Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’ingegnere: basta condoglianze, agire subito. Fiumi di parole, infrastrutture al palo. E a Valleggia: ciclopedonali pigrizia di assessore? E Vado Ligure batte Savona

Non su arrende da semplice cittadino senza galloni politici l’ing. Paolo Forzano. Ora ha scritto al presidente Toti, a tre assessori regionali, al presidente della Provincia di Savona. Un sonoro: basta condoglianze per le vittime sulle autostrade liguri. Basta propaganda elettorale e promesse. Anche se gli elettori continuare a premiare gli inconcludenti. E poi ecco ciclopedonale a Valleggia. Le proposte fatte all’assessore Cinzia Pennestri. Vana attesa da inizio 2020.

di Paolo Forzano

Sono tornato alla carica e il sindaco Nico Isetta ha promesso di interessarsi in  prima persona. E Vado e Savona. Chi sa fare e chi no! Vado Ligure è una città che da sempre gestisce con cura le industrie e la viabilità. Ci sono magari anche delle discussioni in merito, possibili, tipo opportunità di realizzare una piattaforma tipo la Maersk.

Il sindaco Nicola Isetta

Ad inizio 2020 sono andato dal Sindaco Nico Isetta a parlagli di piste ciclopedonali a Valleggia. Ovvero una trasformazione dei marciapiedi stretti e completamente rovinati, e di “percorsi di fatto in strada” in percorsi di larghezza decorosa e con fondo anche semplicemente di asfalto ma “liscio”. Percorsi su cui si può passeggiare tranquillamente, le mamme e le nonne possano portare i bimbi, le persone in carrozzina possano trovare il fondo giusto. Nulla di trascendentale: soltanto adeguare i marciapiedi della nostra cittadina!

Ho fatto proposte concrete! Il Sindaco d’accordo con la mia richiesta, mi ha indirizzato all’assessore Cinzia Pennestri, per competenza.

