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Ultima ora-Alassio: Scivolone alla Sca…Evviva la Preve ! Un nuovo giallo ?

Scivolone alla Sca … Evviva la Preve !La Sca srl, Servizi Comunali Associati, società importante perché eroga un servizio primario come l’acqua ai cittadini dei Comuni sui soci, ovvero Alassio, Albenga, Laigueglia, Villanova d’Albenga e Garlenda, da sempre è come una nave che solca un mare di acqua dolce in questo caso, spesso mosso, a volte in tempesta, raramente calmo.

di Fabio Lucchini

L’avv. Emanuela Preve presidente Sca

Sostengo questo, perché nel lontano 2011, allorché ero consigliere comunale di maggioranza, dopo appena tre mesi che mi trovavo in Consiglio Comunale, il sindaco in allora Roberto Avogadro, dovette intervenire, chiedendo le dimissioni del presidente in allora della società, dopo che in pieno agosto, era il 27 per precisione, dovette intervenire addirittura S.E. il Prefetto di Savona, dott. Claudio Sammartino, per far riallacciare la corrente elettrica a numerose pompe che prelevavano e ancor oggi prelevano l’acqua in località Sgorre ad Albenga, perché i fornitori di elettricità avevano staccato le forniture: la causa erano bollette per centinaia di migliaia di euro non pagate, quindi morosità, e in città si vociferava di circa 500 mila euro o forse più. Erano arrivate anche le autobotti in città per fornire acqua ai cittadini, insomma sembrava una città sottoassedio, certo una figura imbarazzante per l’immagine turistica e snob da “Montecarlo” del ponente ligure, conquistata in tanti anni di promozione turistica e sacrifici. Poi emerse che il debito globale era superiore al milione di euro, insomma una “malagestio” che io commentai su un blog locale molto seguito e per la quale un improbabile presidente “dimissionato” pensò bene di querelarmi. Fui contattato dai Carabinieri della locale Stazione CC di Alassio e invitato dal magistrato, persona nota e competente, a cui era stata affidata la gestione della querela nei miei confronti, a confermare le mie affermazioni e a documentarle. Così feci con dovizia di argomentazioni e dopo poco il Pm incaricato archiviò la querela nei miei confronti. Avrei potuto e forse dovuto controquerelare chi mi aveva querelato, ma ho soprasseduto perché sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa. Giusto per precisione, il nuovo Cda che fu nominato dal sindaco in allora, Roberto Avogadro, risanò la società in un solo anno e mezzo e questo la dice lunga sull’approssimativa gestione precedente, oltre ad aver normato e regolamentato, cosa particolarmente importante e diligente quando si tratta di una società a capitale pubblico, parecchie procedure interne sino ad allora affidate più al caso o alla interpretazione del momento.

Ora, in occasione della nomina dell’ultimo Direttore generale, a cui poi è seguita ed è in corso una vicenda giudiziaria che non ritengo opportuno commentare, giacché ancora in corso, è emerso che già ai tempi cui mi riferivo più sopra e negli anni seguenti, c’era uno stillicidio di bollette non pagate, che col tempo si sono accumulate per un valore di alcuni milioni di euro, a cui solo ultimamente in maniera concreta ed energica si è cercato di ovviare tentandone il recupero, certo  anche un po’ tardivamente visto il tempo trascorso che non semplifica il tentativo, per le vie percorribili, e parzialmente questa operazione ha avuto successo. Resta incomprensibile come alcuni non pagassero l’acqua malgrado da noi il costo al metro cubo fosse allora e sino a non molti anni fa davvero contenuto, attorno ai 20 centesimi / metro cubo, mentre altrove già al tempo pagavano forse anche sino a 10 volte tanto.

Ma oggi desidero parlarvi di un altro fatto recentissimo, che mette in dubbio, se mai ce ne fosse stato bisogno, la possibilità di gestire questa società da chi è stata messa li per incarico, come dire, fiduciario o per amicizia o per qualcosa che non saprei come meglio definire: insomma il 27 aprile scorso, quindi solo qualche giorno fa, con convocazione dell’ultimo minuto la presidente del Cda di Sca, avv. Emanuela Preve convoca per il tardo pomeriggio dello stesso giorno il Cda (ndr. Consiglio di amministrazione) per nominare il nuovo Direttore generale della società, anche qui con incarico fiduciario e a tempo determinato sino a fine anno 2022, quindi entro i 40 mila euro, iva, oneri, rimborsi spese e quant’altro a parte .

Si tratta di un giovane professionista di Savona, l’ing. Alberto Marabotto, già componente della squadra amministrativa guidata dalla brava, ora ex sindaco, Ilaria Caprioglio e dal valente commercialista Dott. Silvano Montaldo, che ha gestito il risanamento del Comune di Savona dopo il baratro lasciato dall’amministrazione savonese durante i due mandati dell’ex sindaco Pd Federico Berruti, anch’egli commercialista, ma forse con qualche difficoltà a tenere in asse i conti pubblici della Città di Savona nel decennio dal 2006 al 2016.

