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Liguria e Basso Piemonte

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Stellanello, 24 anni da sindaco e ora Cavaliere del Real Casa di Savoia. Onorificenza e tanti messaggi

“Onorato di aver ricevuto le insegne di Cavaliere dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, ordine dinastico della Real Casa di Savoia. Sempre al servizio dei più bisognosi!” L’annuncio sulla sua pagina Facebook, corredato di foto, del sindaco di Stellanello, Claudio Cavallo,  con 150 commenti di congratulazioni. A pochi mesi dalla più che probabile  rielezione a primo cittadino. La prima volta fu il 1982, l’ultima il 2016.

Claudio Cavallo, manager di Mediolanum, è tra i sindaci storici del ponente ligure. Primo cittadino di Stellanello, dal luglio dello scorso anno è stato coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia per la provincia di Savona. Cavallo eletto sindaco con la lista della Democrazia Cristiana nel 1982 e per 4 mandati fino al 2001. Per essere rieletto nel 2016 con la lista civica ‘Passione Val Merula’.

“Si tratta di  un’associazione senza fini di lucro a scopo benefico. Ai Cavalieri e alle Dame che ne fanno parte sono richieste le doti di onestà, fedeltà, comprensione, generosità e perdono; circa 4.000 membri in 33 paesi e suddivisi in delegazioni italiane e estere, ciascuna guidata da un Delegato”, si legge in un sito dedicato. Tra i commenti più significativi quello di Fabrizio Lanieri : “Complimenti! Ti ho apprezzato fin da subito per la tua umanità e disponibilità in un ruolo lavorativo dove era più facile essere ruvido e scaltro (a buon intenditore…..) Buona domenica Claudio!”.

IL 6 FEBBRARIO 2020 – Nella Basilica di San Giovanni a Imperia-Oneglia è stata celebrata una S. Messa in occasione della costituzione del Vicariato di Imperia-Albenga degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia. La funzione liturgica officiata dal Priore della Delegazione il​ Vescovo Emerito della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo S.E. Rev.ma Mons. Alberto Maria Careggio e concelebrata dal Cappellano del Vicariato nonché Parroco della Basilica e Cappellano di Sua Santità Mons. Ennio Bezzone alla presenza del Delegato per la Liguria degli Ordini Valerio Ruggiero e del Vicario Giuseppe Criscuolo. Al termine della cerimonia è stato letto un messaggio di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia, Gran Maestro degli Ordini.

L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (detto anche Ordine Mauriziano) è un ordine cavalleresco di Casa Savoia nato dalla fusione dell’Ordine Cavalleresco e Religioso di san Maurizio e dell’Ordine per l’Assistenza ai Lebbrosi di san Lazzaro. Istituito nel 1572, il magistero dell’ordine è conteso dal 2006 fra Vittorio Emanuele di Savoia, capo dell’ordine dal 1983, e Amedeo di Savoia-Aosta.
Unendo l’Ordine di San Maurizio a quello di San Lazzaro il duca ambiva a prendere possesso delle numerose commende che l’antico ordine gerosolimitano possedeva in tutta Europa, dall’Inghilterra al Regno di Napoli, dalla Spagna allo Stato della Chiesa. In questa prima fase, l’ordine si chiamava Ordine dei santi Lazzaro e Maurizio e la croce verde lazarita prevaleva su quella bianca di San Maurizio. Alla morte di Emanuele Filiberto di Savoia il progetto di recupero delle commende lazzarite era lontano dall’aver avuto successo. Il suo successore Carlo Emanuele I di Savoia riprese le trattative, soprattutto col re di Spagna e col Papa. All’inizio del Seicento l’Ordine assunse il nome odierno e la croce bianca di San Maurizio prese il sopravvento su quella verde di San Lazzaro. Fra Cinque e Seicento l’Ordine raccoglieva nel sistema degli onori sabaudo cavalieri di tutta Italia e un discreto numero di cavalieri europei.

Tra le personalità politiche che meritarono tale onorificenza, oltre ad una lunga schiera di senatori durante il Regno d’Italia, si ricordano il conte Fulvio Testi, celebre letterato e poeta, segretario di Stato e governatore della Garfagnana durante il regno di Francesco I d’Este, il presidente Porfirio Díaz, il ministero degli esteri Giustino Fortunato[10], l’Ambasciatore d’Italia Francesco Babuscio Rizzo, Cristiana Muscardini, il diplomatico Jose Maria Quijano Wallis, il sindaco di New York Rudolph Giuliani (2001), il conte Luigi Cibrario. Altre personalità vennero insignite per meriti diversi, spazianti in differenti campi sociali come la cultura (Benedetto Croce, Giovanni Gentile e l’architetto Carlo Rinaldi), le materie ecclesiastiche (Pietro Tacchi Venturi), le scienze (Guglielmo Marconi, Charles Combes, Giuseppe Peano, Giovanni Falconi) e persino la filantropia (Thomas Hanbury e John Pierpont Morgan).

STELLANELLO OGGI E DOMANI –  E’ lo stesso sindaco, con la sua abituale franchezza, a confermare: “Mi ricandido, devo recuperare i tre anni in cui sono rimasto ingessato con l’Unione dei Comuni ed i fatti mi hanno dato ragione. Sono rimasti solo Andora e Testico finendo per arrendersi. Ha concluso alcuni interventi significativi di ‘efficientamento’ e risparmio energetico, a partire dal Municipio. Significativa, inoltre, la stazione di ricarica per E-Bike con l’obiettivo di creare un polo di attrazione dell’Alta Val Merula. Da una parte, dunque, l’impegno per un rilancio del paese attraverso interventi pubblici, dall’altra mettere mano alle urgenze. Penso alle tre frane che mi sono trovato ad affrontare con impegni di spesa notevoli, alle problematiche ereditate per aver aderito a Rivieracqua, sciagura che ci trascineremo dietro per 30 anni.  Penso alle condizione in cui si trovavano diverse strade comunali e per le quali stiamo provvedendo con appalti mirati. Tra gli impegni la riqualificazione di un locale destinato ad ospitare  un Centro culturale, sala esposizioni e mostre”.

Buon ultimo, pur senza echi mediatici, la stampa del  libro Feudo di Stellanello – Storie di Marchesi, Principi e popolani e l’antico Statuto della Valle del 1303″  di Giorgio Fedozzi  ( 2 mila copie). Il primo cittadino ammette solo che si trattava dell’ultimo ‘lavoro’ prima della chiusura della storica libreria Stalla di Albenga. E lui pare abbia deciso di mettere mano al portafogli personale per una testimonianza cartacea, storico e culturale, che mancava, ovvero il libro di Stellanello e della sua storia.

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