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Pornassio, venduta la storica Vitivinicola Guglierame, leader dell’Ormeasco. Presto l’ingresso di Peq Agri di Andora dopo l’acquisto di Cascina Praiè e Lupi

Un colpo grosso. E’ prossimo l’atto notarile di vendita e acquisto della prestigiosa e storica Azienda Vitivinicola dei Fratelli Raffaele (è stato  sindaco e consigliere provinciale) e Agostino Guglierame di Pornassio.

di Luciano Corrado

Sui registri ingialliti della Camera di Commercio di Imperia, risalenti al 1860, risulta che un antenato dei Guglierame vendeva vino sfuso sulla piazza di Imperia. E dagli stessi atti emerge che dal 1958 papà Nicola, con i figli, metteva in commercio solo vino in bottiglia. Con terreni a vigneto in proprietà e in affitto (poco meno di due ettari) che passano alla Peq Agri di Andora, con resort a Tovo San Giacomo, dell’imprenditore di successo Marco Fausto Luzzati. Passa di mano anche parte della moderna attrezzatura della cantina ricavata nel castello medievale di famiglia. Restano ai fratelli pornassini  gli oliveti più vicini a casa e si continuerà a produrre extravergine da intenditori.

Pornassio, Raffaele e Agostino Guglierame, 77  e 73 anni, una vita spesa per la cultura dell’Ormeasco

Trucioli.it ha già raccontato in passato storia, nomea e produzione di qualità (il più rinomato ed apprezzato è l’Ormeasco Superiore Guglierame). Non è certo un’esagerazione il termine spesso abusato di eccellenza. Una dedizione ed vera ‘cultura del vino‘, della ricerca della qualità, persino maniacale. Dalla cura  della terra su cui si trovano i vigneti, alla potatura (diversa da quella che si pratica in Riviera), alla selezione dei grappoli prima della vendemmia, alla allergia nell’uso di fitofarmaci sistemici. Poi la cantina, l’invecchiamento, la professionalità acquisita in anni di fatica e sudore. Il successo. L’Ormeasco Doc sinonimo dei Guglierame, anche se altre aziende di Pornassio si sono guadagnate fette di mercato e un prestigio.

Agostino, in pensione da insegnante nelle scuole superiori di Albenga, ha dedicato, così come il fratello geometra Raffaele, la sua esistenza alla cura e alla produzione del prodotto del dio Bacco. Ormai a livelli di competizione non solo locale, nazionale ed internazionale. I Guglierame non hanno mai rincorso, con l’avvento delle ‘guide del vino’, premi e riconoscimenti, anche se ne hanno ricevuti parecchi. Il loro unico obiettivo non

Il castello medievale Guglierame

era neppure mantenere prezzi da concorrenza,  ma puntare alla qualità, vendere un prodotto frutto di serietà e amore. Meglio se amatori, intenditori. Si è letto sui quotidiani liguri che i viticoltori lamentano di avere le cantine piene causa crisi perdurante da Covid e soprattutto chiusura di ristoranti e hotel.

“Non abbiamo quasi invenduto – confida Agostino -, ai ristoranti sono subentrati tanti privati, la fedeltà dei clienti acquisiti nel tempo,  e poi si è venduto bene nellas ristorazione delle nostre montagne, penso  al Rifugio La Terza di Monesi al Saccarello, a Lorenzina di Nava, a Beppe a Ponte di Nava e non mi dilungo oltre. Cosa faremo dopo essersi privati dell’amata azienda di famiglia ? Continueremo a coltivare l’hobby, la produzione in proprio per le nostre famiglie. Io ho due figlie che hanno scelto altre strade, una è in America, la sorella è dirigente di una multinazionale a Brescia. Mio fratello ha tre figlie ed una si dedica all’azienda e sarà, assorbita, come pure un nostro bravo dipendente, dalla Peq Agri“, che, mentre da Lupi ha in pratica acquistato il marchio, coni vigneti in affitto, da noi compra la proprietà di terreni produttivi.”

Se da una parte Pornassio e la Valle Arroscia ‘perdono’ un concittadino (i Guglierame) produttore che aveva saputo mantenere sull’altare, negli anni, l’apice dell’Ormeasco tradizionale nella ‘terra natia’, è importante sapere che il ‘patrimonio produttivo’  finisce ad un’azienda solida, impegnata a sua volta nella produzione biologica (anche orticola) e nel rigore qualitativo vitivinicolo.

Marco Fausto Luzzati amministratore unico della Peq Agri Sarl di Andora

L’11 febbraio 2020 i media liguri davano notizia che il gruppo Peq Agri (con l’imprenditore Marco Fausto Luzzati) aveva acquisito i vigneti di Cascina Praiè di Colla Micheri e il 5 agosto 2020 l’Azienda Lupi di Pieve di Teco (vedi trucioli.it……). E a quanto pare non siamo ancora all’ultimo capitolo. (L.Cor.)

 

LA STORIA DEI GUGLIERAME E DEL CASTELLO MEDIEVALE

descritta dal sito dell’azienda e di famiglia.

L’Azienda Vitivinicola Eredi Ing. Nicola Guglierame, attualmente condotta dai fratelli Raffaele, Agostino e Elisa Guglierame, si estende su circa 2,5 ha di vigneti tramandati, di generazione in generazione, dai Marchesi di Clavesana. La coltivazione del vitigno Ormeasco é stata introdotta nel 1299 con lo Statuto del Gestores Universitatis Pornaxi redatto allora dal Notaio Gandalini.

Il vino Ormeasco ha ottenuto il riconoscimento di una propria D.O.C. con la denominazione di Ormeasco di Pornassio o anche semplicemente Pornassio ed è di colore rosso rubino (Ormeasco) se vinificato in rosso e rosa corallo (Ormeasco sciac-trà) se vinificato in bianco; la gradazione varia tra i 12 ed i 14 gradi a seconda dell’andamento stagionale.

Il vino Ormeasco ha un sapore asciutto, leggermente amarognolo, che unitamente al profumo lo rende molto gradevole. Ancora oggi viene prodotto nelle antiche cantine del Castello Medioevale di Pornassio, con metodo tradizionale e affinato in botti di rovere di media capacità (circa 25 hl) onde migliorarne le qualità, che si ottimizzano con l’invecchiamento.

Attorno al 1860 i Guglierame iniziano la vendita, documentata, del proprio vino e dal 1958 la vendita avviene esclusivamente in bottiglia.

I Guglierame, in controtendenza con il progressivo spopolamento della montagna e quindi con il parziale abbandono della campagna, hanno provveduto nel tempo a razionalizzare e reimpiantare i vigneti con vitigni rigorosamente autoctoni migliorando la qualità e la quantità del prodotto ottenuto, che è passata dalle iniziali 8.000 alle attuali circa 15.000 bottiglie. Tale operosità fu riconosciuta già nel 1958 dal Ministero delle Risorse Agricole e Forestali, con l’assegnazione di un premio in denaro e diploma di produttività all’Azienda, allora condotta dall’ Ing. Nicola Guglierame. Analogo riconoscimento, nel 1997, è stato conferito a Raffaele e Agostino Guglierame (attuali conduttori) con l’assegnazione del Premio Internazionale “Cangrande della Scala” di Verona.

L.Corrado

L.Corrado

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