Spiagge: un mondo al contrario! Non si vuole accettare di adeguarsi ad una realtà che, per legge, deve cambiare e ci si ostina a percorrere una strada che porta verso il baratro. Sono stati pubblicati i bandi ma la procedura sembra già viziata in partenza.
di Mario Carrara
Pietra Ligure, come pure Sarzana e Laigueglia, è entrata “nel mirino” del TAR che ha sanzionato l’illegittimità di delibere che “allungavano” artificiosamente la durata delle concessioni demaniali, scadute definitivamente il 31 Dicembre 1993. Era già “nel mirino” dell’Autorità di controllo sulla concorrenza (che aveva impugnato le stesse delibere al TAR, vincendo), e, probabilmente, per l’anomalia che essa rappresenta, Pietra Ligure sarà entrata nel mirino di Associazioni di consumatori e di promozione delle spiagge libere per i cittadini, che controllano quanto sta succedendo e, a seconda dei risultati, probabilmente interverranno con ricorsi e denunce se le percentuali di spiagge libere nei PUD non saranno assicurate nei termini di legge. Probabilmente, anche “altri” stanno controllando che, altre leggi vengano rispettate: leggi “penali” comportanti il reato di “occupazione abusiva“, se, facendo finta di nulla, strutture e stabilimenti balneari verranno aperti, comunque ed in ogni caso, pur nella piena consapevolezza della mancanza di un titolo di concessione valido che abiliti all’apertura. Qualche giorno fa, lasciavano senza parole le dichiarazioni rilasciate ad un organo d’informazione da un’operatrice balneare della zona, la quale, “candidamente“, confessando la consapevolezza di avere il proprio titolo concessorio (come quello degli altri) “decaduto“, avrebbe aperto “lo stesso, a proprio rischio e pericolo“. Dichiarando ciò, essa, contemporaneamente, attestava anche la consapevolezza della commissione di un reato. Conseguenza? Se nessuno farà controlli, denunce, ricorsi chi avrà messo in atto un comportamento del genere l’avrà fatta franca. Se, invece, controlli e denunce verranno fatti, gli avvocati faranno tanta fatica ad aiutare quella signora “improvvida“, se non invocando “l’incapacità d’intendere e di volere“.
Ma in questa situazione, non c’è mica solo lei, che è stata a dir poco avventata a fare dichiarazioni così, ma ci sono anche tutti quelli che, rassicurati o benfidenti in certi politici “demagoghi“, continuano a far finta
che la situazione sia semplice e risolvibile e che, comunque, alla fine, andrà tutto bene. In ogni caso, Sindaci, “buoni e umani“, faranno in modo di far iniziare la stagione ed andare avanti come se niente fosse, facendo finta che sia, ormai, tutto a posto, o quasi.
“Far finta” questa è l’espressione che più si addice alla paradossale situazione attuale.
“Far finta” anche che non esista, anzi, non sia mai esistita una legge della Regione Liguria del 1999 riconfermata nel 2008 che stabilisce, la presenza del 40% di spiagge libere in ogni Comune della Regione. Ma come si fa dopo 18 anni dal 2008 e 27 anni dal 1999, ancora a far finta di niente che quella legge non esista? Neanche oggi? Nel 2026? Ma dopo decenni di continue, ininterrotte sentenze inequivocabili contrarie, che hanno progressivamente sempre più ristretto i margini di manovra, per le impugnative di Comuni e balneari, non era il caso, adesso, di affrontare finalmente la situazione, lasciando perdere il “far finta che…”? D’altronde, sembra che siano certi stessi consiglieri regionali ad aizzare, a spingere o a fomentare affinché questa legge regionale non venga rispettata. Una legge fatta dal Consiglio regionale dove siedono loro. Ma perché non prendono l’iniziativa di cambiarla? Magari azzerando o riducendo la percentuale di spiagge libere che adesso deve essere garantita almeno al 40% del totale? Loro hanno il potere di farlo. Perché non lo fanno? D’altronde, forse, oltre che pensare solo alla tutela elettorale della lobby balneare, una proposta di legge del genere, che azzerasse o riducesse la percentuale delle spiagge libere, a livello elettorale sarebbe ben più impopolare nei confronti delle decine di migliaia di persone (anche residenti, che votano in Liguria; i turisti non votano) che non possono sostenere i costi delle spiagge private ed hanno diritto a fare i bagni sulle spiagge libere.
