teneva informato acquistando in edicola ora La Stampa, ora Il Secolo XIX per seguire soprattutto le cronache locali. E’ capitato ai corrispondenti, che si occupavano anche di Noli, di ricevere una sua telefonata, sempre educata, per contestare l’incompletezza di una notizia o perché, a suo parere, fuorviante, inesatta. Negli ultimi due anni era un lettere del Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglia, il giornale più impegnato nel denunciare malgoverno e corruzione, decadenza di valori etici della classe politica locale e nazionale. Carlo era lungi dal qualunquismo, semmai ‘figlio’ di galantuomini del passato che praticavano la saggezza al bene del paese natio.
Il comandante che nonostante la veneranda età, dopo la macchina da scrivere, usava il computer pur tra qualche difficoltà, navigava alla ricerca di notizie su IVG.it che ha ignorato la scomparsa dell’ex sindaco. Complimenti all’editore Rainisio e ai responsabili, il giornalista decano Chiaramonti e il collega Chiovelli. bell’esempio di scuola di giornalismo ai giovani. E ancora navigava su SavonaNews. Spesso si affrettava a telefonare: “Luciano hai letto cosa scrive…”. Carlo autore di articoli di attualità o riferimenti storici di personaggi, tradizioni del paese. Riportava annunci funebri citando la genesi famigliare. Era compiaciuto nel ricevere i ringraziamenti dei parenti.
L’ex sindaco molto rigoroso nel verificare, una volta impaginati e messi in rete gli articoli, eventuali errori, allegati e foto compresi. Diligente, ma spesso rammaricato perchè, nonostante il numero fisso delle visualizzazioni (si aggirasse tra 400 e 600), non seguivano quasi mai reazioni social. “I primi a mostrarsi indifferenti di quanto accade sono i miei concittadini e credo che più interessati siano invece i turisti proprietari di seconde case”. Il suo primo cruccio era leggere sull’albo pretorio del Comune – che seguiva giornalmente- le voci di spesa, le cause, le parcelle legali, consulenze, controversie pluriennali, che definiva, in tanti casi, “spreco, sperpero di denaro pubblico, soldi dei contribuenti nolesi e dei proprietari di alloggi”. Le tristi vicende del parcheggio mancato di via IV Novembre e il pasticcione di via Belvedere, come documenterà ripetutamente negli articoli, non gli davano pace e si sentiva uno ‘sconfitto’.

Incarichi: Membro del Consiglio Presbiterale. Membro del Collegio dei Consultori. E’ stato Cappellano Ospedale presso Psichiatria Rianimazione. Economo del Seminario Vescovile di Savona, Referente del gruppo Promozione Umana di Caritas Italiana,
Cappellano Ospedale San Paolo, Membro del Forum Provinciale del Terzo Settore
Carlo Gambetta era cattolico praticante anche da giovane onorava la coerenza, l’esempio dei genitori. Era orgoglioso del fratello Valfrido, primogenito, ingegnere. Infermo nell’alloggio di Noli, con una memoria sempre più labile, non passava giorno senza che gli facesse visita e si intratteneva.
Altro aspetto di ‘Gambetta story’. Mi ha lasciato perplesso, meglio incredulo, l’orazione funebre del celebrante la Santa Messa. Don Adolfo Macchioli parroco di Noli e Voze. Era il 17 settembre 2024 quando il sito ufficiale della diocesi comunicava che “subentrerà in entrambe le comunità a don Andrea Giusto domenica 3 novembre, compiendo l’ingresso alla presenza del vescovo Calogero Marino nella messa delle ore 18. L’annuncio è stato dato dallo stesso don Giusto durante le celebrazioni eucaristiche. Restando parroco di San Martino in Bergeggi, dove risiede, don Macchioli si occuperà anche della parrocchia e concattedrale e della comunità della frazione Voze. Potrà giovarsi dell’aiuto di don Giusto, 86 anni, già rettore del Seminario Vescovile e vicario generale della Diocesi, che rimarrà nella cittadina rivierasca come vicario parrocchiale di Noli”.
Un altro passo indietro. Il 21 ottobre 2020: “Don Adolfo Macchioli, 53 anni, parroco nelle comunità di Albissola Marina e Albisola Capo, dopo due anni e mezzo, torna alla Caritas diocesana, ma abbinata con l’attuale direttore Alessandro Barabino, che viene confermato nel suo ruolo. Il presbitero avrà lo specifico compito di curare un sempre più stretto ed efficace collegamento tra la nostra realtà, quelle viciniori e quella nazionale. Sempre in questa logica lo stesso don Adolfo Macchioli è stato nominato direttore regionale della Caritas dalla Conferenza episcopale ligure”.
