Le truffe agli anziani e non solo, perpetuate con telefonate ingannevoli o messaggi capziosi on line sono un fenomeno ormai rilevante, caratterizzato da raggiri sempre più sofisticati che colpiscono soprattutto la sfera emotiva delle vittime prima, e il portafoglio dopo.
di Gianfranco Barcella

Teniamo conto che le persone in tarda età sono quelle più esposte perché sono le più fragili emotivamente e molte vivono sole senza persone fidate accanto che facciano da filtro con il mondo, soprattutto con quello in rete. Pure Savona ha scoperto il <lato oscuro del digitale> e non è <un’isola felice>. Soprattutto ormai non esistono più <vittime tipo>. Prezioso, per acclarare tutto questo, è stato il contributo fornito alla città da Banca Generali che ha organizzato un convegno nella sala della Sibilla sul Priamar con il contributo della Polizia Postale. Moderatore dell’incontro è stato il dott. Flavio Valente consulente Banca Generali. I relatori sono stati: Il dott. Roberto Testa, responsabile sicurezza Banca Generali, l’Avv.Marco Bersi, (esperto del settore) Dott. Francesco Attilia Lia, ispettore Polizia Postale, l’Assistente Capo Dario Folco. Ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale l’Assessore Barbara Pasquali che ha nesso in luce la necessità di fare rete tra Pubblico e Privato (Polizia, Banche, Istituzioni, Cittadini).
E’ stato subito acclarato che le truffe on line sono diventate una vera e propria industria globale. E non è una metafora. Frutta nel mondo, una cifra che fa tremare i polsi: 10,5 trilioni di dollari, carpiti fraudolentemente. E’ una somma che rappresenta il bilancio della terza economia mondiale. Non è più una criminalità <minore>. E’ un sistema criminale vero e proprio.
I numeri locali, snocciolati dal’ispettore Francesco Attilia Lia raccontano di una realtà che spesso resta sommersa: 25 denunce per truffe nel trading on line nel 2025; 1,2 milioni di euro sottratti; 120 casi di frodi e-commerce; 60 mla euro di danni.
Le Forse dell’Ordine pur essendo attivamente impegnare in operazioni di contrasto e di sensibilizzazione soprattutto nei confronti degli over 65 non riescono a debellare il fenomeno perché i truffatori online sovente registrano i loro siti su domini all’estero per tre motivi principali: 1) Rendere più difficile il blocco ed il sequestro: se il dominio è.it e l’hosting è in Italia, la Polizia Postale, il Garante o il Giudice italiano possono oscurarlo in poche ore. Con un dominio ru,.to,.tk,.xyz o hostato in Paesi con poca collaborazione giudiziaria, serve una rogatoria internazionale, i tempi si allungano da ore o mesi e nel frattempo la truffa continua.
2) Molti registrar esteri permettono di pagare in crypto, accettano dati falsi e offrono servizi <Whois privacy“, inclusi. Domini cometk erano gratis per anni. Anche quelli a pagamento costano da 1 a 3 euro l’anno. Conviene comprane 100, usarli per 2 settimane, buttarli e ripartire.
3) Molti antivirus e browser hanno liste di dominio pericolosi più aggiornate per.it.com.,.net. I TDL meno usati come cf.ml,.ga.,loan., finiscono nella black list più tardi, quindi le mail di phishing e gli annunci passano i filtri. Spesso il dominio è estero, ma il server che ospita il sito truffa è in realtà un’altra cosa ancora. Fanno domain shadowing, prendono un dominio compromesso di un’azienza vera, hostato magari in Germania, e ci caricano la pagina della truffa. Così il dominio senbra affidabile e resiste di più. Non è che tutti i domini stranieri siano truffe, ovviamente. Però se si vede un sito che chiede soldi e ha un dominio strano in un inglese sgrammaticato e nessun indirizzo PIVA verificabile, è un grosso red flag.
Forse è anche per questo che la maggior parte delle truffe non viene denunciato. Entrano anche in questa logica componenti di sfducia, <o perché non ne vale la pena>. E questo è il dato più inquietante. Il punto che spiazza tutti però è quello che ognuno di noi può cadere in queste trappole. I relatori hanno confermato che non esiste più una vittima tipo. Sono caduti nelle insidie dei malviventi, professionisti affermati, persone con un certo bagaglio culturale e persino ex direttori di banca. Non è più una questione di ingenuità ma di mecanismi psicologici. I truffatori inoltre non solo usano copioni consolidati ma cercano sempre nuove strategie per raggirare i malcapitati. Le truffe più comuni sono quelle che si appoggiano al trading on line, ma si utilizzano anche messaggi fraudolenti fatti pervenire per telefono da falsi appartenenti delle Forze dell’Ordine che invitano a sanare, con somme abbastanza rilevanti, i danni, provocati da figli o nipoti autori di reati, oppure a sborsare quattrini per pagare il ricovero di un familiare per un incidente o per un improvviso malore che ha bisogno di una terapia medica urgente.
