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Savona, Palumbo Superyacht” ex Mondomarine Spa: indagini concluse e 10 indagati con Falciai ex presidente Monte dei Paschi, Zambrini e Di Lorenzo

Dopo mesi di sostanziale immobilismo, si profilano grandi novità dentro e fuori i cantieri savonesi della “Palumbo Superyacht”, l’azienda partenopea che ha rilevato la “Mondomarine SpA” l’azienda fallita nel dicembre 2017 in una vicenda che ha già portato in carcere alcuni protagonisti dello shipping nostrano.

di Massimo Macciò

Alessandro Falciai ex presidente della Banco Monte dei Paschi di Siena

Mentre continuano le indiscrezioni sull’aggiudicatario della concessione ventennale per lo spazio acqueo davanti a Lungomare Matteotti, il Procuratore capo della repubblica, Ubaldo Pelosi, ha notificato a dieci indagati l’avviso di conclusione delle indagini per il fallimento dell’azienda già dei fratelli Stroppiana. Tra questi figura anche Alessandro Falciai, l’imprenditore livornese che in un primo tempo figurava come parte lesa e che è ora accusato di concorso in falso in bilancio e di concorso in truffa: secondo l’accusa l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena avrebbe infatti raccolto le anticipazioni dei clienti per la realizzazione di due yacht che poi non avrebbe mai provveduto a consegnare.

Ubaldo Pelosi procuratore capo della  Repubblica di Savona

Tra gli  accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta , falso in bilancio, reati fiscali, e truffa ci sono anche Roberto Zambrini (l’amministratore di fatto della Mondomarine SpA, finito in carcere già nel marzo 2020), Paolo Formaglio e Carlo Samuele Pelizzari (due commercialisti membri del vecchio cda, anch’essi

Roberto Zambrini già Ad di MondoMarine

arrestati durante la prima tranche dell’inchiesta), il costruttore brianzolo Antonio Turiano e il genovese Maurizio Lisiero. Quest’ultimo, responsabile amministrativo della società, secondo quanto trapela tra gli inquirenti avrebbe inoltre destinato ad altri fini tre tranche delle anticipazioni versate dai lavoratori alla società e destinate ufficialmente al fondo previdenziale “Arco”. Di fronte alle rimostranze della RSU Lisiero avrebbe ammesso il mancato versamento, assicurando che al più presto la situazione si sarebbe regolarizzata, cosa che invece non si è mai verificata.

Rientra tra gli indagati anche Giuseppe Di Lorenzo, già amministratore delegato e direttore di produzione della Mondomarine, uscito apparentemente indenne dalla prima parte dell’inchiesta e nel frattempo transitato nel cantiere savonese di Palumbo. Per lui l’accusa è di falso in bilancio perché, secondo gli inquirenti, avrebbe esposto “fatti materiali non corrispondenti al vero nei bilanci dal 2014 al 2016” concorrendo in tal modo a cagionare il dissesto della società che già  nel 2015 si trovava in stato di insolvenza  “con un aggravamento – scrive il pubblico ministero – non inferiore a 25 milioni”. Nei guai anche Enrico Amodeo, Francesco Romano e Stefano Farina, i tre membri del collegio sindacale accusati di mancato controllo.

La notizia delle conclusioni delle indagini da parte del procuratore della Repubblica savonese ha avuto una vasta risonanza ed è stata ripresa anche da “The Medi Telegraph”, uno tra i più quotati periodici di shipping e trasporto intermodale a livello internazionale, correntemente consultato da tutti gli operatori del settore, mentre i lavoratori ex Mondomarine, che hanno vissuto sulla propria pelle tutti i capitoli della travagliata vicenda, hanno deciso di costituirsi parte civile nel procedimento e hanno già contattato alcuni avvocati esperti nel settore.

Qualche novità sembra trapelare anche in merito all’aggiudicatario della concessione ventennale dell’area, la cui gara si è svolta nello scorso settembre. In lizza, dopo l’esclusione della Monaco Marine a causa di alcune irregolarità nella presentazione della domanda, erano rimasti Palumbo e il gruppo GIN (Genova Industrie Navali), un colosso della nautica capitanato  da Mariotti SpA e dal gruppo San Giorgio e al quale partecipa con una quota di minoranza la stessa Fincantieri. Con una procedura apparentemente bizzarra ma mirata ad evitare nuovi ricorsi, la Port Authority (che avrebbe già individuato il vincitore) ha deciso di comunicare riservatamente agli interessati non il nome dell’aggiudicatario ma quello delle imprese risultate perdenti, prima della ratificazione finale della decisione nel prossimo comitato di gestione previsto per fine gennaio. “Ai dipendenti – spiega Luca Valente, rappresentante dei lavoratori negli storici cantieri ex Campanella – non risulta che finora negli uffici della Palumbo sia arrivata alcuna comunicazione attestante la sconfitta”. Il lavoro nel cantiere sta anzi aumentando e Palumbo ha reintegrato gli operai che nello scorso anno erano finiti in Cassa Integrazione Guadagni causa CoVid. Tra le maestranze trapela insomma un cauto ottimismo, anche se i tredici operai cui a fine 2020 è scaduto il contratto oggi sono a tutti gli effetti disoccupati. “I lavoratori del cantiere – conclude Valente – si augurano che, chiunque sia il vincitore della concessione, tutti i dipendenti (che non hanno alcuna responsabilità nelle tormentate vicende societarie e che, nonostante abbiano confermato lo stato di agitazione, l’assemblea permanente e il blocco degli straordinari, continuano ad assicurare la piena attività del cantiere) siano al più presto reintegrati, vista anche l’incremento del lavoro dello storico stabilimento navale”.

Massimo Macciò

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