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Lettera 2/ Loano la monumentale chiesa di Sant’Agostino fa piangere. Da 20 mesi impalcature senza operai e tutti zitti

Buongiorno trucioli.it, volevo segnalare la situazione di degrado esterno in cui versa la Chiesa di Sant’Agostino a Loano, circondata di impalcature da quasi 20 mesi senza che siano iniziati i lavori e che ci sia un cartello, peraltro obbligatorio, relativo al cantiere.

Abito  nei pressi della Chiesa di Sant’Agostino, indignato di quanto accade in un complesso monumentale inserito nel patrimonio dei Beni Culturali. E oggi ridotto cosi'(vedi eloquenti foto).

Dopo la partenza dell’Ordine degli Agostiniani di fatto la Chiesa è stata abbandonata (si è officiato una volta l’anno fino al 2019, anno della chiusura definitiva, testimoniata anche dall’orologio sul campanile che riporta sempre la stessa ora).

D’altra parte è in una situazione difficile dato che nel raggio di 1 km vi sono ben 4 chiese tutte attive e officianti regolarmente. Forse si poteva pensare in tempo ad un utilizzo alternativo in ambito culturale a beneficio di tutta la cittadinanza, cosi come fatto con successo, ad esempio, nel complesso dei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, per intenderci. O anche in altri ex-conventi Agostiniani nel resto d’Italia.

Fatto sta che nel settembre 2019 vengono apposte da una ditta le impalcature che vedete, credo a seguito di una segnalazione relativa a distacchi dal tetto. Da allora nulla è stato fatto, oltre 18 mesi di totale inattività, senza alcun cartello obbligatorio peraltro che segnali il cantiere o i responsabili.

Ora pare perfino che sia nato anche un “contenzioso” fra l’Ordine e la ditta che ha eseguito l’impalcatura, con buona pace degli abitanti e dei turisti che dal residence Riviera Palace devono passare quotidianamente sotto le forche caudine, per non parlare della illuminazione notturna completamente oscurata.

Credo varrebbe la pena cercare di accendere una “luce” sul tema. Scusate lo sfogo, ma leggo sempre con curiosità i vostri articoli e ritengo che voi possiate capire meglio “cosa c’è dietro…”. Non è una battaglia personale, ma di interesse collettivo. I più, spesso, sono rassegnati.

A Loano meglio non firmarsi ?!

SUL SITO DELL’ASSOCIAZIONE STORICO CULTURALE SANT’AGOSTINO SI LEGGE:

Il principe Giovanni Andrea Doria avviò nel 1588 la riedificazione della “vecchia” chiesa di Sant’ Agostino inaugurata solo sette anni prima nel proprio feudo di Loano. Nel 1590 si lavora già alle nuove pale d’altare e alle relative cornici: sono documentati pagamenti al lucchese Benedetto Brandimarte per le due tele delle cappelle alle navate laterali (Natività, Assunzione). Altri pagamenti furono fatti a Giambattista Paggi per la pala del secondo altare a destra (Martirio di sant’Andrea); ai fratelli Cesare e Alessandro Semino per quella del secondo a sinistra (Battesimo di Cristo).

Il Paggi, allora ricercato per omicidio, si era rifugiato a Loano sotto la protezione del principe nell’autunno del 1590; la celebre disputa genovese sulla “nobiltà della pittura” lo vede rappresentato dal fratello Gerolamo, e i fratelli Semino si schierano subito a sostegno delle sue tesi insieme al padre Andrea. Il Battesimo di Cristo, una pala ostentatamente cambiasesca, e il ben più raffinato Martirio di sant’Andrea sono tuttora dotati di identiche comici lignee intagliate dal “bancalaro” Bartolomeo Castellino, mentre si deve ad Agostino Piaggio il lavoro di doratura. La morte di Zenobia del Carretto, consorte di Giovanni Andrea (1590) non fermò i lavori.

Ad Orazio Cambiaso, figlio del più noto Luca, furono pagate nel 1591 le undici Storie della Passione poste a contorno di un Crocifisso con la Maddalena. La pala con sant’Agostino in trono tra santa Monica e san Nicola è opera dei fratelli Semino, Cesare e Alessandro, in una fase giovanile del loro percorso artisitico decisamente antinarrativa del Brandimarte e segnata dall’insistito ricorso a sigle simmetriche, come nella pala firmata da entrambi della chiesa genovese di San Rocco, col Martirio di santa Caterina d’Alessandria.

19 ottobre 2016-

Loano. Liguria Giovane, l’associazione che ha come scopo la valorizzazione della Liguria, interviene con forza sul caso della chiusura, da ormai diverso tempo, della Chiesa di Sant’Agostino a Loano.

“Non è mai bello quando un luogo di culto, ma ancora prima di tutto un luogo artistico, viene chiuso al pubblico. Purtroppo la Chiesa di S. Agostino, in questi ultimi anni, ha subito diverse traversie, non da ultimo il venir meno della presenza dello storico Ordine degli Agostiniani. La chiusura di un luogo artisti stico è un po’ come una sconfitta per una comunità” il commento del Presidente di Liguria Giovane, Marco Ghisolfo.
“Già nei mesi estivi, quando a Loano vi è un’alta affluenza di turisti e villeggianti, la Chiesa di Sant’Agostino era aperta, possiamo dire, a singhiozzo per le celebrazioni religiose. Ma ora non sono neppure più officiate le funzioni religiose della domenica e questo fatto ci preoccupa fortemente” aggiunge Ghisolfo.

A conferma dell’importanza artistica della Chiesa di S. Agostino interviene anche Monica Caccia, Responsabile di Liguria Giovane per la Val Varatella, che afferma: “La Chiesa e il Convento di S. Agostino sono il primo complesso religioso costruito a

Un suggestivo depliant racconta i tesori storici e monumentali di Loano: le chiese convento di Sant’Agostino e Monte Carmelo

Loano dalla principesca famiglia Doria alla fine del Cinquecento. La struttura, sostenuta anche da colonne in pietra di Verezzi, ospita sull’altare maggiore un’artistica statua della Madonna della Misericordia e in quest’Anno Santo, denominato per l’appunto Giubileo della Misericordia, sembra un controsenso tenere chiuso questo edificio. All’interno della chiesa sono inoltre collocati anche due dipinti seicenteschi del lucchese Brandimarte e due pregevoli tele dei pittori genovesi Paggi e Semino. Non poter permettere alla collettività di godere di questi beni artistici è un vero peccato”.

COME SI PRESENTANO OGGI I MURI DEL COMPLESSO MONUMENTALE DAVANTI ALLE TELECAMERE DELLA VIDEO-SORVEGLIANZA.

Anche i cronisti locali accreditati all’Ufficio Stampa del Comune si girano dall’altra parte. Negligenti o tolleranti ? Siamo in pieno centro città.

 

 

 

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