Il finto carabiniere o il finto avvocato, inoltre, contattano la preda designata segnalando che un parente stretto è stato arrestato e viene quindi richiesta <una cauzione> o il pagamento immediato di spese legali per risolvere il problema. La vera arma dei truffatori è la testa delle persone! I nostri dati vengono carpiti dai social, dai siti che visitiamo quotidianamente, e da ogni ente con il quale siamo entrati in relazione.
Anche a Savona e provincia le truffe agli anziani di certo rimangono il fenomeno più disdicevole, caratterizzato da raggiri sempre più sofisticati che sfruttano in primis la vulnerabilità affettiva delle vittime. La Polizia Postale invita dunque a dominare innanzitutto le proprie emozioni per non entrare nella lista delle persone che sono cadute nell’inganno che ammontano ad oggi, a 2,8 milioni di persone e soprattutto di non vergognarsi se abbiamo assunto il ruolo di vittime.
Certamente quando si ricevono e-mail di questo tenore, qualche brivido corre sulle cute: “ Stiamo avviando un procedimento legale contro di lei per pedopornografia, pedofilia, cyber pornografia, traffico sessuale>. Si tratta di falsi messaggi che prospettano alla vittima una inesistente indagine penale con l’intento di indurla a ricontattare i <truffatori> per esporsi in questo modo a successive richieste di pagamenti in denaro o di comunicazione dei propri dati personali. Le false e-mail scritte in diverse lingue, utilizzano anche il logo della Reubblica Italiana, del Ministero dell’Interno, di Europol o della Polizia. La Polizia Postale raccomanda di diffidare da simili messaggi e avvisa che le Forze di Polizia non contatterebbero mai direttamente i cittadini, attraverso e-mail o messaggi, per richiedere loro pagamenti in denaro o comunicazioni di dati personali, dietro minaccia di procedimenti o sanzioni penali. E’ possibile anche che una voce artificiale ti chiami e ti dica che è stato letto il tuo curriculum e che per avere un lavoro basti dare i tuoi dati personali. La voce ti sembra reale, perché vuoi credere che lo sia, e il gioco è fatto? Razionalmente dopo non si riesce a capacitare di come sia potuto accadere. E’ proprio questo il cuore della truffa: giocare con le speranze, con le illusioni, con l’avidità delle persone, vittime della loro pigrizia perché le strade facili sono sempre più attraenti.
La tecnologia avanza e nello stesso si raffinano le maniere per fare al meglio uno dei <mestieri> più antichi che ci sono. Generalmente si ha paura dell’ignoto, non di qualcosa che si conosce o ci si illude di conoscere. La stragrande maggioranza delle truffe on line avvengono tramite uno strumento di telefonia mobile. Dunque in sintesi si possono dare queste avvertenze: Se si riceve una chiamata da un ipotetico operatore bancario che chiede di confermare il proprio PIN per <sbloccare> il conto non dire niente anche se si è indietro con alcuni pagamenti. I truffatori creano e-mail o siti falsi che imitano banche e negozi on line. Anche il guadagnare con i bitcoin gratis è un’illusione molto allettante. Sembra un sogno ma una delle truffe più comuni. Un segnale della truffa in atto è quella dell’urgenza dell’investimento. Occorre inoltre non condividere mai chiavi private e codici.
Se una e-mail offre un lavoro da casa con uno stipendio allettante sembra l’aggressione perfetta ma occorre prestare attenzione perché le truffe di lavoro sono esplose nel 2025. I truffatori pubblicano annunci falsi sui Linkedin o su altre piattaforme di lavoro on line. Subito i fantomatici datori di lavoro chiedono di mandare i dati personali per stipulare un contratto di lavoro. Ed il gioco è fatto!. A volte riceviamo un messaggio via SMS, con un link per reclamare il premio. Sembra eccitante ma è truffa. Questo accade specialmente nelle festività. Cliccando il link, si possono installare malware o perdere dati personali A volte un pacco indirizzato a noi, risulta bloccato e ci chiedono soldi per sbloccarlo. I truffatori ci indirizzano a siti falsi che rubano dati e denaro.