Ci troviamo di fronte un ‘missionario di Cristo‘ che di credenziali ne ha avute e che oggi non mancano. Come è possibile che abbia palesemente ‘peccato’ di sensibilità e di verità nel ricordare il parrocchiano che aveva ‘servito la comunità con scrupolo e onestà. Cosa rara di questi tempi. Esempio di chi, con coerenza, persegue amore e orgoglio per Noli e le sue gloriose origini. Il parrocchiano che nel suo impegno di autore di articoli sui media locali (non aveva altri concorrenti se non raramente) era uso non fare sconti e non nascondersi nell’anonimato, pane al pane. Ti guardava sempre negli occhi, con la schiena dritta. Don Macchioli, in sintesi, ha attribuito un modo di agire di Gambetta che si contrapponeva a chi aveva e praticava idee e comportamenti diversi nella gestione del bene comune. Tutti uguali?
Un parroco che non legge, non conosce la realtà della storia più o meno recente della città, delle sue irrisolte problematiche che nuocciono alla comunità tutta, alla principale economia, il turismo. Ai turisti, a visitatori, ai residenti, parcheggi a pagamento, ma soprattutto un abisso tra domanda e offerta. A chi lavora, a chi ha un’attività, a chi ha raggiunto la pensione,è preoccupato per il futuro delle giovani generazioni. Insomma il cristiano che combatteva a viso aperto, non si voltava dall’altra parte, pur con i limiti dei comuni mortali, invocava onesta, trasparenza, buona amministrazione. Gli è stato riservato, nella ricordo funebre di don Macchioli, non già un apprezzamento. Con un particolare: Gambetta, nei suoi scritti, non diffamava, non insultava, anzi chiedeva invano risposte che non si leggevano mai. Non tirava la volata elettorale per nessuno, sapeva che Marina aveva gettato la spugna per il domani. Possibile che don Macchioli, secondo quanto è stato riferito da un professionista di Noli (per un giornalista la fonte è spesso riservata se ha i crismi delle veridicità), sia influenzato dai ‘buoni rapporti’ con il sindaco Repetto? Un interrogativo non è una certezza. Certo è, a nostro semplice pensiero, che il parroco abbia peccato di un minimo di senso e coscienza comune, di saggezza al servizio della comunità e non già di chi si sente nato sotto una buona stella. Ma visto i risultati anche morali non sarebbe ‘nato con la camicia’.
Egregio parroco, nei miei umili trascorsi e superati gli ottanta da libero cronista, nell’archivio delle testimonianze, “lascio alla sapienza di Dio giudicare il metro di misura verso i suoi fedeli. Lascio alla sapienza divina giudicare quel ‘compagno rosso’ che in chiesa diede una spallata all’ottantenne, già primo cittadino, che aveva scritto sul ‘compagno’ che non aveva ritenuto di smentire com’era suo diritto”. Nel nostro doveroso impegno civico, non abbiamo il ruolo dei giudici, ma è assai inopportuno mettere gli uni e gli altri sullo stesso piano. Anche quando si tratta di celebrare la Messa per un defunto ricorrendo al bilancino.

Democrazia e partecipazione: Una stampa libera esercita il controllo sul potere, sulla realtà sociale e permette ai cittadini di compiere scelte consapevoli. Trasparenza: Costituisce un argine contro la corruzione e l’abuso di potere, rendendo accessibili dati di interesse pubblico. Senza mai dimenticare i più bisognosi, i più deboli spesso indifesi e ‘senza santi in paradiso’ che indica una persona che senza conoscenze, protezioni o “raccomandazioni” di chi bada soprattutto al potere personale, a coltivare l’orticello elettorale infischiandosene, nei fatti, del superiore bene comune. (Luciano Corrado)
NUMERO 1 DEL 26 LUGLIO 2012
Noli, chi gioca con la salute dei cittadini!
di Carlo Gambetta
Con quale senso di responsabilità, di coerenza morale, si scrive: “si precisa che non è mai stata proposta, nè tanto meno autorizzata dall’Amministrazione Comunale l’installazione di nessun impianto di telefonia mobile sul sito di S.Michele“?
