Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga il carcere non s’ha da fare nell’ex polveriera, servono 50 mila mq. E 1000 mq. del Seminario a 100 mila € per palazzina signorile sul mare

Pericolo scampato da città che ospita il nuovo carcere oppure occasione produttiva persa (economica e posti di lavoro, indotto). Ormai la sfida non accetta più scommesse. Il dado è tratto. Il futuro penitenziario da 35 milioni di € sorgerà in un’area della Valbormida dove sono al lavoro alti funzionari del ministero della Giustizia.

ERA IL 22 GENNAIO – Buon compleanno Eccellenza….da Luigi Tezel. E Gigi Ciccione: E sopratutto continui a redimere le pecorelle smarrite.

Buon compleanno Eccellenza come sempre le assicuriamo le nostre preghiere ma Lei ci benedica largamente e preghi per noi suoi figli. Luigi Tezel

Nato a Campo Ligure (GE), della Diocesi di Acqui, il 22 gennaio 1944; ord. Sac. 29 giugno 1968; eletto Vescovo di Albenga-Imperia 6 ottobre 1990; ord. Episc. 4 novembre 1990; ingresso in Diocesi 25 novembre 1990. Il 1° Settembre 2016 il Santo Padre ha accolto le dimissioni canonicamente presentate.

E’ originario di una modesta famiglia contadina dell’entroterra ligure. Il padre è deceduto a Campo Ligure, nel maggio 1989, all’età di 87 anni.La madre è invece deceduta ad Albenga, all’età di 86 anni. E’ l’ultimo di quattro fratelli, uno dei quali deceduto nel 1986. L’ altro fratello che ha vissuto con lui sino allo scorso anno ad Albenga è deceduto nell’autunno del 2019.
Dopo le scuole elementari a Campo Ligure, è entrato nel Seminario di Acqui Terme AL), all’età di 11 anni. Vi ha compiuto gli studi medi inferiori e superiori e quindi quelli di filosofia e di teologia, in preparazione al sacerdozio (l’anno di propedeutica alla Teologia nel seminario metropolitano di Torino-Rivoli). E’ stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1968, nella Cattedrale di Acqui, da S. E. Mons. Giuseppe dell’Omo. Ha conseguito quindi la laurea di Diritto Canonico nella Pontificia Università Lateranense. La tesi dottorale (“Natura e fun zioni dei legati pontifici nella storia e nel contesto ecclesiologico del Vaticano II”), già pubblicata per i tipi della Marietti, è ora edita alla Libreria Editrice Vaticana. E’ stata altresì pubblicata una edizione ridotta in lingua inglese.
Ha ottima conoscenza dell’inglese e del francese; conosce pure lo spagnolo. Dopo i corsi di Diplomazia nella Pontificia Accademica Ecclesiastica (anni 1970 – 1972), entrò nel servizio diplomatico della Santa Sede, il 1 luglio 1972 ed ebbe come prima destinazione la Rappresentanza Pontificia, a Dakar (Senegal), che serviva allora tutti i Paesi dell’Africa occidentale di lingua francese. Nel 1975 fu trasferito alla Segreteria di Stato, alla Segreteria particolare dell’Em.mo Cardinale Giovanni Benelli, di v. m., allora Sostituto. Successivamente prestò la sua opera presso le Nunziature Apostoliche in Gran Bretagna (dal gennaio 1978 all’ottobre 1982) ed in Francia (dall’ottobre 1982 all’ottobre 1985). Dal 4 novembre 1985 al 6 ottobre 1990 è stato presso la Nunziatura Apostolica in Italia, in qualità di Consigliere.
Nel 1987 era divenuto Prelato d’Onore di Sua Santità E’ stato nominato Vescovo di Albenga-Imperia il 6 ottobre 1990, ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella chiesa parrocchiale di Campo Ligure il 4 novembre successivo dalle mani del Cardinale Giovanni Canestri (con-consacranti il Nunzio Apostolico in Italia, S. E. Mons. Luigi Poggi, dd il Vescovo emerito di Acqui, S. E. Mons. Giuseppe Dell’Omo). Il 25 dello stesso mese ha fatto l’ingresso nella Diocesi di Albenga-Imperia, dove ha esercitato il Suo Ministero Apostolico per quasi 26 anni. E’ membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, nonché del Consiglio Internazionale per la Catechesi.

