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Sviluppo o morte: Draghi e i suoi 2 virus o ‘Buonanotte ai suonatori!’

Non vi è alcun dubbio che il mestiere di Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia, oggi, 2021, sia particolarmente arduo.

di Sergio Bevilacqua

E ciò per 2 motivi prevalenti:
1. la complessa situazione di una pandemia da retrovirus fortemente contagioso e mutageno;
2. la complessa situazione economica con i conti più sballati della glicemia di un diabetico in stato terminale.
Sembrerebbe la “tempesta perfetta” da cui solo un grande timoniere può portare fuori i titolari della Repubblica Italiana senza enormi (enormi) danni al vascello.
Sul punto 1., la vicenda vaccini, credo si debba riconoscere una straordinaria difficoltà (il virus più si diffonde più muta) aggravata dell’estrema urgenza e dalla nota incapacità organizzativa dello Stato Italiano, dovuto a un altro “virus”, la doppia schizofrenia del nostro sistema pseudo-democratico.
La stessa gravissima patologia (la doppia schizofrenia: prima schizofrenia, lo Stato contro i cittadini; seconda schizofrenia, gli eletti dai cittadini incapaci di controllare lo Stato) della democrazia italiana, la rende grottesca e orrendamente mutagena e, proprio come il retrovirus Covid, produce uno stato trombotico, che oggi può portare alla dissoluzione di questa Repubblica, ma non come “banale” forma di Stato, come seria sostanza patrimoniale.
Con un debito pubblico a 2600 miliardi e un PIL a 1600, lo Stato Italiano è in bancarotta. E traduco in soldoni, per chi ha odiato lo Stato Italiano come un subdolo vampiro (che è…) o come l’espressione  di voraci politicanti, più che ladri, ridicoli dilettanti (come molti, non solo 2, Speranza e Di Maio, purtroppo, della compagine del nostro nocchiero dal respiro di fiamma): 300000 Euro di patrimonio (un bell’appartamento) e 60000 Euro di servizi all’anno per famiglia italiana. Questo ci stiamo giocando in questa “tempesta perfetta”.
Ora, sociatricamente, il nocchiero è il migliore disponibile, perchè la complessità della situazione non potrebbe prevedere nessun arrampicatore su specchio, tipo Letta PD, pacioccone da osteria, tipo Salvini Lega, urlatore malorganizzato, tipo Meloni FdI, o altro blablatore.
Occorreva al vertice, e c’è con Draghi, competenza tecnico-istituzionale, finanziaria globale, intelligenza integrativa continentale, visibilità strategica mondiale, competenza manageriale,  concretezza. Nessun altro in questo momento storico avrebbe potuto.
Ma la sua squadra di ministri è proprio scassata. Molti sono gente senza visione, pupotti ingrassati dalla doppia schizofrenia democratica italiana, ruspanti da zolla, eterei accademici dalle manine atrofizzate, qualche “bella donna” non necessariamente di sesso femminile, furfantelli del consenso tra Rousseau e il comico da teatro dell’arte.
Mio Dio, preghiamo…! Una partita così difficile come un necessario progetto per +700 miliardi di PIL in pochi anni nelle mani di un Governo così incerto e superficiale in economia, malgrado il “commissariamento” da parte del fedelissimo draghista Franco…
Perchè o si porta il PIL a 2300 miliardi in velocità, diciamo 5 anni, oppure gli  italiani possono iniziare a dire addio all’appartamento da trecentomila e a un pezzo dei servizi da sessantamila, passando per un’ulteriore (altre risorse mollate) prelievo forzoso, la PATRIMONIALE, inevitabile e insufficiente a evitare il disastro.
E non è con l’impianto dell’Unione Europea per il Recovery Plan che si evita il disastro per gli italiani. Ma con quei soldi sì! L’impianto può essere rispettato, ma va rimodellato per voci di PIL da sviluppare. Va bene per MANTENERE (ed è vitale) sul lungo termine al meglio gli oltre 1000 miliardi dell’industria tradizionale; non va bene per effettuare un’aggressiva politica di CRESCITA per 700 miliardi in breve dell’economia.
Che, oltretutto, può avvenire soltanto in settori economici caratteristici italiani ed è per questo che la struttura dell’EU sul Recovery Plan non si addice: deve andar bene per tutti, e nessuno dei tanti Stati europei ha i nostri problemi e le nostre uniche opportunità…
Ed ecco dove si può crescere davvero:
1. l’Economia Turistica Integrata (+500 miliardi con le Aree di Destinazione Turistica) e
2. l’industria identitaria (+200 miliardi di prodotti “Italy-based”, soprattutto di agro-alimentare, tessile e certa edilizia, ad esempio la ceramica).
O si fa lo Sviluppo, e come scritto sopra, non altrimenti, o si muore come Repubblica Italiana che conosciamo.
Se Draghi non lo fa, e potrebbe, proprio perché è Draghi, vuol dire che ha in testa altro (…), malgrado la doppia schizofrenia…
E, allora, davvero, “Buonanotte ai suonatori!“.

Sergio Bevilacqua

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