Così, è più conveniente fare i demagoghi, aizzare le folle e fomentare le illusioni, che prendersi responsabilità politiche e personali del genere Sembra che la legge del 40% di spiagge libere alcuni la intendano solo come legge di intenzione! Ad un livello teorico! Ma mai da applicare in pratica. Eppure, invece, È UNA LEGGE A TUTTI GLI EFFETTI.
Dei tre Comuni colpiti dalla bocciatura solenne del TAR Liguria, Laigueglia, Sarzana e Pietra Ligure (cui si è aggiunta Ceriale), conosciamo, ovviamente, bene la situazione di Pietra Ligure. Nulla conosciamo di ciò che abbiano in mente a Laigueglia. Tuttavia, di Sarzana abbiamo appreso che il dirigente comunale competente, con una sua PEC del 9 Marzo scorso, nel ribadire che la decadenza delle concessioni demaniali non legittimi più i vecchi concessionari ad occuparle e che, se, nonostante questo, le occupazioni avvenissero egualmente essi incorrerebbero nel reato di “occupazione
abusiva, abbia emanato una diffida formale a tutti gli EX concessionari balneari nella quale, testuale: “impone ai balneari di adeguarsi immediatamente agli obblighi previsti dagli atti concessori. In particolare viene richiesto di rimuovere recinzioni, transenne e qualsiasi materiale facilmente amovibile presente sulle aree demaniali, proprio perché non esiste più un titolo valido che autorizzi l’occupazione degli spazi. … Conseguenze: la diffida, di fatto, invita i concessionari a liberare le aree da strutture mobili e a non utilizzare gli spazi demaniali fino alla definizione del quadro amministrativo“. Le situazioni di Sarzana e Pietra Ligure sono assolutamente identiche. Ma Pietra Ligure si comporta in modo diametralmente opposto. Chi è che sbaglia? Chi è che si tutela o, al contrario, chi è che mette a repentaglio la propria posizione professionale, oltre quella personale? Il dirigente del Comune di Sarzana o quello di Pietra Ligure?
E che dire delle dichiarazioni del Presidente nazionale degli stabilimenti balneari privati, SIB, Antonio Capacchione che, sostanzialmente, per evitare e scongiurare ricorsi e denunce, diffida i Comuni a redigere e pubblicare dei bandi di gara, singoli e particolari, per la gestione delle spiagge, diversi da Comune a Comune, in attesa del “bando-tipo” ministeriale nazionale, valido, invece, per tutti i Comuni d’Italia? Per il sindacato dei balneari sarebbe addirittura “inopportuno e illegittimo avviare i bandi senza attendere la formulazione del bando-tipo nazionale“. A dichiarare una cosa del genere non è mica un’associazione ecologista o di consumatori arrabbiati, ma è lo stesso sindacato dei balneari che li dovrebbe tutelare. Ed, infatti, li tutela mettendoli in guardia da fughe in avanti
di Comuni compiacenti, che, per voler fare “i piacioni” potrebbero, invece, con bandi che avessero contenuti illegittimi o dubbi, innescare spirali di ricorsi dalle conseguenze ben prevedibili.
Eppure, a Pietra Ligure si va decisi in direzione ostinata e contraria: Indifferenti a tutto.
La situazione di Pietra Ligure
Pietra Ligure
deve ancora approvare il PUD (piano utilizzo demanio) o POA (arenili); essendo un atto ufficiale perchè allegato ad una delibera della Giunta comunale del 12 Febbraio scorso, è agli atti, ce lo siamo fatto dare, lo abbiamo esaminato.
Dal documento emergono quattro elementi principali ed evidenti: 1) Nessuna delle concessioni balneari esistenti è stata modificata di un centimetro (solo un chiosco ha l’area di pertinenza ampliata di molto, a spese della spiaggia libera). 2) Le spiagge libere attrezzate (che vanno a gara di assegnazione) passano da quattro a otto a spese delle spiagge libere. 3)
Le spiagge libere (già insufficienti di per sé stesse ed alcune inadeguate ed altre solo sulla carta) diminuiscono dappertutto: alcune non esistono proprio più, mentre altre sono ridotte come dimensioni. 4) La percentuale del 40% minima di spiagge libere non viene rispettata.
Il 18 Marzo viene annunciata la pubblicazione del bando comunale per la gara dell’assegnazione delle spiagge private. Assegnazione che, a seconda dell’impegno del progetto finanziario presentato potrà essere di cinque, dieci fino a spingersi a vent’anni di durata.
Solo che il bando viene pubblicato PRIMA dell’approvazione del nuovo PUD o PUA in Consiglio comunale. E questa, secondo noi ed insigni giuristi che abbiamo sentito, è una cosa che non si può fare; quindi, è già, di per sé:illegittima!