Noli – Al termine dell’ultima riunione della Commissione Comunale Ambiente, di giugno 2012, (consultiva, Presidente Ilaria Grillo) della quale fa parte anche il Presidente del “Comitato cittadino a difesa della salute e dell’ambiente” (legalmente eletto) e rappresentato dalla Prof.ssa Mariuccia Vincenti, viene data la notizia dall’Assessore all’Ambiente, Piero Penner, che i Gestori di telefonia mobile si sono riattivati ed è indicata la collina di S.Michele.
Succesivamente si viene a conoscenza della Delibera Giunta Comunale del 18/04/2012, pubblicata solo il 06/06/2012, con la quale l’esecutivo nolese incarica il CRUIE (Centro Ricerca in Urbanistica e Ingegneria Ecologica) dell’Università di Genova, di una consulenza per il progetto di multitelefonia mobile in località S. Michele. Il costo supera, per ora, i 3000 €.
Oggi, alla luce della realtà dei fatti e dei documenti, noi cittadini coinvolti in questa battaglia in difesa della salute, ed in particolare per quella dei piccoli che usufruiscono delle locali strutture scolastiche e di asilo, constatiamo di essere stati presi in giro. Solo che non ci consideriamo dei pagliacci, e come persone normali, rispettosi della parola data e degli impegni presi, ci ribelliamo, tanto da riunirci, dopo tanto tempo di supposta serietà da parte della Giunta e della maggioranza che la sostiene, il 5 Luglio per …parlare del nuovo caso che si ripropone. Di fronte al voltafaccia, appunto, della Giunta e della sua maggioranza; o forse anche da parte della minoranza?
Dico questo perchè il manifesto posto nelle bacheche del Comune e dell’Azienda Turismo datato 3/7/2012 porta la firma: ” L’Amministrazione Comunale“. L’Amministrazione Comunale comprende sia la maggioranza che la minoranza rappresentati in Consiglio comunale.
Il contenuto è palesemente o volutamente fuorviante. Le precisazioni scritte, indirizzate al Sindaco immediatamente il giorno dopo dal nostro Presidente, tra l’altro, non sono mai state affisse alle bacheche, per portare a conoscenza dell’opinione pubblica i contenuti. Altro che democrazia partecipativa!!! Sono invece state lette in assemblea il 5 Luglio.
Brevemente: la legge “Gasparri” del 2003 prevede che ogni Comune si attivi per avere un suo Piano Comunale Antenne per regolamentare la possibilità ai gestori privati di installare antenne che servono al servizio di telefonia mobile-utenti. In assenza di Piano, qualsiasi gestore ha oggi la possibilità di installare liberamente. In precedenza c’era la legge regionale che stabiliva un minimo di distanza dalle abitazioni di 50 mt.
Ciò premesso, quanto scritto sopra ha lo scopo di aiutare a portare a conoscenza chi non ha seguito in parte o in toto le tante riunioni di anni fa con il Sindaco Repetto e l’Ass. Penner, le assemblee pubbliche e convegni.
Verità storica: tutto, come sempre, nasce per effetto delle prerogative del “liberista Sindaco Niccoli“. Il quale, in quella fase temporale (fine anni 1990) non impediva l’installazione di diverse antenne, arrivando a favorire quella eclatante sull’Hotel Capo Noli! Ancor oggi esistenti.
Nel 2008, termina la lunga battaglia iniziata nel 2000 da Cittadini, costituitisi nel 2003 in Comitato Cittadino, contro la generale volontà ricattatoria: SRB (stazione radio base) a Zuglieno o S. Michele. Il Sindaco con l’inseparabile sodale Assessore Penner, consapevoli dell’appoggio popolare (raccolta di centinaia di firme), il 19/11/2008 riuniscono il Comitato e la Commissione Ambiente per illustrare assieme al progettista del Piano le scelte sul territorio: modalità e individuazione di quattro siti sul territorio; escludendo il sito sulla collina di S.Michele. Azione e procedura apprezzata dal Comitato, meritoria, pochi giorni dopo, di una doverosa lettera di ringraziamento. Il Piano viene adottato il 22/12/2008.
Altra tappa. Il Piano arriva in Regione per l’approvazione. Risulta però, che due dei quattro siti proposti non sono permissibili perchè la loro ubicazione insiste su S.I.C. (sito di interesse comunitario) E qui per la prima volta casca l’asino. La legge Regionale, Nazionale, Europea che regolarizza i S.I.C. è molto chiara, così come le aree soggette ai vincoli (chi non ricorda la penosa ventennale vicenda del porto?).
