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Lettera/ Volodymyr Zelensky e Giorgia Meloni, complici, si abbracciano


Volodymyr Zelensky e Giorgia Meloni, complici, si abbracciano.

di Francesco Cecchini

L’attacco della Russia, è bene ricordarlo, fu causato dall’ennesima violazione della tregua da parte delle forze armate ucraine con un bombardamento del Donbass che fece altre vittime civili il 20 febbraio 2022, ovvero due giorni prima della dichiarazione di Vladimir Putin di protezione delle Repubbliche filo-russe di Donetzk e Lugansk. Per non parlare del Protocollo di Minsk, un accordo raggiunto per porre fine alla guerra dell’Ucraina orientale. Il nome deriva dalla capitale bielorussa Minsk che fu sede della negoziazione. Proprio qui furono firmati per la prima volta nel settembre 2014 quelli che presero il nome di “Accordi di Minsk”.

A siglarli furono Ucraina, separatisti, Russia e Osce. Il protocollo è arrivato dopo diversi tentativi falliti di cessare i combattimenti nella regione di Donbass, Ucraina orientale. Prevedeva un cessate il fuoco immediato ed era suddiviso in 12 punti che includevano lo scambio dei prigionieri, l’invio di aiuti umanitari e il ritiro delle armi pesanti. Alla base dell’accordo anche l’impegno, da parte dell’Ucraina, di garantire maggiori poteri alle regioni di Doneck e Lugansk. Gli accordi di Minsk sono stati sabotati dall’Ucraina che ha preso tempo per rafforzare le sue forze armate ed attaccare il Doneck e il Donbass. Mosca ha citato l’incapacità di Kiev di implementare Minsk come uno dei motivi per cui ha lanciato la sua operazione militare nello stato vicino alla fine di febbraio 2022.
Lo scorso 13 maggio comico guerriero Volodymyr Zelensky ha visitato Roma per promuovere la sua guerra, affermando che non teme l’atomica, che l’unica formula di pace e la sua e deve essere armato. Ha incontrato Guerra fondaia d’Italia Giorgia, Zelensky non la chiama mai per cognome, sono Volodymyr  e Giorgia, che gli ha promesso di continuare ad inviare armi e denaro. Bruno Vespa gli ha allestito una Porta a porta di 90 minuti in diretta dal Viminale, un vero e proprio spettacolo per Zelensky, più che a San Remo dove è riuscito solo a farsi leggere una lettera da Amedeus. L’ incontro con Bergoglio è stato gelido e ha dichiarato: ” Il piano del Papa non serve”. Per Zelensky vi sarà pace solo dopo la sua sconfitta.

Francesco Cecchini


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