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Caro Melgrati, denaro pubblico e poltrone: non sei il padrone della città. E basta con la ‘vis’ politico narcisista

Lettera aperta – Caro Marco Melgrati, tu non puoi agire così con il denaro pubblico, tu non sei il padre padrone della Città di Alassio, sei un sindaco “pro-tempore”. Se ti vuoi togliere di torno una persona che prima hai “usato” per conseguire il risultato di essere eletto per la terza volta, il tanto sbandierato ” Melgrati ter”, devi farlo a tue spese non a spese dei tuoi concittadini.

di Fabio Lucchini

Marco Melgrati sindaco il 21 febbraio sulla Spiaggia di Sant’Anna

La tua replica alle giuste e soprattutto equilibrate obiezioni del consigliere Jan Casella è vergognosa e imbarazzante. Elenchi tutta una serie di professionisti, persone valide, non “chiacchierate” e dici pure delle grosse sciocchezze quando per sostenere la tua “operazione” di allontanamento dal consiglio dell’avv. Massimo Parodi, giudichi la “competenza” di altri nominati, da tuoi predecessori, dimenticando che, giusto per fare un esempio, Massimo Schiavon, è stato presidente di A.M.A. Azienda Multi Servizi Andora, la società che gestisce il porto di Andora, per lungo tempo, lasciandola in ottimo stato di salute, tant’è che porta al Comune di Andora una cospicua cifra in euro ogni anno.

Purtroppo altrettanto dimentichi che quando io ero consigliere comunale, legittimamente eletto, l’allora sindaco Roberto Avogadro fu costretto a sostituire i vertici della Sca – Servizi Comunali Associati (Acquedotto), perché era in stato pre-fallimentare, come definì la situazione lo stesso Schiavon, tant’è che i fornitori di energia elettrica sospesero l’erogazione a buona parte delle pompe che prelevavano e prelevano l’acqua necessaria a servire la rete idrica della nostra come di altre cittadine limitrofe che partecipano a detta società, e dovette, in pieno agosto 2011, intervenire addirittura S.E. il Prefetto Claudio Sammartino per chiedere il riallaccio dell’energia elettrica: ad Alassio arrivarono le autobotti per distribuire l’acqua a chi ne aveva bisogno.

Il sindaco Avogadro fu costretto a sostituire, come anzi detto la squadra amministrativa di nomina politica che gestiva da anni, in allora, la Sca e proprio alla presidenza della stessa fu messo Massimo Schiavon che in un solo anno e mezzo risanò le casse della società. Il fatto che  Schiavon fosse in allora una persona senza uno “skill” adeguato, caro Melgrati, è una vera sciocchezza! Poi è vero che la politica, come dicono alcuni, è l’arte di rendere possibili cose che per le persone normali, quelle con i piedi per terra, non lo sarebbero… , ma questo è un altro discorso .

E poi la tua citazione, smaccatamente di parte, di altri professionisti di calibro come l’ing. Brovelli e così via per sorreggere la tua stentorea tesi sulla competenza e sull’applicazione piena o part-time all’obbiettivo del mandato ricevuto è un’altra sciocchezza: soprattutto va sottolineato, che di tutte le persone da te citate, nessuna era eletta nel Consiglio Comunale di Alassio e, nessuna, ha dovuto dimettersi da consigliere dell’Ente stesso, per ottenere l’incarico.

Sono convinto che una posizione come quella di Direttore Generale della Sca, richieda l’evidenza nel curriculum del prescelto, data la ormai elevata sofisticazione delle professionalità, di una matura esperienza di gestione operativa e organizzativa d’azienda.

Albenga al tavolo di Re Carciofo, Melgrati con la corona e un brindisi di amicizia

Quindi, ancora una volta devo riscontrare che per sorreggere le tue strumentali giustificazioni, artatamente addomestichi la verità a tuo piacimento e questo per un sindaco al terzo mandato, non ti fa onore. Vedere tutta l’attività che tu e la tua squadra, della quale io sono stato supporter, avete messo in campo per difendere e migliorare in un momento così critico la città di Alassio, mi aveva fatto ben sperare, ma devo constatare che la tua mania di grandezza, l’egocentrismo, la tua autoreferenzialità, il gusto per il “trash” in politica non ti hanno abbandonato e prima o dopo, come un mantra, tornano a prevalere e ti fanno fare cose che un sindaco che amministra una città e le risorse dei suoi concittadini non dovrebbe mai fare, ovvero utilizzare risorse di denaro pubblico per scopi bassi, personali, interessi politici deboli e, diciamolo pure, subdoli.

Tu ben sai che ciò che sostengo è la verità, così come io so che non risponderai a questa mia, non già perché tu non sentirai la pulsione a farlo nella tua “vis” politico-narcisista, ma per far apparire che mi snobbi: nella realtà è perché non puoi, mentre ciò che io sostengo potrà essere sempre e in ogni sede dimostrato e tu non ci faresti una bella figura, così come non la stai facendo ora.

Marco Melgradi nell’aula giudiziaria per il processo per spese Pazze con il suo difensore storico avv. Franco Vazio e il cameraman – editore di Ivg.it, Matteo Rainisio

Non si può, caro Marco, prendere le persone a bordo prima, quando fanno comodo e poi sbarcarle quando diventano scomode, a spese dei contribuenti: non è etico e neppure moralmente e umanamente corretto! E poi, 70 mila euro lordi di compenso annuo, circa 3.500 mila euro / mese netti per due anni, permessi retribuiti, 13° e 14° mensilità, ferie retribuite se le fai e pagate se non le fai e non ultimo il Tfr (Trattamento di fine rapporto) a parte, ovvero circa una mensilità all’anno da 6000 euro lordi tutto compreso, per occupare una poltrona con orari d’ufficio, per far lasciare in via definitiva il Consiglio Comunale, con dimissioni irrevocabili, mi pare un costo troppo caro per la cittadinanza alassina. Come a volte tu stesso hai detto, fumare troppe foglie di geranio da allucinazioni e fa vedere chimere …

Fabio Lucchini

(già consigliere comunale nel Comune di Alassio)

(già capogruppo del Popolo delle Libertà – FI nel Consiglio comunale della Città di Alassio)

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