Un’ottima notizia per Aquila d’Arroscia e non solo. Non è l’annuncio di un evento passeggero. Non è una tavola rotonda tra analisi, proposte, promesse. La Regione Liguria si è fatta parte diligente per la valorizzazione e la promozione territoriale della Grotta dell’Arma. Ma c’è un’informazione ancora più positiva per i suoi riflessi economici sul territorio in tema di agricoltura.

Il ripristino, dopo anni di abbandono, di un invaso di 40 mila metri cubi d’acqua. Ricorda l’assessore all’entroterra e all’agricoltura, Alessandro Piana (Lega di Salvini): “Il recupero della diga di Ferraia può fornire acqua irrigua a 400 aziende agricole del territorio” . Se il numero delle aziende è effettivamente quello reso noto dall’assessore (nel titolo è virgolettato) è un risultato importantissimo in una realtà ponentina dove, dall’entroterra alle aeree pianeggianti, il numero dei terreni fertili abbandonati ha ormai numeri di una gravissima crisi di cui non si vede la fine. Dagli anni ’80 ha interessato i terrazzamenti montani di pari passo allo spopolamento di paesi e borghi, di anno in anno l’emergenza tracollo si è estesa al fondovalle e alla stessa pianura, un tempo opulenza e fonte di ricchezza e posti di lavoro.
E’ vero che un terreno abbandonato non è distrutto per sempre. Può essere recuperato e rimesso a coltura produttiva? Con quali strumenti che non si rivelino semplici ‘aiutino‘ di sopravvivenza? E soprattutto diano un reddito per le famiglie. Oggi in molti casi c’è chi ha un doppio lavoro. E la cura dei terreni di famiglia è un lavoro in più, spesso per passione, per legami ai sacrifici degli avi.
La montagna avrebbe già dovuto beneficiare della priorità per stato di crisi grave. Ora il problema è che nelle aree montagne i giovani sono un’entità insignificante e bisognerebbe mettere in atto una forte iniziativa di richiamo, di ritorno.
Un’impresa davvero difficile nonostante la Regione, con i suoi rappresentanti di maggioranza del centro destra di Bucci, si sia posta l’obiettivo di ‘presidiare‘ con misure di rigenerazione e qualità della vita Con quali risultati sul piano economico e demografico? Servono ormai strumenti strutturali draconiane, si proprio draconiane. Leggi a fondo pagina possibili azioni di pianificazione.
ENTROTERRA, ASSESSORE PIANA AD AQUILA D’ARROSCIA PER “INCANTO DELLA TERRA”: “VALORIZZIAMO E RENDIAMO FRUIBILE UN PATRIMONIO UNICO DEL NOSTRO TERRITORIO”
COMUNICATO STAMPA – AQUILA D’ARROSCIA. L’assessore all’Entroterra Alessandro Piana ha partecipato ad Aquila d’Arroscia a “InCanto della Terra“, concerto di musica classica organizzato nella grotta dell’Arma du Cupà, nell’area della diga di Ferraia, con l’esibizione del Trio Eccedente. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’area portato avanti dal Comune di Aquila d’Arroscia e fortemente sostenuto da Regione Liguria.
“Questa grotta fa parte di un percorso recuperato dal Comune che permette di riscoprire e rendere fruibile un patrimonio naturale particolarmente significativo del nostro entroterra – ha detto l’assessore Piana – Come Regione abbiamo sostenuto fortemente questo lavoro finanziando con 400mila euro, attraverso il Programma di Sviluppo Rurale, l’intervento di recupero della diga di Ferraia, che ha consentito di ripristinare la funzionalità dell’invaso, con una capacità di circa 40mila metri cubi e che fornirà acqua a scopo irriguo a circa 400 aziende agricole del territorio. Interventi come questo dimostrano come la cura del territorio possa andare di pari passo con la sua valorizzazione e con iniziative capaci di far conoscere luoghi meno noti ma di grande valore. Ringrazio il sindaco Tullio Cha, l’amministrazione comunale e tutti coloro che hanno contribuito al recupero dell’area e all’organizzazione di questa giornata”.
“Siamo particolarmente soddisfatti di poter accogliere un’iniziativa come questa in un luogo che abbiamo lavorato per recuperare e restituire alla comunità – aggiunge il sindaco Tullio Cha – La collaborazione con Regione Liguria ci ha permesso di realizzare interventi importanti e oggi possiamo far conoscere questo patrimonio attraverso un evento che unisce ambiente, territorio e cultura“.
- Tassazione agevolata: Ridurre o azzerare l’IMU e le imposte sui redditi per chi riattiva fondi incolti.
- Incentivi diretti: Offrire contributi a fondo perduto per la pulizia dei campi, il ripristino dei muretti a secco e la bonifica dei suoli degradati.
- Premio di insediamento: Sostenere i giovani agricoltori con fondi dedicati per l’avvio delle nuove aziende nei terreni recuperati.
- Banche della terra: Censire i proprietari irreperibili e creare registri pubblici per affittare o vendere i lotti abbandonati a chi vuole coltivarli.
- Accordi di valorizzazione: Favorire la ricomposizione fondiaria per unire i piccoli appezzamenti frammentati in aree più grandi e produttive.
- Uso civico e sociale: Assegnare temporaneamente i terreni a cooperative di comunità o a progetti di agricoltura sociale. Solo nella pianura di Albenga si calcola che operino in aziende agricole famigliari oltre mille dipendenti, molti di essi possono essere interessati a coltivare terreni da anni incolti.
- Meno burocrazia: Semplificare le procedure per cambiare la destinazione d’uso o per accedere ai bandi regionali ed europei (come la PAC).
- Transizione ecologica: Promuovere coltivazioni resistenti alla siccità, pratiche di agricoltura rigenerativa e l’installazione di impianti agrovoltaici sostenibili.
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- Tutela del territorio: Legare il recupero produttivo alla prevenzione degli incendi boschivi e del dissesto idrogeologico.