Viene logico chiedersi come mai un tecnico (Ingegnere) specializzato, nello stilare il Piano non si accorge di commettere un errore non certo di poco conto. E cosa dire dell’Assessore all’Ambiente, l’osannato, indispensabile oltre che insuperabile (the best direbbero gli inglesi, “il migliore”) Geom. Piero Penner, responsabile del territorio e della sua salvaguardia? Non si rende conto, a sua volta, dell’errore progettuale del tecnico redattore del Piano, pagato con soldi pubblici? Vedremo il perchè.
Con prescrizioni e due siti cancellati, il Piano torna nel Settembre 2009 in Comune per essere definitivamente aggiornato secondo le richieste della Regione. “Ottemperare” alle prescrizioni, scegliere e proporre altri siti, ritornare in Consiglio per la seconda volta con un’adozione che prelude il placet regionale. Ma questa volta “non si ottempera”. Si vuole farlo fallire in attesa di novità?
Perchè i Piani o i progetti – TUTTI – che vengono proposti, a volte imposti dai privati, sono approvati in questo Comune!!! da questa maggioranza con il supporto di questa minoranza silente a favore delle volontà, a privilegio di interessi di pochi, contro la volontà popolare espressa, come in questo specifico caso.
Da una lettera datata 21 Giugno 2012 in risposta a chiarimenti richiesti dal Comitato al responsabile dell’Ufficio Urbanistica si legge, tra l’altro:…”Dal Settembre 2009 ad oggi l’Amministrazione Comunale ha maturato l’ipotesi di ricercare un sito idoneo quale postazione multioperatore sede di ulteriori insediamenti per future installazioni di telefonia, in considerazione dei Piani di sviluppo che i Gestori devono formulare per legge ai Comuni. (all. A e B). Il Sindaco Ambrogio Repetto, a tale riguardo, riferisce di aver partecipato al Comitato, ai Gestori di telefonia e in occasione di un sopraluogo alla presenza di funzionari della Regione Liguria (architetti Allais e Bernardini), una ipotesi localizzativa su San Michele in prossimità dell’ex cava al fine di concentrare in un unico sito le postazioni telefoniche cellulari.”
Per la verità il Sindaco Repetto non ha mai “partecipato” (sic!) al Comitato la sua idea di ipotesi localizzativa a San Michele, e nessuno di noi ha mai conosciuto gli Architetti Allais e Bernardini venuti a Noli per un sopralluogo. Noi tutti del Comitato eravamo tranquilli dell’impegno preso dal Sindaco nel lontano 2008, quando aveva annunciato di voler abbandonare la possibilità di installazione di antenne sulla collina di San Michele e di Regione Zuglieno.
Dalla lettera a firma Amministrazione Comunale del 03/07/2012 (quindi compresa la minoranza che a tutt’oggi non si è mai pronunciata, neanche a livello di assemblea pubblica il 5 Luglio, presente il Consigliere R. Tissone), affissa nelle due bacheche sopra accennate, si legge: “Si precisa che non è mai stata proposta nè tanto meno autorizzata dall’A.C. l’installazione di nessun impianto di telefonia mobile sul sito di S. Michele. Ma come è stato già comunicato anche in Commissione Ambiente, il Comune ha ricevuto, da parte dei Gestori, la domanda di un impianto unico multigestori e non avendo al suo interno la professionalità per valutare la richiesta si è avvalso della competenza del Dipartimento CRUIE dell’Università di Genova. Naturalmente una volta pervenuti i riscontri dal Dipartimento la pratica sarà sottoposta all’ordine del giorno per essere discussa nella prima seduta utile di commissione.”
Ma chi si vuol prendere in giro? Comparandola alla lettera dell’Ufficio Tecnico, quando si legge: “che dal Settembre 2009 l’Amministrazione Comunale” (minoranza inclusa?), a seguito delle osservazioni della Regione al Piano “ha maturato l’ipotesi di ricercare un sito idoneo quale postazione multioperatore sede di ulteriori insediamenti per future installazioni di telefonia…”, possa essere un’ ipotesi giusta, necessaria forse, perchè il Sindaco si rimangia la parola data ufficialmente, confermata con la scelta di adozione di un Piano che escludeva la già pluridisgraziata, martoriata collina di San Michele e ripropone l’ipotesi di installazione in quel sito? Come sempre preferisco lasciare al lettore le considerazioni del caso.
Con quale senso di responsabilità, di coerenza morale, si scrive: “si precisa che non è mai stata proposta nè tanto meno autorizzata dall’Amministrazione Comunale l’installazione di nessun impianto di telefonia mobile sul sito di S.Michele”?.
