Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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A Savona no, a Napoli sì. Perché?

In questi giorni mi è capitato tra le mani il depliant illustrativo del maggio dei monumenti di Napoli con numerosi itinerari e visite guidate a pagamento o gratuite per residenti e turisti mentre a Savona il 18 maggio, giornata internazionale dei musei indetta da ICOM (International Council of Museums), di cui sono socio, si sono a malapena aperte le porte della Pinacoteca e del Museo della Ceramica ove è comparsa pure l’assessora alla cultura, di cui si erano perse le tracce.

di Danilo Bruno 

A Savona si potrebbero fare infatti visite guidate esterne a monumenti, palazzi,… allo scopo di cogliere aspetti nuovi ed originali della nostra città.
Io  vorrei proporre un percorso guidato di visita alle opere della scultrice savonese: Renata Cuneo (1903-1995), che lasciò numerose sculture e disegni alla propria città nel 1986 oggi esposte al Priamar nel museo a Lei dedicato e aperto, congiuntamente alla collezione Pertini, in orari (martedì-giovedì 11-13) adatti forse più ad un pubblico di pensionati che a persone, che vogliano visitare il museo e le opere ivi esposte.
Su ciò e sull’importanza di tale esposizione bisogna pensare che la scultrice volle pure un importante comitato di garanti, di cui fa tuttora parte pure l’arch. Gabbaria Mistrangelo.
Renata Cuneo frequentò l’Accademia di belle Arti di Firenze e tornò a Savona nel 1929 dove cominciò a frequentare pure l’ambiente futurista e dove conobbe e apprezzò l’artista Arturo Martini.
Ella realizzò numerose opere visibili in città: il Monumento al Marinaio (1986) nella vecchia darsena, la fontana dell’uomo e lo squalo di Piazza Marconi (1963), figure di Ercole e altre ispirate agli scaricatori di porto in un palazzo di via dei Vegerio (anni trenta del secolo scorso), rilievo in pietra rossa con San Raffaele e Tobiolo sulla facciata della chiesa di San Raffaele al Porto ( 1952), l’Annunciazione disposta all’interno della medesima chiesa (1966), eseguita in terracotta a ingobbio sulla base di un allestimento che richiama le antiche rappresentazioni medievali.
Vi sono poi altre opere sparse per la città dalla Cappella di Marmorassi, alla Madonna posta all’angola fra via Garroni e via Crispi, quasi a salutare la processione del 18 marzo, fino a quelle presenti nella chiesa di Valloria per capire quali possibilità di potrebbero avere nella definizione di un percorso cittadino,che consentirebbe di conoscere sia una grande scultrice che angoli meno conosciuti o su cui meno si porge l’attenzione in città.
Da non dimenticare la statua del Ecce Homo inserita nel percorso devozionale della processione del Venerdì santo e realizzata nel 1977-1978.
Si pensi ad esempio ad un tour che ponga in dialogo artistico il Pegaso alato di Arturo Martini sulla facciata del Palazzo delle Poste e la fontana di Piazza Marconi nonchè le statue di via dei Vegerio, che richiamano l’umanità dei lavori più umili come quello di facchino del porto.
Renata Cuneo durante la sua lunga vita ebbe anche importanti riconoscimenti artistici tanto che nel 1937 fu la prima donna ad esporre con una personale alla Biennale d’Arte di Venezia mentre nel 1947-1948 si trovò a lavorare la ceramica alla fabbrica MGA dei Mazzotti di Albisola.
Nel 1949 tenne una personale a Genova (galleria Fuselli) mentre nel 1950 partecipò al III Festival della Ceramica di Albisola finchè nel 1981 a Palazzo Strozzi a Firenze tenne una importante mostra antologica.
A questo punto credo che non vi sia altro da aggiungere se non consigliare alla Sindaca e all’assessora “ricomparsa” di guardare Savona con occhi diversi perché forse la città merita un diverso sguardo artistico più attento alla sua storia e alla sua cultura, che può divenire lo strumento per la costruzione della coscienza civile di chi vi abita o vi soggiorna.

Danilo Bruno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Danilo Bruno

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