Carcere ad Albenga: la mozione non passa in consiglio comunale

COMUNICATO STAMPA – Il sindacoTomatis: “Vi è un tavolo di lavoro attivo sul tema al quale partecipano sindaci, Presidente della Provincia e parlamentari. Massima la disponibilità e la collaborazione, ma in quella sede”.

Durante il consiglio comunale di ieri è stata discussa la mozione a firma del consigliere Eraldo Ciangherotti avente ad oggetto: “Realizzazione del nuovo carcere della Provincia di Savona in Albenga”. Sul punto il Sindaco Riccardo Tomatis ha spiegato: “Premesso che tutti noi concordiamo sulla necessità di avere un carcere in Provincia di Savona. Tuttavia il Ministero è alla ricerca di un’area di oltre 50 mila metri quadri mentre il consigliere Ciangherotti ha indicato quali ipotesi aree decisamente più piccole (di circa 30 mila metri quadri) e, per di più, demaniali, quindi non in nostro possesso.

Inoltre ribadiamo che per individuare la collocazione migliore per un carcere nella nostra provincia è attivo un tavolo di lavoro al quale partecipano gli altri sindaci della provincia, il presidente della Provincia e i parlamentari del nostro territorio. Entrare ora con una delibera a gamba tesa in questo percorso collaborativo che si è creato credo sia profondamente scorretto. Detto ciò ribadiamo la nostra disponibilità, qualora ce ne fosse bisogno, al fine di collaborare per trovare la soluzione migliore per il carcere in provincia  di Savona. Tutto questo sempre in un percorso concertato con le istituzioni coinvolte”. La delibera è stata votata favorevolmente solo dal proponente, il consigliere Ciangherotti e dal consigliere di minoranza Calleri. Il consigliere Roberto Tomatis si è astenuto e ma maggioranza ha votato contro tale delibera.

La Teknoservice  pretendeva 900 mila €

ma dovrà rifondere 80mila euro al Comune. Causa vinta

COMUNICATO STAMPA – Albenga vince il ricorso con Teknoservice e il Tribunale di Genova sezione imprese condanna la ditta a rifondere 80mila euro al Comune ingauno. La vicenda risale al periodo nel quale il servizio di gestione rifiuti e pulizia della città era stato affidato (a seguito di un bando di gara) a Teknoservice. Nel corso degli anni la ditta aveva chiesto somme consistenti al Comune lamentando di dover espletare adempimenti onerosi e di aver svolto attività non previste dal capitolato e meritevoli di ristoro.

Dopo un tentativo di transazione tra le parti è stata intrapresa azione giudiziaria. Teknoservice si è rivolta, infatti al Tribunale di Genova chiedendo circa 900 mila euro al Comune di Albenga per 3 voci di spesa: per il trattamento dei rifiuti – biostabilizzazione, per aver dovuto trasportare gli stessi in discariche fuori regione e per la ecotassa. Il Comune difeso dall’Avv. Cuocolo a contestato tale pretesa affermando che eventualmente un contributo poteva essere dovuto a Teknoservice solo per la ecotassa.

Il Tribunale di Genova con sentenza del 12 gennaio 2021 si è pronunciato stabilendo che effettivamente il Comune avrebbe dovuto versare a Teknoservice 250 mila euro (per l’ecotassa), ma la ditta, a sua volta, doveva al Comune di Albenga 330 mila euro per somme già percepite e non dovute.  A fronte di ciò ed effettuata la compensazione Teknoservice è stata condannata a pagare 80 mila euro al Comune, fatti salvi eventuali ulteriori gradi di giudizio. Afferma il sindaco Riccardo Tomatis:Ringrazio l’ufficio legale del Comune perché, insieme all’avvocato Cuocolo, ha scelto un indirizzo che ci ha portato, non solo a non dover rimborsare Teknoservice, ma a dover recuperare una somma che avevamo già versato. Naturalmente questo era solo il primo grado di giudizio, ma se ve ne saranno altri continueremo a sostenere la linea adottata”.

Albenga, Lidl in regione Bagnoli: approvata la delibera sulle osservazioni

Afferma il sindaco Tomatis: “Non vi sarà un danno ai negozi di vicinato, la zona è già commerciale e il Lidl vende prodotti diversi. Inoltre importanti interventi effettuati dal privato che realizzerà la struttura nella zona: parcheggi, marciapiedi e rifacimento di una rotonda”. Durante il consiglio comunale di ieri sera è stata approvata la delibera relativa alle osservazioni presentate a fronte della pratica, già approvata durante il consiglio comunale dello scorso 15 giugno, avente ad oggetto la realizzazione del LIDL in Reg. Bagnoli-Via al Piemonte.