Cinzia Pennestri, architetto, assessore a Urbanistica, Ambiente, SUAP, Vincolo Idrogeologico, Informatica, Outdoor
In oltre un anno con l’assessore non siamo riusciti a concludere nulla! Ho parlato, dato i miei progetti, inviato ulteriori dettagli. Era necessario fare una ispezione del territorio: mai riusciti a farla!
Va da se che dopo oltre un anno mi sono seccato, ed ho richiesto al Sindaco intanto se intendesse o meno condividere le mie richieste ed in caso affermativo io avrei trattato questi problemi “solo” con lui. Il Sindaco ha affermato la sua volontà di migliorare la rete ciclopedonale del Comune, ed il 19 marzo 2021 ci siamo visti per vedere “in loco” che cosa c’è e che cosa si può fare. Ora la “palla” è nelle mani del Sindaco!
Ho trasferito a lui tutti i documenti, spero in un iter veloce…….ho 73 anni e vorrei “vedere” ed “usare” i miglioramenti che ho proposto!
VADO LIGURE E SAVONA: chi finisce nel banco dell’asino, Palazzo Sisto IV. Ecco le prove del ‘disastro’ ed un utile confronto per essere informati.
Ma va dato merito che ci sono tanti interventi meritevoli che Savona proprio non ha mai saputo esprimere.
Sul collegamento porto-autostrada il Consiglio Comunale di Savona ha recentemente approvato in toto il documento DPSS di programmazione così come proposto dall’Autorità Portuale, ad eccezione di un cavillo senza senso: la destinazione pubblica di una piccola area tra il Priamar ed il mare.
Senza senso perchè è come una goccia di vino in un mare di acqua! Non cambia la sostanza!
Un vecchio “desiderata” populistico che naviga a mezz’aria da 20 anni, una specie di laviamoci la coscienza!
Ma il succo del discorso è che Vado Ligure ha approvato lo stesso DPSS ma da tempo ha varato soluzioni per connettere il porto e l’autostrada:
1- buona viabilità tra la piattaforma Maersk ed il Molo 844.
2- casello Bossarino.
3- viabilità alternativa sulla sponda destra del torrente Segno fino a Bossarino.
4- mitigazione ferrovia nell’abitato.
5- ritorno di via Piave a strada solo urbana.
6- riqualificazione fronte mare Portovado.
7- sottopassi pedonali alla ferrovia in ambito urbano.
Che cosa possiamo imputare come azioni intraprese dal Comune di Savona?
0- NULLA!
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Al Presidente della Regione Liguria              Toti
All’Assessore Infrastrutture Regione Liguria Giampedrone
All’Assessore Sviluppo economico              Benveduti
All’Assessore Trasporti Turismo                   Berrino
Al Presidente Provincia Savona                   Olivieri
Parlare ancora una volta dell’inadeguatezza delle infrastrutture savonesi è necessario, ma ancor più necessario e non più procrastinabile sarebbe che le istituzioni, a tutti i livelli, prendessero posizione non a parole, ma posizione con atti concreti che portino ad una soluzione.
Credo che sulle “parole” versate, da anni, a fiumi siamo tutti d’accordo. Sulle soluzioni c’è invece un vuoto pneumatico impressionante.
Ma intanto i problemi si aggravano! Il “nodo” Savona si amplia! I problemi si accrescono! Non è una novità che:
1) avvengano troppo spesso incidenti gravi, con un costo drammatico in vite umane, specie nel tratto tra i caselli di Albisola e Celle Ligure;
2) da anni la società Autostrade tra Albisola e Varazze ha trasformato la strada da due corsie più una corsia di emergenza in una strada a tre corsie.
3) la trasformazione ha stretto eccessivamente le corsie fino a 3,15 metri (rispetto ai 3,75 metri di legge), abbassando i requisiti di sicurezza sia per la larghezza delle corsie, che per la tortuosità della tratto autostradale, che per la scarsa visibilità dovuta sia alle curve che al transito aderente ai guard-rails.
4) oltre ai problemi strutturali (corsie strette, mancanza corsia d’emergenza, curve, ecc), i problemi sono esasperati dalla presenza spropositata di camion, con spesso colonne di 10/15 camion, tir che rallentano o sorpassano improvvisamente, “furgoni” che “pressano” lanciati a velocità pericolosa incuranti del traffico “normale”.
Tutto questo è “roba vecchia”, e riguarda in particolare l’A10 da Savona verso Genova. Tra la “roba vecchia” potremmo aggiungere i problemi a ponente:
5) autostrada stretta senza corsie di emergenza.
6) cantieri qua e là che creano grandi disagi.
E per tutta:
7) “L’autostrada Genova-Ventimiglia che da anni palesa la sua inadeguatezza rispetto agli attuali volumi di traffico: ogni weekend si formano code interminabili che danneggiano il turismo e l’ambiente, con emissione di enormi quantità di gas di scarico ma ci sono anche problemi sulla A6 Savona-Torino:
8) la corsia originale, oggi usata a senso unico, da Priero a Savona andrebbe totalmente rifatta.
9) nel tratto Altare-Savona l’A6 è indegna della dicitura autostrada, con una serpentosità elevata e con curve di raggio bassissimo, fuori legge.
10) sull’A6 Mondovì-Savona da innumerevoli anni c’è il limite a 44 tonnellate, evidentemente consci dello stato di fatiscenza delle strutture e della loro pericolosità.
11) sulla A6 Savona-Mondovì ci sono gravi problemi di accessibilità ogni qualvolta cadono pochi centimetri di neve.
Come se tutto quanto sopra non bastasse, da tre anni circa si sono aggiunti altri gravi problemi!
Sulla A6 cantieri ovunque per mettere mano a riparazioni su strutture abbandonate da troppi anni. C’è voluto un mio esposto alla Procura della Repubblica di Savona per mettere in moto i cantieri. Oggi praticamente la A6 è una strada ad una corsia unica ed anche a bassa velocità. NON e’ più una autostrada!
Anche sulla A10 ci sono cantieri ovunque.
Se da 30 anni si proclamava a gran voce che esistevano problemi sulla A10 Genova-Ventimiglia e sulla A6 Savona-Mondovì, oggi che possiamo fare?  Nulla come accade ogni qualvolta emerge qualche problema o accade qualche incidente?
Sindaci, Presidenti di Provincia, Regione e Governo debbano fare qualcosa di più che limitarsi a esprimere sentite condoglianze quando si verificano incidenti con vittime. L’autostrada è un’arteria vitale per il ponente e per tutta la Liguria, e non possiamo assolutamente privarcene! Anzi, è il caso di dire sarebbe il caso di riappropriacene!
Il traffico pesante ormai è insostenibile e fuori controllo: ma è anche evidente l’enorme costo in termini di pedaggio per i liguri, per un servizio che è decisamente di pessima qualità!
Bisogna intervenire! Subito!
1) con un’azione di emergenza per “spostare” il trasporto merci a lunga percorrenza da gomma a nave, sfruttando di più e meglio le ‘autostrade del mare’. La maggior parte dei camion che oggi intasano la A10 proviene da Spagna e Portogallo, e percorre quindi distanze enormi lungo Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e dotati di ottimi porti.
2) progettare una nuova autostrada più a monte da Varazze a Finale, e da Savona ad Altare. Il grosso dei problemi è lì!
Bisogna “agire” subito!
Cordiali saluti, Paolo Forzano
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P. Forzano

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