Proprio oggi sono usciti sia sul Secolo XIX e su La Stampa due onesti articoli che enfatizzano, come giusto, il fatto che la Città di Savona sia uscita dallo stato di pre-dissesto finanziario del 2016 grazie al Piano di riequilibrio finanziario messo in atto a suo tempo e ora, con ben tre anni di anticipo, a seguito del Rendiconto del bilancio 2021 della Giunta dell’attuale neo sindaco Marco Russo, Pd, è stato ufficializzato il recupero integrale del disavanzo, grazie alla “cura Montaldo”: ora non resta che il parere definitivo della Corte dei Conti a certificare il raggiungimento di questo fondamentale obiettivo  .

Ma torniamo a noi: il Cda di Sca il 27 u.s. presieduto dalla avv. Emanuela Preve ratifica questa nomina di vertice dell’ing. Marabotto, che si vociferava tanto desiderata sia dalla Preve a sentire le voci che circolavano già da tempo in città, ma anche dalla Lega, qui sul nostro territorio rappresentata dal sen. Ripamonti.

Insomma tanto era il desiderio di voltare pagina dopo la tormentata vicenda Parodi, che la fretta ha fatto i gattini ciechi, o meglio ha accecato la stessa avv. Preve che da donna di potere quale è ha provveduto a ratificare la detta nomina, tirandosi dietro anche gli altri due membri del Cda, che confidando nella competenza professionale della presidente si sono disposti a esprimere il proprio voto, (il Cda di Sca è composto da tre persone avv. Preve compresa) uno è stato favorevole e uno astenuto, quindi, in sintesi due favorevoli e un astenuto.

Ma il giallo scoppia il mattino seguente, allorché un valente funzionario della detta società, verificando la correttezza dell’atto, si accorge che NON è valido, ecco il perché: La Sca come ogni altra azienda, sia pubblica sia privata, o meglio nel caso specifico si tratta di una società a capitale pubblico e di diritto privato, è dotata di uno “statuto” che ne norma le procedure essenziali e raccoglie quelle che potremmo chiamare regole di gestione, così vuole il caso biricchino che nel detto Statuto societario, all’art. 17 sotto titolato “direttore”, recita come segue:

1.) L’Assemblea (ndr. dei Soci ovvero i Comuni di Alassio, Laigueglia, Albenga, Villanova d’Albenga e Garlenda) può nominare il direttore della società, ovvero demandarne la nomina al Consiglio di Amministrazione o all’Amministratore unico.

2.) All’atto della nomina del Direttore, dovranno esserne determinate le funzioni, la durata dell’incarico, nonché il compenso ad esso spettante.

Peccato che il Cda di Sca in questa occasione non mi risulta fosse dotato di questa specifica delega alla nomina e quindi la nomina è nulla, quindi: panico generale !

Poi, qualcuno, per sviare le critiche e salvare la faccia potrebbe dire: mai io non credevo nominassimo il Direttore generale, e allora chi ? Ma il tutto, ovviamente, si commenta da solo.

Da ultimo, ma non ultimo, va rilevato che a fronte della precedente nomina dello scorso fine marzo 2021 in cui su una fumosa selezione effettuata da una chiacchierata Commissione, almeno a leggere i quotidiani in quei giorni del tempo, era emersa la scelta dell’avv. Massimo Parodi, ma era stata contestualmente stilata e pubblicata anche una classifica / un elenco dei professionisti selezionati e ritenuti idonei, oltre al Parodi, in quell’occasione che però, a quanto è dato vedere, ora è stata totalmente dimenticata e accantonata. Il che, è immaginabile, potrà dare adito a ricorsi ed esposti all’attenzione della Procura di Savona, portando nuovamente, come si potrebbe dire, il mare mosso alla Sca.

E’ obiettivamente opportuno rilevare che questa è la cura, la competenza e l’attenzione di chi amministra la “res publica” per mandato fiduciario, ma la fiducia dico io è una cosa seria, che non si può delegare a cuor leggero o per la solita becera faciloneria politica, perché come mi riferì un tempo un caro amico di tante battaglie in favore della buona pubblica amministrazione, il grande Jan Todd, allora ai vertici della Ferrari, sembra fosse solito, sostenere: “ Solo l’estrema cura nei dettagli, conduce verso l’eccellenza..” e notate “verso l’eccellenza” e non “all’eccellenza”, perché quest’ultima forse a causa del peccato originale, non appartiene a questo nostro mondo sempre in divenire ma anche in costante travaglio.

Quindi, per concludere, tutto rimandato a nuova data e questa volta forse sarà proprio l’assemblea dei Soci, che ne detiene i poteri, a votare questa nomina, forse lo stesso professionista o forse un altro, ma come sempre, piovuta dall’ Olimpo della politica, dove regnano gli Dei di questo che è diventato un mestiere ben remunerato, più che una missione al servizo del consesso civile.

30 aprile 2022

Fabio Lucchini    

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