Spiega il sindaco Riccardo Tomatis: “Sono pervenute due osservazioni, una più tecnica e una commerciale sulla delibera approvata a giugno. Gli uffici hanno fornito tutti i chiarimenti richiesti ed io ho già incontrato i commercianti che hanno firmato per chiedere che questa struttura di vendita non venisse realizzata in questa zona spiegando loro che si tratta di un’area della nostra città già con preminente carattere commerciale e che, quindi, il Lidl non potrà danneggiare i negozi di vicinato – i più vicini si trovano ad oltre 1,5 km che, inoltre, si caratterizzano per la vendita di prodotti diversi da quelli venduti in un supermercato come il Lidl. Per quel che riguarda i negozi all’interno del centro commerciale “Le Serre” inoltre precisiamo che questi non possono essere considerati negozi di vicinato e, comunque, vendono prodotti diversi da quelli del Lidl. Crediamo inoltre che questa struttura potrà attirare un bacino di clienti rilevante che porterà benefici anche agli altri negozi che si trovano nelle vicinanze. Tutto questo facendo salvi altri concetti fondamentali come la libera concorrenza tra privati, il fatto che il Lidl essendo una media struttura di vendita avrebbe potuto instaurarsi anche in un altro dei capannoni ad uso commerciale presenti nella zona (in questo caso la pratica non sarebbe neppure dovuta passare in consiglio) e l’evidente vantaggio in termini di opere a scomputo e oneri di urbanizzazioni che arriveranno nelle casse comunali.Dal punto di vista urbanistico, in particolare, i privati che realizzeranno questa struttura di media distribuzione realizzeranno anche un parcheggio in parte ad uso pubblico, il rifacimento di una rotonda in via al Piemonte la realizzazione di una strada che collegherà viale Martiri della Foce con via al Piemonte comprensivi di marciapiedi oltre al versamento di 100 mila euro quale contributo straordinario dovuto al cambio di destinazione d’uso della superficie e 67 + 72 mila euro per oneri di urbanizzazione.” La delibera è stata approvata con il voto favorevole della maggioranza e del consigliere Roberto Tomatis e il voto contrario dei consiglieri di minoranza Calleri e Ciangherotti.

LA PALAZZINA SIGNORILE FRONTE MARE. IL SINDACO NON RISPONDE A TRUCIOLI dal 22 giugno 2020

MILLE MQ. VENDUTI DAL SEMINARIO PER 100 MILA € E L’AFFARONE PER IL PRIVATO INVESTITORE

NELL’IMMOBILE LAVORANO OPERAI. TRUCIOLI.IT HA SCATTATO LE FOTO IL 23 GENNAIO SCORSO DOVE EMERGE CHIARAMENTE CHE NESSUNO INDOSSA I CASCHI  E CINTURE DI PROTEZIONE E NON SOLO…. (VEDI SCARPE ANTINFORTUNISTICA).

Operai privi di qualsiasi protezione di sicurezza al quarto piano di un costruendo palazzo signorile che si affaccia sul lungomare centrale di Albenga e confina con il Seminario vescovile che aveva ceduto mille mq di terreno

Non più tardi di giovedì 4 febbraio 2021 la tragedia, con echi televisivi e dei media, accaduta a Tovo San Giacomo. Dove il giornalista di RAI 3 Liguria metteva in risalto anche il susseguirsi di incidenti sul lavoro e la necessità di maggiore sicurezza, dunque controlli non solo saltuari o dietro segnalazioni. Intanto non abbiamo mai letto, almeno in provincia di Savona, quanti siano in servizio attivo gli ispettori del Lavoro e l’attività dei carabinieri ivi distaccati. Non abbiamo mai letto quanti siano in servizio nella Asl 2 e che fanno a loro parte con un ‘apposito ufficio ‘del lavoro’ ed incombenze annesse.  Si tratta di prevenzione e repressione, di presenza non solo quando ci scappa il morto o un ferito. Il cronista ormai veterano assiste ad una diffusa illegalità ben visibile proprio nei cantieri edili. Si badi bene: non quelli in periferia dove si arriva raramente, ma nelle aree e vie centrali, sui palazzi che si affacciano sui lungomare. Una plateale illegalità di cui trucioli.it ha dato conto nel passato, sempre con immagini che parlano e testimoniano. Non abbiamo nessuna pretesa, ci sono altri organi di stampa e on line autorevoli e diffusi, che fanno testo, molto seguiti dai politici e pubblici amministratori. Ci vuole la disgrazia, i titoli di testa in Tv, le locandine, per dare notizie  e spazio sulle morti bianche. E’ l’Italia parolaia che primeggia e dove continua a trionfare una certa illegalità di cui non si leggono interpellanze o pubbliche denunce per gli abusi nei cantieri di lavoro in bella vista nella nostra provincia.

