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Albenga, Noi Moderati: “Ordine pubblico, da 15 anni governa la sinistra”. Le verità di un avvocato. Il commento di Trucioli.it: Ma si tace del Commissariato


Riceviamo- La rissa dei giorni scorsi ad Albenga in via Pontelungo non può essere minimizzata o scaricata sul governo nazionale.2/A chi spetta rendere più sicure le nostre strade e piazze? Il prefetto e il sindaco con ruoli diversi. Il primo coordina le forze di polizia e presiede il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il secondo non è responsabile dell’ordine pubblico in senso stretto (che è materia statale), è il principale responsabile della sicurezza urbana. Tramite la Polizia Locale e in stretta collaborazione con il Prefetto,  per prevenire il degrado, migliorare la vivibilità e contrastare situazioni che minacciano l’incolumità dei cittadini.

COMUNICATO STAMPA

Bisogna prendere atto che le amministrazioni comunali di sinistra hanno consentito per inerzia la trasformazione di Viale Pontelungo in un quartiere etnico.

Inutile oggi siglare intese contro bazar e per riqualificare l’offerta commerciale di Viale Pontelungo.

Un Piano del commercio lo doveva fare l’amministrazione comunale non il governo.

Le politiche di inclusione richieste a gran voce da Sinistra Ingauna dovevano essere fatte 15 anni fa non oggi davanti all’ennesimo evento violento.

Ormai tutta la città è interessata dalla microcriminalità pensiamo alla stazione, piazza del popolo piazza Europa.

L’Albenga di oggi è la Albenga disegnata in questi 15 anni da amministrazioni di sinistra.

Ormai la situazione è degenerata perché non governata dalle amministrazioni comunali di questi anni.

Chiediamo subito la convocazione del comitato provinciale per l’ordine pubblico luogo istituzionale dove fare rilevare la degenerazione violenta che sta attraversando Albenga.

Non si può solo scaricare l’ordine pubblico sulle spalle della Polizia Locale, a cui va il nostro ringraziamento, che sta già facendo molto più di quanto la legge gli richiede.

Se il sindaco Tomatis è autorevole lo vedremo solo se riuscirà ad ottenere maggiori forze dell’ordine sul territorio ingauno.

Albenga 01/06/2026

Luigi TEZEL


L’avv. Bruno Roberto De Filippis

COMMENTO DI TRUCIOLI.IT – Scrive l’avv. Bruno Robello De Filippis, coeditore de LOKKIO: “Mentre i partiti si scontrano e il Governo taglia i fondi, nessuno dice che la sicurezza si fa anche difendendo gli immigrati perbene, smettendo di affittare locali a chiunque pur di fare cassa. Ci sono proprietari immobiliari nostrani, non tutti ovviamente, che affittano appartamenti e fondi commerciali a scatola chiusa, senza curarsi di chi li frequenterà o di cosa diventeranno. In viale Pontelungo operano anche commercianti, lavoratori e famiglie perfettamente integrati. Questi cittadini sono i primi a subire il danno d’immagine causato da pochi balordi, i primi a condannare la violenza ed anche attivi nel collaborare con il resto della comunità per mantenere la serenità della zona. La sicurezza, quella vera, non si ottiene militarizzando i quartieri o alimentando lo scontro sociale a colpi di comunicati stampa per guadagnare un pugno di voti. Si ottiene anche sostenendo l’azione amministrativa che invoca più risorse dallo Stato, vigiliando sui comportamenti dei proprietari immobiliari e soprattutto valorizzando quell’integrazione silenziosa e laboriosa che già esiste…”.

L’onorevole generale Vannacci (ha fondato Futuro Nazionale col vento in poppa) ha di recente dichiarato che “tutte quelle culture che non sono compatibili con la nostra identità europea generano forti problematiche sociali e di sicurezza…”Il governo Meloni gestisce l’immigrazione lavorativa attraverso il Decreto Flussi 2026-2028, che programma circa 497.550 ingressi regolari in un triennio (164.850 per il 2026, 165.850 per il 2027 e 166.850 per il 2028). La legge di conversione (n. 570) mira a favorire i canali di ingresso legali, pur introducendo regole più severe per contrastare l’immigrazione clandestina.

