Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Tutte le ‘anomalie savonesi’

Nell’espressione di una forte critica al sistema d’elezione di secondo grado che contraddice la conferma del rango costituzionale dell’Ente, ciò che sta avvenendo nell’occasione per la scelta del Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Savona sta presentando l’opportunità di una riflessione misurata sia sul piano generale – istituzionale, sia nello specifico al riguardo della dinamica del sistema politico locale.

di Franco Astengo

Il quadro savonese è stato segnato nel corso da alcuni avvenimenti di sicuro rilievo: nelle elezioni regionali svoltesi nel 2020 in provincia si è registrata una forte affermazione della candidatura del presidente uscente Toti; nel 2021 l’elezione più importante, quella per il Sindaco e il Consiglio Comunale di Savona, ha visto – invece – il successo di una coalizione imperniata su di una candidatura civica di estrazione dal mondo del volontariato cattolico, appoggiata dalle forze del centro – sinistra (sinistra al completo: comprese Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista e centro comprendente Azione e Italia Viva) con il M5S fuori dall’alleanza; nel 2022 nelle elezioni politiche egemonia del centro – destra al cui interno subiva una secca sconfitta proprio la lista formata da Toti mentre – in linea con il quadro nazionale – si affermava FdI (nel collegio uninominale successo del leghista Rixi oltre il 50% dei voti validi).

E’ noto l’esito delle elezioni politiche: formazione di un governo destra-centro a trazione FdI, apertura di un confronto sulla sconfitta all’interno del PD incerto se rivolgersi verso il centro oppure verso il M5S nel frattempo rivoltato in versione populistico-pauperistica.

Un dibattito quello interno del PD del quale, a Savona, non si ha ancora sentore avendo rinunciato quel partito ad esercitare alcuna funzione esterna.

Orbene il metodo di elezione del presidente della Provincia è misurato per consentire il massimo dell’esercizio dell’autonomia del politico nel senso dell’immediatezza del tatticismo spicciolo e della ricerca delle collocazioni personali.

Del resto stanno emergendo posizioni che reclamano per il PD il ritorno alla “vocazione maggioritaria” con la piena legittimazione della personalizzazione (due cavalli di battaglia della destra).

Accade così:

1) che non si sviluppi alcun confronto pubblico sui temi più importanti di intervento dell’Amministrazione Provinciale: coordinamento degli enti locali, pianificazione territoriale, infrastrutture, territorio. Anzi che questo necessario si sviluppi soltanto ristretto nell’ambito della sola rappresentanza istituzionale;

2) Il “modello Savona” che era risultato vincente nell’occasione delle elezioni comunali della Città capoluogo non è riuscito ad esprimere, attraverso il confronto tra le forze che ne avevano determinato l’esito, una egemonia tale da produrre una candidatura;

3) Ci troviamo di fronte così a uno scontro elettorale ridotto all’interno del centro – destra nel quale si contrappongono due Sindaci di piccoli comuni periferici, rappresentativi dell’area leghista e di quella legata al presidente della Regione (largamente minoritaria nell’occasione delle elezioni politiche):

4) il M5S ha così riscoperto l’antica vocazione giallo-verde (quella del blocco dei porti) e indica la preferenza per il candidato leghista smentando la nuova vocazione populistico – pauperistica emersa con le elezioni politiche.

Come si può osservare, dunque, le “anomalie savonesi” sono diverse, interessanti,e tutte maturate al riparo del dibattito pubblico in un contesto di limitatissima capacità delle forze politiche sul piano del coinvolgimento sociale.

Franco Astengo 

COMUNICATO STAMPA DELLA LISTA TOTI DEL 7 GENNAIO 2023

ELEZIONI PROVINCIALI SAVONA

È una analisi errata quella del Senatore Bruzzone. L’unico obiettivo di Cambiamo in provincia di Savona è quello di riconfermare alla guida della provincia un sindaco, Olivieri, espressione del centro-destra. Un secondo mandato che, nella tradizione e nei costumi politici della coalizione, è sempre stato un punto fermo, salvo motivate eccezioni, per ogni amministratore.

La scelta di contrapporre all’uscente Olivieri un altro candidato proveniente dalla stessa coalizione senza una adeguata motivazione politica, ha portato ad una spaccatura che ancora oggi non comprendiamo.

Quello che ancora auspichiamo è che, al netto di incomprensioni e contrapposizioni locali spesso personalistiche che non debbono influire sulle scelte politiche, il maggior numero di amministratori possibili, a partire da quelli che si riconoscono nel centro-destra, possa convergere su una naturale ricandidatura del Presidente uscente.Ogni frattura politica che dovesse sorgere da scelte diverse non potrà essere attribuita ai sostenitori di una ricandidatura naturale e logica del Presidente uscente.

 

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F.Astengo

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