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Savona libro con carteggio inedito: Farfa, morto a Sanremo, poeta, cartopittore e… Autrice Silvia Bottaro, introduce Molteni

Vetrina d’Artista  dal 4 maggio 2021 al 4 luglio 2021, è dedicata al libro di Silvia Bottaro:  il pittore-poeta Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini). Esposizione del libro dal titolo “Vite di Farfa  Lettere, incontri, amicizie, successi”.

Da sinistra, Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini), il poeta Lupe (Luigi Pennone), Renzo Aiolfi: fine Cinquanta/inizio anni Sessanta del Novecento ( Archivio S.Bottaro, Savona)

a) prefazione di Ferdinando Molteni;

b) testi di Umberto Curti, Lucas Haberkorn e Federico Zanoner

Libro dedicato quale omaggio  a tutti i Medici e gli  Operatori Sanitari impegnati in prima linea nella lotta al Covid-19 nel 2020, con un particolare ricordo/omaggio ai Medici caduti nel periodo pandemico per salvare le “vite” altrui. Con il sostegno di Banca Carige ed Upa (albergatori) della Provincia di Savona,  stampato da Grafiche “Gambera” di Millesimo.

Questo nuovo libro/ricerca della Dr.a Silvia Bottaro, (già direttrice della civica Pinacoteca e Museo di Savona e ricercatrice del periodo futurista),  nasce dall’esame del carteggio inedito tra Farfa (Vittorio OsvaldoTommasini, Trieste, 1881 – Sanremo, 1964) e una sua vicina di casa a Savona – Pina Salvi Antipodo – si tratta di lettere, biglietti, fotocopie di articoli di giornale.

Farfa è, ormai, considerato nella storia del Futurismo una personalità di spicco in quanto è stato poeta, cartopittore, uomo di teatro, sperimentatore con le materie della ceramica e della latta, fotografo futurista, inventore di ricette di cucina futurista, e molto altro. Tale  studio  vuole far conoscere meglio l’Uomo Farfa con le sue fragilità, le sue amarezze ed i suoi successi avvenuti dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso al 1964, quando morì causa un incidente stradale a Sanremo, sua ultima dimora dopo aver abitato dal 1919 al 1929 a Torino e aver fondato, con Fillia, Prampolini, Diulgheroff,  il Gruppo torinese dei futuristi.

Abitò a Savona dal 1929 al 1960 e, in fine, a Sanremo dal 1960/1961 al 1964. L’autrice ha rintracciato notizie, in parte inedite, fotografie, poesie e lettere di Farfa, tra gli altri, presso l’Archivio del ‘900 del Mart di Rovereto, l’archivio del Museo Guggenheim N.Y., la biblioteca dell’Università di Yale, nonché presso il Museo Jorn a Silkeborg (Danimarca).

Tutto ciò indica la valenza anche internazionale dell’artista e poeta Farfa. Questo lavoro mette in luce la molte “vite” di Vittorio Osvaldo Tommasini, la sua gioia di vivere in sintonia con la natura ed il bello  che è esplicito nei suoi componimenti dedicati al Monte Cervino ed alle sue vacanze trascorse a Losanche di Valtournenche, alla luce ed al sole della Città dei Fiori, ovvero Sanremo, dove ha trascorso, forse, i suoi migliori anni in serenità e col successo, rincorso per tutta la sua vita, grazie a Asger Jorn e Enrico Baj che lo hanno riscoperto e nominato Satrapo Magnifico del Collegio dei Patafisi di Milano (1963).

Già nel 1931 Filippo Tommaso Marinetti (fondatore del Futurismo nel 1909) lo aveva incoronato col casco d’alluminio quale “Poeta Record Nazionale”. La sua vena poetica è stata, poi, rivalutata da Edoardo Sanguineti. Non trascurabile la sua sperimentazione, anche, per la musica  e il jazz. Silvia Bottaro dà molto spazio al rapporto tra Jorn e la sua attività di ceramista e pittore ad Albissola Marina (dal 1954) ed ai suoi incontri con altri artisti importanti (da Appel a Lucio Fontana) fino a Farfa, uno sperimentatore come Jorn, tutto ciò nel solco dell’osmosi tra la cultura danese e quella italiana in corso dal Settecento in avanti.

Il libro pubblica, inoltre, i contributi di:

  1. a) Umberto Curti col saggio “Un poeta in cucina” relativo alla cucina futurista, in generale, e alle ricette di Farfa. Umberto Curti, Docente, e autore di 16 volumi e di Ligucibario, il più completo “alfabeto del gusto” di Liguria (ligucibario.com).
  2. b) Lucas Haberkorn, capo curatore e responsabile della ricerca e delle collezioni al Museum Jorn, Silkeborg, col testo Una vita nel segno dell’arte sperimentale e impegnata Asger Jorn.
  3. c) Federico Zanoner col saggio “Non si dimentichi il mio palato futurista”: Farfa e Luigi Canori a Savona. F. Zanoner si laurea in Conservazione dei Beni culturali e si specializza in Storia dell’arte contemporanea, lavora al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Dal 2009 è funzionario storico-culturale del settore archivi ed è attualmente referente del Centro internazionale studi sul Futurismo all’Archivio del ’900.
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