Ed ecco perchè saltano i “nervi” in assemblea pubblica, allorquando il “Re-Sindaco” si sente nudo, probabilmente si rende finalmente conto di essere in balia delle volontà ed interessi altrui, in palese contrasto, in questa occasione, con quelli della salute di noi tutti, in particolare delle nostre nuove generazioni. Arrivando ad autodefinirsi ” ….. “.
La responsabilità di non aver “Ottemperato” in oltre due anni di tempo alle precise richieste della Regione, usufruendo dello stesso tecnico già “pagato”, va condannato senza mezzi termini. Ora il Comune è carente sotto il punto di vista pianificatorio. E, per ora, spende esattamente 3.200 € per far riesumare il sito di S. Michele voluto dai gestori della telefonia mobile.
Il responsabile dell’Ufficio tecnico locale precisa…” In esito alle valutazioni operate da UNIGE” (Università di Genova) da cui dipende CRUIE “l’A.C. valuterà o meno l’adozione del POST proponendo eventuali scelte alternative rispetto a quelle in allora proposte”. Ecco qui dove ancora una volta l’asino cade. Non poteva averle già attuate e adottate? Perchè riesumare S. Michele rimangiandosi le promesse assicurative di abbandono dei siti di S. Michele e Zuglieno?. A questo punto credo che “a nudo” questa Amministrazione Comunale, nella sua interezza, abbia lasciato gran parte della comunità. Ancor peggio, i Nidi, la scuola materna e le elementari rimarranno soggette al bombardamento diretto delle onde d’urto di un’ulteriore stazione multiuso.
Tra l’altro, a completamento di questo mio intervento, mi duole confermare come certi gestori diffidano gli Enti Pubblici, pretendono dagli stessi le conclusioni dei procedimenti che devono essere favorevoli alle loro scelte di sito, proprio perchè in carenza di Piano.
Questo sito di San Michele appartiene (s.e.o.) agli eredi della moglie (Ingegnere) di uno stimatissimo Professore Medico, già Primario di Pedagogia del principale Ospedale di Torino, entrambi affezionati in vita non solo a Noli, ma alla sua comunità. Personalmente li ho conosciuti e siamo stati amici. A Noli, il Prof. aveva anche organizzato un convegno nazionale pediatrico. Chissà se il Prof., medico dei bambini, accetterebbe di “affittare” la postazione collinare dalla quale si sparano onde… non certo quelle di mare?.
E per finire si sappia che il nostro Comitato non vuole impedire l’installazione di eventuali nuove stazioni per la telefonia mobile. Non le vuole a S. Michele e a Zuglieno direttamente sopra Noli.
La legge prescrive che il territorio deve poter essere servito: e Noli lo è.
La legge dice che la copertura deve essere ” proporzionata”alle dimensioni e all’utenza del territorio, e Noli dovrebbe esserlo.
A seguito di queste considerazioni, perchè non si va a verificare l’eventuale carenza di servizio sul nostro territorio prima di valutare la possibilità di utilizzo di un nuovo impianto multigestore? Per quanto se ne è a conoscenza, il servizio è abbondantemente coperto. I Gestori mancanti possono, come prevede la legge, usufruire della “coabitazione” con altri Gestori che già operano sul territorio.
Fuori sacco: Sabato 14 luglio il fotografo “pescografo” (come si autodefinisce) Roberto Croce ha inaugurato una sua mostra di foto presso la sede AVIS di Via Monastero e che rimarrà aperta sino al 29. Foto riproducenti un periodo di vita marinara, pesca, personaggi, lavoro e tempo libero sulla marina di Noli riconducibili dal 1972 al 1990. Mostra che meriterebbe di essere catalogata come “patrimonio culturale” di Noli per l’umanità. Mostra completamente ignorata da tutti i rappresentanti la maggioranza almeno sino a giovedi 19. Pare abbiano invece partecipato in massa alla prima apertura della Fondazione S. Antonio dopo l’allontanamento dell’ex Presidente Prof. Mario Lorenzo Paggi, per presenziare alla mostra dell’artista Bruno Munari. Complimenti!!!
I purosangue nolesi: U “Gaggé“, u “Munesté“, u “Lencin”, con “Aggiu e Siolle“, “Fursinna“, “Belangiu” e tanti altri, ancora oggi indimenticabili figure protagoniste di una Noli che fu, spogliata recentemente delle sue peculiarietà anche per volontà dell’uomo “Attila”, vi aspettano…. hanno di certo qualche domanda da porre anche a voi…!!!
Carlo Gambetta
26 luglio 2012
