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Vado Ligure: centrale elettrica a idrogeno verde. Ecco il polo energetico ottimale

Riconversione senza inquinamento, basata sull’elettrolisi dell’acqua di mare, alimentata dall’energia  solare, eolica e idroelettrica.

di Giovanni Maina

PREMESSE – Il cambiamento climatico è talmente grave che le condizioni ambientali globali sono ormai estreme, al limite della sostenibilità: ghiacciai, calotte polari e permafrost in disgelo. Equilibrio idro-geologico  alterato da frane, alluvioni, tempeste, mareggiate e bombe d’acqua. Incendi e desertificazione inarrestabili ovunque.

Dunque le emissioni di gas serra e il conseguente aumento di temperatura globale devono essere drasticamente limitati, senza se e senza ma. La transizione  energetica, dai combustibili fossili a quelli a emissioni zero, deve essere quindi la più rapida   possibile, eliminando alla radice tutte le cause, anche pretestuose, che la impediscono.

In realtà, finalmente, la transizione delle centrali termoelettriche verso l’utilizzazione dell’idrogeno H2 è  tecnicamente possibile.  Anche il bilancio economico del modello energetico basato sull’idrogeno, risulta sostenibile se si considerano tutti i benefici connessi, da quelli sociali a quelli della vivibilità ambientale.

VERSO UNA CENTRALE OTTIMALE – L’ipotesi progettuale proposta, fra quelle possibili, offre esemplari aspetti virtuosi specifici per la produzione dell’energia elettrica della centrale, capaci di limitare progressivamente e in tempi brevi le emissioni, in parallelo con l’implementazione degli impianti della produzione di H2. Inoltre essa è fondamentale per la transizione verso la mobilità urbana pubblica, privata e ferroviaria, a  inquinamento nullo, poiché fornisce il carburante più virtuoso possibile,  nel momento in cui la tecnologia produce i mezzi di trasporto adeguati in ogni settore. Infine l’immagine del comprensorio savonese con l’ambiente sempre più decarbonizzato, contribuisce a migliorarne l’attrattività turistica di qualità.

Tutto ciò è possibile, in quanto la logistica del territorio circostante alla centrale, offre le condizioni ottimali per la realizzazione di un progetto multifunzionale, progressivo e con investimenti minimali connessi all’economia di scala favorevole del contesto.

ALTERNATIVA VIRTUOSA – Sostanzialmente questa proposta è diametralmente opposta a quella di Tirreno Power, che prevede il potenziamento della centrale di ulteriori 800 MW, con 2 nuovi gruppi a gas, in sostituzione degli esistenti, con un investimento di 300 ML.  Progetto inaccettabile poiché in contrasto con le normative della UE, che vieta ogni aumento di  emissioni di CO2, che i più efficienti nuovi turbogruppi a metano di doppia potenza, comunque provocherebbero.

PRODUZIONE  DELL’ IDROGENO – Viceversa, la riconversione a H2 prevede un primo passo ecologicamente  virtuoso, nel rispetto degli accordi internazionali COP21 di Parigi, consistente nella installazione della filiera dell’idrogeno, senza interrompere il funzionamento della centrale.Infatti l’obiettivo fondamentale è la produzione di H2 “solare”, a inquinamento zero, mediante l’elettrolisi dell’acqua di mare, realizzata con energia elettrica  prodotta dai pannelli fotovoltaici, da installare sul sito della centrale in tempi brevi .

Tuttavia per ottimizzare la produzione di H2 pulito, sarebbe disponibile anche l’energia elettrica,  dei 12 impianti idroelettrici esistenti e già gestiti dalla centrale.Infine, l’efficienza migliorerebbe ancora, qualora fosse disponibile anche l’ energia pulita delle pale eoliche delle colline vicine. In sintesi l’ H2 sarà prodotto (poi usato e/o accumulato): dai pannelli fotovoltaici, oppure l’ elettrolisi sarà alimentata con i picchi di energia prodotta da tutti gli altri impianti disponibili. Esso verrà accumulato in appositi serbatoi dai quali sarà smistato per alimentare: le stazioni di servizio per i bus e le auto, i locomotori dei treni, oppure gli stessi gruppi turboelettrici della centrale, miscelato con il gas metano.

IL SISTEMA  POLIFUNZINALE DELL’ IDROGENO – La riconversione parziale a idrogeno della centrale, mentre richiede un investimento minimale, la trasformerebbe in un polo energetico multifunzionale ottimale, capace di soddisfare:

1 – la fornitura di energia elettrica del comprensorio savonese

2 – l’alimentazione dei bus e delle auto a idrogeno presso la stazione di servizio autostradale, posta a soli 200 metri

3 – l’alimentazione dei futuri locomotori a idrogeno ( che la Alston già costruisce a Savigliano ), collegando la vecchia stazione di Vado, distante anch’essa 200 metri

4 – l’accumulo ( reversibile ) di energia elettrica in un punto di ricarica, installato nella centrale, per una numerosa serie di batterie per mezzi elettrici di ogni tipo; accumulo  elettrico che dalle batterie può essere riversato in rete in caso di necessità. Ovviamente tutto questo avverrà con una notevole diminuzione dell’inquinamento ambientale, abbinato all’aumento di efficienza di tutto il sistema energetico.

Le spese necessarie sono limitate dall’utilizzo del canale già esistente, per alimentare con l’acqua di mare,  l’impianto di elettrolisi che verrà installato. Inoltre non sarebbe necessario sostituire le turbine esistenti poiché esse funzionano anche con una miscela di gas metano integrata con l’idrogeno, per circa un terzo, con semplici adattamenti.

Si tratterà di installare le batterie di pannelli fotovoltaici, i serbatoi di accumulo del H2, i moduli costituenti l’impianto di separazione dell’idrogeno dall’acqua di mare, a basso voltaggio e il polo di ricarica multiplo delle batterie.

Infine sarà costruita la rete di distribuzione del’ H2 tra l’impianto elettrolitico, i serbatoi, e all’esterno della centrale, la stazione di servizio sull’A10 e il punto di ricarica della stazione F.F. di Vado. Opportuni adattamenti saranno eseguiti per alimentare  le turbine con la miscela metano – idrogeno. Infine,   l’impianto elettrico, sarà integrato con  i nuovi collegamenti e la centralina di controllo e regolazione degli impianti aggiunti. Dal punto di vista finanziario, il progetto è coerente con le risorse del Recovery fund di 74 miliardi previsti per la riconversione green del sistema energetico italiano.

Giovanni Maina

(Noi per Savona)

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G.Maina

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