Infatti, per fare un esempio chiaro, sarebbe come dire: voglio fare una casa; comincio subito a farla e la costruisco, poi faccio il progetto. Avrebbe solo senso logico una cosa del genere? NO! Come non ce l’ha il fatto che il Consiglio comunale, pur convocato per il giorno 24 Marzo, anziché parlare dell’argomento più impellente: le spiagge, tratterà solo temi di ordinaria Amministrazione e nulla più. Quindi, c’è proprio la volontà di non far approvare il PUD dal Consiglio comunale in ogni caso. S’intende che se anche il PUD fosse stato inserito nel prossimo Consiglio comunale, ciò non avrebbe cambiato la natura viziata e, molto probabilmente, illegittima
del bando, pubblicato ieri 18 Marzo, per aver preceduto l’approvazione consiliare del PUD.
Se, in pura teoria, il PUD attuale non fosse stato cambiato di una virgola in tutto, non solo per le spiagge private, ma anche per le libere e le “attrezzate” che vanno a gara ed a prescindere dal problema che resta insoluto della percentuale del 40% di spiagge libere che non esiste, forse, il bando si sarebbe potuto pubblicare senza l’approvazione preventiva del Consiglio comunale, perché restava tutto immutato com’è. Tuttavia, il PUD, come visto, è stato modificato di molto, quindi la procedura dei bandi “parte“, probabilmente, già viziata in origine.
Le spiagge libere.
Per l’amministrazione De Vincenzi questo è un problema che non esiste. Le spiagge libere dappertutto, dove mancano, si cerca di aumentarle per rispettare la legge. Qui sono state DIMINUITE!
Dati del PUD comunale:
Stato attuale:
Spiagge libere:
metri lineari:
m.759,16, pari al 27,77%. Sui mq: mq.19.847,25, pari al 25,50%;
Spiagge libere attrezzate m.209,49, pari al 7,66%; sui mq: mq.6162, pari al 7,92%.
Stato di progetto:
Spiagge libere:
Sui metri lineari: m.597,66, pari al 21,86%; sui mq: mq 15.162,18, pari al 19,47%.
Spiagge libere attrezzate:
Sui metri lineari: m.430,88, pari al 15,76%;
sui mq: mq.12.999,55, pari al 16,69%.
In totale: le spiagge libere perdono m.161,5 sul fronte spiaggia lineare e ben mq.4.685,07, su quello dei metri quadrati di superficie.
Le spiagge libere attrezzate aumentano di m.221,39, sul fronte spiaggia lineare, e vengono aumentate di mq. 6.836,64 su quello dei mq di superficie.

Stupisce perciò leggere ancora su un quotidiano di stamattina, 19/3, il dato del 38,5 % di spiagge libere come se fosse attuale e reale: “Attualmente la percentuale complessiva è del 38,5%” dichiarata dal Sindaco e dall’assessore Amandola. Ma questo dato è falso! Smentito da quello ufficiale del PUD scritto e sottoscritto dal dirigente del Comune. Noi pensiamo che sia un dato falso per pura propaganda del quale si assume responsabilità chi l’ha pronunciato. Pensiamo che sia veritiero quello pubblicato e fotografato tratto dal PUD Comunale. L’ha scritto e sottoscritto il dirigente. Se non fosse vero quest’ultimo dato, ci sarebbe un “falso ideologico” in atto pubblico, un reato punito duramente.
Ci chiediamo al contempo: ma dopo che continuiamo a scrivere che questo dato del 38,5% di spiagge libere, già strombazzato e pubblicato ad inizio Febbraio, non è vero, perché si continua a pubblicarlo come fosse “oro colato “? Non esiste più il “giornalismo d’inchiesta” che accerta i dati? Se Amandola ed il Sindaco dichiarassero che “l’asino vola”, verrebbe lo stesso pubblicato..?
Stiamo esaminando il bando del PUD pubblicato ieri. Abbiamo bisogno di tempo. Per intanto leggiamo e ci pare di capire che il canone demaniale da pagare da parte dei concessionari privati sia intorno a €.2,10 al mq!???
Ehhhh?! Forse ci sbagliamo… Approfondiremo! Se cosi fosse capiremmo tante cose… Oltre a stimolare noi stessi, i nostri cari ed i nostri amici a concorrere per diventare imprenditori balneari.
Mario Carrara, consigliere comunale del gruppo LISTA INDIPENDENTE PER PIETRA
