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Spotorno 25 marzo, festa dell’Annunziata: un Oratorio e i misteri sulle sue origini


Il 25 marzo cade la festa liturgica della Santissima Annunziata, che a Spotorno ha ben due luoghi di culto: la chiesa parrocchiale e un antico Oratorio, in via Annunziata 15 – sede di una Confraternita (poi accorpata con quella di Santa Caterina) che mantiene alcuni misteri storici sulle sue origini.

di Ezio Marinoni

Non è anacronistico parlare oggi di Confraternite, in quanto tali associazioni (quelle che ancora sopravvivono, fra mille difficoltà), oltre alle radici devozionali e di fede, hanno lo scopo di mantenere vive le tradizioni più antiche; in occasione della festa che si sta per celebrare, andiamo alla scoperta di una di esse, su una collina di Spotorno.

Così scrive la storica Magda Tassinari nel volume Le chiese di Spotorno, Scalpendi Editore, 2017: «Un antico Oratorio della Santissima Annunziata, di cui non si conosce l’ubicazione originaria né l’epoca della fondazione, compare nella descrizione fattane da monsignor Nicola Mascardi, visitatore apostolico inviato nel 1585 a verificare le condizioni e la situazione delle chiese della diocesi di Noli: si trattava di un edificio ampio ma molto semplice, dalle pareti interamente dipinte  con immagini sacre di discreta fattura (…)» (pag. 73).

E la domanda, già da queste poche righe, scaturisce: si tratta dello stesso edificio che vediamo oggi?

L’Oratorio dell’Annunziata ha, quindi, origine incerta, e ciò ne aumenta il fascino.

Alcuni elementi architettonici fanno pensare alla fine del Cinquecento; durante un sopralluogo per accertare le condizioni del tetto e della volta, alla base di un pilastro di sostegno è stata scoperta una data (1665) che potrebbe indicare l’anno di costruzione dell’edificio sacro.

Per accedervi, occorre varcare un cancelletto, sul lato destro della stretta stradina in salita: siamo subito immersi in una atmosfera rarefatta, a mezza costa su una altura, dalla quale la vista spazia verso il mare e il litorale. La facciata della chiesa è spoglia e scabra. All’interno, l’Oratorio si presenta a navata unica, con un altare centrale e due laterali;  ai lati le panche usate dai Confratelli, su due ordini, di diversa fattura in quanto una fila è stata asportata e bruciata in epoca napoleonica; sulla destra, una nicchia custodisce la Cassa processionale della Annunciazione, attribuita al Maragliano, raffigurante una Madonna stupita dall’Angelo che le annuncia il suo futuro.

Crocifissi processionali testimoniano una radicata e antica fede: uno è dedicato all’Oratorio, mentre la Croce più usata è dedicata a S. Caterina. Una Croce più piccola è denominata “Cristo della Salute”, caratterizzata da una immagine di Gesù morente con il capo reclinato, forse nel momento in cui grida “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Nell’Oratorio sono conservati alcuni quadri di scuola genovese: uno di pittore ignoto e di stile seicentesco, raffigurante l’Annunciazione; uno Sposalizio di Maria e Giuseppe, firmato da Giulio Benso di Pieve di Teco, datato 1659.

In una nicchia dell’altar maggiore è collocato un gruppo ligneo, Madonna e angelo nunziante, opera cinquecentesca di fattura semplice e delicatamente mossa come quelle del Maragliano.

A destra dell’altare maggiore un quadro raffigurante l’Angelo Custode, di ignoto autore seicentesco, si trovava un tempo nell’Oratorio di S. Caterina; grazie all’intervento della Sovrintendenza alle Belle Arti di Genova, è stato oggetto di restauro ed è approdato qui.

I due altari laterali sono ornati con statue di S. Sebastiano e S. Rocco. Vicino all’altare di destra si trova la Nascita di Maria Santissima, opera di Giovan Battista Merano (1632 – 1700).

Con l’altare alle spalle, sulla parete sinistra troviamo una Natività, di Domenico Piola, la cui firma e data (1669) sono visibili in basso sulla raffigurazione di un barile. Segue una Assunzione, dello stesso autore: anche in questo caso, la firma e data (1664) sono visibili in basso, accanto a una chiave. In fondo alla chiesa c’è un affresco di pittore ignoto, una Crocifissione seicentesca.

Sopra l’ingresso è allocata la grande tela Coena Domini di Giovan Battista Rosso (1512-1604).

Va detto che gli interventi di restauro sono stati possibili grazie all’opera fondamentale della Fondazione CA.RI.SA (Cassa di Risparmio di Savona), sotto la supervisione dalla Sovrintendenza alle Belle Arti.

Caratteristica comune a molti oratori sono gli “ex voto”. E anche la Santissima Annunziata soddisfa questa tradizione: lungo le pareti della chiesa e all’interno della nicchia che conserva la Cassa si possono osservare “ex voto” che rimandano alla storia della Confraternita. Si va dal classico cuore in argento al quadro raffigurante una guarigione, per non parlare dei modellini di nave, realizzati dai pescatori spotornesi che uscivano in mare, con tutti le condizioni meteorologiche, per i quali il rientro a casa, qualche volta, era da accreditare a intervento divino. Questi modellini, catalogati dalla citata Sovrintendenza, sono stati collocati dentro alcune bacheche, per tutelare gli oggetti dalla polvere del tempo.

Si ringrazia per le fotografie, relative alla festa del 2025, il gruppo facebook “Oratori riuniti SS. Annunziata e S. Caterina”.

Ezio Marinoni


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