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Il mio ricordo. Spotorno a 200 anni dai natali di Francesco Demaestri, eroe e patriota, leggendario compagno di Giuseppe Garibaldi. Gli articoli di Anton Giulio Barrili e i racconti di “Franceschin”


Riceviamo – Il 18 ottobre 2026 ricorreva il bicentenario della nascita  di  Francesco Demaestri, leggendario Compagno di avventure di Giuseppe Garibaldi.

di Antonio Rovere

La targa  che ricorda lo spotornese Demaestri 
Francesco Demaestri

Francesco Demaestri è stato un eroico militare e patriota italiano, nato a Spotorno proprio il 18 ottobre 1826.  La sua vita sembra la trama di un romanzo d’avventura dell’Ottocento, profondamente intrecciata con le imprese Giuseppe Garibaldi.

E io, come cittadino spotornese, nella mia veste di storico, sento di doverlo ricordare personalmente  visto che nessuno finora lo ha fatto.

Raccontare in breve la sua storia non è cosa facile, ma penso di scrivere a breve una nota più compiuta. Prendo atto, dalla corrispondenza del molto attivo Bollettino della Società di Storia Patria di Savona che lo stesso Presidente, Danilo Bruno, terrà il 10 novembre una conferenza per ricordarlo.

Giusto così. Nato in una modesta famiglia di contadini liguri da Peregrino De Maestri e Maria Toso, Francesco emigrò  giovanissimo in Sudamerica alla ricerca di fortuna. Lì si unì alla Legione Italiana di Garibaldi nel 1842, combattendo a Montevideo, dove purtroppo perse il fratello.

Nel 1848 decise di rientrare in Italia insieme all’Eroe dei Due Mondi sul brigantino “Speranza” per parte alla Prima Guerra d’Indipendenza.

Durante la violenta battaglia di Morazzone (1848), De Maestri subì una gravissima ferita che portò all’amputazione del braccio destro. Nonostante questa pesante menomazione fisica, l’anno successivo (1849) volle comunque partecipare alla gloriosa  difesa della Repubblica Romana.   Per il coraggio dimostrato a Roma, ricevette una medaglia d’argento al valor militare: una lettera autografa dello stesso Garibaldi datata 25 dicembre 1859 lo richiamò in Italia dall’Uruguay dove si trovava in quel momento. Risulta inoltre inserito nell’elenco ufficiale dei Mille di Garibaldi.

Una volta concluse le campagne militari con il grado di Capitano, De Maestri tornò nella sua Liguria. Avendo bisogno di un sostentamento, trovò impiego come economo custode – bidello presso il collegio degli Scolopi a Savona.
Tra i banchi di quella scuola c’era un giovanissimo studente che sarebbe diventato uno dei più celebri scrittori e giornalisti dell’epoca:  Anton Giulio Barrili.

Il Barrili rimase profondamente affascinato dai racconti del “Franceschin”, come veniva affettuosamente chiamato a Spotorno  e ne mantenne vivo il ricordo nei suoi scritti giornalistici.

Francesco De Maestri morì a Savona in ospedale il 23 marzo 1867   a soli 41 anni.  Nell’estratto del Registro degli Atti di morte , sezione seconda dell’Ufficio Civico della città di Savona  sta scritto che “Francesco Demaestri, Capitano di Fanteria in ritiro , alle ore tre antimeridiane  del giorno 23  marzo lasciava la vita terrena”.

Spotorno lo ricorda con l’apposizione di una targa sul vecchio Comune su cui campeggia anche un busto in bronzo per iniziativa della Società Operaia mentre una targa è stata posta in occasione del 150° dalla nascita sulla sua casa natale nella via che a lui è dedicata,  per iniziativa del Circolo Pontorno Via Demaestri, appunto.

Antonio Rovere


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