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Museo diffuso della memoria di Savona. I due anni delle bombe: ricerca d’archivio e realizzazione dei contenuti


Riceviamo: E’ con grande piacere che annunciamo il lancio ufficiale della nuova presenza digitale del Museo Diffuso della Memoria di Savona – MDMS.

Diego Scarponi filmmaker e ricercatore nel campo dell’audiovisivo. Lavora con il linguaggio cinematografico e il documentario da oltre 15 anni. Laureato all’Università di Torino in Scienze della Comunicazione indirizzo Multimedia, deve la sua formazione pratica all’esperienza del mediattivismo delle telestreet.
Oggi coordina un laboratorio di didattica e ricerca attraverso l’audiovisivo presso l’Università di Genova.

A pochi mesi dall’inaugurazione del percorso multimediale urbano dello scorso novembre, il progetto si arricchisce di tre canali social ufficiali – Instagram, YouTube e Facebook – pensati per raccontare, anche alle nuove generazioni, la “stagione delle bombe” che colpì la città di Savona tra l’aprile 1974 e il maggio 1975, e la straordinaria risposta di coraggio della cittadinanza.

Prof. Angelo Maneschi.

A rendere questo progetto particolarmente significativo è il contributo di tre giovani tirocinanti del Corso di Laurea Magistrale in Digital Humanities (DIBRIS) dell’Università di Genova, che hanno curato in prima persona la ricerca d’archivio e la realizzazione dei contenuti, sotto la supervisione scientifica del Prof. Angelo Maneschi.

Inoltre una studentessa della Laurea Triennale in Media Comunicazione e Società (DISFOR) è in fase di ricerca per una tesi sulla complicata fase delle indagini sulle bombe di Savona, che portarono purtroppo all’archiviazione giudiziaria della vicenda e a un nulla di fatto. Siamo lieti di condividere i link ai nuovi canali. (Diego Scarponi).

NOTA DI TRUCIOLI.IT – Vorremmo ringraziare un giovane di Savona che 8-9 anni fa ci chiese la documentazione giornalistica e in parte giudiziaria relativa alla ‘stagione delle bombe‘ e inchieste successive. L’obiettivo dichiarato era contribuire al lavoro di un’associazione. Abbiamo perso già nel primo o secondo anno il recapito telefonico ed il nome. In un paio di circostanza, dopo alcuni mesi, rispose che avrebbe richiesto il materiale a chi lo utilizzava per riconsegnarlo. Non abbiamo dubbi. Sono estranei i giovani citati nella nota stampa, magari potrebbero conoscere lo ‘studioso’ al quale abbiamo riservato, sbagliando, fiducia. (l.c.)


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