Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga e l’albero abbattuto. Una nuova piazza, operazione immobiliare, il Seminario

Un albero in più, uno in meno…perchè stracciarsi le vesta. E no, c’è ancora chi ha più sensibilità. Non c’è solo la ‘sacralità’ della persona, degli animali amici dell’uomo, c’è quella di madre natura rappresentata dal patrimonio delle piante. Ad Albenga ha scatenato un sempre utile dibattito- confronto, da condividere quanto è pacato e rispetta le opinioni altrui. Cosa c’è dietro e dentro la notizia ? Un’operazione immobiliare. Il vescovo che ha deciso di vendere un pezzo del giardino del Seminario Vescovile ?

Lena Bongiovanni – TRISTEZZA INFINITA! / Questo bellissimo albero è stato abbattuto!!. Mi chiedo… non era possibile inserirlo nella piazza???

Massimiliano Nucera – Mi permetto di intervenire in qualità di progettista della piazza. Certo l’abbattimento di un albero è sempre un momento di tristezza per la storia che esso rappresenta e per il fatto che comunque è un organismo vivente.

Ciononostante non si dovrebbe esagerare nella condanna di questi interventi soprattutto nel caso in cui il sacrificio farà posto ad altri alberi, più giovani è più belli ma soprattutto più sani. Nel caso vorrei testimoniare che le piante di eucalipto presenti nella zona, sicuramente quelle che io ho potuto analizzare personalmente, sono afflitte da una malattia che ne scava il tronco e produce come un olio con odore molto forte. Apparentemente la pianta è sana ma tagliandone i rami più spessi e in qualche caso il tronco si può notare questa malattia. Per i San Tommaso dò tutta la disponibilità ad ospitarli in cantiere per far vedere di cosa parlo.

Ugo Casa – Io so soltanto che la bellezza di Albenga che c’era dal 900, con la scusa del progresso, Albenga ha perso la sua bellezza dalle fontane ai giardini. Il Centro storico che è un gioiello storico viene usato solo per favorire ristoranti, bar o locali per la movida ma non per creare realmente un turismo per una visione storica, perciò si continuerà a rovinare e non a conservare.

Andrea Biglia- Può essere che sia stato valutato che i lavori futuri per la realizzazione della piazza avrebbero rovinato le radici della pianta e quindi avrebbero reso la stessa pericolosa per l’incolumità della popolazione. Lavoro in un vivaio e sono sempre stato a favore del verde pubblico e del suo corretto mantenimento. Sul suolo albenganese però purtroppo abbiamo numerosi alberi a rischio (per vecchiaia, malattie fungine delle radici, errata manutenzione) quindi credo sia più salutare abbattere un albero e piantarne di nuovi.

Lucio Maffi – Ma non rompete le scatole. Lasciateli lavorare… Che tutto sarà più bello. Più verde. Più ecologico con nuovi alberi e tanto di piazza.. Che noia… Bravi ragazzi. Fate presto. Che ci voglio suonare. Su quella piazza.

Chicca Marchesi – Gli alberi erano molti , io ho le foto, in questo caso gli alberi erano sani, compresi gli oleandri, gli eucalipti, tigli ecc, ma i preti o il vescovo ha deciso di vendere un pezzo del giardino del Seminario, per aiutare il progetto di un costruttore che realizzerà ampliamento di cubatura su una villetta di due piani per realizzare se non erro una decina di appartamenti, credo mono o bi locali; la piazza tanto pubblicizzata, sembrerebbe sia una piazza realizzata in cambio degli oneri di urbanizzazioni che si dovrebbero versare per la realizzazione degli appartamenti.

Una notizia quella della signora Marchesi che merita di essere approfondita. Lo faremo sul prossimo numero. Anche per evitare possibili equivoci, soprattutto quando è in ballo il ‘profumo di cemento’, operazioni o speculazione immobiliare o meno che sia.

 

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