Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, ciao Willy, le tue volontà: “Quando me ne vado titola: L’adorato Ringo, il gatto, un vero amico, uno dei pochi che non ha tradito”


“Il rispetto si porta da vivi e non da morti”. Il dovere di apprezzare, onorare e sostenere la persona che merita soprattutto nel bisogno, evitando di riservare affetto e stima solo a gesti formali dopo la loro scomparsa. “24 marzo 2023. Ciao Luciano, mi sei sempre stato vicino e ti sei esposto scrivendo più articoli sui dispiaceri più grandi che ho provato nella vita professionale a La Stampa. Oggi ho ricevuto un’altra umiliazione da….”

Il manifesto funebre contiene un errore. Willy e non Wuilliam
La didascalia che Willy Olivero ha scritto nell’inviare a Trucioli.it la vignetta: “Grazie a Umberto Padovani per la mia caricatura con l’adorato Ringo, un vero amico, uno dei pochi che non ha tradito. E che sarà sempre nel mio cuore”

Ieri e oggi, leggendo i media locali, emerge se ce ne fosse bisogno l’autocensura – certamente in buona fede- per chi ha scritto il ricordo della partenza verso l’aldilà di Guglielmo (Willy) Olivero. Un collega, un amico che con la sua dedizione al ‘mestiere più bello del mondo’ ha dato, si suole dire, anima e corpo. Willy è sempre stato un ‘mastino’ e il suo unico orgoglio, il suo momento felice, era quello di rileggere il giorno dopo gli articoli che scriveva su La Stampa-edizione di Savona. Non è questo il momento per riproporre i giorni, le cause, delle sue amarezze, dei torti subiti (e non meritati alla luce dei fatti), la sofferenza interiore che certamente non ha giovato allo stato di salute.

Eppure “tutti tacevano” – e Willy non si dava pace. Messo alla porta dal ‘suo giornale’ ha cercato invano un altro sbocco, fino a quando ha deciso di unirsi ai volontari di Trucioli.it. Come si può leggere dall’elenco degli autori ha firmato 66 articoli, altri 11 ha scelto di evitare la firma. Eppure la giornalista pubblicista ingauna d’adozione Mary Caridi ha ‘onorato’ Willy omettendo dolosamente (a meno che non sia stata censurata) le collaborazioni costanti con Trucioli.it. Certo non è stata l’unica, ma IWG.it è il quotidiano on line più diffuso e che dovrebbe far ‘scuola’ ai giovani aspiranti giornalisti, essere di esempio quanto a completezza e verità. Ma ci occuperemo sul prossimo numero, rispettando un desiderio del collega Willy, di riproporre le ‘email’ ed i messaggi WhatsApp che abbiamo ricevuto. “Il giorno che lascio…rendi noto….”.

Lasciamo il ricordo di Willy alla persona che gli è rimasta più vicina negli ultimi anni, fino al giorno prima della morte, il prof. Umberto Padovani, cittadino di Albenga, apprezzato ed estroso vignettista settimanale per Trucioli.it

 

2/ Quando “Willy” e suo padre scrissero insieme per il Giro d’Italia del 2015

Nella foto di Montecarlo Mario Olivero è accanto a Grace alla partenza della corsaMaggio 2015. Il Giro d’Italia “sposa” e attraversa tutta la Liguria da Sanremo alla Spezia; seconda tappa Albenga-Genova. Un evento forse irripetibile. Da presentare e raccontarne genesi, storia e personaggi del ciclismo ligure e non solo.

Nasce così un piccolo team per creare una brochure in cui si intrecciassero testimonianze, attese e promozione delle località rivierasche affezionate alla Milano-Sanremo.
Il ciclismo è di casa nella famiglia Olivero. Guglielmo scrive di sport a 360 gradi, ama il ciclismo, è cronista attento, puntuale, documentato, sempre disponibile. Il papà, Mario, bancario di lungo corso e formidabile organizzatore del Velo Club Alassio, era stato l’artefice con il vice presidente Polacco della mitica Montecarlo-Alassio, ma soprattutto il fine diplomatico che era riuscito a convincere la principessa Grace a fare da madrina alla prima edizione della corsa (vinse Perletto, futuro professionista).
Proponemmo a Guglielmo e a suo padre, che adorava, di collaborare con testimonianze tra passato (i misteri della Montecarlo-Alassio) e presente (le perle di Albenga e la febbre per il Giro). La risposta fu entusiastica. Risultato. Una bellissima sinergia che ha arricchito la brochure e che va ricordata per aver affiancato padre e figlio come in un ideale passaggio di testimone.
Grazie “Willy”.

