Oggi 30 maggio 2026 è un sabato caldo, la città si anima e le spiagge riaprono per tutti. Tutti tranne che per la signora Anna Bertazzo, 75 anni, residente in Albenga, già presidente della Cooperativa Mare Società e membro associata dell’Associazione Alassiopesca, sulla banchina nord e est delle cale aperte. 2/
Il 14 maggio scorso Trucioli.it ha titolato: Alassio: la polveriera dell’ittiturismo nel porto turistico tra esposti, denunce, archiviazioni. La pentola e il coperchio (con 3279 visualizzazioni).
L’ex comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Alassio (Guardia Costiera) Antonio Marciano dopo i due articoli apparsi su Trucioli.it ha fatto presente che nei cinque anni di servizio “ho sempre rispettato la legge ed adempiuto ai miei doveri, non ho dunque nulla da nascondere, da rimproverami o da temere. Gli esposti alla Procura della Repubblica sono stati archiviati; inoltre ho pure riferito, in alcune circostante, al comando generale. Aggiungo che avevo trovato una situazione molto difficile, anche a livello comunale. Infine non ho consentito gli accessi agli atti alla richiedente Anna Bertazzo perchè non ho ricevuto il consenso, obbligatorio, della controparte….”.
Riceviamo – Anna Bertazzo un’imprenditrice che ha investito su Alassio e ha fatto tanto bene alla città, da due giorni è bloccata. È costretta a subire una situazione assurda, un’umiliazione davanti al Comune per poter fare legalmente il proprio lavoro.
Dietro la scusa dei “tempi burocratici” e di risposte fotocopia date con troppa facilità, si nasconde una realtà ben più grave: questa è una prevaricazione. È una forma di violenza subdola, misogina, fatta di ostracismo e cecità istituzionale. Le lungaggini della burocrazia o le scelte affrettate di qualcuno non possono e non devono ledere, danneggiare e umiliare una lavoratrice.
Troppe volte, durante l’anno, si parla di solidarietà e vicinanza. Oggi è il momento di dimostrarla nei fatti.
Ci auguriamo di vedere stamattina ad Alassio una forte rappresentanza o ancora meglio, la presenza di tutte le iscritte di realtà fondamentali del nostro territorio: lo Zonta Club, la Fidapa e lo Sportello Artemisia Gentileschi. Voi che siete in prima linea per difendere la dignità femminile e contrastare ogni forma di violenza e prevaricazione, oggi avete l’occasione di far sentire la vostra voce per una donna della nostra comunità che sta subendo un grave torto.
Ma l’invito non è solo per le donne: è aperto a tutta Alassio, a tutti gli uomini di intelletto che capiscono il valore del rispetto. Perché Anna potrebbe essere la mamma, la nonna, la sorella o la figlia di ognuno di noi.
Vediamo se stamattina Alassio saprà rispondere con i fatti e difendere la dignità.
Oggi non lasciamo sola Anna. Tutti al suo fianco!
Riceviamo – Caro Luciano, scrivo per informarti di quanto sta accadendo da ieri ad Alassio riguardo alla vicenda di Anna Bertazzo. È un’ignominia che il Sindaco, il Vicesindaco e l’intera giunta abbiano permesso tutto ciò.


Questo è il loro solito modo di operare: creano i problemi e poi, anziché assumersi le proprie responsabilità, fanno finta di nulla e godono nel vedere le persone in difficoltà, soprattutto se non sono allineate con loro.
Anna è una donna in gamba, una guerriera, che da due giorni sta difendendo i propri diritti, esattamente come ho fatto io in questi otto anni. È assurdo che venga trattata così, per di più da chi si riempie la bocca parlando di violenza. Questa è una forma di violenza meschina e cinica, quella che non si vede ma che tutti sanno e tacciono.
Condivido con lei questo video (con il permesso di Anna) perché credo sia fondamentale restituire dignità a questa donna. La ringrazio se potesse intervenire, magari con uno scritto o una telefonata di solidarietà ad Anna; ne abbiamo davvero bisogno. Lei è una grande donna.

Rinviamo al prossimo numero nuovi approfondimenti sulla ‘polveriera ittiturismo‘ di Alassio. Tra l’altro, dobbiamo ancora interpellare le parti in causa non ancora ascoltate. Possiamo anticipare che emergono ulteriori clamorose sorprese. E coinvolgimenti a livello comunale. Resta da capire il perché della ‘cappa di silenzio’, anche in consiglio comunale da parte della minoranza. Nessuno può credere che ‘il silenzio stampa‘ sia dovuto al frequentatore dell’ittiturismo, giornalista professionista. Non pare abbia tanto potere. I piloti sono altri.
