Il tavolo tecnico tra Amministrazione e Strutture Territoriali di MIC e Agenzia del Demanio che si è riunito e ha approvato la “Bozza di Piano di valorizzazione” presentata a giugno dal Comune di Savona.
COMUNICATO STAMPA – Il percorso di riqualificazione del Sant’Agostino fa un decisivo passo avanti.



Il documento persegue l’obiettivo di recuperare e valorizzare il complesso come bene culturale e presidio pubblico e prevede due fasi. Già con la prima fase il Sant’Agostino diventa una leva di rigenerazione urbana, sociale ed economica per la città.
Nel dettaglio:
FASE 1. Fase di uso transitorio e parziale con apertura degli spazi del piano terra e del cortile del piano interrato con consolidamento dell’utilizzo già fatto negli ultimi anni, come è avvenuto, ad esempio, per il festival Connexxion o Graphic Days. Dal punto di vista degli interventi da parte del Comune, questa fase prevede la manutenzione ordinaria degli spazi che verranno utilizzati e la realizzazione di una serie di piccoli adeguamenti per garantire l’accessibilità a tutti. L’importo necessario sarà di 300mila euro.
FASE 2. E’ la fase di valorizzazione complessiva del bene con restauro, recupero e rifunzionalizzazione di tutto il complesso. Dal punto di vista della destinazione d’uso, l’obiettivo è realizzare l’hub savonese dell’innovazione, in coerenza con quanto previsto dal dossier di Candidatura di Savona Capitale Italiana della Cultura. Il quadro economico è di circa 16 milioni di euro per le opere di manutenzione straordinaria e di restauro delle facciate, di tutti gli spazi interni; opere di riqualificazione dei due chiostri (superiore e inferiore); opere impiantistiche (termiche, elettriche e ascensori).
La bozza di piano, per sua natura, individua la tempistica di attuazione, funzionale al monitoraggio da parte del Ministero della Cultura e dell’Agenzia del Demanio, che viene indicata in due anni per la fase 1 e in ulteriori 13 anni per la fase 2, come termine massimo di realizzazione.
L’intenzione del Comune, però, è di procedere in tempi più brevi, ovviamente in ragione delle risorse che saranno reperite.
Ora la palla passa a Roma, ovvero al Ministero della Cultura e alla struttura centrale dell’Agenzia del Demanio per le ulteriori valutazioni e l’approvazione.
“Siamo molto contenti che il percorso di recupero vada avanti – commenta l’Assessore alla Rigenerazione Urbana, Ilaria Becco – perché questo complesso, sia per le sue caratteristiche sia per la posizione centrale, adiacente a piazza Monticello per la quale abbiamo fatto una richiesta di finanziamento per la riqualificazione, ha delle grandi potenzialità. I festival che vi abbiamo organizzato in questi due anni hanno dimostrato un crescente interesse da parte del pubblico e degli operatori culturali. La vocazione che avevamo immaginato nel Dossier di Candidatura, di luogo dedicato all’innovazione, si sta mettendo a fuoco. Ringraziamo l’Agenzia del Demanio per il percorso molto positivo fatto in questi anni”.
2/NUOVO CARCERE A SAVONA. NON BASTANO 10 ANNI DI ATTESA!
IL MINISTRO DEL ‘GOVERNO DEL FARE’, USO A MANTENERE LE PROMESSE, SI E’ PERSO PER STRADA. IN AIUTO E’ CORSO L’ESERCITO LIGURE DEL CENTRO DESTRA
Provate a chiedere al presidente della Regione Bucci. Provate a chiedere al direttore del quotidiano dei liguri perchè non ritiene (idem per chi l’ha proceduto) che lo ‘scandalo carcere di Savona’ non meriti una prima pagina con tanto di commento. Provate a chiedere ai signori che occupano il potere da quando il vecchio carcere Sant’Agostino è stato chiuso dall’ex ministro della Giustizia del Pd, il ligure Andrea Orlando, cosa sono riusciti a portare a buon fine. Provate a chiedere al ‘grande vecchio’ di questa provincia se si è mai occupato del tema sociale dell’unico capoluogo in Italia che non ha un carcere.
Magari avessero già scelto l’area. Magari avessero già abbozzato il progetto e messo in calendario l’iter. Dal 18 novembre 2024 assessore alla Sicurezza della Regione Liguria è il leghista savonese Paolo Ripamonti.
Il Consiglio regionale della Liguria, il 28 ottobre 2025, ha approvato ordini del giorno (primo firmatario l’avv. Alessandro Bozzano (Noi Moderati)) per sollecitare il Governo a inserire il nuovo carcere nel piano di edilizia penitenziaria. Manco a dirlo nel giro di pochi giorni i due ministri competenti nei rispettivi ruoli (Nordio e Salvini) hanno dato corso al sollecito.Anche perchè il sovraffollamento carcerario in Liguria, in particolare dopo la chiusura (nel 2016) del vecchio carcere di Savona, ha reso urgente la realizzazione di un nuovo penitenziario. Si aggiunga che il governo della destra e dell’estrema destra per la sicurezza dei concittadini ha approvato 57 nuovi reati che prevedono anche il carcere. In Italia, secondo gli ultimi dati del Sole 24 Ore, i detenuti sono oltre 66.000 (dati aggiornati a ottobre 2026), a fronte di una capienza regolamentare e di posti disponibili molto inferiore (circa 46.000 posti realmente disponibili. E le ‘toghe rosse’ si trovano spesso, parliamo anche della Liguria, a scegliere le misure alternative (detenzione a domicilio) perchè è scattato il “tutto esaurito”.
A gennaio l’ex sottosegretario Del Mastro ha dato notizia: «La nomina del commissario straordinario Paolo Ripamonti serve proprio per accelerare la pratica, superare lacci e lacciuoli che finora hanno fermato il progetto. Noi ci impegniamo per realizzare il nuovo carcere, quando altri hanno promesso invano, dove sappiamo che questa è una urgente necessità del territorio. Una vera emergenza».
Ecco perchè, fino ad oggi, i politici liguri al potere hanno dato una mano al ministro a trovare la retta via lungo la traiettoria della Valbormdida dove è atteso alla ‘scuola’ della Polizia Penitenziaria.