 

 3/IL RICORDO – Willy Guglielmo Olivero, un amico giornalista modesto ma con il senso dell’umorismo!
di Umberto Padovani
Il proverbio dice che “chi trova un amico trova un tesoro” ed allora io aggiungo “chi perde un amico perde un ” tesoro” non in senso economico ma nel senso di empatia e di incontro culturale e umoristico.
L’ironia è importante nei tempi odierni dove in certi casi serve come antidoto alle guerre  che purtroppo minacciano il nostro mondo!
Willy è sempre stato ironico ma realistico e si è immedesimato nel suo mestiere con modestia ma con arguzia, senza strafare!
La scomparsa di Willy è una grave perdita per il giornalismo modesto, non strillato e prepotente: questa è una qualità che gli va riconosciuta.
Willy Olivero è stato un ottimo  giornalista ed appassionato di ciclismo. Ci siamo incontrati per due caffè al Bar e mi ha detto che era caduto per uno svenimento, ed aveva preso una botta in testa. Gli ho detto se si era fatto fare una radiografia. Ha risposto di no!
L’ho pregato di farla prima possibile. Poi sono ripartito per Genova dove sono adesso.
Ho saputo dalla tristissima notizia e sono affranto.  Il dolore si supera non subito ma con molto tempo ed allora riemergono i ricordi:
I nostri appuntamenti al Bar da Alex! Molte mie vignette che ho pubblicato su Trucioli.it me le suggeriva Willy, le comunicava con  con una risata ed un’occhiata di ammiccamento!
Ci incontravamo il martedì a casa mia:  io lo invitavo a pranzo e preparavo una carbonara, con una bevuta di vino bianco!
Si parlava della sua squadra del cuore, la Fiorentina e della mia squadra la Sampdoria! Battute e controbattute dato che quest’anno le due squadre si sono salvate per il rotto della cuffia!!
C’eravamo conosciuti ad Albenga e poi a Savona  durante i viaggi sul treno. Lui che collaborava con la Stampa e prima al Secolo XIX
mentre io andavo ad insegnare grafica al Professionale Mazzini. Un grande sincero amico rimasto deluso dagli amici che nel momento del bisogno non si sono dimostrati tali. Anzi e purtroppo se ne vanno sempre i migliori. Chi in vita e nella professione predica la rettitudine e non tradisce.
Ciao Willy, Umberto

La notizia della scomparsa di Guglielmo “Willy” Oliviero ci ha colpiti e toccati profondamente, lasciando l’intera comunità cittadina in un momento di sincero lutto e profonda tristezza.Willy era una persona conosciuta e stimata, che attraverso il suo lavoro di giornalista sportivo ha raccontato con passione, competenza e autentico amore il mondo dello sport locale, contribuendo a valorizzare realtà, atleti e società del nostro territorio.Nel corso degli anni abbiamo avuto modo di confrontarci con lui in diverse occasioni, sia per la sua attività professionale sia per le idee e i progetti che aveva in mente di realizzare nell’ambito sportivo.In queste ore il pensiero dell’Amministrazione Comunale va a tutti coloro che gli hanno voluto bene e che oggi ne piangono la perdita. Di Willy conserveremo il ricordo di una persona sensibile, appassionata e profondamente legata ad Albenga. A nome dell’intera Amministrazione Comunale esprimiamo le nostre più sentite condoglianze agli amici e a quanti gli sono stati vicini nel corso della sua vita.

5/MONICA NAPOLITANO GIORNALISTA ADDETTO STAMPA DEL COMUNE DI ANDORA – Eccellente cronista sportivo, ironico compagno di viaggio professionale, in radio e sulla carta stampata. Quante risate insieme, interviste, trasmissioni, radiocronache a bordo campo e vasca a seguire la Rari Nantes. E prima ancora, inviati per l’Opinione, a bordo di una A112 scassata — questo passava la redazione.Ti ho trascinato perfino in un’incursione nel mondo musicale: il concerto di Madonna, a Nizza. Un servizio scritto insieme. Ma di stare in una bolgia in mezzo 50mila persone, non ne hai più voluto sapere. L’avventura a Il Secolo XIX è stata merito tuo: per convincermi a propormi, inventasti che cercavano un collaboratore. Non era vero. Però mi presero e fu per me una esperienza formativa importantissima. Grazie di tutto Willy. Per ogni battuta, per ogni sorriso. La tua ironia ha chiosato anche l’inizio della mia storia d’amore più importante. Non eri fragile: avevi dignità, e hai combattuto come un leone contro un’ingiustizia tangibile. Dire che eri “troppo sensibile” equivale ad ammettere come normale che gli altri si comportino da stronzi. Ciao dalla tua Monichina, come mi chiamavi tu.

