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Liguria e Basso Piemonte

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I Verdi savonesi e Progetto “BeiguaSol: 8 Comuni.Urbe capofila. Chi riceve finanziamenti: Gal e Parco. Rischi depotenziamento

“Aree Interne  Beigua Sol” – “Gal Valli Savonesi”- “Parco del Beigua”. Grande richiesta di finanziamenti europei, ma con il pericolo di ulteriori complicazioni amministrative che rischiano ancora di ridurne i benefici. Nefasto il depotenziamento dei “Parchi Liguri”.

di Gabriello Castellazzi*

Nelle settimane scorse si è concluso l’iter dell’accordo di programma “Aree Interne-BeiguaSol”. Una procedura durata tre anni, che comprende 28 progetti con  una richiesta complessiva di finanziamenti europei per 9 milioni di Euro. Adesso si può avviare la fase esecutiva ed ovviamente i “Verdi” auspicano una rapida realizzazione di tutti i progetti tra i quali spiccano:

-il sostegno al turismo sostenibile, diversificando e migliorando l’offerta turistica di qualità legata alla promozione del turismo outdoor;

-la valorizzazione della rete escursionistica che fa riferimento al “Geoparco Unesco del Beigua” (“Alta Via dei Monti Liguri” e  “Rete Escursionistica Ligure”);

-la messa in rete delle strutture ricettive per ospitalità diffusa. La valorizzazione dei numerosi siti museali e religiosi, dei borghi e delle eccellenze eno-gastronomiche;

-la lotta all’abbandono delle aree rurali, nella consapevolezza che tale fatto determini il dissesto idrogeologico;

-la salvaguardia della biodiversità e del paesaggio che rappresentano i due aspetti centrali per la sostenibilità e la sopravvivenza, non solo rurale, del territorio;

-la promozione dell’inclusione sociale attraverso la riqualificazione dei servizi di base per  cittadini e turisti, finalizzati a superare la marginalizzazione dei territori  periferici;

-il miglioramento delle competenze del capitale umano, attraverso un pacchetto di interventi che in ambito scolastico mettano al centro l’allievo, permettendo di offrire un servizio idoneo ad accompagnare e sostenere la scelta di chi ha deciso di rimanere nell’area interna.

Tutti obiettivi che prevedono la promozione del territorio entro una visione di “comunità verde”, imperniata  sul “Parco Naturale Regionale del Beigua” quale elemento unificante.

Del progetto “BeiguaSol” fanno parte otto Comuni: Campo Ligure, Masone, Mele, Rossiglione, Stella, Sassello, Tiglieto (tre sono in provincia di Savona) ed Urbe in qualità di Ente capofila. Sul vasto territorio denominato “ Aree Interne-BeiguaSol” operano però altri due Enti pubblici che chiedono e ricevono, da diversi anni, finanziamenti dall’Unione Europea e sono

il “GAL(Gruppo di Azione Locale) Valli Savonesi”,  il “Parco Naturale Regionale del Beigua”. Alcuni Comuni sono inseriti in tutti e tre gli Enti e non si può nascondere la preoccupazione per le difficoltà nel riuscire a raggiungere  gli importanti obiettivi dato il prevedibile intasamento amministrativo.

Partiamo dalla verifica di una realtà contabile che si può facilmente verificare attraverso le relazioni dell’ E.S.I.F. (European Structural and Investment Funds):   l’Italia ha beneficiato di 75 miliardi di Euro stanziati a suo favore dall’Unione Europea nei bilanci 2014-2020  ( “sviluppo regionale”,  “sviluppo rurale”,“occupazione giovanile”, “affari marittimi e pesca”, ecc. ); ma di questi ne ha impegnati solo 54 (pari al 73% del totale) e spesi effettivamente solo 26 (pari al 35% del totale), tanto che si pensa di ridurre il tasso di cofinanziamento nazionale in modo da abbassare la cifra da spendere entro i termini previsti, consentendo di avvicinarsi almeno agli obiettivi intermedi.