I segnali che dovrebbero farci diffidare sono i seguenti: messaggi urgenti, link sospetti che fan riferimento a pacchi ce non ci ricordiamo di aver ordinato. A volte riceviamo un messaggio che ci promette un rimborso di 500 euro sulla nostra carta Postapay: basta inserire i dati su un link. Per proteggersi contatare subito Poste Italiane tramite il sito ufficiale ed il numero verde. Non condividere mai Pin e OTP. A volte una e-mail truffaldina ci avverte che il nostro ordine su Amzon è stato sospeso per un problema di pagamento. Cliccando il link, si finisce su un sito falso che ruba i dati. Questa truffa, diffusissima in Italia nel 2025, sfrutta la fiducia in Amazon. Per proteggersi occorre accedere sempre al proprio accaount Amazon direttamente dal sito ufficiale o dall’App. Anche Telegram è diventato un terreno di cultura per le truffe soprattutto per quanto riguarda le piattaforme di investimento in criptovalute. Occorre non inviare denaro a persone sconosciute ed usare piattaforme di investimento regolamentate.
Per quanto riguarda le truffe online nelle app di incontri diffidare sempre anche quando tutto sembra genuino e disinteressato. Dopo un certo tempo si rischia di ricevere la richiesta di 1000 euro per una emergenza medica che non esiste. E’ triste, sembra assurdo ma è così. Le Forze dell’Ordine, dicevamo, sono attivamente impegnate sia nel contrasto che nella prevenzione attraverso arresti recenti e iniziative di supporto.
A Marzo 2026, i Carabinieri di Savona hanno arrestato due uomini in flagranza di reato, recuperando circa 5000 euro in gioielli sottratti ad una vittima. In precedenza, un’operazione tra Lodi, Genova e Savona ha portato al fermo di altri soggetti responsabili di furti per migliaia di euro. Potremmo citare altre operazioni di tal genere ma occorre rilevare, da quanto enunciato, che l’opera repressiva è irta di ostacoli. Bisogna puntare sempre più sulla educazione e prevenzione per contrastare questo fenomeno deleterio che trova o origine in un’opera di <social ingineerig> che prevede non l’attacco al computer ma alla persona e fanno leva su sottili meccanismi psicologici:
1) Urgenza: “Il conto è a rischio,agisci subito!”; Paura: “C’è un problema grave! Devi intervenre; Autorità: “Siamo la Banca, la Polizia, l’Avvovato”; Segretezza: “Non dirlo a nessuno”. E’ qui che scatta quello che un relatore ha definito senza mezzi termini:<l’incantesimo>. La vittima entra in uno stato mentale in cui smette di ragionare e obbedisce alla voce che sente erroneamente< amica>.
L’Assistente Capo Dario Folco ha sottolineato: “Diffidate delle persone troppo gentili!” . Il grave errore è quello di restare soli! L’avvocato Marco Bersi ha detto chiaramente: “Molte vittime non si rendono nemmeno conto di essere state truffate. Pensano di aver fatto un investimento e sperano di recuperare i soldi: soprattutto non ne parlano con nessuno. Ed è proprio questo il male più grande, perché l’unico vero antidoto è semplice e quasi banale: confidarsi con un familiare, un amico, la banca, un professionista. Una voce esterna può essere utile a rompere il meccanismo fraudolento”.
Anche Palazzo Sisto è sceso in campo contro i raggiri lanciando un’offensiva su due fronti per tutelare la popolazione prevalentemente anziana di Savona. La strategia combina prevenzione e cura, partendo dalla diffusione capillare di un nuovo vademecum tascabile curato dalla Polizia Municipale. Il libretto disponibile nei negozi cittadini, utilizza un linguaggio semplice e immagini intuitive per smascherare i trucchi più comuni, usati dai malintenzionati sia che agiscano sulla porta di casa sia che tentino la via del digitale. Ma la vera novità risiede nell’aspetto umano del progetto: l’apertura di uno sportello dedicato all’interno del consultorio di via Zara. Lì, gli over 65 che sono caduti vittima di una truffa possono trovare non solo assistenza tecnica per gestire le pratiche burocratiche e informatiche, ma anche il supporto fondamentale di una psicologa. L’obiettivo è affrontare <il giorno dopo>, quel senso di vergogna e di smarrimento che spesso si accompagna a chi spesso ha violato un furto che ha violato la propria sfera privata.
Recuperare l’autostima e la fiducia nel prossimo è un passo necessario per non isolarsi. Lo sportello si propone quindi come un porto sicuro dove la fragilità non è motivo di imbarazzo, ma il punto di partenza per una nuova consapevolezza. Grazie a questa doppia azione, Savona non si limta a punire i colpevoli, ma si prende cura della dignità dei suoi cittadini più fragili, ricordando loro che chiedere aiuto è il primo atto di coraggio per chi vive nell’ombra dell’inganno.
Gianfranco Barcella