2/PARTE IL 28 MAGGIO DALLA GALLINARA “IL LEUDO RACCONTA”, L’INIZIATIVA DI PROMOZIONE DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE INTERREG IT-FR MARITTIMO CHE, DA ALBENGA ALLA SPEZIA, ATTRAVERSA LA LIGURIA ALLA CORSICA
COMUNICATO STAMPA – GENOVA. Un viaggio all’insegna della cooperazione transfrontaliera e della tradizione. È quello che compirà il leudo, la storica imbarcazione, manifesto degli scambi commerciali che venivano effettuati nel Mar Ligure, che partirà il 28 maggio dall’Isola Gallinara e arriverà il 17 giugno a Bastia (Corsica). Nel mezzo le tappe di Bergeggi, Genova, Santa Margherita Ligure, Portofino, La Spezia, Portovenere, Lerici, Cinque Terre e Massa. Questo l’itinerario de “Il leudo racconta”, l’iniziativa comunitaria che ha l’obiettivo di sensibilizzare i territori su argomenti di comune interesse, raccontando le attività portate avanti da Liguria, Toscana, Sardegna, Corsica e Costa Azzurra nell’ambito del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo.
Si parte da Albenga, all’Isola Gallinara, giovedì 28 maggio con CAMBIO VIA PRO e INN-PRATICA, progetti legati alla biodiversità e all’innovazione in ambito agricolo. Venerdì 29 maggio l’imbarcazione approderà all’Isola di Bergeggi per NEPTUNE EVOLUTION, il network con cui si sta monitorando e valorizzando il patrimonio sommerso anche con strumenti di tecnologia avanzata (come i visori 3D).
Dal 3 al 5 giugno sarà la volta di Genova, nell’area del Porto Antico, con approfondimenti che toccheranno, con la collaborazione del Genova Blue District nell’ambito del Festival Blue, i temi dell’inquinamento acustico e dell’aria nelle città portuali (CLASTER – AIRLABÒ), il riuso dei rifiuti elettronici (VALOR), le macro-plastiche disperse in mare (EPIC), la subacquea scientifica e industriale (FABIS), il turismo esperienziale e sostenibile (EDA-Z), la sicurezza della navigazione (JASON) e i rischi alla presenza di grandi cetacei o fenomeni meteo-marini poco prevedibili (SEASTEMAR), il rilancio della piccola pesca (CORE), il riciclo di rifiuti e scarti ittici (PRISMAMED2), l’erosione costiera (AMMIRARE) e la protezione della biodiversità (TALASSA). Il leudo si sposterà poi sabato 6 giugno a Santa Margherita Ligure e all’Area Marina Protetta di Portofino, lunedì 8 giugno alla Spezia, mercoledì 10 giugno a Lerici e giovedì 11 giugno all’Area Marina Protetta delle Cinque Terre. Per approdare, infine, a Massa (12 e 13 giugno) e a Bastia (dal 15 al 17 giugno).
“Un’occasione per raccontare, anche attraverso la bellezza di una storica imbarcazione tipicamente ligure che un tempo univa i borghi marinari, l’azione che, come macroregione transfrontaliera dell’alto Tirreno, stiamo mettendo in campo per una crescita condivisa – sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria Alessio Piana -. I progetti coinvolti hanno permesso di traghettare in Liguria circa 10 milioni di euro con la programmazione 2021-2027 e che, in prospettiva futura, potranno portare importanti benefici economici, ambientali e sociali dei nostri territori”.
“Le tappe del progetto Interreg Marittimo ci permettono di fare un importante focus sul bando che abbiamo lanciato lo scorso gennaio, dedicato alla metodologia turistico-sportiva esperienziale Eda-Z e finanziato con circa 100mila euro – commenta il vicepresidente di Regione Liguria con delega allo Sport Simona Ferro -. I due progetti vincitori dimostrano la nostra volontà di continuare a fare creare reali opportunità di crescita per il nostro territorio grazie allo sport premiando, attraverso il movimento, l’accessibilità delle attività per tutti, la sostenibilità e la consapevolezza ambientale, oltre alla formazione rivolta alle nuove generazioni. Valori fondamentali in un contesto di cooperazione transfrontaliera che contribuisce a creare inclusione sociale, sviluppo economico e promozione del nostro patrimonio locale”.
“Il leudo rappresenta perfettamente la storia e il saper fare dei liguri, popolo di navigatori, commercianti e uomini di mare che nei secoli hanno costruito relazioni, scambi e cultura attraverso il Mediterraneo. Da savonese sono orgoglioso che questo viaggio parta dalla Gallinara e coinvolga il nostro territorio, portando con sé un importante messaggio di sensibilizzazione sui temi dell’ambiente, della tutela del mare e della valorizzazione dell’ecosistema costiero – racconta l’assessore regionale all’Ambiente Paolo Ripamonti -. Un’iniziativa capace di unire tradizione, identità e cooperazione tra territori che condividono le stesse sfide e lo stesso legame con il mare”.


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