IL SEMINARIO E LA VENDITA DI MQ.

PER REALIZZARE UN IMMOBILE SIGNORILE FRONTE MARE

Trucioli si era occupato (articolo del 18 giugno 2020…..), (articolo del 16 luglio 2020….)su segnalazione di alcuni cittadini e cittadine albenganesi peraltro preoccupati di non apparire, di non essere citati, quando era iniziato il cantiere con il taglio di alberi secolari ma che per il Comune e la ditta costruttrice (con tanto di relazione tecnica) erano ‘malati’ e a rischio incolumità dei cittadini. Altro aspetto l’operazione immobiliare speculativa, fino a prova contraria, con tutti i crismi di legge ed autorizzazioni comunali, presentata come un ‘affare’ per la comunità che poteva usufruire di una piazza ‘artistica’ affacciata sul lungomare. Dunque tutto all’insegna del bene comune e tutela degli interessi collettivi. Un imprenditore quasi benefattore verrebbe da concludere che pensa ai suoi affari senza ledere la comunità. Non siamo riusciti ad avere dal Comune (con mail al sindaco) la risposta alle domande poste. Anzi nessun cenno. Poco importa se a porre le domande sia un giornalista iscritto all’albo, piuttosto che come accade spesso, giovani (neppure pubblicisti) che non per colpa loro sono ricompensati a 5  euro a notizia frequentando pure i palazzi istituzionali, conferenze stampa incluse o inseriti nella lista dei comunicati stampa.

Sul fronte Municipio  silenzio perfetto. Qualcosa di più trasparente l’abbiamo ottenuto nel mondo ecclesiastico. Il terreno in questione era di proprietà del Seminario Vescovile che ha una sua indipendenza giuridica. Un terreno attiguo su cui sorgeva una casetta di campagna unifamigliare era stato venduto da tre fratelli (uno nel frattempo è mancato)  dopo la morte dei genitori e anche a causa di dissidi ereditari. Chi ha acquistato e pagato bene per sfruttare meglio le opportunità edilizie ha messo un occhio anche sulla proprietà occupata dal Seminario vescovile. Per quel che abbiamo appreso la trattativa ha visto il Comune parte attiva con l’obiettivo di realizzare una piazza. In Curia c’era chi proponeva che sulle due aree si realizzasse una dimora, con alloggi singoli, da destinare ai sacerdoti anziani ed autosufficienti della diocesi. Un investimento affatto speculativo che si sposa perfettamente con l’annesso complesso del Seminario, cappella compresa. Se un rettore era d’accordo, il successore no. Qualcuno asserisce di ipotesi di esproprio, per la piazza, adombrate; dunque era meglio vendere e realizzare. Non correre rischi ?

Ignoriamo se uno dei due vescovi abbia avuto un qualche ruolo, presumiamo che non era ancora nei suoi pieni poteri mons. Borghetti. Oppure se ancora abbia fatto tutto da solo il rettore (non l’attuale) del Seminario che ha potuto incassare  100 mila euro  sonanti (100 il mq). Era un bene prezioso per il Seminario e soprattutto per il clero diocesano. E il rettore non si sarebbe dovuto prestare (intimorito o no) ad un’operazione edilizia speculativa non da quattro lire o  da villetta. Sono casi in cui un giornalismo d’inchiesta avrebbe potuto approfondire dall’A alla Z, con nomi e cognomi di tutte le parti in causa, agenzia immobiliare ingauna compresa. I conti degli oneri di urbanizzazione e delle valutazioni a scomputo lavori e cessione piazza. Fare chiarezza e trasparenza nel ruolo avuto dai privati, del Comune e del Seminario. Se qualcuno ha da precisare e chiarire porte spalancate. Non siamo di fronte a nessun illecito da denunciare, ma da ‘casa di vetro’, affari e conti strettamente privati esclusi.

 

 

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