Qual è la reale situazione di Albenga? C’è chi sostiene, sbagliando, che è ormai fuori controllo. Forse sono gli stessi tromboni, ma in buona compagnia, che non hanno il coraggio di sostenere ciò che il cittadino qualunque di Albenga chiede. Il Commissariato di Polizia di Alassio. Ai nostri politici manca il coraggio, non già e non è il caso, di una ‘rivalità di campanile’. Temono (i politici pubblici amministratori di perdere- o far perdere- voti in quel di Alassio. Cosa c’entrano la giunta, la maggioranza e la minoranza di Albenga. Tacciono per interposta persona? Gli alassini direbbero che questo quel partito  ha contribuito al trasferimento del Commissariato che la città del Muretto ha sempre difeso con fermezza e coram populi.

Non sappiamo quanti di coloro che ‘predicano’ Albenga insicura, in balia di troppi sbandati extracomunitari, di furti e vendalismo, risse, lordure, siano soliti recarsi di persona in viale Pontelungo. E con una certa frequenza. Ascoltare commercianti ed esercenti, le loro analisi, le proposte; ascoltare chi si emargina, chi vive di espedienti, le loro storie di emigrati, i loro fornitori di droghe e gli acquirenti abituali. Cosa si impara nelle carceri italiane. Le torture subite in Libia, il ‘pizzo’ pagato dalle loro famiglie ai trafficanti. Perchè era ridicola la promessa del blocco navale sbandierato, in campagna elettorale, dalle forze della destra unita.

Se una zona, una città, è ad alto rischio, l’unico rimedio immediato resta quello di presidiarla. Prevenire, ma non in modo saltuario e dopo che succede il peggio. La Polizia locale, in viale Pontelungo, staziona per molte ore al giorno sull’Aurelia con un’auto bene in vista e una pattuglia, due, tre agenti. A quanto pare occorre coprire un orario più lungo, nelle ore serali. E non può essere un compito solo del Comune. Ci sono i carabinieri che però, a loro volta, hanno problemi di organico. C’è la Guardia di Finanza. Ecco che la presenza del Commissariato permetterebbe di rimediare alla lacuna. 

Sembrano lontani tempi quando la zarina Rosy Guarnieri sindaco invocava le ronde. Una realtà che si trascina. In altri tempi lontani, il veterano cronista ricorda che i carabinieri davano la caccia anche all’interno dei bar – spesso rifugio di chi ozia e vive di espedienti – e oltre a chiedere i documenti, accertavano chi aveva un lavoro o meno, dove erano domiciliati. E da quelli accertamenti scaturivano frequenti foglia di via o espulsioni dal territorio nazionale.

Leggiamo ed ascoltiamo in Tv che anche il governo delle destre non riesce a rispettare il numero di espulsioni promesso. Apprendiamo che in Italia mancano da anni almeno 20 mila unità tra le forze dell’ordine pubblico. Si viene a conoscenza che il governo ha varato leggi che non aiutano prevenzione e repressione, come quella di avvisare prima la persona che si vuole arrestare.  C’è poi il discorso, una volta arrivati in Italia, quali siano le politiche di integrazione. Perchè tanti emigrati sono diventati una maggioranza che popola le nostre carceri. In Germania, il governo alle prese con il continuo trionfo elettorale dell’estrema destra, ha espulso oltre un milione di extracomunitari e ha stretto le maglie dei controlli alle frontiere. Conseguenza diretta? Le famiglie che hanno bisogno di una badante si rivolgono ad agenzie che procurano donne dall’Estonia, dalla Lituania, nonostante quasi nessuna parli tedesco creando problemi serie con l’assistita. Costo? 3.800 euro al mese, spese di viaggio, in pullman, ricambio ogni due mesi. Ma miglia non trovano badanti e non resta che le ‘case di riposo’ pubbliche o private, pur sempre lontano dal calore famigliare, dall’abitazione dove si è vissuti una vita.

Addossare le colpe del presunto stato di allarme di ordine pubblico al sindaco, come ripetono da tempo esponenti ed avversari della minoranza e forse una domani maggioranza, non è rendere buon servizio alla causa stessa e alla comunità. Finisce per essere un mera polemica utile a guadagnare più voti alle prossime comunali? Utile a risolvere alla radice un malessere che ha pure le sue ragioni? Le domande che si pone l’avvocato De Filippis che è stato pubblico amministratore inguno e lo è, in minoranza a Garlenda dove si è candidato sindaco, sono da condividere. Peccato che neppure il professionista-neo giornalista pubblicista dimentichi – per quale ragione? – che Alassio ha un commissariato e ha un numero di forze dell’ordine di gran lunga superiore ad Albenga alle prese con una microcriminalità diffusa e non saltuaria.(L.Cor.) 

 


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