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Piaggio Aerospace, un futuro ecosostenibile. E a Finale un patrimonio abbandonato di archeologia industriale

Nuovi proprietari per la “Piaggio Aerospace”. L’Europa si mobilita. E’ vicina la produzione di aerei ecosostenibili e non ci sarà più posto per gli attuali aerei inquinanti.

di Gabriello Castellazzi*

La vecchia sede dello stabilimento Piaggio a Finale Ligure

Pochi giorni fa, nell’ambito dell’ auspicabile rilancio della “Piaggio Aerospace”, in vista del  passaggio ad una nuova proprietà, è stata definita “bufala” la possibilità di ricevere finanziamenti dal Recovery Fund (80 milioni di euro) da destinare alla produzione di aerei ecologici.

Lo scetticismo, sbagliato, riferito al passaggio da mezzi di trasporto inquinanti (con uso di combustibili fossili) verso nuovi sistemi di trazione pulita, ha un precedente illustre: Sergio Marchionne nel 2017 diceva che “l’auto elettrica non è la soluzione per il futuro”, mentre nello stesso anno in oriente se ne producevano, e vendevano, oltre un milione.

Oggi John Elkan (famiglia Agnelli) per conto della nuova società “Stellantis” (FCA-PSA) dichiara: “Puntiamo a produrre 400 mila nuovi veicoli elettrici entro il 2021” e si cerca ovviamente di arginare, tardivamente, il mercato giapponese.

In riferimento al mercato degli aeromobili, si corre oggi il rischio di commettere lo stesso errore di prospettiva, tenuto conto che le società “Airbus” e “Boeing” stanno lavorando alla realizzazione di prototipi con “turbine a gas modificati” (idrogeno liquido come combustibile) utilizzando anche “celle a combustibile” per la produzione di elettricità.

Verranno quindi messi in commercio, tra circa dieci anni, aerei ecologici con possibilità di trasportare fino a 200 passeggeri e autonomia di 2000 miglia, in grado di operare a livello intercontinentale.

E’ logico che anche la “Piaggio Aerospace”  possa inserirsi in queste nuove produzioni, per evidenti motivi: La Presidente dell’ “Unione Europea” Ursula von der Leyen, dichiara: “l’Europa deve guidare il cambiamento, è la nostra ultima occasione per fermare la crisi climatica” e la “Commissione Europea” aggiunge: “la lotta ai cambiamenti climatici richiederà un impegno a investire in soluzioni per la decarbonizzazione del trasporto aereo”.

Negli “Accordi di Parigi” del 2015, circa la riduzione dei gas serra, era già scritto: “Bisogna concordare un approccio efficace di misure globali per l’aviazione internazionale, rendendo sostenibile tutto il settore”. Quindi, a questo punto, i finanziamenti potrebbero essere concreti anche per l’Italia poichè si associano a dati scientifici incontestabili: L’impatto ambientale del trasporto aereo (come emissioni di CO2) è aumentato del 5,2% nel solo anno 2019, ed è quindi necessario trovare un equilibrio tra la crescente domanda di viaggi aerei e la crisi climatica.

Secondo l’ “EEA” (European EnvironmenteAgency) la riduzione dei danni derivanti dal traffico aereo  sarà il risultato di “politiche attente all’implementazione tecnologica”.

E’ utile ricordare che il consumo medio di un aereo che trasporta 200 persone è di circa 800 litri di carburante( praticamente esentasse) per ogni 100 chilometri di volo. Poiché le emissioni di anidride cabonica avvengono ad alta quota, in una zona molto delicata dell’atmosfera, il danno climatico si raddoppia.

Le modalità attuali di trasporto aereo annullano ogni sforzo ecologico e il “low cost” per il singolo viaggiatore diventa un costo altissimo per il clima, quindi per tutti noi. La nuova proprietà “Piaggio Aerospace” potrebbe inserirsi subito in una logica di progresso perchè può fare affidamento su solide esperienze tecniche.

All’inizio del secolo scorso lo sviluppo dei progetti aerei trovarono in Finale Ligure un terreno fertile. Nell’ hangar in cemento armato (foto) costruito su progetto del famoso architetto Giuseppe Momo, venne avviata una produzione di aerei civili che hanno fatto la storia dell’aviazione internazionale. Ricordiamo che proprio nella “Piaggio” venne realizzato il primo elicottero grazie al progetto del suo famoso inventore Corradino d’Ascanio.

Gli innovativi P136 (aerei anfibi conosciuti in tutto il mondo) si sommarono nel tempo ad altri aeromobili civili, fino alla realizzazione del  recente “P180 Avanti”, unico aereo al mondo prodotto in serie con ala anteriore e configurazione a tre superfici portanti.

Tutte le innovazioni tecnologiche sperimentate a Finale Ligure furono possibili anche grazie alla prima “galleria del vento” privata realizzata in Italia, collegata ad una “vasca idrodinamica” per aerei anfibi (purtroppo tutte queste strutture, patrimonio di archeologia industriale, sono in stato di abbandono dal 2014 dopo il trasferimento della sede aziendale da Finale Ligure a Villanova).

La “Piaggio Aerospace” può vedere ancora nel suo futuro una grande prospettiva di produzioni nell’ambito del trasporto aereo civile ad alta tecnologia ecosostenibile, seguendo la strategia delle aziende mondiali operanti nello stesso settore.

Il portavoce della Federazione dei Verdi della provincia di Savona,

Gabriello Castellazzi

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