L’Italia non riesce a spendere perchè le Regioni spesso non riescono a fare progetti nei tempi richiesti, presentarli a Bruxelles con competenze adeguate e se entro tre anni dall’impegno di spesa (che ogni singola Regione indica nella gestione dei fondi strutturali) non si  presentano all’Unione Europea le domande di pagamento, vengono automaticamente cancellate le quote di finanziamento (purtroppo anche la Liguria, in passato, si è trovata in questa situazione). La complessità dei regolamenti europei (e le difficoltà che ne conseguono) chiama in causa la preparazione della Pubblica Amministrazione (gli adempimenti amministrativi richiedono competenze specifiche e gli ingorghi sono frequenti).

In provincia di Savona, come abbiamo visto, la situazione è particolarmente complicata perché i tre  Enti considerati (GAL Valli Savonesi-Parco del Beigua-Aree Interne BeiguaSol) attingono a finanziamenti europei in settori con identiche finalità e sono tanti i Comuni  che partecipano a progetti simili. Non si deve dimenticare che il Comune di Urbe (geograficamente parte del comprensorio) aveva deliberato di entrare nel  “Parco Naturale del Beigua”, ma è stato penalizzato dall’ assurdo veto della Giunta Toti impegnata in una politica di depotenziamento delle “Aree Protette”.

Ferruccio Sansa, proprio nei giorni scorsi, ha denunciato il disegno demolitore della Regione Liguria che volutamente fa mancare finanziamenti vitali ai “Parchi Liguri”.

Ritornando al problema in oggetto, risulta evidente come l’incrocio di competenze rischi di causare rallentamenti amministrativi. E questo si può facilmente verificare procedendo ad una analisi che metta in evidenza la sovrapposizione dei progetti “Aree Interne – BeiguaSol” con quella degli altri due  Enti sopra citati.

Nelle strategie operative del “GAL Valli Savonesi” leggiamo tra gli ambiti prioritari di intervento:

-turismo sostenibile e patrimonio culturale; tutela del paesaggio e delle aree terrazzate; -monitoraggio del rischio idrogeologico e prevenzione degli incendi boschivi;

-sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali nel settore agro-alimentare secondo principi di qualità e sostenibilità, progetto “Banca della Terra”;

-infrastrutture digitali;

-intesa cooperativa finalizzata a sviluppare iniziative economiche (piante officinali);

-recupero e rilancio della rete sentieristica; valorizzazione della “Via Aleramica”; attività sportive outdoor.

In relazione al “Parco Naturale Regionale del Beigua”e “Geoparco” (complessivamente un vasto territorio di 39.200 ettari) vediamo quali sono i piani delle attività e gli elementi di riferimento che attingono anche loro a fondi comunitari PSR(Piano di Sviluppo Rurale)e FESR(Fondo Europeo di Sviluppo Regionale). Le finalità indicano:

-la tutela e la riqualificazione degli ambienti naturali insieme ai valori storico-culturali-paesaggistici;

-il miglioramento della qualità della vita in un equilibrato rapporto tra ambiente naturale e antropico (riassetto del suolo);

-la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità;

-lo sviluppo sociale ed economco con l’attivazione di iniziative nei settori agro-turistico-artigianali;

-la volontà di collegarsi con le “Aree Protette” del sistema regionale, nazionale ed internazionale, per  l’attuazione di progetti comuni nell’ambito delle misure previste dal PSR, ed in particolare con le “Strategie di Sviluppo Locale”, del “GAL-Valli Savonesi” e del “BeiguaSol”.

Risulta evidente la strategia comune dei tre Enti; la necessità di una stretta collaborazione tra i relativi apparati amministrativi al fine di evitare una sovrapposizione delle misure da adottare, con  il rischio concreto di vedere ancora compromessi  importanti obiettivi.

Nel periodo critico della pandemia da Covid19 e nell’attesa dei finanziamenti che giungeranno con il “Recovery Fund” è più che mai necessaria una strategia comune che veda, come in tutta Europa, i “Parchi Nazionali” e “Regionali” quali veri protagonisti di un autentico “sviluppo sostenibile”.

*Il Portavoce della “Federazione dei Verdi” della provincia di Savona,

Gabriello Castellazzi

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